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Hummus low carb

hummus low carb

L’hummus low carb, tecnicamente non è hummus, ma è piuttosto difficile accorgersi delle differenze.
Il termine Hummus deriva dal termine arabo حُمُّص‎‎ usato per indicare i ceci, che in questa versione non compaiono affatto, per cui la denominazione è impropria, ma tant’è…
hummus low carb
La ricetta dell’hummus rimbalza da qualche settimana per tutti i social italiani e, a quanto pare, è la tendenza dell’estate dei gymrat, gli stessi che da qualche mese promuovono l’ “intuitive eating”, tralasciando il fatto che l’affidarsi all’intuito, in mancanza delle più elementari nozioni sull’equilibrio nutrizionale, di solito provoca più danni che benefici, ma immagino sia il prezzo da pagare per aver concesso l’opportunità a chiunque di esprimersi senza freni.

Torniamo a noi, l’hummus low carb differisce dalla versione tradizionale, diffusa in tutto il Medioriente per l’assenza del suo ingrediente principale, sostituito dal principe di tutti i regimi low carb, ma per il resto la ricetta è identica.
Le varianti possono essere infinite, nella mia, per esempio, ho anche rimpiazzato la tahini, ovvero il burro di semi di sesamo, con burro di mandorle, ottenendo un prodotto finale dal gusto più delicato.

 

Hummus low carb | ingredienti e preparazione

un cavolfiore di circa 400 – 500g

10 g di tahini o burro di mandorle

uno spicchio d’aglio ( o meno, se lo tollerate poco)

il succo di mezzo limone

sale e pepe

mezzo cucchiaino di cumino in polvere

olio d’oliva per servire

 

tagliate a pezzi il cavolfiore e lessatelo in acqua salata per 15 minuti. Io ho dimezzato i tempi facendolo cuocere al microonde per 7-8 minuti alla massima potenza.
Scolatelo con cura, se lo avete lessato, e fatelo raffreddare bene.

Raccogliete il cavolfiore in un panno pulito e strizzatelo molto bene per eliminare quanta più acqua possibile, tenendone comunque uno o due cucchiai da parte.

Inserite nel boccale del frullatore tutti gli ingredienti per l’hummus low carb e azionatelo fino ad ottenere un composto omogeneo, se la cosa risultasse difficoltosa perché magari il tutto risulta troppo asciutto, aggiungete la poca acqua di cottura tenuta da parte.
Personalmente ho ottenuto ottimi risultati anche con il frullatore a immersione.

Idealmente, l’ hummus low carb andrebbe fatto riposare almeno un’ora in frigo prima di essere servito, per consentire ai sapori di armonizzarsi, ma nessuno vi impedisce di consumarlo subito, se siete in low carb, accompagnato da un fresco pinzimonio di verdure come sedano, cetrioli e finocchi. Ma se vi manca la pita, provate a sostituirla con le nostre focaccine low carb 

Se invece cercate delle buone ragioni per inserire un paio di porzioni settimanali di hummus nella vostra dieta, vi rimando a questo vecchio articolo 

 

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Mousse proteica ai mirtilli

mousse proteica ai mirtilli

La mousse proteica ai mirtilli è il dessert ideale per queste tiepide giornate invernali. é un dolce a prova di principiante, goloso e invitante, senza zuccheri aggiunti e senza grassi, permette di soddisfare la voglia di dolce, ma anche di offrire un dessert goloso anche quando si è a dieta, ma si hanno ospiti a cena. Dopotutto non sarebbe cortese imporre delle privazioni anche a loro.
La preparazione richiede solo pochi minuti, si possono sostituire i mirtilli con le fragole, il ribes, i chicchi di melograno o qualsiasi altro piccolo frutto succoso e colorato.
Una volta preparata, la mousse proteica deve riposare in frigorifero per almeno mezz’ora prima di poter essere servita, questo per consentire alla gomma di xantano, presente tra gli ingredienti, di poter consolidare al meglio la struttura del dolce.
La mousse proteica si conserva in frigorifero fino a tre giorni, ma è necessario che sia contenuta in recipienti pulitissimi, asciutti e dal coperchio a tenuta ermetica perché conservi al meglio i suoi aromi e la sua consistenza.
Chi non impiega le proteine in polvere nella propria routine può ometterle, gusto e consistenza non ne risentiranno in maniera drammatica.
Sconsiglio vivamente di sostituire le proteine del siero con polveri di origine vegetale; non sono adatte a preparazioni così delicate a causa del loro gusto persistente e dalla scarsa solubilità che normalmente le caratterizza.
La gomma di xantano può essere acquistata qui, è possibile sostituirla con la gomma di guar, in eguale quantità. Niente agar agar, vi prego.
Vediamo cosa serve e come si prepara la mousse proteica i mirtilli

 

Mousse proteica ai mirtilli

mousse proteica ai mirtilli

Ingredienti 

  • 200 g di mirtilli freschi o congelati
  • 200 g di quark a 0 grassi
  • 1 g di gomma di xantano
  • 30 g di proteine del siero neutre o alla vaniglia
  • qualche goccia di tic
  • il succo di un limone

Prima di tutto lavate con cura i mirtilli, che siano freschi o congelati, eliminate eventuali petali rimasti attaccati ai frutti ed asciugateli bene.
Versate metà dei frutti in un pentolino dal fondo spesso insieme al succo di limone e fateli appassire a fiamma bassa, rigirando di continuo con un cucchiaio di legno e schiacciandoli leggermente perché rilascino il loro succo. Quando tutti i frutti saranno morbidi toglieteli dal fuoco.
A questo punto possiamo comporre la nostra mousse proteica.
Versate nel boccale del frullatore il quark a 0 grassi, la gomma di xantano, le proteine, qualche goccia di dolcificante e la purea di mirtilli intiepidita. Frullare fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi, ci vorrà circa un minuto.
Con l’aiuto di una spatola in silicone, raccogliete la mousse proteica e versatela in una coppa, o in 4 coppette monoporzione, decorate con i mirtilli rimasti e fatela riposare in frigorifero per almeno mezz’ora prima di servire.

Il quark può essere sostituito con lo yogurt greco o con lo skyr
Ne approfitto per invitarvi alla lettura di questo vecchio articolo sulle proprietà del mirtillo

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ghiaccioli al cocco e melograno

ghiaccioli al cocco

ghiaccioli al cocco
Niente di meglio dei ghiaccioli al cocco e melograno per affrontare al meglio l’afa estiva. dei benefici derivanti da un’adeguata assunzione di cocco e dei suoi prodotti abbiamo già parlato in passato ( avete già provato il gelato proteico alla polpa di cocco? ) e sono certa che nessun altro frutto rappresenti meglio il gusto delle vacanze estive, rievocando in molti ricordi piacevoli.

La ricetta di oggi fa uso dell’acqua di cocco in polvere, prodotto innovativo che consente di sfruttare al meglio i benefici reidratanti e rimineralizzanti dell’acqua di cocco, senza l’incubo della scadenza incombente.

L’acqua di cocco è disponibile a questo link, approfittando della promozione di oggi con il  codice iscrizione MP28369474

Il melograno aggiunge una dose extra di antiossidanti e flavonoidi, se non li trovate, sostituiteli con frutti rossi o kiwi

 

Ghiaccioli al cocco e melograno

 

1 melograno ( in alternativa 150 g di frutti rossi o kiwi a pezzetti)
2 misurini di acqua di cocco in polvere MyProtein
30 g di vitafiber
250 ml d’acqua

Rimuovete i chicchi dal melograno e tenetene da parte circa 3 cucchiai.

In una ciotola mescolate 15 g di vitafiber con l’acqua di cocco in polvere, aggiungete a filo l’acqua, sempre mescolando perché non si formino grumi.

Versate il liquido ottenuto negli stampini per ghiaccioli, aggiungete i chicchi di melograno tenuti da parte e fate gelare in frigo per due ore

Versate i restanti chicchi di melograno nel frullatore e ricavatene una poltiglia; non frullate troppo a lungo e assicuratevi di aver prima tolto tutte le pellicine, così eviterete di ottenere un succo amaro.

Versate i chicchi frullati in un colino coperto da una garza e lasciate in frigo a colare per almeno due ore.
Se usate i frutti rossi o i kiwi, potete saltare questo passaggio.

Raccogliete il succo ottenuto e mescolatelo ai 15 g di vitafiber rimanenti, tirate fuori gli stampini dal freezer, a questo punto la parte superiore dei ghiaccioli al cocco sarà solidificata, quindi potete aggiungere il succo di melograno ( o dei frutti che avete scelto di impiegare)

I vostri ghiaccioli al cocco saranno pronti dopo due ore, e sono un modo perfetto per sostituire le bevande sportive durante i mesi estivi.

Un ultimo consiglio, iscrivetevi a Buzzoole, per guadagnare buoni Amazon e partecipare a stimolanti campagne di marketing
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Barrette proteiche nutchoc

barrette proteiche nutchoc

barrette proteiche nutchocIn questo momento riuscite ad immaginare un accostamento più paradisiaco di cioccolato e frutta secca? Dei pregi di entrambi gli elementi della ricetta di oggi, abbiamo già parlato profusamente nelle numerose ricette che le hanno viste al centro della nostra attenzione (quelle al cacao le trovate tutte qui), nelle barrette proteiche nutchoc ritroviamo non solo il piacere di un alimento nutriente, ma anche quello di creare con le proprie mani un alimento golosissimo e appagante.

 

 

Barrette proteiche nutchoc – ingredienti e preparazione

Per la realizzazione delle barrette proteiche nutchoc non servono particolari abilità culinarie, (parlo con voi che avete il terrore di sperimentare qualsiasi cosa vada oltre l’albume cotto in padella), basta un mixer e un po’ di pazienza e gli ingredienti che seguono:

250 g di burro di frutta secca a scelta (i migliori sono di Bulkpowders, scegliete il burro di nocciola per un gusto classico, o pistacchio per una versione extralusso)
15 g di nocciole o arachidi tritate
15 g di cacao amaro
110 g di yogurt greco ( magari fatto in casa, con questo procedimento)
20 g di fave di cacao ( anche queste le trovate da Bulkpowders)
100 g di proteine del siero al cioccolato, neutre o alla vaniglia
30 g di caseine

Per la copertura:
80 g di cioccolato fondente al 85%
5 g di olio di cocco
semi oleosi tritati a piacere

a piacere potete aggiungere dolcificante in gocce, se usate proteine neutre, o essenza di vaniglia.

Versate nel boccale del mixer tutti gli ingredienti, ad esclusione di quelli per la copertura delle barrette proteiche nutchoc, procedete a impulsi fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versate il mix in una teglia in silicone quadrata o, se preferite, in questi stampi a forma di Lego 
lasciate riposare le vostre barrette proteiche nutchoc in frigo per circa mezz’ora, trascorso questo tempo, sciogliete il cioccolato, a bagnomaria o in microonde, insieme all’olio di cocco e versatelo tiepido sulle barrette, aggiungete il trito di frutta secca prima che il cioccolato si solidifichi e lasciate riposare il tutto in frigo per due ore prima di porzionare le vostre barrette.

Le barrette proteiche Nutchoc sono personalizzabilissime, divertitevi a combinare burri, semi e frutti oleosi, tipi di cioccolato e di proteine, tenendo sempre conto del fatto che i macros variano al variare degli ingredienti.
Conservate in frigorifero, ben chiuse in un contenitore a tenuta ermetica, le barrette Nutchoc si mantengono ottime per una settimana.

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Quest bar fatte in casa con vitafiber in polvere

quest bar fatte in casa
Vi sarete certamente già imbattuti in numerose versioni delle quest bar homemade,quasi sicuramente su testate d’oltreoceano, e avrete notato che ognuna di queste ricette prevede l’ultilizzo dello sciroppo di Vitafiber, prodotto sicuramente interessante, ma che per motivi che sfuggono alla nostra comprensione, non è ancora disponibile in Europa.
Non mi è sembrata una buona ragione per non provare a fare da me le Quest Bar con il Vitafiber in polvere, gentilmente messoci a disposizione da Bulkpowders.
Prima che me lo domandiate: non è possibile sostituire questo ingrediente con dolcificanti alternativi, ho provato a riprodurre lo stesso procedimento con lo xilitolo, l’eritritolo e la stevia, ottenendo risultati insoddisfacenti, ma se li avete in casa, nelle altre pagine di questo blog troverete numerose alternative di utilizzo per questi validissimi prodotti.
Le dosi per le Quest bar fatte in casa con vitafiber in polvere sono per una barretta, moltiplicateli a vostro piacimento e aggiungete gli aromi e gli ingredienti che meglio si adattano al vostro fabbisogno nutrizionale e al vostro gusto.
Cominciamo.

 

Quest bar fatte in casa con vitafiber in polvere : ingredienti per una barretta

30 g di Vitafiber in polvere Bulkpowders
30 g di proteine del tipo e del gusto che preferite ( vi consiglio di usare una base delicata come la Vaniglia di Bulkpowders, così da poterle personalizzare senza creare gusti troppo bizzarri)
10 ml di acqua ( è importante che questo quantitativo sia preciso, onde evitare di ottenere uno sciroppo troppo liquido o troppo denso, difficile da lavorare)

In una piccola padella antiaderente versate l’acqua e il Vitafiber in polvere, mescolate rapidamente con l’aiuto di un cucchiaio di legno o di una spatola in silicone resistente al calore per evitare di graffiare il fondo. Personalmente preferisco il secondo strumento perché, oltre a non rovinare il fondo delle padelle, resiste alle contaminazioni batteriche ( il legno invece, per sua natura, assorbe e trattiene elementi organici) e consente di raccogliere fino all’ultima briciola di ogni alimento.
Accendete la fiamma, tenetela al minimo e fate schigliere il Vitafiber sempre mescolando.
Quando il composto inizierà a produrre delle bollicine, continuate a mescolare per circa 30 secondi, trascorso questo tempo, versando su un piattino una goccia di liquido, questo filerà un pochino. Il vostro sciroppo è pronto.
Spegnete la fiamma, attendete un paio di minuti che la temperatura scenda e versate lo sciroppo di Vitafiber in una ciotola in cui avrete già preparato le vostre proteine in polvere.
Iniziate a mescolare, prima con la spatola, poi, appena la temperatura lo consentirà, con le mani. Sarebbe il caso che indossiate dei guanti adatti alla manipolazione del cibo, il composto sarà davvero molto appiccicoso a questo punto!
Quando sciroppo e proteine si saranno condensati in una massa malleabile e omogenea, spostate il composto su un piano di lavoro, possibilmente ricoperto da carta da forno e dategli la forma di una barretta.

Se avete preparato un quantitativo di impasto sufficiente per più barrette, sarebbe meglio coprirlo con un secondo foglio di carta da forno e aiutarsi con un mattarello, così da ottenere uno spessore omogeneo ( e un aspetto migliore). RIfilate i bordi e incartatele una ad una con stagnola o pellicola, e riponetele in frigo fino al momento di consumarle.

Ok, questo è il procedimento per una barretta semplice, che avrà il gusto delle proteine che avrete scelto, ma le possibilità di personalizzazione sono infinite, basterà aggiungere gli altri ingredienti alle proteine in polvere prima di versare lo sciroppo.
Ecco qualche suggerimento per creare le vostre Quest bar fatte in casa con vitafiber in polvere dal gusto esclusivo:

-Semi di baccello di vaniglia ( considerate un quarto di baccello per barretta)
-Bacche di goji o cranberries essiccati
-Scaglie di cioccolato extrafondente
-Cocco essiccato
-Frutta secca tritata a piacere ( potreste preparare dei Quest bon bon da rotolare nella granella di nocciola o pistacchio)
Burri di frutta secca a piacere
-Cereali soffiati
-Cacao
-Granella di meringa senza zucchero ( per queste potrei uccidere)
-Pezzetti di chips di mela senza zucchero

quest bar fatte in casa mandorlequest bar goji berry cranberriesquest bar sugarfree meringue

e, quando il clima lo consentirà, ricopritele di cioccolato…
Insomma, l’unico limite è la fantasia, sono impaziente di vedere le vostre, pubblicatele pure sulla pagina e sul gruppo di Le Fitchef.

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Barrette proteiche al riso soffiato.

Rispetto alle versioni precedenti delle mie  barrette proteiche fatte in casa, queste presentano un extra di carboidrati e grassi che insieme alla consistenza croccante le rendono fin troppo deliziose. Il riso soffiato fornisce, insieme al miele, carboidrati rapidamente assimilabili e i grassi monoinsaturi del burro d’arachidi mantengono stabile la glicemia a lungo consiglio quindi di riservarne  l’utilizzo a colazione o  per quelle occasioni in cui non si riesce ad organizzare un pasto ben bilanciato o per concedersi uno sfizio sano ogni tanto.  Trovate i valori nutrizionali in fondo alla pagina.

Ingredienti: ( dosi per dieci barrette)
100 g di riso soffiato ( preferibilmente non zuccherato)
3 scoop di whey del gusto che preferite
150 g di burro d’arachidi ( qui la mia ricetta per prepararlo in casa)
30g di cioccolato extrafondente di ottima qualità
60g di miele
essenza di vaniglia o altro aroma a piacere

Mescolate in una ciotola burro d’arachidi, miele e il cioccolato spezzettato e sciogliete tutto a bagnomaria ( o nel microonde per qualche secondo alla massima potenza).
Aggiungete le proteine e l’aroma e amalgamate il tutto con una spatola avendo cura di non lasciare grumi.
Versate il composto ancora tiepido sul riso soffiato e continuate a mescolare con l’aiuto della spatola finché tutto il riso non sia coperto dal composto di burro d’arachidi e miele.
Rovesciate l’impasto per le barrette proteiche  al riso soffiato in una teglia rettangolare coperta da un foglio di carta da forno e livellate bene con le mani, incidete il composto in dieci barrette e lasciate in frigo a solidificare per almeno un’ora.

Staccate le barrette proteiche al riso soffiato  dalla teglia e conservatele in un contenitore ermetico in frigorifero.

Note:
-aggiungete a piacere frutta secca o  pezzetti di cioccolato fondente calcolando a parte i valori
-per un risultato più preciso gli stampi in silicone sono perfetti, io ho usato questo
-le barrette si conservano in frigo fino a due settimane in contenitori ben chiusi ( tanto le finite prima)
-potete anche surgelarle in contenitori a tenuta ermetica.

Informazioni nutrizionali ( per una barretta)
proteine 9g
grassi 9g
carboidrati 14g 

( i valori possono variare in base ai prodotti utilizzati, leggete l’etichetta dei vostri ingredienti ! )

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Tartufi proteici di yogurt greco e cacao

Questi tartufi proteici sono cremosi, cioccolatosi e golosissimi, ok magari non quanto i Tartufini al doppio cioccolato e caramello al burro salato di +Araba Felice , ma insomma, cerco di rendervi meno gravoso l’impegno di seguire un regime, fingete di apprezzare i miei sforzi…
Parliamo di cacao che pare abbia un ruolo decisivo nella riduzione del rischio delle malattie cardiache.
I flavonoidi di cui sono ricche le fave di cacao hanno effetti antiossidanti, capaci di prevenire i danni cellulari alla base di molte patologie vascolari. I flavonoidi sono stati correlati anche alla riduzione del rischio di contratte patologie come il diabete, l’ictus e l’ infarto. Mi corre l’obbligo di sottolineare che tali deduzioni provengono da studi a breve termine e non controllati, è quindi necessaria ancora molta ricerca perché essi possano essere considerate del tutto fondate.
Nel frattempo se volete aggiungere il cioccolato alla vostra dieta abbiate cura di scegliere solo prodotti di qualità, con un contenuto di cacao non inferiore al 65% , evitate invece i prodotti più “commerciali” di solito saturi di zuccheri e olii vegetali di natura incerta.
Un’ultima chicca: per ottenere risultati apprezzabili dai flavonoidi del cacao, gli studi di cui sopra consigliano di consumare una porzione quotidiana di 85 grammi di cioccolato fondente di buona qualità. Sarebbe una splendida notizia se questo non corrispondesse ad un introito calorico di circa 450 calorie, l’ideale è consumarlo con moderazione associandolo ad altri ingredienti sani come nella ricetta di oggi:

Tartufi proteici di yogurt greco e cacao, ingredienti:
3 cucchiai di cacao amaro +1 per la copertura
3 scoop di proteine del siero alla vaniglia o al cacao
100 grammi di yogurt greco ben sodo ( ricordate come farlo in casa? no? cliccate qua  )
5 gocce di aroma vaniglia Liquiflav
dolcificante a piacere

questa è una ricetta facilissima e velocissima per un dolce dietetico, non avete scuse per non riuscire.
Vi basta mescolare tutti gli ingredienti, formare delle palline prelevando un cucchiaino circa di impasto per ognuna, rotolarle nel cucchiaio di cacao che avrete preventivamente tenuto da parte ( lo avete fatto, vero? ) e lasciarli riposare in frigo per mezz’ora. I vostri tartufi proteici di yogurt greco e cacao sono pronti.
Si conservano in un contenitore a tenuta ermetica fino a 5 giorni ( tanto li finite prima … )

-provate a sostituire lo yogurt greco con la ricotta magra
-la ricetta dei cookies senza glutine nella foto è qui ( cookies senza glutine )
-se avete amici a cena serviteli accompagnati dai tartufi proteici al burro d’arachidi
I tartufi, non gli amici.

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gelato proteico al cocco

Ingredienti:
300 grammi di yogurt greco
un misurino di Vitafiber
100 grammi di polpa di cacao ( facoltativo)
100 grammi di polpa di cocco fresco
uno scoop di  whey alla vaniglia
1 cucchiaio di vodka ( facoltativo)
qualche goccia di tic
50 ml di latte di cocco
I benefici di Cocco e Cacao 
 
Sebbene possa apparire fuori dal comune,  il colore bianco di questo gelato è dovuto alla presenza della polpa del frutto di cacao. Dal gusto delicatamente dolce, la polpa di cacao  è ricca di grassi monoinsaturi  utili a contrastare il colesterolo “cattivo” ( LDL ) e all’aumento di quello “buono” (HDL).
Le stesse proprietà che troviamo nel cocco , ricco di acidi grassi a catena media ( MCT) , fibre e potassio è il frutto ideale a contrastare la spossatezza e a promuovere l’utilizzo dei depositi adiposi, una vera panacea per chiunque conduca una vita attiva alla ricerca del benessere fisico.
Entrambi i frutti inoltre, sono ricchi di antiossidanti .
Gelato proteico al cocco
Nel boccale del frullatore versare lo yogurt greco, le proteine, Vitafiber,il dolcificante,  la polpa di cocco e la polpa di cacao tagliate a pezzi, ma ancora surgelate, il latte di cocco e l’eventuale vodka.
La vodka ha lo scopo di evitare che si formino fastidiosi grumi di ghiaccio a causa dell’acqua contenuta nella polpa di frutta, ma il suo uso non è strettamente necessario.
Basteranno pochi istanti perché il tutto si amalgami e il vostro gelato proteico al cocco e cacao ricco di MCT e antiossidanti sia pronto.

Se state pensando di effettuare il vostro primo ordine su Bulkpowders, aggiungete il codice NPXR83 in fase di iscrizione per ottenere subito un coupon di 5 euro sul primo acquisto. Per tutti gli altri codici promozionali, vi aspetto nel gruppo Facebook di le Fitchef.

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sorbetto di anguria senza gelatiera

 

sorbetto di anguria

L’estate è il momento perfetto per riscoprire frutti dolci e succosi che non sono reperibili nel resto dell’anno, il sorbetto di anguria permette di reidratarsi con gusto e pochissime calorie.
Mi capita spesso di sentire giudizi piuttosto severi riguardo ai presunti attacchi alla linea da parte dell’anguria. Benché il suo eccessivo consumo sia sconsigliabile ai pazienti diabetici, l’anguria rappresenta un eccellente alimento adatto ad ogni sportivo.

Un etto di cocomero fornisce solo 30 calorie, 7 grammi di carboidrati, 1 grammo di fibre. Dal momento che molti sono preoccupati per il suo tenore in zuccheri, compariamolo con quello di altri frutti comunemente considerati innocui:

 1  mela grande =  25g di zuccheri
 1 banana media = zucchero 19g di zuccheri
1 piccolo grappolo d’uva = 20g di zuccheri
Tutti i frutti sono naturalmente ricchi di zuccheri, ma alcuni più di altri,  prima di decidere di eliminare un alimento a causa del suo alto contenuto in zuccheri è bene considerarne prima i vantaggi che questo offre all’organismo.
Nel caso del cocomero, una porzione ci fornisce il 21% della razione quotidiana raccomandata di Vitamina C,  il 18% della dose quotidiana raccomandata di Vitamina A e maggiore biodisponibilità di licopene rispetto al pomodoro crudo.
La Vitamina A, principalmente nota per il suo ruolo nella funzione visiva è fondamentale nella riparazione di tessuti e ossa. La Vitamina C, o acido ascorbico, è un antiossidante che protegge le cellule dai danni dei radicali liberi. Gli antiossidanti sono preziosi nella prevenzione di molte patologie importanti come infarto, ictus e, secondo studi attuali, sono in grado di migliorare le condizioni respiratorie del paziente asmatico. Il licopene è un potente antiossidante che ci aspettiamo di trovare nei pomodori freschi e in scatola. Molti non sanno che questo antiossidante. preziosissimo nella lotta contro il cancro, è abbondante nell’ anguriaGli studi mostrano il licopene può essere utile nella prevenzione delle neoplasie  della prostata, del polmone, della mammella, del colon-retto e dell’endometrio. L’alto contenuto d’acqua e minerali nel cocomero ( si dice cocomero o anguria dalle vostre parti?) ne fanno un perfetto snack post-workout, impareggiabile  per il recupero dei liquidi persi durante l’allenamento.

Ovviamente il modo migliore per consumare l’anguria, traendone i migliori benefici è di consumarla fresca, ma lavoriamo così duramente per mantenere il nostro corpo magro e in forma che possiamo permetterci di sperimentare qualcosa di diverso.

Quella di oggi è una ricetta con un solo ingrediente, indovinate quale?

il sorbetto di anguria è di una semplicità disarmante, e si fa senza gelatiera.

Tagliate a cubettoni mezza anguria ( o una intera se non è troppo grande), eliminate i semi e lasciate il tutto a gelare in un contenitore in freezer per almeno tre ore.
Il vostro amatissimo frullatore farà il resto, versateci dentro i cubettoni di anguria  ( non troppo -oni) e frullate il tutto per pochi secondi, a impulsi.
E la gelatiera? Non serve, il vostro sorbetto è prontissimo all’uso.
Per intensificare il sapore del sorbetto di anguria , migliorare la consistenza e aumentare il carico di antiossidanti, aggiungete qualche cucchiaio di succo di limone appena spremuto.
Potete conservarle il sorbetto di anguria  in freezer per giorni,per evitare che diventi troppo duro provate il trucco che ho descritto qui.

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Yogurt greco fatto in casa | il metodo semplice alla portata di tutti

Lo yogurt greco fatto in casa è il modo migliore per risparmiare e ottenere un prodotto sano e genuino, lo yogurt infatti è uno degli alimenti preferiti da chiunque ami mantenersi in forma senza sottoporsi a regimi alimentari irragionevolmente restrittivi. Essendo un alimento dal sapore gradevole e dalla consistenza cremosa, lo yogurt greco fatto in casa,  può essere consumato da solo, accompagnato a miele e frutta o diventare la base di condimenti e dessert cremosi e appaganti, che tuttavia non costituiscono una minaccia per la forma fisica.yogurt greco fatto in casa

 

Ma cosa rende così compatto e cremoso lo yogurt greco fatto in casa ?
Si utilizzano forse fermenti particolari?
I tempi di fermentazione sono più lunghi?
Il latte adoperato è sottoposto a un particolare processo di lavorazione?

Niente di tutto questo,

Ciò che rende lo yogurt greco così inconfondibilmente cremoso è il processo di colatura a cui viene sottoposto. Tale processo meccanico è piuttosto semplice da riprodurre a casa, basta un ambiente pulito, un frigo spazioso, pochi attrezzi e in qualche ora otterremo un prodotto soddisfacente quanto quelli comunemente in commercio, deliziosi, ma dal costo non sempre contenuto.

vediamo cosa ci occorre per fare lo yogurt greco in casa :
500 grammi di yogurt bianco magro 0,1% ( scegliete il più semplice, niente aromi, niente fermenti “alla moda”)
una ciotola ampia
un colino metallico a maglie fini e una garza ampia

o in alternativa
un telo di cotone pulitissimo e ampio
elastici di gomma abbastanza lunghi e resistenti da poter abbracciare la ciotola ( quelli da ufficio andranno benone)

 

Yogurt greco fatto in casa | con garze e colino

Disponete tre o quattro strati di garza all’interno del colino, coprendone l’intera superficie e disponetelo nella ciotola, facendo attenzione a non fargli toccare il fondo. Versatevi dentro il vostro yogurt e riponete tutto in frigo per un periodo variabile dalle 2 alle 4 ore.

 

Yogurt greco fatto in casa | con un canovaccio

Procuratevi un canovaccio di cotone o lino , oppure tagliate un quadrato di stoffa ( che sia bianco e pulitissimo!!) dell’ampiezza sufficiente a coprire l’intero bordo della ciotola, fissatelo a mo’ di filtro con l’aiuto degli elastici cercando di ottenere una struttura abbastanza resistente che possa sostenere il peso dello yogurt, La tensione della stoffa non dovrà essere eccessiva né troppo debole. Versate lo yogurt e lasciatelo colare in frigo.
Il gioco è fatto!
Quando lo yogurt ha riposato abbastanza a lungo, o quando vi ricorderete che lo avete lasciato in frigo, raccogliete i bordi della garza o della stoffa, facendo attenzione a non toccare il siero sul fondo della ciotola, raccogliete il vostro yogurt greco fatto in casa in un contenitore a tenuta ermetica e preparate una merenda per i vostri amici bullandovi dello splendido risultato ottenuto. Oppure conservatelo per la colazione del mattino, se preferite.
O usatelo per farcire i bagels integrali 

 

Note sullo yogurt greco fatto in casa

-Con una colatura più lunga otterrete uno yogurt più denso.
Una colatura protratta per oltre 12 ore vi permetterà di ottenere quello che presso i paesi arabi si chiama Labneh, un latticino fresco molto simile al nostro formaggio spalmabile più famoso, ma senza conservanti e additivi. Le scritture ebraiche ne raccomandano il consumo a colazione, con olio d’oliva, noci e miele, per garantire agli studiosi una lunga e proficua giornata di studi… segnatevelo.

– Non gettate via il liquido risultante dalla colatura dello yogurt, è siero di latte, contiene ancora moltissimi nutrienti ed è un vero toccasana per la pelle stanca ( evitate il contatto con la zona perioculare)

-il siero di latte è utilissimo nella preparazione di muffin, pancakes, biscotti…
provate questi pancake al siero di yogurt e ve ne innamorerete

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colazione/ DIY/ dolci/ frutta/ salse e creme spalmabili/ senza cottura/ senza whey

Marmellata senza zucchero e senza cottura

La maggior parte di noi acquista e consuma marmellate e confetture quando ne ha voglia e, in mancanza di una mamma/nonna che  le prepari, si rivolge  alla vasta gamma di prodotti esposti al supermercato.
Ma siamo in Estate! Perché non approfittare della enorme quantità e delle differenti varietà di frutta fresca disponibili in questa stagione?

“perché fa caldo Noe, e nessuno ha voglia di stare tappato in casa davanti ai fornelli per ore…”

Giusta osservazione.
Ma sono una donna ricca di risorse e soluzioni e dopo avervi proposto condimenti ipocalorici e muffin salati di ogni genere eccomi con la ricetta semplicissima che rivoluzionerà il vostro consumo di frutta fresca estiva:
la marmellata senza cottura!
( e ovviamente senza zucchero, tanto per non smentirci)

Scegliete i frutti estivi che preferite, le piccole bacche come more, fragole, mirtilli e lamponi regalano un composto piacevolmente acidulo, con albicocche, pesche nettarine e susine il risultato è più dolce.
Io ho scelto le fragole.

Un’importante caratteristica di questa marmellata senza cottura e senza zucchero è che, mancando appunto le fasi a contatto col calore e la componente zuccherina che preserva l’integrità del composto, non possiamo conservarla in dispensa per lunghi periodi, ma dovremo tenerla in frigorifero per una settimana al massimo.
La buona notizia è che possiamo surgelarla per consumarla anche in inverno, l’assenza di cottura e le basse temperature ne avranno preservato caratteristiche organolettiche e nutrizionali alla perfezione.

L’unico agente gelificante in questa marmellata senza cottura è costituito dai semi di chia, ricchi di omega 3 sono una fonte di proteine facilmente digeribili, ferro, calcio e fibre.

Ingredienti ( per un paio di vasetti)

500 grammi di fragole fresche ( scegliete la frutta che preferite)
4 cucchiai colmi di semi di chia biologici MyProtein ( Clicca qui per acquistare ) 
dolcificante a piacere ( quello liquido è perfetto, ne basteranno poche gocce)
2 cucchiai di succo di limone appena spremuto.

Procediamo…
Disponiamo la frutta lavata ed eventualmente privata di foglie, piccioli, bucce e semi ( con le fragole non serve) nell’amato mixer della mamma o nel nostro fedele frullatore, aggiungiamo il succo di limone, i semi di chia e il dolcificante necessario ( anche succo d’agave e miele sono ottime alternative) facciamo andare tutto per trenta o quaranta secondi e versiamo nei vasetti che saranno pulitissimi e asciutti.

Il succo di limone, fonte di vitamina C e antiossidanti, preserverà inalterato il colore della frutta scelta.

Chiudiamo con attenzione e riponiamo in frigo per sei ore o meglio una notte intera.
Durante questo lasso di tempo i semi di chia avranno agito come agente gelificante conferendo alla nostra preparazione la tipica consistenza delle conserve tradizionali.

P.S.
Sì. lo so che tecnicamente si tratta di una confettura ( o forse di una composta? ),   ma le regole di Google sono spietate…

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