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Hummus low carb

hummus low carb

L’hummus low carb, tecnicamente non è hummus, ma è piuttosto difficile accorgersi delle differenze.
Il termine Hummus deriva dal termine arabo حُمُّص‎‎ usato per indicare i ceci, che in questa versione non compaiono affatto, per cui la denominazione è impropria, ma tant’è…
hummus low carb
La ricetta dell’hummus rimbalza da qualche settimana per tutti i social italiani e, a quanto pare, è la tendenza dell’estate dei gymrat, gli stessi che da qualche mese promuovono l’ “intuitive eating”, tralasciando il fatto che l’affidarsi all’intuito, in mancanza delle più elementari nozioni sull’equilibrio nutrizionale, di solito provoca più danni che benefici, ma immagino sia il prezzo da pagare per aver concesso l’opportunità a chiunque di esprimersi senza freni.

Torniamo a noi, l’hummus low carb differisce dalla versione tradizionale, diffusa in tutto il Medioriente per l’assenza del suo ingrediente principale, sostituito dal principe di tutti i regimi low carb, ma per il resto la ricetta è identica.
Le varianti possono essere infinite, nella mia, per esempio, ho anche rimpiazzato la tahini, ovvero il burro di semi di sesamo, con burro di mandorle, ottenendo un prodotto finale dal gusto più delicato.

 

Hummus low carb | ingredienti e preparazione

un cavolfiore di circa 400 – 500g

10 g di tahini o burro di mandorle

uno spicchio d’aglio ( o meno, se lo tollerate poco)

il succo di mezzo limone

sale e pepe

mezzo cucchiaino di cumino in polvere

olio d’oliva per servire

 

tagliate a pezzi il cavolfiore e lessatelo in acqua salata per 15 minuti. Io ho dimezzato i tempi facendolo cuocere al microonde per 7-8 minuti alla massima potenza.
Scolatelo con cura, se lo avete lessato, e fatelo raffreddare bene.

Raccogliete il cavolfiore in un panno pulito e strizzatelo molto bene per eliminare quanta più acqua possibile, tenendone comunque uno o due cucchiai da parte.

Inserite nel boccale del frullatore tutti gli ingredienti per l’hummus low carb e azionatelo fino ad ottenere un composto omogeneo, se la cosa risultasse difficoltosa perché magari il tutto risulta troppo asciutto, aggiungete la poca acqua di cottura tenuta da parte.
Personalmente ho ottenuto ottimi risultati anche con il frullatore a immersione.

Idealmente, l’ hummus low carb andrebbe fatto riposare almeno un’ora in frigo prima di essere servito, per consentire ai sapori di armonizzarsi, ma nessuno vi impedisce di consumarlo subito, se siete in low carb, accompagnato da un fresco pinzimonio di verdure come sedano, cetrioli e finocchi. Ma se vi manca la pita, provate a sostituirla con le nostre focaccine low carb 

Se invece cercate delle buone ragioni per inserire un paio di porzioni settimanali di hummus nella vostra dieta, vi rimando a questo vecchio articolo 

 

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Burro di pistacchio fatto in casa

burro di pistacchio fatto in casa

Non so se capiti altrettanto a voi, ma in casa mia, un sacchetto di pistacchi ha di solito una vita molto breve, nonostante il fastidio di dover sgusciare quelli chiusi. Il burro di pistacchio fatto in casa, è il cibo degli dei, ne diventerete gelosi, ossessionati e difficilmente vorrete condividerlo con qualcuno. Il burro di pistacchio fatto in casa è l’alternativa ideale per coloro che risultano allergici alle arachidi, ma non solo. Con ben 20g di proteine per etto, i pistacchi rappresentano anche una fonte preziosa di omega 6 e omega 3. Apportano inoltre buone quantità di fibre e potassio e alcune ricerche suggeriscono che, con le loro numerose molecole antiossidanti, possano riservare del vantaggi nella riduzione del colesterolo ematico.

 

burro di pistacchio fatto in casa

Burro di pistacchio fatto in casa | ingredienti e preparazione

200 g di pistacchi non salati e non tostati
un pizzico di sale
un cucchiaio di olio di cocco (opzionale)

Mi rendo conto che trovare dei pistacchi non salati e non tostati, sia un privilegio riservato perlopiù a chi ci segue dalla sicilia, che sicuramente ha già avuto modo di preparare da sé una varietà di manicaretti a base del miglior pistacchio del mondo. Chi invece, come me, ha a disposizione unicamente pistacchi salati, può ovviare al problema lasciandoli in ammollo in acqua fredda per circa quindici  minuti, Trascorso questo tempo, i pistacchi vanno scolati e risciacquanti brevemente per rimuovere ogni altra traccia di sale e asciugati con cura con un panno.
In seguito possiamo procedere alla tostatura, versando i pistacchi in una larga e pesante padella antiaderente, preriscaldata a fuoco alto, continuando a muoverli, stavolta dopo aver abbassato la fiamma al minimo, cercando di ottenere una tostatura omogenea ed evitando di bruciarli.
A questo punto, strofiniamo delicatamente i pistacchi in un panno morbido, per liberarli dalle pellicine, che renderebbero il nostro burro di pistacchi fatto in casa più scuro e meno liscio al palato ( ma se preferite un risultato più ruvido, potete saltare questo passaggio)
Ora serve un buon macinaspezie. Preferisco evitare di consigliare l’uso del frullatore a boccale, nella preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, poiché ogni modello ha una potenza di motore e un tipo di lama differente e i più inesperti potrebbero danneggiare il macchinario. Un macinaspezie, invece, consente sempre di ottenere un risultato vellutato e omogeneo, anche se si deve procedere per piccole dosi. Io ho un tritatutto molto compatto, che permette di ottenere burri di semi e frutta secca fino a 200g di ingredienti per volta e va più che bene per le mie esigenze ( lo trovate qui )

chi invece preferisce usare il classico frullatore per la preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, può seguire le indicazioni già illustrate per la preparazione del burro d’arachidi .
Una volta ottenuto il vostro burro di pistacchio fatto in casa, potrà essere conservato, fuori dal frigo, in un vasetto a chiusura ermetica fino a quattro sei settimane.

Spesso si cerca di migliorare il gusto dei burri di semi o frutta secca, aggiungendo cannella, o semi di vaniglia. Personalmente credo che il gusto del pistacchio naturale sia così delicato e prezioso che sarebbe un peccato alterarlo con altri aromi o dolcificandolo.

Il burro di pistacchio fatto in casa, può essere consumato al naturale ( non esagerate, è pur sempre molto calorico) o essere usato al posto del burro d’arachidi in moltissime ricette.

Vi aspetto sulla nostra pagina facebook e nel nostro gruppo! 

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pasta choux proteica | base per zeppole proteiche

pasta choux proteica

pasta choux proteica

la pasta choux proteica è la base per bigné, eclairs e, nel nostro caso, le zeppole al forno, dolce tipico per la festa di san Giuseppe. Le mie sono farcite con il pudding alla vaniglia di Myprotein , ma essendo questa una base neutra, si sposa a meraviglia anche con farciture salate. La pasta choux proteica idealmente deve essere consumata nelle 24 ore successive alla sua preparazione, per non rischiare che, come quella tradizionale, perda la sua piacevole consistenza e la fragranza. Se la preparate in anticipo, chiudete i vostri piccoli capolavori preparati con la pasta choux proteica in un contenitore a tenuta ermetica e farciteli solo poco prima di servirli.

pasta choux proteica | ingredienti e preparazione

 

ingredienti

100 g di acqua fredda
40 g di olio di cocco ( o burro, se preferite) 
50 g di farina tipo FIberpasta ( o tipo 2 per le versioni no brand)
20 g di whey neutre*
2 uova medie a temperatura ambiente
50 ml di latte
un pizzico di sale

procedimento
preriscaldate il forno a 160°c e preparate una placca ricoprendola con la carta antiaderente.

In piccola casseruola unire l’acqua, il latte e l’olio di cocco.

Portare a ebollizione a fuoco medio. Aggiungere la farina, precedentemente mescolata con le whey,  tutta in una volta, mescolando energicamente.


Continuare a mescolare fino a quando miscela forma una palla omogenea che si stacca facilmente dalle pareti della casseruola.
Togliere dal fuoco. Raffreddare per 5 minuti.


Aggiungere le uova una alla volta, mescolando energicamente dopo l’aggiunta di ogni uovo, fino a quando miscela è lucida e liscia. Usate un cucchiaio di legno o, se preferite, una frusta d’acciaio.
Usate l’impasto per riempire la sac à poche ( sceglietene una di buona qualità, quelle usa e getta sono un ottimo compromesso tra qualità e prezzo )
Cuocere i primi venti minuti a 160°C, trascorso questo tempo, alzate la temperatura del forno e continuate la cottura della pasta choux proteica per altri 15 minuti a 170°C 

A questo punto spegnete il forno e inserite un cucchiaio di legno tra il forno e lo sportello, in modo da creare una piccola apertura. Questo consentirà alla pasta choux proteica di raffreddarsi gradualmente, senza sbalzi termici che ne comprometterebbero la struttura.
Potete tirar fuori la placca dopo circa 25 minuti e procedere con la farcitura che preferite.

*Se omettete le proteine, usate 70 g di farina.

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Chips proteiche al microonde

chips proteiche al microonde

Capita a tutti, dopo settimane di dieta stretta, magari anche a ridotto contenuto di carboidrati, di avvertire la necessità di spezzare la routine con qualcosa di sfizioso e croccante, le chips proteiche al microonde sono esattamente quello che ci vuole in certi momenti.

Preparare le chips proteiche al microonde è rapido e semplice, non occorre alcuna preparazione culinaria. Essendo uno snack privo di carboidrati, è perfetto per quasi ogni regime dietetico, ancora meglio se scegliete una materia prima a basso contenuto di grassi.
Inoltre le chips proteiche al microonde saranno graditissime anche a chi non è a dieta, possono accompagnare un aperitivo elegante, impreziosire un’insalata noiosa o essere sgranocchiate pigramente sul divano, al posto del solito spuntino pomeridiano.
Le chips proteiche al microonde si  accompagnano benissimo con una salsa a base di yogurt greco, come quella che vedete nella foto, preparata aggiungendo allo yogurt greco fatto in casa dell’ aglio granulare, erba cipollina,  una puntina di senape forte e una goccia di tic per stemperare l’acidità, ma divertitevi a creare nuovi mix semplicemente usando quello che avete in dispensa.

Chips proteiche al microonde | ingredienti, procedimento e consigli

chips proteiche al microonde

basta misteri, l’unico ingrediente per ottenere le chips proteiche al microonde che vedete nella foto qui sopra è il tacchino. O meglio, la fesa di tacchino che trovate al banco salumi o in buste preconfezionate.
Sceglietene un tipo a ridotto contenuto di sale, e provate anche altri insaccati “fit” come la bresaola, l’affettato di petto di pollo o il prosciutto crudo ben sgrassato.

[Nulla vi impedisce di usare il procedimento di base anche per rendere croccanti delle untissime fette di salame, ma non è nello spirito di questo blog, quindi non vi ho detto niente]

Lo strumento imprescindibile per la realizzazione di questa ricetta è un microonde.

Prendete 4 fette per volta dell’insaccato che preferite, posatele sul piatto girevole del microonde, azionatelo a 700 w e impostate il timer a 2 minuti.

Vi consiglio di aprire lo sportello a metà cottura per far in modo che l’umidità esca, rendendo il risultato finale più croccante.
Tutto qui.
Le chips proteiche al microonde tendono a perdere croccantezza se esposte a lungo all’umidità ambientale, quindi disponetele in un contenitore a tenuta ermetica, via via che sono pronte.

Essendo perfettamente disidratate si conservano per settimane anche in dispensa, sempre tenute nel loro contenitore ben chiuso.

allora, vi è venuta voglia di provare? ricordatevi di pubblicare le vostre foto con l’hastag #lefitchef, magari aggiungendo il link a questa pagina per favore

Vi aspetto sulla pagina facebook Le Fitchef  e sul nostro canale Telegram con le promo riservate ai nostro followers

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chili con carne fit

chili con carne fit

La ricetta del chili con carne fa parte di quelle preparazioni totalmente, o quasi, personalizzabili in base ai propri macros, dal momento che non esiste un’unica versione alla quale attenersi religiosamente, essendo diventato un piatto piuttosto pop negli Stati Uniti. Se disponete di una crock pot e passate molto tempo via di casa per lavoro,  è il piatto ideale da lasciare in preparazione al mattino e trovare pronto per cena.

In questa versione ho usato un macinato magro di manzo e dei fagioli rossi del tipo kidneys, li trovo facilmente nei discount, ma se proprio non riuscite a reperirli usate fagioli borlotti, freschi o in scatola. Al posto del manzo provate anche un trito di pollo o tacchino, per un contenuto di grassi ulteriormente ridotto.
Inoltre, non amando moltissimo il peperoncino, ho optato per una soluzione dalla piccantezza tollerabile, nulla vi vieta di usare peperoncini più forti o, al contrario, di ometterli del tutto, secondo il vostro gusto. In particolare ho mixato due tipi di Condimenti attivi Bulkpowders, in particolare Affumicati e Spezie e Tandoori e ne ho ottenuto circa 15 g di polvere, un cucchiaio abbondante. Se preferite realizzare il vostro mix personale vi consiglio di usare un macinaspezie per ottenere una polvere fine ed omogenea, le spezie più adatte al chili con carne fit sono: peperoncino secco, peperoncino in polvere aglio e cipolla disidratati, cumino, sale iodato e pepe nero. Preparatene una piccola scorta da conservare in vasetti di vetro ben chiusi.

 

chili con carne fit

Chili con carne fit | ingrediemti e preparazione

per 2 persone:
mezza cipolla tritata
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 lattina di fagioli kidney, ben scolati
180 g di manzo magro tritato
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
400 g di passata di pomodoro
200 g di mais ben scolato
1 peperone giallo tagliato a pezzetti
1 cucchiaio di spezie per chili
sale iodato

In una pentola dal fondo spesso, fate appassire la cipolla tritata con l’olio e le spezie, aggiungete la carne e mescolate bene per farle prendere colore.
Aggiungete il peperone a pezzetti, il concentrato di pomodoro e la passata.
Allungate con un bicchiere d’acqua e fate cuocere a fiamma bassa per almeno 45 minuti.
A questo punto potete aggiungere i fagioli, essendo già cotti non avranno bisogno di rimanere sul fuoco troppo a lungo e il mais, mescolate sempre dolcemente dopo aver aggiunto i legumi, per non rovinarne la forma e il risultato finale del vostro chili con carne.
Aggiustate di sale e lasciate riposare in pentola, a fuoco spento, per circa 20-12 minuti prima di servire, magari accompagnato con triangoli di tortilla di mais tostata.

 

 

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Call for tasting con il maestro Attilio Servi

attilio servi

Come già vi ho anticipato su Facebook e Instagram, ho avuto l’onore di partecipare, insieme a pochissimi altri blogger, ad una Call for tasting che, sotto la guida del Maestro Attilio Servi, mi ha permesso di compiere un vero e proprio percorso sensoriale all’interno di un nuovo modo di concepire la pasticceria.
Perché Le FItchef?
Perché crediamo che una vita sana ed equilibrata meriti anche qualche “sgarro”, e lo abbiamo dimostrato in questi anni, scegliendo sempre ingredienti di pregio e accostamenti inconsueti, perché il cibo è cultura e nuove esperienze sensoriali favoriscono la nascita di nuove sinapsi. E noi ci teniamo al vostro cervello.

Qualche giorno prima dell’evento, ho ricevuto una misteriosa, enorme scatola, che emanava un profumo paradisiaco, ma non ho potuto aprirla fino all’ora X dettata dal maestro. Non potete immaginare quanto lunga sia sembrata l’attesa.

Allo scoccare dell’ora fatidica, finalmente tutti abbiamo scoperto il contenuto della cassetta misteriosa e iniziato, sotto la guida del maestro, a scoprire una serie di veri tesori dei sensi.

( mi scuso per la qualità delle immagini, ma ci trovavamo a centinaia di km da casa e con mezzi di fortuna)

attilio servi

I Biscotti al pomidoro e origano di Pantelleria

La prima tappa del viaggio tocca la Sicilia, con i suoi pomodori arrossati dal sole e l’aroma intenso delle sue spezie; è un viaggio che inizia con l’olfatto, che viene sorpreso da un sentore d’estate e di mediterraneo che si sposa a meraviglia con la nota dolce del burro fresco. Il secondo senso a sorprendersi è il tatto, che incontra una consistenza friabile e leggera, che ricopre i polpastrelli di briciole finissime e delicate. La vista gioisce del colore dorato del biscotto, frutto solo di ingredienti genuini, come il doppio concentrato di pomodoro preparato esclusivamente in casa. Al momento di assaggiare l’esperienza si completa con una serie di sensazioni gustative sorprendenti e affascinanti.
Non si tratta infatti di un semplice biscotto salato, ma di un prodotto che ricorda nella consistenza un sable breton della migliore tradizione pasticcera, per la sua importante percentuale di burro e per la nota dolce, che sottolinea, senza invadenza,  tutti gli altri gusti che si susseguono durante l’assaggio.
L’origano di Pantelleria è selezionato presso piccoli fornitori di fiducia sul territorio. La nota salata è data da pecorino romano e parmigiano reggiano accuratamente selezionati.
Tutti ingredienti che possono apparire “aggressivi” sulla carta, ma che si sposano in un complesso rotondo e aromatico che persiste a lungo piacevolmente sul palato.

 

I biscotti Arachide e cioccolato

arachide 2

Questi biscotti sono i preferiti di Roberto, realizzati con burro, olio extravergine d’oliva e olio di semi di girasole, sono l’unico biscotto “classico”, per gusti e consistenze, di questa selezione. La consistenza stavolta è più simile a quella di un classico frollino, e si scioglie sul palato con la dolcezza del burro che si accompagna, con una nota di sale e vaniglia, al gusto inconfondibile dell’arachide. Il cioccolato arriva in un secondo momento, un fondente corposo, e permane morbido e appagante.

Il tronchetto all’amatriciana

panettone pomodoro

fa parte della serie dei Panettoni salati, riuscitissimo esperimento del maestro Attilio Servi.
Realizzato con un guanciale dalla stagionatura di otto mesi, conciato con solo sale, pepe e peperoncino, come vuole la tradizione. Il pecorino romano scelto è un Testanera 11 mesi, non troppo salato.
Il colore è di un nitido arancione, l’alveolatura ampia e leggera, come nel più classico dei panettoni, la consistenza sofficissima, ma non cedevole, permette alla fetta di riprendere la sua forma originaria dopo aver applicato una leggera pressione con i polpastrelli. La lucidatura della superficie, è ottenuta con uova, pecorino e polvere di peperoncino, aggiunti appena prima della cottura.
Il burro, esattamente come nel panettone tradizionale, è la nota predominante all’assaggio e caratterizza la consistenza dell’impasto. Il guanciale , tostato accuratamente in padella, si apprezza in ogni morso, con la sua consistenza e i suoi gusti caratteristici. Sebbene nasca come prodotto salato, resta una leggera nota dolce a smorzare l’aggressività dei sapori tipici dell’Amatriciana, con il sentore di peperoncino che si avverte, a lungo,  solo alla fine dell’assaggio, un sentore attutito dalla materia grassa del guanciale e del pecorino romani, che ne esalta l’aroma e ne rende la piccantezza tollerabile anche a chi non la ama.
Decisamente il mio prodotto preferito.

Tronchetto Pere e Parmigiano a.k.a La Focaccia del contadino

pere e parmigiano

Qui cambiano radicalmente profumi e consistenze, la texture, sempre soffice e umida come per il tronchetto precedente, è meno ricca di grassi, offrendo una resistenza diversa e piacevolissima.
La superficie è impreziosita, oltre che dalla lucidatura all’uovo, dalla croccantezza di semi di sesamo bianco, tostati.
Il parmigiano scelto per questo prodotto viene dal Casello 417, nei pressi di Vignola, ed è definito “entusiasmante” da Attilio, non possiamo che essere d’accordo trovandoci ad assaggiare un prodotto con ben 35 mesi di stagionatura.
Come dice l’adagio, un buon formaggio si sposa bene con la pera, che in questo caso è semicandita; una bassa percentuale di zucchero aggiunto e una cottura leggera  permettono di apprezzarne il sapore e la consistenza ancora simili a quelle del frutto fresco, fuse con l’umami di un parmigiano eccellente.

 

 

 

Il biscotto alla Fava di Tonka

Questo è, tra tutti, sicuramente il prodotto più particolare, la fava di Tonka ha origini sudamericane, e dal primo incontro olfattivo con questo biscotto si viene proiettati in un’atmosfera subequatoriale, carica di profumi floreali e speziati inconsueti.
La nota iniziale ricorda vaniglia e cannella, ma dopo qualche attimo prevalgono sentori di caramello, anice e, leggerissimo, un sentore di affumicato.
La consistenza lo rende perfetto per una degustazione importante e raffinata, per me è si sposa magnificamente con un Lapsang Souchong, anche grazie alla sua consistenza, diversissima da quella dei suoi compagni di degustazione, dalla croccantezza spiccata, ma non tenace.
Qualche secondo dopo la deglutizione inizia il vero, indescrivibile viaggio tra le essenze del sudamerica, amplificate dalla morbidezza del burro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I biscotti alle Fave di Tonka

 

Questo è invece il mio biscotto preferito, ha un gusto più “adulto” e ricercato, strutturato su molti livelli. Al primo contatto l’olfatto è pervaso da aromi esotici, ci si ritrova proiettati

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Barrette proteiche nutchoc

barrette proteiche nutchoc

barrette proteiche nutchocIn questo momento riuscite ad immaginare un accostamento più paradisiaco di cioccolato e frutta secca? Dei pregi di entrambi gli elementi della ricetta di oggi, abbiamo già parlato profusamente nelle numerose ricette che le hanno viste al centro della nostra attenzione (quelle al cacao le trovate tutte qui), nelle barrette proteiche nutchoc ritroviamo non solo il piacere di un alimento nutriente, ma anche quello di creare con le proprie mani un alimento golosissimo e appagante.

 

 

Barrette proteiche nutchoc – ingredienti e preparazione

Per la realizzazione delle barrette proteiche nutchoc non servono particolari abilità culinarie, (parlo con voi che avete il terrore di sperimentare qualsiasi cosa vada oltre l’albume cotto in padella), basta un mixer e un po’ di pazienza e gli ingredienti che seguono:

250 g di burro di frutta secca a scelta (i migliori sono di Bulkpowders, scegliete il burro di nocciola per un gusto classico, o pistacchio per una versione extralusso)
15 g di nocciole o arachidi tritate
15 g di cacao amaro
110 g di yogurt greco ( magari fatto in casa, con questo procedimento)
20 g di fave di cacao ( anche queste le trovate da Bulkpowders)
100 g di proteine del siero al cioccolato, neutre o alla vaniglia
30 g di caseine

Per la copertura:
80 g di cioccolato fondente al 85%
5 g di olio di cocco
semi oleosi tritati a piacere

a piacere potete aggiungere dolcificante in gocce, se usate proteine neutre, o essenza di vaniglia.

Versate nel boccale del mixer tutti gli ingredienti, ad esclusione di quelli per la copertura delle barrette proteiche nutchoc, procedete a impulsi fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versate il mix in una teglia in silicone quadrata o, se preferite, in questi stampi a forma di Lego 
lasciate riposare le vostre barrette proteiche nutchoc in frigo per circa mezz’ora, trascorso questo tempo, sciogliete il cioccolato, a bagnomaria o in microonde, insieme all’olio di cocco e versatelo tiepido sulle barrette, aggiungete il trito di frutta secca prima che il cioccolato si solidifichi e lasciate riposare il tutto in frigo per due ore prima di porzionare le vostre barrette.

Le barrette proteiche Nutchoc sono personalizzabilissime, divertitevi a combinare burri, semi e frutti oleosi, tipi di cioccolato e di proteine, tenendo sempre conto del fatto che i macros variano al variare degli ingredienti.
Conservate in frigorifero, ben chiuse in un contenitore a tenuta ermetica, le barrette Nutchoc si mantengono ottime per una settimana.

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Salsa Teriyaki zero cal

La salsa Teriyaki ha conquistato tutti noi da quanto la cucina orientale si è diffusa nel nostro paese. Peccato che, nella sua versione originale, questo gustoso condimento abbia un’altissima percentuale di zucchero che, oltre a rendere inconfondibile il suo sapore, le conferisce la tipica consistenza simile a una glassa.
Non per questo noi FitEater dobbiamo rinunciare a condire il  solito petto di pollo o un filetto di merluzzo (magari meglio di salmone) con una generosa dose di salsa teriyaki zero cal.

Vediamo cosa occorre per prepararla:

salsa teriyaki zero cal
Salsa teriyaki zero cal

125 ml di acqua
50 ml di salsa di soia (anche a basso contenuto di sodio, se preferite)
3-4 gocce di dolcificante liquido tipo tic
mezzo cucchiaino di aglio in polvere
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere (o un cucchiaio di succo di zenzero fresco)
un misurino di gomma di guar MyProtein

Lasciate che prima vi presenti la gomma di Guar ,
la gomma di Guar è un addensante e gelificante costituito dalle fibre solubili estratte dai semi di una pianta di origini orientali. Le sue caratteristiche ne fanno l’ingrediente jolly di numerosissimi prodotti industriali sia nel ramo alimentari che cosmetico, è infatti in grado di assorbire e trattenere grandi quantità di acqua e questo ci permette, grazie al suo impiego, di ottenere in pochi minuti creme, salse e budini anche senza cottura.
Essendo perlopiù costituito da fibre solubili e a causa delle sue peculiari proprietà fisiche, è stato sottoposto a numerosi studi, che ne hanno evidenziato interessanti proprietà ipoglicemizzanti e ipolipedemizzanti. Di fatto, essendo fortemente igroscopico, favorisce un prolungato senso di sazietà, permettendo di tagliare le calorie anche nei piatti più gustosi, come nel caso della Salsa Teriyaki zero cal.

 

Salsa Teriyaki zero cal, procedimento

In un contenitore versate l’acqua, la salsa di soia, e le spezie in polvere (o il succo di zenzero fresco, se lo impiegate), mescolate bene e lasciate riposare per almeno mezz’ora, in modo che le spezie infondano il loro gusto alla salsa.
Filtrate attraverso un colino fine o una garza in modo da eliminare i residui di polvere.
Trasferite il liquido in un pentolino dal fondo spesso e portate ad ebollizione per una decina di secondi, sempre mescolando, spegnete, versate in una ciotola e lasciate che si raffreddi per qualche minuto.
Il processo di filtrazione e di bollitura hanno lo scopo di prolungare la durata della Salsa Teriyaki zero cal, se prevedete di consumarla tutta in 24 ore, potete saltare entrambi i passaggi.

A questo punto è il momento di aggiungere la gomma di guar. Usando delle fruste d’acciaio mescolate per evitare che faccia grumi e lasciate riposare per 5-10 minuti.
Aggiungete poche gocce di dolcificante liquido per completare la salsa teriyaki zero cal con il suo tipico sapore dolce.
Mescolate ancora e la vostra salsa Teriyaki zero cal è pronta per essere usata sul pollo, il tacchino, il pesce, le verdure spadellate o grigliate e ovunque desideriate del gusto extra senza dovervi preoccupare dei macros.

Provate anche la salsa al cioccolato zero cal che trovate qui 

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Nutella proteica

nutella proteica

Immaginate una morbidissima crema spalmabile alle nocciole, arricchita con i benefici delle proteine in polvere… certo non è la ricetta meno calorica di Le Fitchef, ma non potrete più farne a meno.

nutella proteica

La Nutella proteica è un perfetto complemento delle vostre colazioni, apporta magnesio, grassi buoni e tante proteine, il cui assorbimento è reso lento e costante dall’alta percentuale di grassi costenuti in questa preparazione. Spalmatene un velo su una galletta, o del buon pane bianco di grano duro, vi aiuterà rimanere sazi ed efficienti  fino al pasto successivo.

Nutella proteica – Ingredienti

100 g di Burro di Nocciole tostate Bulkpowders ( lo trovate qui Bulkpowders )
70 g di cioccolato extrafondente ( l’ideale è con una percentuale di cacao superiore al 70%)
90 ml di latte evaporato ( non condensato, che è ricco di zucchero, il latte evaporato si trova nei negozi etnici, bio e nella grande distribuzione, leggete l’etichetta attentamente, non deve contenere zucchero aggiunto)
1 cucchiaio di cacao amaro
qualche goccia di aroma alla vaniglia
dolcificante liquido
un pizzico di sale
uno scoop di proteine del siero gusto neutro Bulkpowders

Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo scaldare in un pentolino, a fiamma bassa, insieme al latte evaporato. Mescolate dolcemente fino a quando tutto il cioccolato non sarà completamente fuso.

Versate nel boccale del mixer il burro di nocciole, il sale, l’aroma di vaniglia, il cacao amaro e le proteine. Mescolate tutto a media potenza e dopo qualche istante aggiungete, a filo, il latte  nel quale avete fuso il cioccolato fondente. Aggiungete infine qualche goccia di dolcificante liquido.
Fate andare ancora per qualche secondo finché la nutella proteica non sarà diventata liscia e cremosa.

Riponetela in un vasetto di vetro con tappo a vite, che avrete avuto cura di sterilizzare precedentemente.

La Nutella proteica si conserva in frigo fino a due settimane, ma non c’è pericolo che occupi il vostro frigorifero per così tanto tempo.

Per altri consigli e per tutti gli sconti esclusivi che mettono a nostra disposizione i partner di Le Fitchef, vi aspetto nel gruppo facebook 

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Polpette di ricotta al forno

Le polpette di ricotta al forno sono un piatto che trae origine dalla tradizione calabrese, che prevede la cottura in una salsa di pomodoro molto ristretta, che ho rimaneggiato perché fossero più adatte ad un’alimentazione gustosa, ma senza eccessi.
polpette di ricotta al forno

Con gli ingredienti proposti oggi si ottengono circa 14 polpette di ricotta da 30 g l’una, che possono essere surgelate, indifferentemente prima o dopo la cottura, e rappresentano una pratica soluzione per coloro che cercano un’idea per i pranzi a lavoro.

Naturalmente ricche di proteine di siero del latte, apportate dalla ricotta, queste polpette, sono una ricetta proteica senza proteine in polvere, che appaga il gusto, sazia a lungo, e può essere personalizzata in molti modi, aggiungendo ad, esempio, erbette fresche, spezie in polvere o, come ho fatto in questo caso, aromi per alimenti come quelli di Flavourart.

Polpette di ricotta al forno – Ingredienti per due persone

 

300 g di ricotta magra
1 uovo intero ( o due albumi)
90 g di pangrattato ( se preferite un’alternativa con meno carboidrati, utilizzate l’equivalente in peso di wasa, ridotti in polvere nel frullatore)
40 g di parmigiano reggiano
sale e pepe
aglio granulare a piacere
aromi a piacere ( io ho usato Burro e Zafferano di Flavourart)

Munitevi di una ciotola ampia e riunite al suo interno tutti gli ingredienti. Con le mani pulitissime mescolate il tutto, fino ad ottenere un composto sodo.
Nell’eventualità che la vostra ricotta non sia abbastanza asciutta, aggiungete ancora un cucchiaio o due di pangrattato o wasa sminuzzati.
Lasciate riposare l’impasto mezz’ora in frigorifero, affinché raggiunga la consistenza ottimale e i sapori si omogenizzino.
Trascorso il tempo di riposo accendete il forno a 175°C  e preparate la teglia sulla quale cuoceranno le vostre polpette di ricotta.
Con le mani leggermente inumidite, formate con l’impasto, delle polpette grandi circa come una pallina da golf e date loro una forma leggermente schiacciata, allineandole sulla teglia preparata in precedenza, via via che saranno pronte.
Cuocetele in forno già caldo per circa 15-20 minuti.
Potete servirle così come sono, oppure, come ho fatto io, accompagnandole a spinaci e a una fondutina  ottenuta scaldando a fuoco basso due cucchiai di parmigiano reggiano con la stessa quantità di latte.
Una spolverata finale di noce moscata le renderà irresistibili.

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Torta di mele proteica

torta di mele proteica

torta di mele proteica

la torta invernale per definizione, ricca di aromi speziati, da gustare con un tè caldo nei pomeriggi gelidi, dalla consistenza umida e confortante: a tutto questo la torta di mele di oggi aggiunge una quota extra di proteine e un basso ig grazie all’utilizzo di xilitolo e vitafiber al posto del saccarosio e l’assenza di grassi aggiunti. La torta di mele può essere realizzata anche senza proteine, senza che la consistenza e il risultato finale ne risentano.

Torta di mele proteica – ricetta per 8 porzioni

60 g di proteine del siero di latte (neutre o a scelta tra i gusti vaniglia, crumble di mele, rabarbaro, disponibili sul sito Bulkpowders )
140 g di farina tipo 1 FIberpasta ( se omettete le proteine usate 160 g di farina)
60 g di albume e due uova intere
160 g di yogurt greco
mezza bustina di lievito per dolci
30 ml di latte a scelta
60 g di vitafiber
60 g di xilitolo
4 mele rosse
cannella a piacere
un cucchiaio di xilitolo extra per la superficie

Accendete il forno a 180°C e preparate una tortiera apribile del diametro di 24 cm ungendone il fondo e i bordi con un velo di olio di semi e spolverizzandola con mezzo cucchiaio di farina. Scuotetela e rovesciatela per eliminare l’eccesso di farina e tenete da parte.
Sbucciate due delle quattro mele e tagliatene la polpa a cubetti, riponeteli in una ciotola e coprite con acqua fredda.
Private del torsolo le mele restanti con l’apposito strumento, dividetele in quattro e affettate ogni spicchio in fettine sottili e regolari.
Mescolate la farina con il lievito per dolci, la cannella e le proteine.
A parte, sbattete le uova con lo xilitolo, il vitafiber, lo yogurt e il latte.
Versate gli ingredienti liquidi sul mix di farina e mescolate, aiutandovi con una spatola, senza formare grumi. Abbiate cura di non prolungare troppo questo passaggio, o la consistenza finale della torta di mele potrebbe risentirne.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo, aggiungete i cubetti di mela preparati in precedenza, dopo averli scolati e asciugati per bene.
Mescolate dal basso verso l’alto, in modo che il composto avvolga per bene ogni singolo cubetto di mela.
Versate l’impasto per la torta di mele proteica nella teglia apribile precedentemente preparata. sistemate le fette di mela sulla superficie in motivi ordinati, ricoprendola completamente.
Se avete tenuro da parte un cucchiaio di xilitolo, mescolatelo con poca cannella e spargetelo sulle fettine di mela, le renderà croccanti e dorate.
Infornate per 45-50 minuti ( il tempo varia in base al modello di forno), senza mai aprire lo sportello. Al termine del tempo di cottura fate la prova dello stecchino,una volta affondato nella torta di mele,  dovrà uscirne asciutto e pulito.

Estraete la torta di mele proteica dal forno e lasciate che si raffreddi per almeno mezz’ora prima di tagliarla.

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Waffle di zucca

waffle di zucca

waffle di zucca

Sofficissimi e delizosi ad ogni pasto, si prestano ad accompagnamenti sia dolci che salati: i waffle di zucca possono essere conservati in frigorifero fino a tre giorni, o per mesi in freezer, se ben confezionati. Vediamo subito come si preparano i waffle più amati dell’autunno.

 

 

WAFFLE DI ZUCCA

 

140 g di farina d’avena
2 cucchiaino di lievito istantaneo
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di soda
2 cucchiaini di spezie a piacere ( io consiglio cannella, anice stellato, baccello di vaniglia e chiodi di garofano tritati insieme)
1 pizzico di sale
2 uova intere o 120 ml di albume
40 g di xilitolo
20 g di vitafiber
230 g di polpa di zucca ( già cotta in forno)
50 ml di latte (anche vegetale, se preferite)
olio di cocco per ungere la piastra da waffle

In una ciotola sbattete le uova con la polpa di zucca, lo xilitolo, il vitafiber, il latte e le spezie.
A parte combinate la farina d’avena, le spezie, il lievito, il bicarbonato e le spezie. Versiamo su questo mix il composto di uova e zucca e amalgamiamo il tutto avendo cura di non lasciare grumi.

Cuocete seguendo le istruzioni della vostra piastra, dopo averla unta con un velo di olio di cocco e guarnite con i vostri ingredienti preferiti; io ho scelto chicchi di melograno fresco, ma se scegliete di non aggiungere xilitolo e vitafiber, i waffle di zucca  saranno perfetti per essere farciti con ingredienti salati come fesa di tacchino, tonno, salmone, insalata o sfilaccetti di petto di pollo, magari marinato in salsa BBQ come nella ricetta che trovate a questo LINK

Se non disponete di una piastra da waffles potete trovarne una su Amazon a prezzi davvero contenuti, in alternativa potrete adoperare l’impasto dei waffle di zucca per realizzare sofficissimi pancakes

Gli ingredienti utili alla realizzazione di questa ricetta possono essere acquistati su Bulk Powders, ai prezzi più convenienti della rete, scopri la promo di oggi cliccando qui
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Zucchine croccanti

zucchine croccanti
le zucchine sono senza dubbio tra gli ortaggi più versatili, dopo i brownies e i noodle, questi snack croccanti sono sempre apprezzatissimi.

Il segreto per ottenere delle perfette zucchine croccanti sta nell’evitare che perdano acqua in cottura, dobbiamo quindi tagliarle in pezzi regolari e disporle in un colapasta, cospargerle leggermente di sale e coprirle con un piatto, avendo cura di appoggiare il colapasta su una ciotola che raccoglierà l’acqua di vegetazione espulsa dalle zucchine. Sarà sufficiente attendere un’ora prima di procedere alla realizzazione della ricetta.

Zucchine croccanti

 

4 zucchine di medie dimensioni
60 g di farina di mandorle
2 cucchiai di erbe essiccate a piacere ( io uso un mix di rosmarino, salvia e basilico)
mezzo cucchiaino di aglio granulare
due albumi leggermente sbattuti
sale e pepe a piacere

Sbucciamo le zucchine, tagliamole in bastoncini di grandezza regolare e, come descritto poco sopra, mettiamole in uno scolapasta per perdere l’eccesso d’acqua.
Trascorsa un’ora, asciughiamo i bastoncini di zucchine con della carta da cucina.
In un piatto mescoliamo la farina di mandorla e le erbe essiccate, l’aglio granulare, il sale e il pepe.; in un altro recipiente versiamo gli albumi leggermente sbattuti.

Accendiamo il forno a 200°C e prepariamo una teglia ricoperta con un foglio antiaderente.

Prendiamo un bastoncino di zucchina alla volta, immergiamolo rapidamente nell’abume sbattuto,  rigiriamolo nel secondo piatto che conterrà la “panatura” in modo che ne sia completamente ricoperto e posiamolo sulla teglia precedentemente preparata.

Allineiamo i bastoncini in un solo strato, ordinatamente e cuociamo in forno caldo per circa 10 minuti.

Servite le zucchine croccanti con una crema di yogurt greco aromatizzato con le spezie che preferite, o con una ciotolina di Ajvar 
Avete già provato l’avocado croccante?

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Sformato di zucca e patate dolci

sformato di zucca e patate dolci

 

Lo sformato di zucca e patate dolci, col suo gusto delicato, si adatta a completare ogni pasto del giorno. Ottimo caldo, irresistibile freddo, può essere preparato un una teglia grande o in miniporzioni, perfette per i pranzi a lavoro,

 

Sformato di zucca e patate dolci – Ingredienti:

400 g di zucca
300 g di patate dolci
3 uova intere o 160 ml di albumi
40 g di farina d’avena ( o di ceci, per un’alternativa senza glutine)
noce moscata
zenzero in polvere
sale e pepe
olio per ungere la teglia

Tagliamo la zucca e le patate dolci in grossi pezzi, disponiamo il tutto su una placca da forno ricoperta da un foglio di alluminio e cuociamo in forno già caldo a 200°C per circa 30 minuti, o finché la polpa degli ortaggi non sarà tenera.

In alternativa è possibile velocizzare l’operazione in microonde con l’aiuto di un sacchetto apposito come questo sacchetto per la cottura in microonde

Lasciamo intiepidire e con l’aiuto di un cucchiaio liberiamo la polpa di zucca e patate dolci dalle bucce.

In un mixer versiamo le uova, la farina, le spezie e la polpa degli ortaggi e azioniamo fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo.

Ungiamo una teglia di medie dimensioni e versiamo il composto che cuocerà a 200°C per circa 25 minuti o fin quando formerà una crosticina dorata.

Lo sformato di zucca e patate dolci è perfetto per accompagnare il pollo, o qualsiasi altro piatto proteico.

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Granola senza zucchero

granola senza zucchero

granola senza zucchero

Quando si comincia l’autoproduzione di granola accade qualcosa: si sviluppano di continuo piccole variazioni e aggiustamenti e prima di rendersene conto, si giunge alla composizione di un gusto unico e personale nel quale in qualche modo ci si identifica.
Gli ingredienti di base sono fiocchi d’avena decorticata, grandi e sodi, dolcificante, spezie e una piccola percentuale di grassi,  ogni altra aggiunta è personalizzabile in base ai propri gusti e alle proprie esigenze nutrizionali.
Questa è la mia versione base di granola senza zucchero che non manca mai in dispensa:

300g di avena decorticata 
100 g di frutta secca a scelta
mezzo cucchiaino di sale iodato
mezzo cucchiaino di spezie a scelta ( per me cannella, cardamomo e noce moscata)
15 g di olio di cocco ( in questo caso sostituibile con olio extravergine d’oliva)
50 g di xilitolo
30 g di vitafiber
essenza di vaniglia
50 g di frutta disidratata a piacere ( io adoro le albicocche di Bulkpowders )

Preriscaldate il forno a 170°C e preparate una placca con carta da forno o un tappetino in silicone

In una ciotola ampia mescolate i fiocchi d’avena, le spezie, la frutta secca ( non quella disidratata), l’olio, il sale e la vaniglia.

In un pentolino dal fondo spesso sciogliete il vitafiber e lo xilitolo con 100 ml d’acqua, accendete la fiamma e portate a ebollizione mescolando continuamente.
Dopo tre minuti dall’inizio dell’ebollizione spegnete la fiamma e lasciate che la soluzione si raffreddi per 5 minuti.
Versate lo sciroppo ottenuto sul mix preparato in precedenza; aggiungete il liquido in piccole dosi, mescolando a fondo affinché sia tutto assorbito uniformemente.

Disponete il composto sulla placca preparata in precedenza avendo cura di fare un solo strato di altezza omogenea, non troppo sottile,  senza pressare troppo.

Infornate per 15 minuti, al termine dei quali dovrete rimescolare il composto con un cucchiaio di legno, avendo sempre cura di ricomporlo in uno strato omogeneo.

Cuocete altri 15 minuti finché il tutto non avrà un colore dorato e un profumo fragrante.
Rimuovete la placca dal forno, a questo punto la vostra produzione di granola senza zucchero potrebbe sembrare meno croccante del voluto, ma se avrete la pazienza di farla raffreddare per bene avrete il risultato desiderato, quindi resistete alla tentazione di prolungare la cottura, il rischio è di ottenere un retrogusto amarognolo.

A questo punto potete aggiungere la frutta disidratata ed eventualmente pezzetti di cioccolato; conservate i vostri cereali da colazione fatti in casa in barattoli o contenitori a tenuta ermetica e conservateli fino a 4 settimane in dispensa.

Questo mix di cereali croccanti è perfetto nel latte ( di qualsiasi genere) a colazione, con lo yogurt oppure da sgranocchiare nelle pause.

In attesa delle foto del vostro capolavoro vi aspetto sulla pagina facebook o nel gruppo di Le Fitchef

p.s. provate anche le altre versioni di granola :
Ai semi di canapa
alle bacche di goji

CONSIGLIA Avocado burger