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Hummus low carb

hummus low carb

L’hummus low carb, tecnicamente non è hummus, ma è piuttosto difficile accorgersi delle differenze.
Il termine Hummus deriva dal termine arabo حُمُّص‎‎ usato per indicare i ceci, che in questa versione non compaiono affatto, per cui la denominazione è impropria, ma tant’è…
hummus low carb
La ricetta dell’hummus rimbalza da qualche settimana per tutti i social italiani e, a quanto pare, è la tendenza dell’estate dei gymrat, gli stessi che da qualche mese promuovono l’ “intuitive eating”, tralasciando il fatto che l’affidarsi all’intuito, in mancanza delle più elementari nozioni sull’equilibrio nutrizionale, di solito provoca più danni che benefici, ma immagino sia il prezzo da pagare per aver concesso l’opportunità a chiunque di esprimersi senza freni.

Torniamo a noi, l’hummus low carb differisce dalla versione tradizionale, diffusa in tutto il Medioriente per l’assenza del suo ingrediente principale, sostituito dal principe di tutti i regimi low carb, ma per il resto la ricetta è identica.
Le varianti possono essere infinite, nella mia, per esempio, ho anche rimpiazzato la tahini, ovvero il burro di semi di sesamo, con burro di mandorle, ottenendo un prodotto finale dal gusto più delicato.

 

Hummus low carb | ingredienti e preparazione

un cavolfiore di circa 400 – 500g

10 g di tahini o burro di mandorle

uno spicchio d’aglio ( o meno, se lo tollerate poco)

il succo di mezzo limone

sale e pepe

mezzo cucchiaino di cumino in polvere

olio d’oliva per servire

 

tagliate a pezzi il cavolfiore e lessatelo in acqua salata per 15 minuti. Io ho dimezzato i tempi facendolo cuocere al microonde per 7-8 minuti alla massima potenza.
Scolatelo con cura, se lo avete lessato, e fatelo raffreddare bene.

Raccogliete il cavolfiore in un panno pulito e strizzatelo molto bene per eliminare quanta più acqua possibile, tenendone comunque uno o due cucchiai da parte.

Inserite nel boccale del frullatore tutti gli ingredienti per l’hummus low carb e azionatelo fino ad ottenere un composto omogeneo, se la cosa risultasse difficoltosa perché magari il tutto risulta troppo asciutto, aggiungete la poca acqua di cottura tenuta da parte.
Personalmente ho ottenuto ottimi risultati anche con il frullatore a immersione.

Idealmente, l’ hummus low carb andrebbe fatto riposare almeno un’ora in frigo prima di essere servito, per consentire ai sapori di armonizzarsi, ma nessuno vi impedisce di consumarlo subito, se siete in low carb, accompagnato da un fresco pinzimonio di verdure come sedano, cetrioli e finocchi. Ma se vi manca la pita, provate a sostituirla con le nostre focaccine low carb 

Se invece cercate delle buone ragioni per inserire un paio di porzioni settimanali di hummus nella vostra dieta, vi rimando a questo vecchio articolo 

 

burro d'arachidi/ burro di nocciole/ burro di pistacchi/ cheto/ colazione/ comfort food/ conserve/ salse e creme spalmabili/ senza glutine/ senza whey/ senza zucchero/ snack dolci/ Tutte le ricette

Burro di pistacchio fatto in casa

burro di pistacchio fatto in casa

Non so se capiti altrettanto a voi, ma in casa mia, un sacchetto di pistacchi ha di solito una vita molto breve, nonostante il fastidio di dover sgusciare quelli chiusi. Il burro di pistacchio fatto in casa, è il cibo degli dei, ne diventerete gelosi, ossessionati e difficilmente vorrete condividerlo con qualcuno. Il burro di pistacchio fatto in casa è l’alternativa ideale per coloro che risultano allergici alle arachidi, ma non solo. Con ben 20g di proteine per etto, i pistacchi rappresentano anche una fonte preziosa di omega 6 e omega 3. Apportano inoltre buone quantità di fibre e potassio e alcune ricerche suggeriscono che, con le loro numerose molecole antiossidanti, possano riservare del vantaggi nella riduzione del colesterolo ematico.

 

burro di pistacchio fatto in casa

Burro di pistacchio fatto in casa | ingredienti e preparazione

200 g di pistacchi non salati e non tostati
un pizzico di sale
un cucchiaio di olio di cocco (opzionale)

Mi rendo conto che trovare dei pistacchi non salati e non tostati, sia un privilegio riservato perlopiù a chi ci segue dalla sicilia, che sicuramente ha già avuto modo di preparare da sé una varietà di manicaretti a base del miglior pistacchio del mondo. Chi invece, come me, ha a disposizione unicamente pistacchi salati, può ovviare al problema lasciandoli in ammollo in acqua fredda per circa quindici  minuti, Trascorso questo tempo, i pistacchi vanno scolati e risciacquanti brevemente per rimuovere ogni altra traccia di sale e asciugati con cura con un panno.
In seguito possiamo procedere alla tostatura, versando i pistacchi in una larga e pesante padella antiaderente, preriscaldata a fuoco alto, continuando a muoverli, stavolta dopo aver abbassato la fiamma al minimo, cercando di ottenere una tostatura omogenea ed evitando di bruciarli.
A questo punto, strofiniamo delicatamente i pistacchi in un panno morbido, per liberarli dalle pellicine, che renderebbero il nostro burro di pistacchi fatto in casa più scuro e meno liscio al palato ( ma se preferite un risultato più ruvido, potete saltare questo passaggio)
Ora serve un buon macinaspezie. Preferisco evitare di consigliare l’uso del frullatore a boccale, nella preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, poiché ogni modello ha una potenza di motore e un tipo di lama differente e i più inesperti potrebbero danneggiare il macchinario. Un macinaspezie, invece, consente sempre di ottenere un risultato vellutato e omogeneo, anche se si deve procedere per piccole dosi. Io ho un tritatutto molto compatto, che permette di ottenere burri di semi e frutta secca fino a 200g di ingredienti per volta e va più che bene per le mie esigenze ( lo trovate qui )

chi invece preferisce usare il classico frullatore per la preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, può seguire le indicazioni già illustrate per la preparazione del burro d’arachidi .
Una volta ottenuto il vostro burro di pistacchio fatto in casa, potrà essere conservato, fuori dal frigo, in un vasetto a chiusura ermetica fino a quattro sei settimane.

Spesso si cerca di migliorare il gusto dei burri di semi o frutta secca, aggiungendo cannella, o semi di vaniglia. Personalmente credo che il gusto del pistacchio naturale sia così delicato e prezioso che sarebbe un peccato alterarlo con altri aromi o dolcificandolo.

Il burro di pistacchio fatto in casa, può essere consumato al naturale ( non esagerate, è pur sempre molto calorico) o essere usato al posto del burro d’arachidi in moltissime ricette.

Vi aspetto sulla nostra pagina facebook e nel nostro gruppo! 

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marshmallow fluff | meringa proteica

marshmallow fluff

marshmallow fluff è il paradiso in barattolo.

Cosa siano i marshmallows ormai è noto a tutti, sono ormai lontani i tempi in cui i doppiatori di Ghostbusters si trovavano a citare misteriosi gnocchi di lichenementre i lettori dei Peanuts si interrogavano sulla natura delle toffolette 

omino delle caramelle

toffolette

Ciò che resta certo, è che rientrano a pieno titolo nel novero del junk food, considerato il loro contenuto in zuccheri, per cui sarebbe opportuno farne a meno, soprattutto della loro versione in barattolo, il marshmallow fluff, che ha tanto l’aspetto, il profumo e la consistenza che dovrebbe avere il cibo degli dei.

Ma noi siamo qui per realizzare i vostri più oltraggiosi desideri, senza infilare sfoglie di crusca ovunque e senza rinominare il solito pancake nei modi più fantasiosi, sperando che magicamente assimili le proprietà del cibo che desideriamo, pur non condividendone neppure la forma.

Vi occorrono tre ingredienti e pochi minuti del vostro tempo per ottenere un vasetto di marshmallow fluff, proteico e senza zucchero, da aggredire con il cucchiaio o da aggiungere alle vostre migliori creazioni.

Per preparare il marshmallow fluff vi occorre l’aquafaba, che già impiegammo con successo per la preparazione delle meringhe senza zucchero . Ho preferito questo ingrediente all’albume perché è meno deperibile.

Marshmallow Fluff | Ingredienti e preparazione

marshmallow fluff

70 ml di aquafaba ( per i distratti, è l’acqua di governo dei ceci in scatola, ricca di proteine)
100 g di vitafiber ( lo trovate su MyProtein )
un cucchiaio di succo di limone
40 g di whey alla vaniglia o al marshmallow, oppure neutre, se preferite ( anche queste su Myprotein)
essenza di vaniglia ( opzionale )
0.5 g di xanthano (facoltativo, anche questo su Myprotein)

Preparate intanto un vasetto di vetro, con tappo a vite, sterilizzato per la conservazione. Fatelo bollire per 30 minuti, sgocciolate vaso e coperchio e lasciateli asciugare.
In una ciotola ampia versate l’aquafaba, lo xanthano, il vitafiber, le proteine e il succo di limone.
Mescolate prima con un cucchiaio, il composto sembrerà piuttosto pastoso, ma non temete.
Con le fruste elettriche ( no frullatore a immersione) iniziate a montare il mix a bassa velocità, quando sarà ben amalgamato aumentate la velocità al massimo e montate fino a quando il tutto sarà raddoppiato di volume o quasi. Vi sembrerà impossibile all’inizio, ma abbiate fede e continuate.
A questo punto, versate il tutto in un recipiente dai bordi alti, adatto alla cottura in microonde, e fatelo cuocere per 2 minuti a temperatura medio-alta.
Allo scoccare del timer, il vostro marshmallow fluff sarà pronto per essere trasferito nel suo vasetto e conservato in frigorifero fino a una settimana.
Scherzo, non ce la farete a farlo durare una settimana.
Oltre a divorarlo a cucchiaiate, potete usarlo per guarnire pancakes o le adorabili crostatine preparate con la frolla senza grassi e senza zucchero della nostra Laura , o la vostra fidanzata, non ci scandalizziamo.

note: io ho usato le whey neutre e l’essenza di vaniglia, la dolcezza era perfetta. Nel caso non sia sufficiente, aggiustate con una o due gocce di tic. Il problema non si pone se usate le proteine aromatizzate, che sono già dolcificate.

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Cheesecake proteica senza cottura

cheesecake proteica ai frutti rossi

Ormai qui su Le Fitchef, siamo diventati delle vere autorità in fatto di cheesecake proteica, ve ne abbiamo proposte per ogni gusto, dalla classica Ny Style Cheesecake, a quella estiva a base di fichi, fino alla Cheesecake salata, perfetta per i pranzi veloci anche fuori casa.
Oggi è invece il turno della cheesecake proteica senza cottura,  realizzata in collaborazione con Bulkpowders e con un ingrediente nuovissimo, una combinazione di yogurt, quark e whey, con ben 21 g di proteine a porzione, prebiotici, probiotici (Bacillus Coagulans) e acidi grassi a catena media. Un prodotto gustoso e ricchissimo, ma che non mi andava di impiegare solo nei frullati. Ecco il risultato della mia sperimentazione

cheesecake proteica ai frutti rossi

 

Cheesecake proteica senza cottura – Ingredienti

per la base:

100 g di granola ai semi di Chia
20 g di olio di cocco

Per la crema:
500g di formaggio spalmabile a basso tenore di grassi
80 g di xilitolo o altro dolcificante a scelta
60 g di yogurt completo  ( ho usato il gusto ciliegia nera, ma anche quello alle pesche è delizioso)
50 ml di acqua
1 foglio di colla di pesce
1 pizzico di sale
aroma di vaniglia

Per il topping:
100 g di fragole fresche
30 ml di acqua
mezzo foglio di colla di pesce
20 g di vitafiber

Attrezzatura:
1 stampo antiaderente con bordo apribile, del diametro di 18 cm, fondamentale per ottenere una cheesecake proteica alta e compatta
fruste elettriche

Per la gioia di molti questa cheesecake è senza cottura, ma richiede tempi di riposo non brevissimi che vi prego di rispettare, per avere la garanzia di un risultato ottimale, preparatela quindi la sera per il giorno successivo e vi assicurerete una colazione deliziosa e nutriente, che vi manterrà sazi per gran parte della mattinata.

Iniziate con la preparazione della base, frullando a secco la granola nel boccale del mixer per un minuti.
Versate la polvere così ottenuta in una ciotola e aggiungete l’olio di cocco che avrete fatto sciogliere in un pentolino o per qualche secondo in microonde.
Impastate rapidamente fino ad avere un composto grumoso e schiacciatelo sul fondo dello stampo apribile cercando di ottenere uno strato omogeneo. Lasciate in frigorifero a riposare, mentre vi occupate del resto.

In una ciotola grande riunite il formaggio spalmabile ( preferite il quark per un gusto più fresco), il dolcificante, lo yogurt in polvere, il sale e l’aroma, iniziate a mescolare tutto con l’aiuto di una spatola. Intanto scaldate l’acqua in un pentolino, spegnete la fiamma e aggiungete il foglio di colla di pesce tagliato a pezzetti con le forbici da cucina. Mescolate bene fino a quando non sarà perfettamente sciolto e lasciate intiepidire.
Iniziate a montare il mix di formaggio con le fruste elettriche, dovrete continuare per almeno 3 minuti per permettere allo xantano contenuto nello yogurt di gonfiare leggermente il composto.
Trascorso questo tempo, versate la gelatina sciolta nella ciotola, e amalgamate  con la spatola, prima di riprendere a montare con le fruste elettriche per altri 3-5 minuti.
Tirate fuori dal frigo lo stampo con la base e versateci sopra il composto ottenuto, livellate bene con l’aiuto del dorso di un cucchiaio, leggermente inumidito e rimettete in frigo per un’ora.
Preparate il topping frullando le fragole fresche con il vitafiber e aggiungendo la gelatina ottenuta sciogliendo il mezzo foglio rimasto con 30 g di acqua bollente. Amalgamate bene il tutto e versatelo sulla cheesecake proteica ai frutti rossi, non prima che sia passata almeno un’ora dal momento in cui l’avete messa in frigo a riposare.

Lasciate che la vostra cheesecake proteica i frutti rossi trascorra in frigorifero ancora almeno tre ore e servitela in porzioni individuali.

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Nutella proteica

nutella proteica

Immaginate una morbidissima crema spalmabile alle nocciole, arricchita con i benefici delle proteine in polvere… certo non è la ricetta meno calorica di Le Fitchef, ma non potrete più farne a meno.

nutella proteica

La Nutella proteica è un perfetto complemento delle vostre colazioni, apporta magnesio, grassi buoni e tante proteine, il cui assorbimento è reso lento e costante dall’alta percentuale di grassi costenuti in questa preparazione. Spalmatene un velo su una galletta, o del buon pane bianco di grano duro, vi aiuterà rimanere sazi ed efficienti  fino al pasto successivo.

Nutella proteica – Ingredienti

100 g di Burro di Nocciole tostate Bulkpowders ( lo trovate qui Bulkpowders )
70 g di cioccolato extrafondente ( l’ideale è con una percentuale di cacao superiore al 70%)
90 ml di latte evaporato ( non condensato, che è ricco di zucchero, il latte evaporato si trova nei negozi etnici, bio e nella grande distribuzione, leggete l’etichetta attentamente, non deve contenere zucchero aggiunto)
1 cucchiaio di cacao amaro
qualche goccia di aroma alla vaniglia
dolcificante liquido
un pizzico di sale
uno scoop di proteine del siero gusto neutro Bulkpowders

Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo scaldare in un pentolino, a fiamma bassa, insieme al latte evaporato. Mescolate dolcemente fino a quando tutto il cioccolato non sarà completamente fuso.

Versate nel boccale del mixer il burro di nocciole, il sale, l’aroma di vaniglia, il cacao amaro e le proteine. Mescolate tutto a media potenza e dopo qualche istante aggiungete, a filo, il latte  nel quale avete fuso il cioccolato fondente. Aggiungete infine qualche goccia di dolcificante liquido.
Fate andare ancora per qualche secondo finché la nutella proteica non sarà diventata liscia e cremosa.

Riponetela in un vasetto di vetro con tappo a vite, che avrete avuto cura di sterilizzare precedentemente.

La Nutella proteica si conserva in frigo fino a due settimane, ma non c’è pericolo che occupi il vostro frigorifero per così tanto tempo.

Per altri consigli e per tutti gli sconti esclusivi che mettono a nostra disposizione i partner di Le Fitchef, vi aspetto nel gruppo facebook 

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Sciroppo zero cal fatto in casa

sciroppo zero cal fatto in casa

sciroppo zero cal fatto in casa

 

 

Niente di meglio di uno sciroppo zero cal fatto in casa per contrastare i momenti più duri in fase di cutting.
Gli ingredienti per realizzarlo sono davvero pochi e di facile reperibilità e la realizzazione è semplice.

Sciroppo zero cal fatto in casa – Ingredienti

 

250 ml di acqua
30 gocce di Liquiflav del gusto preferito
un pizzico di sale marino integrale
1,5 g di gomma di xantano o 3 g di gelatina in fogli
10 gocce di dolcificante liquido

In un pentolino portate a bollore l’acqua
Lontano dal fuoco, aggiungete la gomma di xantano o la gelatina alimentare in fogli e fate in modo che si sciolga, mescolando di continuo.
Aggiungete il sale e il liquiflav dell’aroma preferito
Versate tutto in un contenitore a tenuta ermetica e ponete in frigo a riposare per almeno tre ore
Trascorso il tempo di riposo, togliete il preparato dal frigo e verificatene la consistenza
Se avete ottenuto un risultato troppo denso vi basterà omogeneizzarlo con l’aiuto di un frullatore a immersione
Versate lo sciroppo a zero calorie fatto in casa in una bottiglia con tappo dosatore e conservate in frigo
Si mantiene per circa una settimana.

Note: Per la versione al cioccolato, aggiungete tre cucchiaino di cacao magro.

avocado/ gallette/ insalate/ salse e creme spalmabili/ snack salati/ spezie

Farcire le gallette, tre idee facili e gustose




Gallette di riso, di farro, di mais, ce n’è per tutti i gusti. Amate o detestate, le gallette sono spesso un componente insostituibile nelle diete ipocaloriche, ma ahimè, senza un accompagnamento gustoso e con la loro consistenza che ricorda fin troppo realisticamente il polistirolo, non è sempre facile mandarle giù.
Ecco tre idee facili e gustose per realizzare dei condimenti leggeri con i quali accompagnare le gallette in occasione di un pasto leggero o di uno spuntino pomeridiano.
Se invece, come me, avete del tutto rinunciato all’idea di farvi piacere le gallette, utilizzate questi freschi condimenti per accompagnare un pinzimonio di  croccanti verdure fresche tagliate a bastoncini come carote, sedano, finocchio.

Farcitura all’avocado:

Con una forchetta schiacciate un quarto di avocado con il succo di mezzo limone, un pizzico di sale, pepe nero appena macinato e qualche scaglia di peperoncino essiccato.
Completate con pomodorini a fette.

Farcitura alle erbe e senape:

Mescolate 20 grammi di yogurt greco (o formaggio spalmabile a basso contenuto di grassi) con un cucchiaino di senape, qualche goccia di succo di limone  e un cucchiaio di erbette fresche appena tritate  (io adoro l’erba cipollina, il basilico e il dragoncello, ma seguite il vostro gusto)

Hummus di fagioli cannellini:

Scolate una scatola di fagioli cannellini, versateli in un colapasta e scolateli accuratamente sotto l’acqua corrente per liberarli dal sale di conserva. Asciugateli brevemente e versateli nel frullatore con un il succo di un limone, un cucchiaino di cumino e semi di coriandolo tritati ( in erboristeria o nei negozi di alimenti etnici). Aggiungete un pizzico di paprika al momento di servire, Si conserva in frigo fino a due giorni in un contenitore ben chiuso.

 

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Crepes proteiche per la Candelora

crepes proteiche
crepes proteiche

Ancora un’idea per la colazione di San Valentino.

In Francia, il giorno della Candelora, celebrato il 2 Febbraio è indissolubilmente legato alla preparazione delle crêpe. Nell’antica Roma questo era il periodo dei Lupercalia, festeggiamenti in onore del dio della fecondità e protettore delle greggi, celebrati in corrispondenza dell’inizio del Februarius, l’ultimo mese dell’anno, dedicato alla purificazione in vista di un nuovo ciclo vitale.
Nel V secolo, la cristianizzazione dell’Impero suggerisce a Papa Gelasio di dedicare questa diffusa celebrazione popolare alla presentazione di Gesù al Tempio e, successivamente, alla Purificazione di Maria.
Nelle chiese, le torce un tempo portate in processione in onore di Lupercus, vengono sostituite dalle candele, simbolo della luce di Cristo nel mondo.
La tradizione delle crêpe deriva invece dalla necessità di disfarsi delle scorte di farina dell’annata precedente. Ci si disfava del vecchio per favorire l’abbondanza del nuovo raccolto, così le crêpe erano l’alimento più di frequente offerto ai pellegrini in visita a Roma in questo periodo dell’anno.

Un’antica tradizione francese suggerisce di far saltare in padella la prima crêpe con la mano destra mentre si stringe nella sinistra una moneta d’oro, il buon esito della giravolta garantirebbe fortuna e prosperità, ma attenzione e non far cadere la prima crêpe, si tratta di pessimo presagio, come suggeriscono i versi :

Si tu sais bien tenir ta poêle,

à toi l’argent en quantité.

Mais gare à la mauvaise étoile,

si la crêpe tombe à côté.

La mia ricetta senza farina  per le crepes proteiche è adatta a una solida colazione proteica, se preparate in versione salata, possono essere farcite per un pranzo o una cena alternativi.

125 g di albume

1 scoop di proteine neutre ( o alla vaniglia per le crêpe dolci )

2 cucchiai di farina di mandorle

1 o 2 cucchiai di latte scremato per diluire l’impasto ( potrebbe non essere necessario se usate gli albumi pastorizzati)

Con l’aiuto delle fruste a mano mescolate in una ciotola gli albumi, le proteine in polvere, la farina di mandorle, se necessario aggiungete poco latte per rendere l’impasto più fluido.
Ungete una piccola padella antiaderente con un velo di olio spray e attendete che sia molto calda.
Versate una piccola parte dell’impasto nella padella, per una crêpe, saranno sufficienti circa cinque cucchiai di impasto. Distribuitelo uniformemente sul fondo della padella facendola ruotare lentamente e cuocete su fiamma bassa per circa un minuto per parte. Se ci riuscite provate a farla saltare!
Farcitele con frutta fresca, yogurt greco, burro d’arachidi, sciroppo d’agave, secondo le vostre necessità nutrizionali. Quelle in foto hanno una farcitura di yogurt greco montato con gomma di xantano, vitafiber e pistacchi.

Informazioni nutrizionali :
180 calorie
1g grassi
8 g di carbo
35 g di proteine




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Vegan Lemon Curd senza latte, uova, burro e zucchero



San Valentino è alle porte e  noi di casa Le FitChef lo aspettiamo con ansia, come ogni anno. La ricetta di oggi inaugura la serie Le Fit Valentine, per mezzo della quale condividerò con voi idee e spunti per il menù di San Valentino e per realizzare piccole delizie sane da regalare.
Come la preparazione di oggi: il Vegan Lemon Curd.
Molti voi conoscono ed amano il Lemon Curd, una preparazione anglosassone ricca di burro, zucchero e tuorli, un’autentica minaccia per le arterie prima ancora che per la linea.
La versione di oggi, una ricetta semplice e veloce,  senza latte, uova, burro e zucchero, non ha nulla da invidiare al classico Lemon Curd, ed è perfetto per tutti coloro che non possono concederselo, soprattutto per questioni di salute.
A differenza della ricetta classica il Vegan Lemon Curd può essere conservato a lungo in vasetti sterili e, in frigo, si mantiene fino a due settimane in un contenitore a chiusura ermetica.
Usate il Vegan Lemon Curd per farcire i pancakes di albumi, gli scones di farro e avena, lo yogurt greco e i fiocchi di latte. La sua consistenza ricca e appagante è conferita dall’olio di cocco, ricco di proprietà benefiche delle quali vi ho già accennato in questo post . L’aroma intenso dei limoni è solo uno dei tanti doni di questi frutti preziosi, oltre alla vitamina C sono ricchi di fosforo, potassio, calcio, magnesio e vitamina A.
Regalatelo e regalatevelo per San Valentino, magari con un vasetto di Applesauce ,sarà un dono certamente apprezzato.

15 grammi di amido di mais ( lo trovate in commercio anche col nome di maizena)
la scorza grattugiata di un limone non trattato
il succo di 5 limoni ( circa 250 ml)
50 grammi di olio di cocco ( lo trovate cliccando qui con uno sconto di 5 euro sul primo ordine inserendo il codice NPXR83 al momento dell’iscrizione)
5 gocce di aroma Burro ( io ho usato Flavourart )
70 grammi di XIlitolo ( lo trovate cliccando qui con uno sconto di 5 euro sul primo ordine inserendo il codice NPXR83 al momento dell’iscrizione)
50 ml di acqua

In un pentolino dal fondo spesso stemperate l’amido di mais con il succo di limone aiutandovi con le fruste a mano.
Diluite con l’acqua,  aggiungete il dolcificante e la scorza di limone grattugiata.
Continuando a mescolare cuocete a fiamma media, fate addensare il Vegan Lemon Curd  senza portare a bollore, basteranno pochi minuti.
Spegnete la fiamma e aggiungete l’olio di cocco e l’aroma di burro, sempre mescolando affinché l’olio si amalgami perfettamente.
Versate il Vegan Lemon Curd  in vasetti di vetro con coperchio a vite, fate raffreddare e conservate in frigo.
Si accompagna a meraviglia con waffle e pancakes, venite a scoprire nuove ricette cliccando qui

 

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treccia di pasta sfoglia di farro senza burro alla applesauce proteica

Mi ero ripromessa di non lasciarmi mai indurre in tentazione da una foto di Pinterest, certa che qualsiasi tentativo di emulare le meraviglie DIY proposte in quelle pagine, si sarebbe tramutato in un frustrante disastro. Non che abbia particolari problemi di autostima o mi ritenga, al contrario ,migliore di chicchessia, ma immagino che abbiate tutti l’amica perennemente entusiasta che posta sul suo profilo facebook/instagram qualsiasi abominio culinario le risulti suggerito dalla moda gastronomica del momento, così vi ritrovate periodicamente a fissare, tra lo sgomento e il raccapriccio, macarons informi, creazioni in pasta di zucchero che implorano una morte pietosa, sushi rolls degni di un disastro nucleare…insomma, davanti a così tanti insuccessi ci si domanda se certi tutorial siano davvero realistici e realizzabili.
Poi ho visto questa  ed ogni mia esitazione si è dileguata:

Anche perché avevo in frigo un panetto di pasta sfoglia di farro senza burro che aspettava di essere sfogliato. Sì. ho detto pasta sfoglia senza burro realizzata traendo ispirazione dalla sempre preziosissima  Araba Felice , e grazie alla collaborazione con l’azienda Prometeo Urbino .

Ingredienti per la pasta sfoglia senza burro: 

130 grammi di farina di farro monococco
1 pizzico di sale iodato
110 grammi di olio di cocco a pezzetti
110 grammi di formaggio fresco spalmabile magro ( io preferisco farmelo in casa con il procedimento descritto in fondo a questo post)

Nel boccale del mixer versate la farina di farro e il sale, aggiungete l’olio di cocco in piccoli pezzi ( come saprete l’olio di cocco è solido a temperatura ambiente) e iniziate ad amalgamare gli ingredienti procedendo per impulsi.
Dopo una decina di impulsi l’impasto dovrebbe apparire come un mucchio di grosse briciole.
A questo punto aggiungete il formaggio spalmabile ( che dovrà essere freddissimo di frigo) tagliato in piccoli pezzi.
 Procedete ancora per impulsi fino a che le briciole dell’impasto appariranno più fini.
Non dovete ottenere un composto omogeneo!
Versate le briciole sulla spianatoia e compattatele rapidamente con le mani,
NON impastate! 
Spolverate leggermente di farina di farro, avvolgete il tutto nella pellicola e fate riposare in frigo per mezz’ora.

Trascorso il tempo di riposo, con l’aiuto di un mattarello, stendete la pasta sfoglia senza burro in uno strato di circa tre millimenti.

Per la farcitura di applesauce proteica:

50 grammi di applesauce senza zucchero fatta in casa ( la ricetta è qui )
due scoop di proteine del siero del latte alla vaniglia

Amalgamate i due ingredienti facendo attenzione a non lasciare grumi.

Per realizzare la treccia di pasta sfoglia senza burro alla applesauce proteica, dopo aver steso la sfoglia, spalmatela con un velo uniforme di applesauce proteica lasciando qualche centimetro di distanza dai bordi.
Avvolgete la sfoglia in un cilindro compatto  e tagliatelo per il lungo come in figura, intrecciando poi tra loro le due parti.

Posate la treccia di pasta sfoglia sulla teglia e rimettetela in frigo per una ventina di minuti a rassodare.
Cuocete la treccia di sfoglia senza burro in forno preriscaldato a 170°C per 35-40 minuti e lasciate che si raffreddi completamente prima di assaggiarla.

Note: 
-non trascurate i tempi di raffreddamento, sono fondamentali perché la sfogliatura riesca.
-non scaldate troppo l’impasto con le mani quando lo compattate, dovranno restare visibili piccoli grumi di olio di cocco.
– l’impasto non prevede l’aggiunta di zucchero, quindi questa ricetta base può essere adoperata per preparazioni di ogni genere.
-non mi è riuscito di reperire alcuna informazione sull’autore della foto del tutorial, sarò felice di attribuirgli i dovuti credits se qualcuno è in grado di fornirmi informazioni sul suo conto.

quasi dimenticavo la mia foto:

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Applesauce senza zucchero

ricetta dietetica sostituire il burro nelle ricette lefitchef

Se mi avete seguita fin qui avrete notato due grandi assenti in ognuna delle mie ricette: il burro e lo zucchero. Mentre per sostituire lo zucchero nelle ricette mi avvalgo spesso di alternative come lo xilitolo, sostituisco spesso i grassi con l’olio di cocco e altrettanto spesso con la purea di mele o applesauce.

Cos’è l’applesauce?
Nient’altro che una composta di mele leggermente speziata, che può essere adoperata per sostituire il burro nelle ricette nella proporzione 1:1. Inoltre può accompagnare le carni bianche: il nostro amato petto di pollo acquisterà sapore e fibre senza che l’apporto calorico venga troppo alterato.
100 grammi di applesauce senza zucchero contengono infatti solo 49 calorie, quelle contenute in un cucchiaio sono quindi ininfluenti in un regime alimentare bilanciato.
Le dosi:
Nella mia versione ho adoperato 10 mele rosse e 2 mele Golden  per conferire maggiore dolcezza alla applesauce ma siete liberi di provare diverse proporzioni per ottenere il grado di dolcezza e la consistenza che preferite per la vostra applesauce senza zucchero
Per aromatizzare la mia salsa di mele ho usato una stecca di cannella, 4 chiodi di garofano e un pezzetto di zenzero, ma possono andar bene anche noce moscata, fili di zafferano (pochi) , grani di pepe verde, anice e tutto quello che la dispensa e la fantasia vi suggeriscono
.

Come si prepara la applesauce

 

Lavate, sbucciate e riducete a fette le mele.
Mettetele in una pentola dal fondo spesso con un pizzico di sale iodato e mezzo bicchiere d’acqua.
 Lasciate cuocere a fuoco basso per venti minuti o fino a quando non saranno disfatte.
Più i pezzi saranno piccoli, meno tempo impiegheranno a cuocersi.
Passate la salsa di mele al setaccio e rimettetela sul fuoco aggiungendo le spezie polverizzate e riportate a bollore per altri cinque minuti o finché non si addensa leggermente.
La vostra Applesauce senza zucchero è pronta!

Quanto si conserva la applesauce?

Potete surgelare la applesauce senza zucchero in cubetti, usando le comuni formine per il ghiaccio e scongelarla secondo la necessità, oppure cimentarvi nella conservazione in vasetti sterilizzati.
Procuratevi vasetti nuovi e creati per questo scopo, niente barattoli riciclati dalle conserve dell’anno scorso, avranno perso la capacità di mantenere il sottovuoto e il loro uso comporta rischi gravissimi per la salute.
Al momento dell’uso i vasetti dovranno essere puliti, asciutti e precedentemente sterilizzati per bollitura.
Riempite i vasetti con l’applesauce ancora calda, avendo cura di di lasciare  un centimetro e mezzo di distanza dal bordo.
Chiudeteli con cura e posizionateli  in un’ampia pentola e aggiungete acqua fino a raggiungere il bordo dei vasetti.
Accedete il fuoco e fateli bollire per mezz’ora.
Al termine della bollitura lasciate i vasetti di applesauce nella pentola per ancora 15-20 minuti.
Estraeteli e metteteli a raffreddare su un piano dove potranno riposare fino al giorno successivo. Dopo qualche tempo sentirete un sonoro “POP” segnale che il vasetto e il calore hanno compiuto il loro dovere e la vostra applesauce senza zucchero può essere riposta in dispensa al sicuro da contaminazioni batteriche e processi di fermentazione per mesi.

Come si usa la applesauce senza zucchero?

Per sostituire il burro, come descritto sopra
Per accompagnare le carni e i formaggi
Per ammorbidire i pancakes proteici senza aggiungere calorie in eccesso
Per i biscotti velocissimi

Come base per molte ricette proteiche 
Per addolcire lo yogurt greco e i fiocchi di latte
Infine non buttate via bucce e torsoli avanzati: fateli bollire per mezz’ora con due bicchieri d’acqua, passate il tutto al setaccio e conservatelo in vasetti sterilizzati, avrete ottenuto della pectina fatta in casa che potete usare come base per composte e marmellate senza zucchero.
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Pesto rosso di pomodori secchi e mandorle ricetta

Come promesso ecco la ricetta del pesto rosso di pomodori secchi e mandorle che ho usato per condire i miei spaghetti di zucchine.
I pomodori secchi sono l’ingrediente principale di questa ricetta semplice che può essere conservata molto a lungo sia in frigorifero che nel congelatore.

Ingredienti:

200 grammi di pomodori secchi
30 grammi di mandorle
30 grammi di olioextravergine d’oliva Fontanara 
un pezzetto di peperoncino rosso piccante ( facoltativo)

Spesso i pomodori secchi , soprattutto quando non sono conservati sott’olio come quelli che ho usato io, presentano enormi quantità di sale, che viene adoperato nel processo di essicazione.
In questo caso bisognerà lasciare i pomodori secchi in  ammollo in acqua tiepida per circa un’ora e risciacquarli delicatamente dopo l’ammollo.
A questo punto sarà sufficiente tritarli insieme alle mandorle, l’olio d’oliva e il peperoncino, se amate il piccante. Versate tutto nel boccale del mixer ( io ho usato questo di Gp&me ) e azionarlo fino ad ottenere un composto non eccessivamente omogeneo.

Potete conservare il pesto rosso di pomodori secchi e mandorle  per molti giorni in frigorifero in un contenitore ben chiuso.
Si usa sul petto di pollo, per condire pasta e riso integrali, o per l’omelette di albumi.

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Gelato allo yogurt senza gelatiera.

Parliamo ancora di yogurt e dei suoi benefici per la salute.
Nella produzione dello yogurt le proteine del latte, il cui valore biologico è già molto elevato, sono idrolizzate in peptidi ed amminoacidi dai microorganismi che realizzano in questo modo una sorta di pre-digestione
Inoltre alcuni peptidi rilasciati durante la fermentazione sono caratterizzati da specifiche attività regolatrici di processi fisiologici come quelli correlati al corretto funzionamento  del sistema immunitario. L’elevata qualità delle proteine del latte viene quindi esaltata dal breve processo di fermentazione.
La presenza contemporanea di lattosio ed acido lattico favorisce la biodisponibilità delle sostanze minerali, in particolare di calcio e fosforo, già presenti nei prodotti lattiero caseari.
Ora che disponete di enormi quantità di yogurt greco fatto in casa  ( perché lo fate tutti i giorni, vero? ) so che non vedete l’ora farne un uso smodato nelle più disparate preparazioni. Ma, dato che il caldo ci rende impensabile l’utilizzo del forno e la gelatiera è un elettrodomestico piuttosto scomodo da portare in vacanza, prepariamoci un rapidissimo e refrigerante gelato allo yogurt senza gelatiera.le dosi sono per una porzione

100 grammi del vostro magnifico yogurt greco fatto in casa
miele o dolcificante a piacere
una porzione a piacere del  vostro frutto preferito che avrete lasciato in freezer per qualche ora dopo averlo liberato da buccia e semi. Il rapporto massimo sarà 1:1
( io ho usato 30 grammi di more di gelso per il mio)In pratica si prepara da solo.
Versate tutti gli ingredienti nel vostro fedele frullatore e fate andare finché tutto non sarà ben amalgamato.

Note:

-potete prepararne quantità più grandi, conservatelo in contenitori da gelato riciclati, ma si manterrà più morbido se li avvolgerete, ben chiusi, in una busta di plastica chiusa a sua volta.
Non chiedetemi perché, l’ho letto su Buzzfeed una volta e funziona.

-nulla vi impedisce di aggiungere uno scoop delle vostre proteine in polvere, eventualmente…

_al posto del miele, un dolcificante industriale liquido servirà a tagliare le calorie

Macros:

100 grammi di yogurt greco dolcificato con un cucchiaio di miele apportano:
78 calorie, 0 grassi, 15 g di carboidrati, 5 g di proteine, a cui aggiungerete i valori del frutto scelto in base al peso.

 

 

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Yogurt greco fatto in casa | il metodo semplice alla portata di tutti

Lo yogurt greco fatto in casa è il modo migliore per risparmiare e ottenere un prodotto sano e genuino, lo yogurt infatti è uno degli alimenti preferiti da chiunque ami mantenersi in forma senza sottoporsi a regimi alimentari irragionevolmente restrittivi. Essendo un alimento dal sapore gradevole e dalla consistenza cremosa, lo yogurt greco fatto in casa,  può essere consumato da solo, accompagnato a miele e frutta o diventare la base di condimenti e dessert cremosi e appaganti, che tuttavia non costituiscono una minaccia per la forma fisica.yogurt greco fatto in casa

 

Ma cosa rende così compatto e cremoso lo yogurt greco fatto in casa ?
Si utilizzano forse fermenti particolari?
I tempi di fermentazione sono più lunghi?
Il latte adoperato è sottoposto a un particolare processo di lavorazione?

Niente di tutto questo,

Ciò che rende lo yogurt greco così inconfondibilmente cremoso è il processo di colatura a cui viene sottoposto. Tale processo meccanico è piuttosto semplice da riprodurre a casa, basta un ambiente pulito, un frigo spazioso, pochi attrezzi e in qualche ora otterremo un prodotto soddisfacente quanto quelli comunemente in commercio, deliziosi, ma dal costo non sempre contenuto.

vediamo cosa ci occorre per fare lo yogurt greco in casa :
500 grammi di yogurt bianco magro 0,1% ( scegliete il più semplice, niente aromi, niente fermenti “alla moda”)
una ciotola ampia
un colino metallico a maglie fini e una garza ampia

o in alternativa
un telo di cotone pulitissimo e ampio
elastici di gomma abbastanza lunghi e resistenti da poter abbracciare la ciotola ( quelli da ufficio andranno benone)

 

Yogurt greco fatto in casa | con garze e colino

Disponete tre o quattro strati di garza all’interno del colino, coprendone l’intera superficie e disponetelo nella ciotola, facendo attenzione a non fargli toccare il fondo. Versatevi dentro il vostro yogurt e riponete tutto in frigo per un periodo variabile dalle 2 alle 4 ore.

 

Yogurt greco fatto in casa | con un canovaccio

Procuratevi un canovaccio di cotone o lino , oppure tagliate un quadrato di stoffa ( che sia bianco e pulitissimo!!) dell’ampiezza sufficiente a coprire l’intero bordo della ciotola, fissatelo a mo’ di filtro con l’aiuto degli elastici cercando di ottenere una struttura abbastanza resistente che possa sostenere il peso dello yogurt, La tensione della stoffa non dovrà essere eccessiva né troppo debole. Versate lo yogurt e lasciatelo colare in frigo.
Il gioco è fatto!
Quando lo yogurt ha riposato abbastanza a lungo, o quando vi ricorderete che lo avete lasciato in frigo, raccogliete i bordi della garza o della stoffa, facendo attenzione a non toccare il siero sul fondo della ciotola, raccogliete il vostro yogurt greco fatto in casa in un contenitore a tenuta ermetica e preparate una merenda per i vostri amici bullandovi dello splendido risultato ottenuto. Oppure conservatelo per la colazione del mattino, se preferite.
O usatelo per farcire i bagels integrali 

 

Note sullo yogurt greco fatto in casa

-Con una colatura più lunga otterrete uno yogurt più denso.
Una colatura protratta per oltre 12 ore vi permetterà di ottenere quello che presso i paesi arabi si chiama Labneh, un latticino fresco molto simile al nostro formaggio spalmabile più famoso, ma senza conservanti e additivi. Le scritture ebraiche ne raccomandano il consumo a colazione, con olio d’oliva, noci e miele, per garantire agli studiosi una lunga e proficua giornata di studi… segnatevelo.

– Non gettate via il liquido risultante dalla colatura dello yogurt, è siero di latte, contiene ancora moltissimi nutrienti ed è un vero toccasana per la pelle stanca ( evitate il contatto con la zona perioculare)

-il siero di latte è utilissimo nella preparazione di muffin, pancakes, biscotti…
provate questi pancake al siero di yogurt e ve ne innamorerete

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Marmellata senza zucchero e senza cottura

La maggior parte di noi acquista e consuma marmellate e confetture quando ne ha voglia e, in mancanza di una mamma/nonna che  le prepari, si rivolge  alla vasta gamma di prodotti esposti al supermercato.
Ma siamo in Estate! Perché non approfittare della enorme quantità e delle differenti varietà di frutta fresca disponibili in questa stagione?

“perché fa caldo Noe, e nessuno ha voglia di stare tappato in casa davanti ai fornelli per ore…”

Giusta osservazione.
Ma sono una donna ricca di risorse e soluzioni e dopo avervi proposto condimenti ipocalorici e muffin salati di ogni genere eccomi con la ricetta semplicissima che rivoluzionerà il vostro consumo di frutta fresca estiva:
la marmellata senza cottura!
( e ovviamente senza zucchero, tanto per non smentirci)

Scegliete i frutti estivi che preferite, le piccole bacche come more, fragole, mirtilli e lamponi regalano un composto piacevolmente acidulo, con albicocche, pesche nettarine e susine il risultato è più dolce.
Io ho scelto le fragole.

Un’importante caratteristica di questa marmellata senza cottura e senza zucchero è che, mancando appunto le fasi a contatto col calore e la componente zuccherina che preserva l’integrità del composto, non possiamo conservarla in dispensa per lunghi periodi, ma dovremo tenerla in frigorifero per una settimana al massimo.
La buona notizia è che possiamo surgelarla per consumarla anche in inverno, l’assenza di cottura e le basse temperature ne avranno preservato caratteristiche organolettiche e nutrizionali alla perfezione.

L’unico agente gelificante in questa marmellata senza cottura è costituito dai semi di chia, ricchi di omega 3 sono una fonte di proteine facilmente digeribili, ferro, calcio e fibre.

Ingredienti ( per un paio di vasetti)

500 grammi di fragole fresche ( scegliete la frutta che preferite)
4 cucchiai colmi di semi di chia biologici MyProtein ( Clicca qui per acquistare ) 
dolcificante a piacere ( quello liquido è perfetto, ne basteranno poche gocce)
2 cucchiai di succo di limone appena spremuto.

Procediamo…
Disponiamo la frutta lavata ed eventualmente privata di foglie, piccioli, bucce e semi ( con le fragole non serve) nell’amato mixer della mamma o nel nostro fedele frullatore, aggiungiamo il succo di limone, i semi di chia e il dolcificante necessario ( anche succo d’agave e miele sono ottime alternative) facciamo andare tutto per trenta o quaranta secondi e versiamo nei vasetti che saranno pulitissimi e asciutti.

Il succo di limone, fonte di vitamina C e antiossidanti, preserverà inalterato il colore della frutta scelta.

Chiudiamo con attenzione e riponiamo in frigo per sei ore o meglio una notte intera.
Durante questo lasso di tempo i semi di chia avranno agito come agente gelificante conferendo alla nostra preparazione la tipica consistenza delle conserve tradizionali.

P.S.
Sì. lo so che tecnicamente si tratta di una confettura ( o forse di una composta? ),   ma le regole di Google sono spietate…

P:P:S: raggiungetemi su facebook! 

 

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