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Burro di pistacchio fatto in casa

burro di pistacchio fatto in casa

Non so se capiti altrettanto a voi, ma in casa mia, un sacchetto di pistacchi ha di solito una vita molto breve, nonostante il fastidio di dover sgusciare quelli chiusi. Il burro di pistacchio fatto in casa, è il cibo degli dei, ne diventerete gelosi, ossessionati e difficilmente vorrete condividerlo con qualcuno. Il burro di pistacchio fatto in casa è l’alternativa ideale per coloro che risultano allergici alle arachidi, ma non solo. Con ben 20g di proteine per etto, i pistacchi rappresentano anche una fonte preziosa di omega 6 e omega 3. Apportano inoltre buone quantità di fibre e potassio e alcune ricerche suggeriscono che, con le loro numerose molecole antiossidanti, possano riservare del vantaggi nella riduzione del colesterolo ematico.

 

burro di pistacchio fatto in casa

Burro di pistacchio fatto in casa | ingredienti e preparazione

200 g di pistacchi non salati e non tostati
un pizzico di sale
un cucchiaio di olio di cocco (opzionale)

Mi rendo conto che trovare dei pistacchi non salati e non tostati, sia un privilegio riservato perlopiù a chi ci segue dalla sicilia, che sicuramente ha già avuto modo di preparare da sé una varietà di manicaretti a base del miglior pistacchio del mondo. Chi invece, come me, ha a disposizione unicamente pistacchi salati, può ovviare al problema lasciandoli in ammollo in acqua fredda per circa quindici  minuti, Trascorso questo tempo, i pistacchi vanno scolati e risciacquanti brevemente per rimuovere ogni altra traccia di sale e asciugati con cura con un panno.
In seguito possiamo procedere alla tostatura, versando i pistacchi in una larga e pesante padella antiaderente, preriscaldata a fuoco alto, continuando a muoverli, stavolta dopo aver abbassato la fiamma al minimo, cercando di ottenere una tostatura omogenea ed evitando di bruciarli.
A questo punto, strofiniamo delicatamente i pistacchi in un panno morbido, per liberarli dalle pellicine, che renderebbero il nostro burro di pistacchi fatto in casa più scuro e meno liscio al palato ( ma se preferite un risultato più ruvido, potete saltare questo passaggio)
Ora serve un buon macinaspezie. Preferisco evitare di consigliare l’uso del frullatore a boccale, nella preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, poiché ogni modello ha una potenza di motore e un tipo di lama differente e i più inesperti potrebbero danneggiare il macchinario. Un macinaspezie, invece, consente sempre di ottenere un risultato vellutato e omogeneo, anche se si deve procedere per piccole dosi. Io ho un tritatutto molto compatto, che permette di ottenere burri di semi e frutta secca fino a 200g di ingredienti per volta e va più che bene per le mie esigenze ( lo trovate qui )

chi invece preferisce usare il classico frullatore per la preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, può seguire le indicazioni già illustrate per la preparazione del burro d’arachidi .
Una volta ottenuto il vostro burro di pistacchio fatto in casa, potrà essere conservato, fuori dal frigo, in un vasetto a chiusura ermetica fino a quattro sei settimane.

Spesso si cerca di migliorare il gusto dei burri di semi o frutta secca, aggiungendo cannella, o semi di vaniglia. Personalmente credo che il gusto del pistacchio naturale sia così delicato e prezioso che sarebbe un peccato alterarlo con altri aromi o dolcificandolo.

Il burro di pistacchio fatto in casa, può essere consumato al naturale ( non esagerate, è pur sempre molto calorico) o essere usato al posto del burro d’arachidi in moltissime ricette.

Vi aspetto sulla nostra pagina facebook e nel nostro gruppo! 

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ghiaccioli al cocco e melograno

ghiaccioli al cocco

ghiaccioli al cocco
Niente di meglio dei ghiaccioli al cocco e melograno per affrontare al meglio l’afa estiva. dei benefici derivanti da un’adeguata assunzione di cocco e dei suoi prodotti abbiamo già parlato in passato ( avete già provato il gelato proteico alla polpa di cocco? ) e sono certa che nessun altro frutto rappresenti meglio il gusto delle vacanze estive, rievocando in molti ricordi piacevoli.

La ricetta di oggi fa uso dell’acqua di cocco in polvere, prodotto innovativo che consente di sfruttare al meglio i benefici reidratanti e rimineralizzanti dell’acqua di cocco, senza l’incubo della scadenza incombente.

L’acqua di cocco è disponibile a questo link, approfittando della promozione di oggi con il  codice iscrizione MP28369474

Il melograno aggiunge una dose extra di antiossidanti e flavonoidi, se non li trovate, sostituiteli con frutti rossi o kiwi

 

Ghiaccioli al cocco e melograno

 

1 melograno ( in alternativa 150 g di frutti rossi o kiwi a pezzetti)
2 misurini di acqua di cocco in polvere MyProtein
30 g di vitafiber
250 ml d’acqua

Rimuovete i chicchi dal melograno e tenetene da parte circa 3 cucchiai.

In una ciotola mescolate 15 g di vitafiber con l’acqua di cocco in polvere, aggiungete a filo l’acqua, sempre mescolando perché non si formino grumi.

Versate il liquido ottenuto negli stampini per ghiaccioli, aggiungete i chicchi di melograno tenuti da parte e fate gelare in frigo per due ore

Versate i restanti chicchi di melograno nel frullatore e ricavatene una poltiglia; non frullate troppo a lungo e assicuratevi di aver prima tolto tutte le pellicine, così eviterete di ottenere un succo amaro.

Versate i chicchi frullati in un colino coperto da una garza e lasciate in frigo a colare per almeno due ore.
Se usate i frutti rossi o i kiwi, potete saltare questo passaggio.

Raccogliete il succo ottenuto e mescolatelo ai 15 g di vitafiber rimanenti, tirate fuori gli stampini dal freezer, a questo punto la parte superiore dei ghiaccioli al cocco sarà solidificata, quindi potete aggiungere il succo di melograno ( o dei frutti che avete scelto di impiegare)

I vostri ghiaccioli al cocco saranno pronti dopo due ore, e sono un modo perfetto per sostituire le bevande sportive durante i mesi estivi.

Un ultimo consiglio, iscrivetevi a Buzzoole, per guadagnare buoni Amazon e partecipare a stimolanti campagne di marketing
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Trivelline Primavera in collaborazione con Sgambaro

Dopo una breve assenza, torniamo a parlare di buon cibo, ma soprattutto di cibo buono, che fa bene anche alla natura, grazie a Sgambaro, azienda italiana al 100% che presta ad ogni chicco dei suoi grani la massima cura , nel rispetto della tradizione, di ognuno dei suoi coltivatori, dell'ambiente e del consumatore. 
I grani di Sgambaro provengono interamente da coltivazioni italiane, tutta l'energia elettrica impiegata in ogni processo produttivo deriva esclusivamente da fonti rinnovabili e inoltre non vi è distanza tra pastifico e molino, in questo modo l'azienda azzera le emissioni di CO2, garantendo inoltre una maggior freschezza della semola. 
Sgambaro aderisce inoltre al progetto Carbo Mark, impegnandosi nell'adozione di boschi del nord Italia, per compensare le emissioni di CO2.
sgambaro trivelline
Per la ricetta di oggi ho scelto le Trivelline di kamut Sgambaro, accompagnate dai sapori della primavera e impreziosite da
 un tocco d'Oriente.
Saprete già che il Kamut è un cereale noto per il suo gusto gradevolissimo e per il suo alto contenuto proteico, l'ideale per chi
 desideri mangiare bene e sentirsi attivo e leggero

Trivelline Primavera: ingredienti per 4 persone

400 g di Trivelline di Kamut Sgambaro
200 g di zucchine
200 g di zucca mantovana
200 g di piselli freschi
100 g di carote tagliate a julienne
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di curcuma
sale, pepe
Tagliate le zucchine a rondelle e la zucca mantovana a fettine sottili. 
In una larga padella, fate scaldare l'olio extravergine d'oliva con lo spicchio d'aglio schiacciato. 
Dopo un minuto, aggiungete le carote tagliate a julienne, le fettine di zucca mantovana, i piselli freschi e le rondelle di zucchina. 
Saltate le verdure mescolando continuamente, dovranno cuocere, pur restando croccanti, ci vorranno circa 8-10 minuti. 
Intanto fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata per il tempo di cottura indicato sulla confezione. 
Mentra la pasta cuoce, versate le verdure saltate in una zuppiera, e mantenetele al caldo. 
Usate il fondo di cottura per tostare a fuoco bassissimo la curcuma per un minuto o due, badando che non si bruci. 
Scolate la pasta e versatela nella padella con la curcuma, 
fatela saltare affinché si insaporisca e aggiungete le verdure croccanti. 
Aggiustate con una spolverata di pepe e servite ben caldo.
A presto con un'altra ricetta realizzata in collaborazione con Sgambaro.
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Porridge, tutti i segreti

Il porridge d’avena è probabilmente ricetta più versatile e malintesa nel mondo del fitness, sebbene sia un alimento semplice, ma estremamente saziante e nutriente, c’è una certa confusione riguardo al corretto modo di prepararlo e al tipo di avena più adatto per ottenere un risultato appagante.
In questo post chiariremo alcuni concetti fondamentali e proporremo alcuni suggerimenti di utilizzo interessanti 🙂

Per tutte le altre ricette a base di avena vi invitiamo a consultare il nostro archivio sempre aggiornato ——-> archivio avena 

Tipi di avena in commercio

fiocchi d'avena baby

Innanzitutto è bene precisare che ogni tipo di avena presente in commercio presenta i medesimi valori nutrizionali, indipendentemente dal suo aspetto finale, ogni chicco d’avena è stato privato della sua parte esterna, costituita prevalentemente da fibre indigeribili, che potete ritrovare in commercio sotto forma di crusca d’avena.

Avena spezzata o Steel-cut:

poco diffusa in Italia, la steel cut è uno spezzato di avena grossolano, cuoce in circa 30 minuti, un tempo decisamente più lungo dei più comuni fiocchi d’avena.
La sua consistenza e i tempi di cottura lunghi, la rendono perfetta per essere impiegata in zuppe, minestre o per preparare “risotti” d’avena. Si presta all’uso del porridge solo se preparata, durante la notte, con l’aiuto di uno slow cooker.

Fiocchi d’avena o rolled oats:

Per ottenere i fiocchi, l’avena viene precotta al vapore, schiacciata per mezzo di rulli e leggermente tostata per eliminare l’umidità residua. Cuociono in circa 15 minuti, e si adattano a preparazioni sia dolci che salate. Inoltre possono essere polverizzati in frullatore per ottenere farina d’avena pronta all’uso. Il loro costo contenuto, la grande versatilità e la facile reperibilità li rendono un ingrediente prezioso da tenere sempre in dispensa.

Fiocchi baby

I fiocchi d’avena del tipo baby subiscono lo stesso processo produttivo dei rolled oats, con la differenza che vengono esposti al vapore per un periodo più lungo e passati attraverso cilindri che li pressano più intensamente. In questo modo si ottengono fiocchi molto sottili che necessitano solo pochissimi minuti di cottura, ma che possono essere consumati anche “crudi”, magari aggiunti allo yogurt o allo shake. Sono quelli più apprezzati dal pubblico italiano. sebbene il loro costo sia leggermente superiore rispetto ai rolled oats.

 

Farina d’avena:

la maggior parte della farina d’avena in commercio è ottenuta da fiocchi d’avena trattati al vapore e leggermente tostati. Ciò dipende in gran parte dal fatto che la farina così ottenuta, può essere impiegata in aggiunta agli shake senza cottura, inoltre la pre-cottura, privando l’avena di gran parte della sua naturale umidità, preserva il prodotto finale dalla formazione di pericolose muffe alimentari.
Come anticipato in precedenza, è possibile ottenere farina dai fiocchi, triturandone quelli necessari in un frullatore per qualche secondo.

Porridge tempi di cottura e quantità di liquido

Ogni tipo di avena può contribuire alla creazione di un ottimo porridge, dolce o salato; è anche possibile congelare piccole porzioni di alimento già preparato, che può essere rapidamente scongelato al microonde al momento del bisogno.
Di seguito elenchiamo le proporzioni ideali per i diversi tipi cottura del porridge per ogni tipo di avena, considerando due porzioni per ogni tipo, moltiplicate gli ingredienti in base alle vostre necessità e scegliete il liquido più adatto alle vostre esigenze nutrizionale ( acqua o latte, di ogni genere)

Cottura in pentola

Porridge d’avena Steel cut : 80 g d’avena – 300 ml di liquido – 25 minuti di cottura

Porridge di fiocchi d’avena: 80 g d’avena – 250 ml di liquido – 10 minuti di cottura

Porridge di fiocchi baby o da farina istantanea: 80g di avena, 250 ml di liquido – 5 minuti di cottura

Porridge al forno o oven baked oats:

Ogni tipo di avena in commercio può essere preparato anche in forno, ma il genere stell cut e rolled oats di prestano ad un risultato decisamente migliore, le dosi di seguito sono per 6-8 porzioni, e anche questo tipo di porridge si presta bene al congelamento

Steel cut baked oats: 250 g di avena – 900 ml di liquido – 60 minuti di cottura a 180°C

Rolled oats: 350 g di avena – 600 ml di liquido- cottura 30-45 minuti a 180°C

 

Porridge al microonde

Probabilmente il metodo più rapido e pratico per cuocere il porridge è il microonde,le dosi che seguono sono per una porzione.

Porridge di farina d’avena: 40 g di avena – 175 ml di liquido – cottura per 3 minuti alla massima potenza

Porridge di fiocchi d’avena: 40 g di avena – 230 ml di liquido – cottura per 3 minuti alla massima potenza

Porridge di fiocchi baby: 60 g di avena – 250 ml di liquido- cottura per 2 minuti alla massima potenza

Il porridge di farina d’avena si può preparare anche aggiungendo acqua bollente all’avena e lasciandola riposare per pochi minuti dopo aver mescolato con cura.

Overnight oats

overnight oat

l’overnight oat porridge è la preparazione più fraintesa dai consumatori italiani, probabilmente a causa dell’ondata di dilettantismo che ha recentemente invaso i social, ma questa è un’altra storia.
Esiste un solo modo per preparare un overnight porridge propriamente detto, ovvero bisogna aggiungere all’avena circa il triplo del suo peso in yogurt (del tipo classico, lo yogurt greco non apporterebbe liquidi a sufficienza), aggiungere eventualmente frutta e semi e lasciare il tutto a riposare per un’intera notte in frigorifero, possibilmente in un contenitore di vetro con tappo a vite per evitare che assorba gli altri odori del frigo e possibili contaminazioni batteriche.
Il riposo notturno consente ai lattobacilli di predigerire le fibre dell’avena, rendendo il porridge estremamente digeribile.
Chiunque vi dica che un overnight si prepara cuocendo l’avena la sera precedente, ha grossi problemi con la comprensione dell’inglese o ,più semplicemente, sta improvvisando…

I topping

Un buon porridge è reso tale anche da un topping adeguato. Scegliete alimenti freschi di stagioni, quando è possibile, o frutti rossi congelati ( avendo sempre cura di decongelarli al microonde o in pentola). I burri di frutta secca sono un’alternativa che rende il porridge delizioso e saziante, rallentando l’assorbimento intestinale degli zuccheri e contribuendo a mantenere stabile a lungo i livelli di glicemia.
Le spezie come cannella e coriandolo daranno un tocco esotico alla vostra colazione.
Infine gli sciroppi zero cal vi faranno dimenticare di essere in ipocalorica, provate la nostra ricetta di sciroppo al cioccolato zero cal ——-> la trovate qui
Dolcificate il vostro porridge con un prodotto a basso IG come lo xilitolo, o con del miele, o se preferite, con la applesauce, e gustatelo per una colazione nutriente e completa

porridge2

Ecco i codici di iscrizione ai siti dei nostri partner, presso i quali troverete avena della migliore qualità e in ogni formato
***MyProtein  codice iscrizione MP28369474
***Bulkpowders  codice iscrizione NPXR83
***TheProteinWorks  codice iscrizione NP940297

 

 

 

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Polpette di ricotta al forno

Le polpette di ricotta al forno sono un piatto che trae origine dalla tradizione calabrese, che prevede la cottura in una salsa di pomodoro molto ristretta, che ho rimaneggiato perché fossero più adatte ad un’alimentazione gustosa, ma senza eccessi.
polpette di ricotta al forno

Con gli ingredienti proposti oggi si ottengono circa 14 polpette di ricotta da 30 g l’una, che possono essere surgelate, indifferentemente prima o dopo la cottura, e rappresentano una pratica soluzione per coloro che cercano un’idea per i pranzi a lavoro.

Naturalmente ricche di proteine di siero del latte, apportate dalla ricotta, queste polpette, sono una ricetta proteica senza proteine in polvere, che appaga il gusto, sazia a lungo, e può essere personalizzata in molti modi, aggiungendo ad, esempio, erbette fresche, spezie in polvere o, come ho fatto in questo caso, aromi per alimenti come quelli di Flavourart.

Polpette di ricotta al forno – Ingredienti per due persone

 

300 g di ricotta magra
1 uovo intero ( o due albumi)
90 g di pangrattato ( se preferite un’alternativa con meno carboidrati, utilizzate l’equivalente in peso di wasa, ridotti in polvere nel frullatore)
40 g di parmigiano reggiano
sale e pepe
aglio granulare a piacere
aromi a piacere ( io ho usato Burro e Zafferano di Flavourart)

Munitevi di una ciotola ampia e riunite al suo interno tutti gli ingredienti. Con le mani pulitissime mescolate il tutto, fino ad ottenere un composto sodo.
Nell’eventualità che la vostra ricotta non sia abbastanza asciutta, aggiungete ancora un cucchiaio o due di pangrattato o wasa sminuzzati.
Lasciate riposare l’impasto mezz’ora in frigorifero, affinché raggiunga la consistenza ottimale e i sapori si omogenizzino.
Trascorso il tempo di riposo accendete il forno a 175°C  e preparate la teglia sulla quale cuoceranno le vostre polpette di ricotta.
Con le mani leggermente inumidite, formate con l’impasto, delle polpette grandi circa come una pallina da golf e date loro una forma leggermente schiacciata, allineandole sulla teglia preparata in precedenza, via via che saranno pronte.
Cuocetele in forno già caldo per circa 15-20 minuti.
Potete servirle così come sono, oppure, come ho fatto io, accompagnandole a spinaci e a una fondutina  ottenuta scaldando a fuoco basso due cucchiai di parmigiano reggiano con la stessa quantità di latte.
Una spolverata finale di noce moscata le renderà irresistibili.

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Sformato di zucca e patate dolci

sformato di zucca e patate dolci

 

Lo sformato di zucca e patate dolci, col suo gusto delicato, si adatta a completare ogni pasto del giorno. Ottimo caldo, irresistibile freddo, può essere preparato un una teglia grande o in miniporzioni, perfette per i pranzi a lavoro,

 

Sformato di zucca e patate dolci – Ingredienti:

400 g di zucca
300 g di patate dolci
3 uova intere o 160 ml di albumi
40 g di farina d’avena ( o di ceci, per un’alternativa senza glutine)
noce moscata
zenzero in polvere
sale e pepe
olio per ungere la teglia

Tagliamo la zucca e le patate dolci in grossi pezzi, disponiamo il tutto su una placca da forno ricoperta da un foglio di alluminio e cuociamo in forno già caldo a 200°C per circa 30 minuti, o finché la polpa degli ortaggi non sarà tenera.

In alternativa è possibile velocizzare l’operazione in microonde con l’aiuto di un sacchetto apposito come questo sacchetto per la cottura in microonde

Lasciamo intiepidire e con l’aiuto di un cucchiaio liberiamo la polpa di zucca e patate dolci dalle bucce.

In un mixer versiamo le uova, la farina, le spezie e la polpa degli ortaggi e azioniamo fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.

Ungiamo una teglia di medie dimensioni e versiamo il composto che cuocerà a 200°C per circa 25 minuti o fin quando formerà una crosticina dorata.

Lo sformato di zucca e patate dolci è perfetto per accompagnare il pollo, o qualsiasi altro piatto proteico.

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Biscotti a basso indice glicemico

 

biscotti a basso ig

Non c’è niente di meglio che infornare una teglia di biscotti ed estrarla, fragrante, dal forno. Sì anche ad Agosto, se il prodotto in questione è frutto di una ricetta pensata apposta per tutti quelli che, per motivi di salute, hanno bisogno di controllare l’apporto di carboidrati.

La ricetta dei biscotti a basso indice glicemico sì realizza con pochi ingredienti, facilmente reperibili.
Il sapore e la consistenza dei miei biscotti a basso indice glicemico sono del tutto identici a quelli dei tradizionali biscotti fatti in casa, per la loro preparazione mi sono avvalsa dell’aiuto della nuova Linea Wellness di Cerealia, in particolare del tipo N2 Base, che, come potrete apprezzare dalla scheda tecnica, apporta ben il 13,5% di proteine e 5,5 g di fibre per 100 g di prodotto.

Per dolcificare ho usato un mix di xilitolo e vitafiber, dei quali vi ho già parlato in precedenza, a proposito delle meringhe senza zucchero e delle Quest Bar fatte in casa, entrambi non alterano i valori ematici degli zuccheri e possono essere consumati serenamente anche dai pazienti affetti da diabete mellito.

Biscotti a basso indice glicemico

per circa 24 biscotti

200 g di farina N2 Base Wellness
70 g di xilitolo
30 g di Vitafiber
70 g di olio di cocco freddo di frigorifero ( o di burro comune, di buona qualità)
1 uovo intero
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
aroma di vaniglia o scorza di limone

Preriscaldate il forno a 170°C e preparate una teglia ricoprendola con un foglio antiaderente. ( Ma questo potreste farlo anche più tardi…)

In una ciotola ampia, setacciate la farina con il lievito e il vitafiber; aggiungete l’olio di cocco a pezzetti ( o il burro), l’uovo leggermente sbattuto, lo xilitolo e l’aroma a scelta.

Impastate rapidamente finché tutti gli ingredienti formeranno un impasto morbido, lucido e omogeneo.

Date all’impasto dei biscotti a basso Indice Glicemico la forma di un salsicciotto di circa 5-6 cm di diametro, avvolgetelo nella pellicola per alimenti, e lasciatelo riposare in frigo.

Il tempo di riposo può variare da un’ora a tre giorni, maggiore sarà l’attesa, più soddisfacente sarà il risultato, grazie ad un migliore sviluppo della maglia glutinica.

Trascorso il tempo di riposo, estraete l’impasto dal frigorifero e, con l’aiuto di un coltello a lama liscia, ricavatene delle fette alte un centimetro.

Posatele sulla teglia preparata in precedenza, lasciando tra un biscotto e l’altro circa due centimetri di spazio per evitare che si tocchino durante la cottura.

Cuocete in forno caldo a 170°C per 10-12 minuti, o finché non avranno preso colore.

Lasciate che i biscotti a basso indice glicemico siano perfettamente freddi prima di riporli in una scatola a tenuta ermetica, nella quale si conserveranno fino a dieci giorni.

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Meringhe magiche senza uova e senza zucchero

 

Un avvertimento prima di cominciare, questo è una ricetta che richiede due elementi fondamentali:  tanta pazienza, (anche  per arrivare in fondo a questo lunghissimo post), e la vostra comprensione per le foto che rasentano l’indecenza, ma le ho scattate in corso d’opera mentre cercavo di dissuadere il gatto dal leccare il cucchiaio, siate clementi.

Non sono mai stata un’amante dei dolci in generale, ma a due cose non riesco a resistere: le meringhe e i marshmallows che, come saprete, contengono una percentuale altissima di zucchero.

Le cose si sono complicate quando, pochi anni fa, grazie a questo illuminante post del Porfessor Bressanini, sono finalmente riuscita a realizzare le merighe perfette: bianchissime, leggere, perfettamente asciutte; resistere alla tentazione di prepararle praticamente ogni giorno è stata dura. Così, per mesi non ho fatto altro che pensare se fosse possibile ottenere un’alternativa fit senza lo zucchero comune. Avevo già fatto un tentativo con la pavlova proteica , ma il risultato finale si prestava solo ad essere utilizzato come base per un dolce più complesso ( e poi il fatto che io detesti la Stevia è praticamente di dominio pubblico).

Dopo settimane di tentativi finalmente la soluzione: xilitolo.
Lo xilitolo ha il sapore e l’aspetto dello zucchero, ma contiene il 40% di calorie in meno e soprattutto non incide sulla glicemia, questo lo rende perfetto per il consumo anche da parte dei diabetici.

Cos’è lo xilitolo?

Lo xilitolo è una sostanza classificata come polialcol, i polialcoli sono molecole ibride tra gli alcoli e gli zuccheri, la loro struttura gli permette di stimolare i recettori del dolce posti sulla lingua.
Con sole 2,4 calorie per grammo, lo xilitolo si trova in piccole quantità in molti frutti e viene utilizzato nell’industria dolciaria e per la realizzazione di prodotti destinati ai diabetici.

Sebbene i polialcoli siano tecnicamente carboidrati, essi non alterano la glicemia quindi virtualmente non contanto come carboidrati “netti”, lo xilitolo, sebbene di origine vegetale, non contiene fruttosio, quindi il suo impatto su insulina e glicemia è zero. Numerosi studi ne evidenziano i benefici sulla densità ossea, la prevenzione della carie  e sul metabolismo degli zuccheri.
Uno studio recente ne sottolinea l’utilità nel combattere le infezioni da candida albicans, poiché riduce la capacità dei lieviti di aderire all’ospite.
Cos’altro si può chiedere a un dolcificante?
Io acquisto lo xilitolo su Bulkpowders, se non siete ancora iscritti al sito utilizzate il codice NPXR83 in fase di iscrizione per ottenere subito uno sconto di 5 euro sul primo ordine.

Ma torniamo a noi, una volta trovato il dolcificante ideale mi è sembrata una buona idea complicarmi ulteriormente l’esistenza, così ho preso in prestito l’idea agli amici vegani e ho deciso di provare la loro meringa senza uova e, nel nostro caso, senza zucchero.

Meringhe magiche senza uova e senza zucchero

ingredienti:
30 ml di acqua di cottura dei ceci
90g di xilitolo
mezzo cucchiaino di succo di limone ( indispensabile, il sapore scomparirà del tutto)
poche gocce di estratto di vaniglia
2g di gomma xantana ( io non l’ho usata, ma può essere utile a mantenere la forma in cottura)

Dunque l’altro ingrediente inconsueto è l’acqua di cottura dei ceci, di solito la buttiamo via, ma grazie a una conversazione sulla pagina del Professor Bressanini ho scoperto che si tratta in realtà di un ingrediente preziosissimo, in grado di montare esattamente come gli albumi. Ma se non avete tempo e voglia di cuocere i ceci secchi, la buona notizia è che potete utilizzare anche l’acqua di governo dei ceci in scatola, sceglietene un tipo a basso contenuto di sale se avete la necessità di controllare l’apporto di sodio, io ho preso una marca a caso e il risultato il gusto finale non è affatto inficiato da quello del (poco) sale presente nel liquido.

Inziate con l’accendere il forno a 90°C, una temperatura superiore ingiallirebbe le meringhe.
Foderate la placca  o una teglia ampia con con carta da forno, io tempo fa acquistai un foglio antiaderente resistente al calore e riutilizzabile, come quello che vedete qui e non tornerei più indietro.

Versate tutti gli ingredienti in una ciotola ampia e pulitissima ( non dovrà esserci la minima traccia di unto), non è necessario polverizzare lo xilitolo, si scioglierà comunque benissimo. Con l’aiuto delle fruste elettriche iniziate a montare il tutto, sappiate che ci vorrà un’eternità ( in realtà 15-20 minuti), ma se utilizzate la gomma di xantano dimezzerete i tempi.
Se avete a disposizione una planetaria, beati voi.

ll risultato finale sarà questo
meringhe magiche 1incredibile, no?

Riempite ora una sac a poche con il composto e formate le meringhe, vi consiglio di farle piuttosto piccole e ben distanziate tra loro, a meno che non abbiate usato la gomma di xantano tenderanno ad abbassarsi un pochino nelle prime fasi della cottura e potrebbero attaccarsi le une alle altre.
A questo punto mettete la teglia in forno statico e dedicatevi ad altro per le successive tre ore. Eh sì, tre ore, ve l’avevo detto che era una ricetta che richiedeva tutta la vostra pazienza, no?
nel frattempo andate in palestra, uscite per una passeggiata, dedicatevi allo studio, guardate un paio di puntate della vostra serie tv preferita, ma non aprite il forno per nessuna ragione.

Il risultato finale sarà questo
meringhe magiche 3
( sì, vi avevo anche avvisati che le foto non erano proprio il massimo, abbiate misericordia)
Ma non è finita qui, una volta trascorso il tempo di cottura le meringhe magiche senza uova e senza zucchero dovranno restare nel forno, ancora caldo, ma spento, per ancora 2 ore perché si asciughino del tutto. Infine dovrete disporle in contenitori a tenuta ermetica dove si conserveranno per settimane.

Lo so, è un procedimento lungo e laborioso, ma dove altro trovate un dolce che metta d’accordo proprio tutti?

Se proprio non sapete cosa fare di tutti i ceci avanzati provate i cookies senza glutine.

P.S.
Con queste dosi ho ottenuto un centinaio di meringhette da circa mezzo grammo l’una

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Omelette al salmone e ricotta

omelette salmone ricottaomelette al salmone e ricotta
ingredienti per 2 persone

2 uova intere e sei albumi
un mazzetto di erba cipollina finemente tritata
olio spray
8 fette di salmone affumicato, tagliate a striscioline
100g di ricotta magra
pepe nero e sale marino

In una ciotola ampia rompete le uova, aggiungete il sale e il pepe, l’erba cipollina finemente tritata e la ricotta magra , sbattete leggermente con una forchetta.

Scaldate una padella antiaderente di medie dimensioni a fuoco medio, ungetela con olio spray e versate circa un quarto delle uova sbattute sul fondo caldo.
lasciate cuocere il composto per circa due minuti.

Posate sull’omelette un quarto delle striscioline di salmone, procedete con la cottura per ancora trenta secondi, piegatela e lasciatela scivolare sul piatto di portata.

Ripetete l’operazione per ottenere altre tre omelette al salmone e ricotta, servitele caldissime accompagnate da un’insalata.

3 blocchi/ albumi/ biscotti leggeri/ biscotti per diabetici/ brownies/ burro d'arachidi/ cacao/ carboidrati/ classici rivisitati/ colazione in zona/ senza glutine/ senza whey/ senza zucchero/ slow carb/ snack dolci/ torta proteica/ Tutte le ricette/ uova/ Veg/ verdure/ zucchine

Brownies di zucchine senza glutine

Non rabbrividite, l’ingrediente segreto per la perfetta riuscita di questa ricetta senza farine, senza glutine e in zona andare a raccoglierlo nell’orto.
Ma anche il supermercato di fiducia può andar bene.
Questi  insoliti, quanto irresistibili brownies di zucchine, senza glutine e in zona vi permetteranno uno strappo alla dieta, senza minare l’equilibrio nutrizionale conquistato con tanta fatica.

Una porzione, equivalente a un cubetto da 35 grammi circa, contiene infatti solo 56 calorie e 2,1 grammi di carboidrati.

Le dosi sono per una teglia quadrata di 24 cm di lato.

Brownies di zucchine senza glutine e in zona , ingredienti:

300 g di zucchine  ( preferite quelle più piccole)
100 g di burro d’arachidi ( quello di BulkPowders contiene esclusivamente arachidi)
1 uovo intero e un albume
40 g di cacao amaro in polvere
essenza di vaniglia
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
dolcificante a basso IG a piacere

Preriscaldate il forno a 180°C
Lavate, spuntate e tagliate a tocchetti le zucchine, che triterete nel frullatore o nel mixer.
Con le fruste a mano sbattete le uova con il dolcificante a basso IG, l’essenza di vaniglia e il cacao in polvere.
Aggiungere il burro d’arachidi a temperatura ambiente e le zucchine tritate.
Solo dopo che gli ingredienti saranno ben amalgamati, aggiungete il lievito, incorporatelo bene per evitare grumi e versate il mix per i brownies di zucchine senza glutine nella teglia, precedentemente unta con olio spray.
Infornate per circa 45 minuti.
Aspettate che i brownies senza glutine siano perfettamente freddi prima di sformarli e tagliarli a cubetti.
I brownies senza glutine si conservano per una settimana in contenitore ermetico.

 

colazione/ monoporzioni/ Muffin/ senza glutine/ senza whey/ senza zucchero/ snack dolci

Muffin proteici con farina di riso e albume

muffin proteici con farina di riso
muffin senza glutine con farina di riso integrale e senza zucchero sono un minipasto ideale da portare con sé in ufficio o a scuola. Si tratta di una ricetta base, sentitevi quindi liberi di arricchire i muffin senza glutine con mirtilli, gocce di cioccolato, semi di papavero e qualsiasi altro ingrediente vi suggerisca la fantasia.
muffin proteici con farina di riso

Ingredienti per 12 muffin proteici con farina di riso e albume

200 grammi di farina di riso integrale ( va bene anche la farina di riso bianca,  ma assicuratevi di usare farina e non crema di riso)
1 cucchiaino di lievito per dolci
40 g di amido di mais
30 g di proteine del siero
un pizzico di sale
1 uovo intero + 2 albumi
dolcificante a piacere
130 ml di latte
2 cucchiai di olio di cocco
60 grammi di yogurt greco  colato
lamelle di mandorle tostate

Preriscaldate il forno a 180°C e preparate una teglia da 12 muffin con gli appositi pirottini di carta

In una ciotola combinate la farina di riso integrale, il lievito e il sale; usate un secondo contenitore per mescolare le uova e il dolcificante scelto, sbattete con le fruste elettriche per almeno cinque minuti, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.  Aggiungete il latte e l’olio.

Versate il composto liquido sul mix di farina senza glutine e mescolate con cura.

Con l’aiuto di un cucchiaio versate l’impasto nelle formine da muffin cercando di non superare i due terzi della loro capacità. Questi sono in silicone riutilizzabile e non serve ungerli 

Cuocete per 15-18 minuti, fate la prova dello stecchino e lasciate che si raffreddino per cinque minuti nella teglia, poi estraeteli e aspettate che giungano a temperatura ambiente.

Decorate con lo yogurt greco colato e lamelle di mandorle tostate.

albumi/ cacao/ cioccolato/ classici rivisitati/ dolci/ Informazioni Nutrizionali/ Le Fit Valentine/ senza whey/ uova

Brownies proteici ai fiocchi di latte, ricetta light ( incredibile, ma vero)

Eh sì, ancora cioccolato, sono fermamente decisa a convincere l’Universo che non è necessario privarsi del piacere del cibo per restare in forma,
anche se la prova costume si avvicina inesorabile
Stavolta vi propongo un dolce proteico, con pochissimi grassi ( appena 2g per porzione)
e senza le proteine in polvere che in genere rappresentano l’ingrediente fondamentale nelle preparazioni di questo genere.
Sarà compito dei fiocchi di latte e degli albumi quello  di aumentare l’apporto proteico in questa ricetta, che sarà doppio rispetto ai brownies tradizionali,
mentre le calorie totali resteranno basse ( 80 per porzione).
Il cacao in polvere, come saprete, apporta una buona razione di flavonoidi,
un tipo di antiossidanti che rivestono un’importanza fondamentale nella protezione  dai danni cellulari.
Il cacao fornisce inoltre la feniletilamina , un alcaloide e neurotrasmettitore che sembra avere un ruolo cruciale nei meccanismi biochimici alla base dell’innamoramento.
E, dato che anche San Valentino è dietro l’angolo sono certa che farete buon uso di questi brownies light.
Questa è una ricetta per veri amanti del cacao, non c’è ombra di zucchero o dolcificanti nell’impasto,
ma potete aggiungerne un velo sulla superficie o accompagnare i brownies a uno sciroppo senza calorie come quelli di Walden Farms.

Ingredienti:
1 uovo intero
4 albumi ( 150 ml di albume pastorizzato)
200 g di fiocchi di latte 0,1%
qualche goccia di essenza di vaniglia
70 grammi di farina integrale
40 grammi di cacao amaro
1 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di sale

aggiungete qualche goccia di tic, se lo desiderata

Riscaldate il forno a 180° e ungete una teglia quadrata  di 24 cm di lato con l’olio spray.
Nel boccale del frullatore versate l’uovo intero, gli albumi, i fiocchi di latte e la vaniglia. Frullate fino ad ottenere un composto omogeneo.
In una ciotola mescolate il cacao con la farina , il lievito e il sale.
Unite il composto liquido agli ingredienti secchi e mescolate con l’aiuto di un cucchiaio di legno.
Evitate di prolungare questa fase oltre il necessario, il lievito potrebbe “estinguersi” compromettendo il risultato finale.
Versate l’impasto nella teglia precedentemente unta e cuocete per 18-20 minuti.
Non stracuocete i brownies, dovranno restare leggermente umidi all’interno.
Al termine della cottura lasciate che il dolce si raffreddi completamente nella teglia prima di tagliarlo in 12 porzioni.

Note:
-Provate a sostituire i fiocchi di latte con ricotta magra o yogurt greco

Macros per porzione :
calorie 80
Grassi 2g
Carbo 9g
Fibre 2g
Proteine 10g

carboidrati/ colazione/ comfort food/ Informazioni Nutrizionali/ pesce/ piatto unico/ secondi/ senza glutine/ senza whey/ tonno/ verdure

Cosa mangiare sotto esame

Cosa mangiare sotto esame?

Il vecchio detto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” non potrebbe essere meno adatto per i genitori che hanno salutato per la prima volta i loro pargoli diretti all’università.

Liberi dai vincoli famigliari, alcuni studenti sono propensi a lanciarsi in uno stile di vita all’insegna dell’edonismo incontrollato. che col tempo può dare origine ad abitudini poco sane come il consumo frequente di alcool e cibo di scarsa qualità.
Quasi sempre i ragazzi mancano delle competenze di base per organizzare la spesa, i pasti e una routine alimentare sana, inoltre spesso i loro budget sono estremamente ridotti e lo spazio dedicato alla preparazione del cibo non è esattamente degno di un ristorante stellato.
Mangiare sano risparmiando è davvero un’impresa impossibile?

Cosa mangiare sotto esame

consigli per studenti che vogliono mangiare sano risparmiando

  •  l’ideale è arrivare preparati a questo genere di impegno, cominciando ad acquisire le conoscenze di base dell’economia domestica mentre vivete ancora a casa con i genitori. Saranno più che lieti di fornirvi le risposte ai vostri dubbi sul risparmio, sulla spesa settimanale e sulle preparazioni alimentare di base. Dimostrate la vostra riconoscenza aiutando a sparecchiare ogni tanto…
  • mangiare sano può non sembrare un’esperienza eccitante, ma un regime alimentare consapevole può essere utile a vivere la vita in pienezza, se avete in programma lunghe sessioni di studio, una cena ben equilibrata vi sarà più utile di pasti pronti ed energy drink.
  • cercate di consumare cinque porzioni di frutta e verdura ogni giorno, scegliete pure tra alimenti freschi, secchi, surgelati e in scatola, ma ricordate che quelli freschi, oltre a mantenere caratteristiche organolettiche migliori, hanno quasi sempre un prezzo più conveniente.
  • stabilite una routine alimentare: iniziate la giornata con una robusta colazione a base di frutta, pane tostato integrale, fiocchi d’avena una piccola percentuale di grassi che, mantenendo stabile la glicemia, vi garantiscono ore di sazietà e concentrazione.
  • basate i pasti principali su alimenti semplici come stufati e zuppe, oltre ad elementi essenziali come pasta integrale, cereali e legumi.
  • le uova sono una preziosa ed economica fonte di proteine nobili e sono estremamente versatili, potete utilizzarle per frittate, tortini, muffin salati, e cuocerle in decine di modi diversi. Ricordate solo di limitarvi nel consumo dei tuorli ( che possono essere surgelati e scongelati per la preparazione di dolci e piatti che ne richiedono l’impiego)
  • cercate di pianificare i vostri pasti e fare una lista di ciò che è necessario acquistare, fate la spesa una volta a settimana anziché tutti i giorni e fate in modo di avere sempre in dispensa gli alimenti essenziali per non dover ricorrere al take away.
  • guardatevi  intorno: non è necessario acquistare tutto nel negozietto sotto casa, spesso caro e poco fornito. Fate un giro al mercato settimanale o organizzate una spedizione nei supermercati più grandi, sempre ricchi di offerte promozionali.
  • cercate di non complicare i vostri pasti: solo perché una ricetta prevede numerose spezie insolite non è necessario acquistarle tutte! Si ottengono ricette gustose anche con ingredienti base come l’aglio e il peperoncino in polvere.
  • durante i periodi di stress è facile trascurare le buone abitudini, la pressione per un esame imminente può far percepire una routine alimentare come uno sforzo non necessario. In realtà una dieta regolare e bilanciata, oltre a un regolare esercizio fisico, vi garantiranno l’energia e la lucidità mentale per affrontare anche i periodi di studio più intensi, oltre a fornirvi un sano break dai libri.
  • Gli strumenti sono importanti: avete bisogno di pochi elementi, ma di buona qualità per realizzare in poco tempo piatti gustosi e sani e ottimizzare il poco spazio a disposizione. Scegliete strumenti multifunzione, come pentole con coperchio scolapasta, o la pirofila-teglia della linea Classic di Pyrex che ho usato per la prossima ricetta: semplice, completa ed economica.

Involtini di verza sgombro e patate al forno

ingredienti per 4 persone: 
8-10 foglie di verza
3 patate medie lessate
una confezione di sgombro al naturale
un cipollotto fresco
mezzo bicchiere di vino bianco
prezzemolo tritato
un cucchiaio di olio extravergine d’oliva
scottate le foglie di verza per due minuti in acqua bollente, scolatele con l’aiuto di una schiumarola e fatele raffreddare rapidamente in una ciotola di acqua freddissima.
in una padella antiaderente fate appassire il cipollotto affettato finemente con il cucchiaio d’olio, aggiungete le patate lessate e tagliate a cubetti. lo sgombro spezzettato e il vino, lasciate insaporire il tutto per pochi minuti.
A fine cottura aggiungete il prezzemolo tritato ( o altre erbette a scelta), aggiustate di sale e lasciate intiepidire.

Stendete le foglie di verza scottate sul piano di lavoro coperto da carta da forno, su ognuna disponete due cucchiai di ripieno di patate e sgombro e ripiegatele formando dei pacchetti che fisserete usando del filo bianco ( o degli stuzzicadenti, ricordatevi di toglierli!)

Disponete gli involtini di verza sulla griglia della pirofila, sul cui fondo avrete versato un dito d’acqua ( il libello dell’acqua non dovrà toccare la griglia, ma solo garantire la formazione di vapore)
Terminate la cottura in forno preriscaldato a 200àC per 15 minuti e servite tiepidi.

 

anti cellulite/ classici rivisitati/ gelati/ Informazioni Nutrizionali/ senza cottura/ senza whey/ snack dolci

sorbetto di anguria senza gelatiera

 

sorbetto di anguria

L’estate è il momento perfetto per riscoprire frutti dolci e succosi che non sono reperibili nel resto dell’anno, il sorbetto di anguria permette di reidratarsi con gusto e pochissime calorie.
Mi capita spesso di sentire giudizi piuttosto severi riguardo ai presunti attacchi alla linea da parte dell’anguria. Benché il suo eccessivo consumo sia sconsigliabile ai pazienti diabetici, l’anguria rappresenta un eccellente alimento adatto ad ogni sportivo.

Un etto di cocomero fornisce solo 30 calorie, 7 grammi di carboidrati, 1 grammo di fibre. Dal momento che molti sono preoccupati per il suo tenore in zuccheri, compariamolo con quello di altri frutti comunemente considerati innocui:

 1  mela grande =  25g di zuccheri
 1 banana media = zucchero 19g di zuccheri
1 piccolo grappolo d’uva = 20g di zuccheri
Tutti i frutti sono naturalmente ricchi di zuccheri, ma alcuni più di altri,  prima di decidere di eliminare un alimento a causa del suo alto contenuto in zuccheri è bene considerarne prima i vantaggi che questo offre all’organismo.
Nel caso del cocomero, una porzione ci fornisce il 21% della razione quotidiana raccomandata di Vitamina C,  il 18% della dose quotidiana raccomandata di Vitamina A e maggiore biodisponibilità di licopene rispetto al pomodoro crudo.
La Vitamina A, principalmente nota per il suo ruolo nella funzione visiva è fondamentale nella riparazione di tessuti e ossa. La Vitamina C, o acido ascorbico, è un antiossidante che protegge le cellule dai danni dei radicali liberi. Gli antiossidanti sono preziosi nella prevenzione di molte patologie importanti come infarto, ictus e, secondo studi attuali, sono in grado di migliorare le condizioni respiratorie del paziente asmatico. Il licopene è un potente antiossidante che ci aspettiamo di trovare nei pomodori freschi e in scatola. Molti non sanno che questo antiossidante. preziosissimo nella lotta contro il cancro, è abbondante nell’ anguriaGli studi mostrano il licopene può essere utile nella prevenzione delle neoplasie  della prostata, del polmone, della mammella, del colon-retto e dell’endometrio. L’alto contenuto d’acqua e minerali nel cocomero ( si dice cocomero o anguria dalle vostre parti?) ne fanno un perfetto snack post-workout, impareggiabile  per il recupero dei liquidi persi durante l’allenamento.

Ovviamente il modo migliore per consumare l’anguria, traendone i migliori benefici è di consumarla fresca, ma lavoriamo così duramente per mantenere il nostro corpo magro e in forma che possiamo permetterci di sperimentare qualcosa di diverso.

Quella di oggi è una ricetta con un solo ingrediente, indovinate quale?

il sorbetto di anguria è di una semplicità disarmante, e si fa senza gelatiera.

Tagliate a cubettoni mezza anguria ( o una intera se non è troppo grande), eliminate i semi e lasciate il tutto a gelare in un contenitore in freezer per almeno tre ore.
Il vostro amatissimo frullatore farà il resto, versateci dentro i cubettoni di anguria  ( non troppo -oni) e frullate il tutto per pochi secondi, a impulsi.
E la gelatiera? Non serve, il vostro sorbetto è prontissimo all’uso.
Per intensificare il sapore del sorbetto di anguria , migliorare la consistenza e aumentare il carico di antiossidanti, aggiungete qualche cucchiaio di succo di limone appena spremuto.
Potete conservarle il sorbetto di anguria  in freezer per giorni,per evitare che diventi troppo duro provate il trucco che ho descritto qui.

colazione/ DIY/ dolci/ frutta/ salse e creme spalmabili/ senza cottura/ senza whey

Marmellata senza zucchero e senza cottura

La maggior parte di noi acquista e consuma marmellate e confetture quando ne ha voglia e, in mancanza di una mamma/nonna che  le prepari, si rivolge  alla vasta gamma di prodotti esposti al supermercato.
Ma siamo in Estate! Perché non approfittare della enorme quantità e delle differenti varietà di frutta fresca disponibili in questa stagione?

“perché fa caldo Noe, e nessuno ha voglia di stare tappato in casa davanti ai fornelli per ore…”

Giusta osservazione.
Ma sono una donna ricca di risorse e soluzioni e dopo avervi proposto condimenti ipocalorici e muffin salati di ogni genere eccomi con la ricetta semplicissima che rivoluzionerà il vostro consumo di frutta fresca estiva:
la marmellata senza cottura!
( e ovviamente senza zucchero, tanto per non smentirci)

Scegliete i frutti estivi che preferite, le piccole bacche come more, fragole, mirtilli e lamponi regalano un composto piacevolmente acidulo, con albicocche, pesche nettarine e susine il risultato è più dolce.
Io ho scelto le fragole.

Un’importante caratteristica di questa marmellata senza cottura e senza zucchero è che, mancando appunto le fasi a contatto col calore e la componente zuccherina che preserva l’integrità del composto, non possiamo conservarla in dispensa per lunghi periodi, ma dovremo tenerla in frigorifero per una settimana al massimo.
La buona notizia è che possiamo surgelarla per consumarla anche in inverno, l’assenza di cottura e le basse temperature ne avranno preservato caratteristiche organolettiche e nutrizionali alla perfezione.

L’unico agente gelificante in questa marmellata senza cottura è costituito dai semi di chia, ricchi di omega 3 sono una fonte di proteine facilmente digeribili, ferro, calcio e fibre.

Ingredienti ( per un paio di vasetti)

500 grammi di fragole fresche ( scegliete la frutta che preferite)
4 cucchiai colmi di semi di chia biologici MyProtein ( Clicca qui per acquistare ) 
dolcificante a piacere ( quello liquido è perfetto, ne basteranno poche gocce)
2 cucchiai di succo di limone appena spremuto.

Procediamo…
Disponiamo la frutta lavata ed eventualmente privata di foglie, piccioli, bucce e semi ( con le fragole non serve) nell’amato mixer della mamma o nel nostro fedele frullatore, aggiungiamo il succo di limone, i semi di chia e il dolcificante necessario ( anche succo d’agave e miele sono ottime alternative) facciamo andare tutto per trenta o quaranta secondi e versiamo nei vasetti che saranno pulitissimi e asciutti.

Il succo di limone, fonte di vitamina C e antiossidanti, preserverà inalterato il colore della frutta scelta.

Chiudiamo con attenzione e riponiamo in frigo per sei ore o meglio una notte intera.
Durante questo lasso di tempo i semi di chia avranno agito come agente gelificante conferendo alla nostra preparazione la tipica consistenza delle conserve tradizionali.

P.S.
Sì. lo so che tecnicamente si tratta di una confettura ( o forse di una composta? ),   ma le regole di Google sono spietate…

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