Browsing Category

grassi buoni

cheto/ fibre/ Fit&Beauty/ grassi buoni/ Informazioni Nutrizionali

Dieta Chetogenica | come funziona, come impostarla, quali risultati aspettarsi

keto dieta uova avocado

Cos’è la chetosi

il termine chetogenica, si riferisce ad un regime alimentare teso ad indurre nell’organismo lo stato di chetosi, ovvero una condizione grazie alla quale il corpo inizia a prediligere i grassi come fonte energetica, rispetto a carboidrati e proteine.

Una volta che l’organismo entra in questo stato, diventa molto semplice per esso utilizzare le scorte di grasso stoccate come deposito di energia, il che si traduce in un dimagrimento automatico e rapido.
In molti ritengono che si tratti di un regime dietetico pericoloso, a causa della quantità di alimenti grassi e proteici richiesto, tuttavia, se messo in atto sotto controllo di un professionista preparato, i vantaggi offerti dalla dieta chetogenica possono essere numerosi, non solo in termini di estetica.

Per comprendere come possa la dieta chetogenica risultare così rapidamente efficace, è necessario conoscere alcuni meccanismi fisiologici, che cercherò di esemplificare.

pesce e verdure

Generalmente, la fonte energetica preferita dall’organismo umano è rappresentata dai carboidrati, per questa ragione si tende a preferire questa fonte nutrizionale come base di ogni pasto, tuttavia non è infrequente che questo si traduca in un eccesso di carboidrati, soprattutto semplici, introdotti attraverso l’alimentazione.
Quando si introduce una quantità di carboidrati superiore a quella richiesta dall’organismo, esso li scinde, li converte e li stocca in depositi adiposi da impiegare successivamente.

Nel momento in cui l’organismo non riceve una quantità di carboidrati sufficienti alle sue necessità, aggredisce la fonte energetica immediatamente disponibile.

In seguito ad una drastica riduzione dell’apporto alimentare dei carboidrati, e ad una adeguata sostituzione di essi con i grassi, l’organismo andrà incontro ad un processo di adattamento che gli permetterà di metabolizzare questi ultimi come fonte di energia, inoltre sarà più semplice la metabolizzazione dei grassi già stoccati in precedenza.

Introduzione alla dieta chetogenica

Una persona in buona salute, che desideri sfruttare al meglio il proprio metabolismo per liberarsi rapidamente degli accumuli adiposi, dovrebbe considerare la dieta chetogenica.

La nutrizione riveste un ruolo importante nella produzione di ormoni regolatori fondamentali per un metabolismo efficiente e per un processo armonico di riduzione del grasso corporeo, con una contemporanea salvaguardia della massa magra, il tutto accompagnato da un impegno fisico moderato.

Cos’è la dieta chetogenica?

Per molte persone, la dieta chetogenica è una eccellente alternativa ai soliti regimi alimentari e consente di sfruttare una serie di alimenti inaspettati

Essenzialmente, la dieta chetogenica, o keto, consiste nel basare la propria alimentazione su un basso apporto di carboidrati ed uno alto di grassi.

Alimentandosi con un basso quantitativo di carboidrati, l’organismo entra in stato di chetosi; a questo punto inizierà a metabolizzare i grassi per trarne energia.

Quanti carboidrati bisogna consumare per entrare in chetosi?

Questo quantitativo può variare da persona a persona, ma non è consigliabile tenersi al di sotto dei 25 g di carboidrati netti
Taluni suggeriscono che nella “fase di induzione” ci si debba tenere sotto i 10 g di carboidrati netti.

Vediamo di chiarire cosa si intende per carboidrati netti:

Si definiscono carboidrati netti i carboidrati introdotti con gli alimenti, meno il loro contenuto di fibre alimentari.

Per esempio, se in un giorno si consumano 35 g di carboidrati e 13 g di fibre alimentare, l’apporto di carboidrati netti sarà di 22 g.

Come funziona la dieta chetogenica |un po’ di scienza

È noto che un adeguato tasso glicemico sia essenziale alla sopravvivenza, una grave ipoglicemia, infatti, può condurre rapidamente al coma e alla morte. Tuttavia, nelle decadi passate, sono stati numerosi i bodybuilders che hanno scelto di testare su loro stessi le conseguenza di una drastica riduzione dei carboidrati nella dieta. Il risultato fu duplice: non solo essi raggiunsero un nuovo assetto di muscolarità e definizione, ma non finirono in uno stato di ipoglicemia grave, cosa che si temeva potesse essere causata dall’esclusione quasi totale dei carboidati dalla dieta.

Sappiamo che è il fegato a produrre zuccheri da immettere nel torrente meatico, traendo componenti da acido lattico e piruvico presenti nell’organismo e combinandoli con amminoacidi che enrano nel corpo dall’assunzione di alimenti proteici, esso forma il glicogeno in quantità maggiori di quelle consumate. Ricordiamo che la scissione del glicogeno è parte della normale routine epatica.

In tеrmini di efficacia, la dieta chetogenica apporta reali benefici ai bodybuilder di livello intermedio o avanzato e a chi, in generale, è già in possesso di una buona massa muscolare.
Risulta infatti davvero arduo aumentare la massa magra senza consumare un adeguato apporto di carboidrati.

I risultati della dieta chetogenica, applicata su soggetti adeguati e con una metodologia corretta, risultano entusiasmanti in breve tempo.

I benefici della dieta chetogenica

  • Lo stato di chetosi permette all’organismo di attingere rapidamente alle riserve di grasso per trasformarlo in energia, in maniera più efficace di qualsiasi altro stato indotto da un normale regime ipocalorico.
  • I chetoni prodotti in eccesso non risultano pericolosi in quanto vengono escreti con il flusso urinario in maniera naturale. Ciò rende possibile testare l’effettivo stato di chetosi attraverso un semplice test delle urine domestico.
  • In breve tempo, l’organismo preferirà continuare a trarre energia dalle proteine e dai grassi e non si avvertirà più la necessità di alimentarsi con cibi ricchi di zuccheri.
  • la dieta chetogenica consente di mantenere stabili i livelli di insulina. Tale stabilità risulta essenziale nel mantenimento di un buono stato di salute e nel controllo del peso corporeo.
  • infine, la maggior parte delle persone riferisce che in breve tempo, gli episodi di fame nervosa e le conseguenti abbuffate si riducono fino a sparire.

Cinque consigli per sfruttare al meglio la chetogenica

  • non trascurare l’idratazione: nel momento in cui l’apporto di carboidrati scarseggia, l’organismo fatica a trattenere l’acqua che gli è necessaria, dunque mantenersi idratati è di importanza cruciale. Si consiglia di bere almeno 3 litri di acqua quotidianamente (2.2 lt per le donne) e di valutare il proprio stato di idratazione in base al colore delle urine: un colore chiaro e trasparente è indice di un’idratazione ottimale.
  • i grassi sono essenziali: venendo a mancare una fonte energetica come i carboidrati, l’organismo cercherà di trarre sostegno dai grassi. Tutti i grassi introdotti per mezzo dell’alimentazione saranno convertiti in energia, le fonti migliori saranno da ricercare in olio d’oliva, avocado, semi oleosi, frutta secca.
  • Trova il tuo livello ottimale di carboidrati: ogni individuo è differente ed alcuni possono rimanere nello stato di chetosi consumando fino a 100 g di carboidrati netti quotidianamente. Il modo migliore per testare la propria tolleranza ai carboidrati è quello di ricorrere ai test domestici che misurano i chetoni urinari.
  • Sii paziente: Sebbene la dieta chetogenica sia nota per favorire un dimagrimento rapido, non sentirti frustrato se questo non avviene immediatamente. La conversione dei grassi in energia è un processo complesso e richiede tempo, soprattutto nelle prime fasi del regime. Prima che con la bilancia, misura i tuoi progressi con il metro a nastro e allo specchio.

Non sai cosa mangiare in questo tipo di dieta? Ecco qualche suggerimento per variare con gusto:

Sciroppo no carb

waffle no carb, per chi non ama la colazione salata

pesce al cartoccio

salsa teriyaki senza zuccheri, perfetta per carne e pesce

Hai altre domande? lasciami un commento o raggiungimi nel gruppo facebook di LeFitChef

collaborazioni/ condimenti/ Fit&Beauty/ grassi buoni/ Informazioni Nutrizionali/ insalate

Acidità dell’olio – cosa significa

Acidità dell'olio

 

Acidità dell'olio

Un luogo comune diffuso afferma che maggiore è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è il suo sapore, si tratta in realtà di un errore di concetto, una cosa è l’acidità e un’altra cosa è il contenuto di acidi grassi (oleico e linoleico), che può effettivamente avere a che fare con certi attributi sensoriali dell’olio d’oliva. Vediamo di approfondire queste nozioni.

 

Cos’è l’acidità dell’olio d’oliva?

 

 

Per cominciare, l’acidità è un criterio di valutazione misurato attraverso un processo analitico, ed è il principale parametro di qualità che determina se un olio d’oliva può essere venduto come extra vergine, vergine o lampante (non adatto al consumo).

In questo modo, più bassa è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è la sua qualità intrinseca. Ad esempio, l’olio extra vergine di oliva ha meno acidità rispetto all’olio d’oliva vergine, il che significa che nella sua composizione ci sono meno acidi grassi liberi a causa della rottura che si verifica tra i legami delle molecole di glicerina e degli acidi grassi (acido oleico e linoleico ), che costituiscono l’olio d’oliva. Questi legami si spezzano perché l’olio d’oliva subisce qualche alterazione chimica, sia perché nell’albero l’olivo è stato attaccato da qualche parassita o malattia, o perché l’oliva non è stata correttamente trattata una volta raccolta, o perché l’olio si è deteriorato una volta estratto dall’oliva.

Il termine “acidità di un olio” è il nome di una determinazione analitica che ci dice la quantità di acidi grassi liberi che ha e non ha alcuna relazione diretta con il sapore.

Ciò che è certo è che più bassa è la sua acidità, meno avrà sofferto il frutto dell’oliva e migliori saranno le qualità del suo succo.

L’olio Sagra Bassa Acidità è un prodotto al 100% italiano e rappresenta un eccellenza nel suo genere, caratterizzandosi dal punto di vista fisico e organolettico con:

• Alla vista. Verde dai riflessi oro, limpido

• All’olfatto. Profumi di oliva verdi, di media intensità, dalle connotazioni erbacee.

• Al palato. Morbido e vellutato, armonico, sapido, dall’impatto iniziale dolce e con note amare e piccanti che si svelano in un momento successivo, ben dosate; dal gusto vegetale, con richiami al carciofo e alle erbe di campo.Nella sensazione retro-olfattiva. Lieve sensazione piccante, mandorla verde ed erbe di campo anche in chiusura.

Un olio quindi ottenuto operando con delicatezza sulla materia prima, ma tutt’altro privo di gusto e carattere, che si presta ad ogni uso in cucina, sia in cottura che a crudo.

il mondo dell’olio Sagra a Bassa Acidità vi aspetta sul sito: Sagra

#oliosagra #sagrailnostroolio #labassaaciditàèsagra #ad

burro di nocciole/ cacao/ colazione/ comfort food/ conserve/ grassi buoni/ latte/ low ig/ proteine del siero del latte/ ricetta proteica/ ricette a basso indice glicemico/ ricette da sgarro/ salse e creme spalmabili/ senza zucchero/ snack dolci/ Tutte le ricette

Nutella proteica

Immaginate una morbidissima crema spalmabile alle nocciole, arricchita con i benefici delle proteine in polvere… certo non è la ricetta meno calorica di Le Fitchef, ma non potrete più farne a meno.

nutella proteica

La Nutella proteica è un perfetto complemento delle vostre colazioni, apporta magnesio, grassi buoni e tante proteine, il cui assorbimento è reso lento e costante dall’alta percentuale di grassi costenuti in questa preparazione. Spalmatene un velo su una galletta, o del buon pane bianco di grano duro, vi aiuterà rimanere sazi ed efficienti  fino al pasto successivo.

Nutella proteica – Ingredienti

100 g di Burro di Nocciole tostate Bulkpowders ( lo trovate qui Bulkpowders )
70 g di cioccolato extrafondente ( l’ideale è con una percentuale di cacao superiore al 70%)
90 ml di latte evaporato ( non condensato, che è ricco di zucchero, il latte evaporato si trova nei negozi etnici, bio e nella grande distribuzione, leggete l’etichetta attentamente, non deve contenere zucchero aggiunto)
1 cucchiaio di cacao amaro
qualche goccia di aroma alla vaniglia
dolcificante liquido
un pizzico di sale
uno scoop di proteine del siero gusto neutro Bulkpowders

Spezzettate il cioccolato fondente e fatelo scaldare in un pentolino, a fiamma bassa, insieme al latte evaporato. Mescolate dolcemente fino a quando tutto il cioccolato non sarà completamente fuso.

Versate nel boccale del mixer il burro di nocciole, il sale, l’aroma di vaniglia, il cacao amaro e le proteine. Mescolate tutto a media potenza e dopo qualche istante aggiungete, a filo, il latte  nel quale avete fuso il cioccolato fondente. Aggiungete infine qualche goccia di dolcificante liquido.
Fate andare ancora per qualche secondo finché la nutella proteica non sarà diventata liscia e cremosa.

Riponetela in un vasetto di vetro con tappo a vite, che avrete avuto cura di sterilizzare precedentemente.

La Nutella proteica si conserva in frigo fino a due settimane, ma non c’è pericolo che occupi il vostro frigorifero per così tanto tempo.

Per altri consigli e per tutti gli sconti esclusivi che mettono a nostra disposizione i partner di Le Fitchef, vi aspetto nel gruppo facebook 

albumi/ carboidrati/ comfort food/ grassi buoni/ pane proteico/ Petto di pollo/ piatto unico/ pollo/ pranzo/ Senza categoria/ snack salati/ tacchino/ Tutte le ricette/ uova/ verdure

Croque madame al tacchino

croque madame al tacchino

Ingredienti per 4 persone

8 fette di pane integrale
3 cucchiaini di senape
2 fette sottili di formaggio magro a scelta
200g di fesa di tacchino affettata sottilmente
2 pomodori a fette
1 cipollotto fresco affettato
1 cucchiaio di aceto bianco
4 uova
100g di spinaci baby
pepe nero
erba cipollina per guarnire

Il Croque Madame è un classico spuntino francese, normalmente ricco di grassi saturi, grazie alla presenza di prosciutto e formaggio, oggi vi propongo la mia versione alleggerita..
Disporre 4 fette di pane integrale sul piano di lavoro e spalmare di un sottile strato di senape, aggiungere il formaggio tagliato in fettine sottili, il tacchino e le fette di pomodoro, coprire con il cipollotto finemente tritato. Coprire con le rimanenti fette di pane a formare dei sandwitches
Scaldare una larga padella antiaderente a fuoco medio, abbassate la fiamma, disponete nella padella i sandwitches con cura e tostate il primo lato per 4-5 minuti. Girateli, sempre con molta cura, e fate tostare il secondo lato.

Nel frattempo ponete a bollire dell’acqua in una pentola, abbassate la fiamma, versate il cucchiaio di aceto e mescolate con un mestolo per creare un vortice. Facendo molta attenzione a non rompere i tuorli, aprite due uova e lasciate che cuociano per 3 minuti. Estraetele dall’acqua con l’aiuto di un mestolo forato e posatele in un piatto, mentre con lo stesso metodo cuocerete le rimanenti due uova.

Trasferite i 4 sandwitches in un piatto da portata, cospargeteli di foglie di spinaci baby, nel lavate e asciugate, aggiungete le uova in camicia e terminate aggiungendo il pepe nero e l’erba cipollina.
Servite caldissimi.

albumi/ cena/ grassi buoni/ low carb/ pesce/ post workout/ pranzo/ ricetta base/ ricetta proteica/ ricotta/ salmone/ secondi/ senza glutine/ senza whey/ snack salati/ spezie/ Tutte le ricette/ uova/ verdure

Omelette al salmone e ricotta

omelette salmone ricottaomelette al salmone e ricotta
ingredienti per 2 persone

2 uova intere e sei albumi
un mazzetto di erba cipollina finemente tritata
olio spray
8 fette di salmone affumicato, tagliate a striscioline
100g di ricotta magra
pepe nero e sale marino

In una ciotola ampia rompete le uova, aggiungete il sale e il pepe, l’erba cipollina finemente tritata e la ricotta magra , sbattete leggermente con una forchetta.

Scaldate una padella antiaderente di medie dimensioni a fuoco medio, ungetela con olio spray e versate circa un quarto delle uova sbattute sul fondo caldo.
lasciate cuocere il composto per circa due minuti.

Posate sull’omelette un quarto delle striscioline di salmone, procedete con la cottura per ancora trenta secondi, piegatela e lasciatela scivolare sul piatto di portata.

Ripetete l’operazione per ottenere altre tre omelette al salmone e ricotta, servitele caldissime accompagnate da un’insalata.

albumi/ biscotti proteici/ colazione/ dolci/ grassi buoni/ olio di cocco/ post workout/ proteine del siero del latte/ ricetta proteica/ senza glutine/ senza zucchero/ uova/ whey

Biscotti proteici di mais

biscotti proteici di mais

biscotti proteici di mais i biscotti proteici di mais , senza glutine, si conservano fino a una settimana in un contenitore a tenuta ermetica. Il leggero aroma di limone conferito dalle proteine al gusto lemon meringue di Bulkpowders, li rende un accompagnamento perfetto per il té.

Biscotti proteici di mais – Ingredienti

150 g di farina di mais tipo Fioretto
100 g di Pure Whey Protein gusto Lemon meringue Bulkpowders
120 g di olio di cocco Bulkpowders
50 g di albume
un cucchiaino di lievito per dolci in polvere

La ricetta non prevede l’uso di dolcificanti perché le proteine Lemon Meringue di bulkpowders sono già dolcificate con sucralosio, un dolcificante termostabile, perfetto per le preparazioni da forno.

Preriscaldate il forno a 180°C.
Nel boccale del mixer inserite le Pure Whey Protein gusto Lemon meringue Bulkpowders, il lievito, l’olio di cocco a tempertatura ambiente, la farina di mais e l’albume.
Aziondando il mixer a impulsi, mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un composto a grosse briciole.
Versate l’impasto sul piano di lavoro e dategli la forma di una palla, avvolgete nella pellicola e fate riposare in frigo per un tempo variabile da una a tre ore.
Trascorso il tempo di riposo, stendete l’impasto , cercando di ottenere una sfoglia di circa un centimetro, sul piano di lavoro leggermente infarinato e ricavatene dei biscotti con le apposite formine. Io ho usato queste

Disponete i biscotti sulla teglia  coperta di carta oleata e cuocere in forno caldo per circa 9 minuti, o finché non saranno leggermente dorati.

Attendete almeno 30 minuti prima di togliere i biscotti proteici di mais dalla teglia,appena estratti dal forno sono fragilissimi, ma raffreddandosi prenderanno la giusta consistenza.

Si conservano in un contenitore a tenuta ermetica fino a una settimana.

al forno/ avocado/ barrette/ biscotti proteici/ carboidrati/ cioccolato/ classici rivisitati/ colazione/ collaborazioni/ dolci/ farina integrale/ grassi buoni/ partnership

Avocado cookies

avocado cookies
Avocado Cookies! il nome non vi fa già venire l’acquolina in bocca?

Tra le tante ricette di biscotti proteici che trovate nel blog, questa è in assoluto la mia preferita, ai già noti benefici dell’avocado, unisce i vantaggi dell’inulina presente nella farina Fiberpasta .
Il risultato finale è un biscotto sano e goloso, senza che il gusto sia compromesso.
Vi lascio libera scelta riguardo al dolcificante, quindi non segnerò i macros in fondo alla ricetta come faccio spesso, con un programma come MyFitnessPal vi sarà facile annotare e registrare l’esito nutrizionale della vostra scelta.

Come capire se un avocado è maturo?
Scegliete un avocado maturo al punto giusto, il modo più sicuro che conosco per riconoscerne uno è quello di rimuovere il picciolo del frutto. Se questo offre resistenza e lascia una superficie chiara sotto di esso, il frutto è ancora acerbo, se invece viene via facilmente lasciando una zona molto scura è, al contrario, troppo maturo. Cercate una via di mezzo senza rovinare tutti i frutti nel supermercato.

 

Avocado Cookies – ingredienti per 24 biscotti

80g di polpa di avocado
1 uovo
dolcificante a piacere
estratto di vaniglia
130g di farina FIberPasta
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 pizzico di sale
40 g di scaglie di cioccolato extrafondente

Come sempre, inziamo con l’accendere il forno settando la temperatura a 180°C
In una ciotola ampia schiacciamo la polpa dell’avocado con una forchetta fino ad ottenere una massa omogenea.

Aggiungiamo l’uovo, il dolcificante e la vaniglia e montiamo con le fruste per almeno tre minuti.

Aggiungiamo agli ingredienti liquidi  la farina FiberPasta, il bicarbonato di sodio, il sale che avremo precedentemente setacciato in un’altra ciotola. Mescoliamo  con una spatola, in modo che l’impasto degli avocado cookies non presenti grumi.

Infine, è il momento di versate le scaglie di cioccolato, incorporiamole con cura in modo che si distribuiscano uniformemente.

L’impasto per gli avocado cookies dovrà riposare in frigorifero per le due ore successive, ( di solito lo preparo il giorno prima) non preoccupatevi se il colore apparirà più scuro dopo il riposo, è perfettamente normale.

Con le mani umide formiamo delle palline, più o meno tutte uguali,  che andremo a schiacciare sulla placca da forno ricoperta da un foglio antiaderente.

Non schiacciate troppo gli avocado cookies! l’impasto si abbasserà ulteriormente durante la cottura, lasciateli alti almeno un cm e mezzo.

Cuociono in forno già caldo per 13-15 minuti. Lasciate che si raffreddino completamente prima dell’assaggio.

Aspetto le vostre foto nel gruppo facebook di Le Fitchef 😛

grassi buoni/ insalate/ pesce/ piatto unico/ pranzo

Insalata sushi

insalata sushi le fitchef

Avete mai provato a preparare il sushi a casa? DOpo aver superato l’ostacolo della reperibilità egli ingredienti arriva la parte più difficile: l’assemblaggio.
Senza una guida esperta, gli strumenti giusti e una buona dose di manualità, non è facile ottenere delle forme armoniche e stabili. Questa insalata sushi, libera i gusti della tradizione giapponese in un piatto dai sapori armonici, semplice da realizzare e ideale per i pasti fuori casa.

Insalata Sushi – Ingredienti

400 g di riso a grana corta
440 ml di acqua

3 cucchiai di salsa di soia a ridotto contenuto di sodio
50 ml di aceto di riso
1 cucchiaio di pasta wasabi
1 cucchiaino di zucchero

2 cucchiai di olio di sesamo

4 fogli di alga nori, tagliati a striscioline

100 g di cetriolo tagliato a cubetti

2 cucchiai di semi di sesamo tostati

1 avocado tagliato a fette regolari

300 g di gamberetti lessati e sgusciati

Insalata Sushi- preparazione

 

versate il riso in una ciotola larga e sciacquatelo delicatamente sotto l’acqua corrente, versatelo in uno scolapasta e risciaquatelo ancora. RIpetete l’operazione finché l’acqua non risulterà perfettamente chiara, senza tracce di amido.

Ponete il riso in una pentola a fondo spesso e aggiungete l’acqua che avrete pesato in precedenza. Coprite e portate a ebollizione a fuoco medio. Abbassate quindi la fiamma al minimo e lasciate sobbollire, senza togliere il coperchio, per 15 minuti. Spegnete la fiamma e, senza spostare il coperchio, lasciate riposare il riso per altri 20 minuti.

Intanto mescolate in una tazza salsa di soia, aceto di riso, wasabi, zucchero e olio di sesamo.

Scoprite il riso e sgranatelo delicatamente con una forchetta. Con l’aiuto di una spatola, versatelo in un largo piatto da portata. Versate sul riso un terzo del condimento preparato in precedenza e mescolate con la spatola perché si distribuisca su ogni chicco.
RIpetete con il restante condimento, assicurandovi che venga assorbito per bene.
Mentre il riso è ancora caldo, aggiungete le striscioline di alga nori continuando a mescolare con la spatola.

Lasciate che il riso si raffreddi a temperatura ambiente. In seguto aggiungete il cetriolo tagliato a cubetti e il sesamo leggermente tostato. Mescolate ancora con cura perché ogni ingrediente sia ben distribuito e trasferite tutto nell’insalatiera in cui lo servirete a tavola.

Sistemate sulla superficie del riso l’avocado, i gamberetti lessati e sgusciati e dell’altro sesamo per decorare.

Se prepatare l’insalata sushi in anticipo, aggiungete il pesce e l’avocado solo al momento di servire.

Potete sostituire i gamberetti con salmone, tonno o pesce spada affumicato, oppure creare una versione domestica del Tamagoyaki, sostituendo i prodotti ittici con le uova.
A differenza di quanto si creda infatti,  il termine Sushi, non si riferisce affatto al pesce crudo, ma al sapore agrodolce del riso, la parte più importante di questo piatto.

burro d'arachidi/ colazione/ grassi buoni/ mandorle/ natale/ olio di cocco/ omega 3/ proteine del siero del latte/ snack dolci/ whey

tartufi proteici al burro d’arachidi e di cocco

Se avete consacrato la vostra esistenza al fitness e al cibo sano sapete bene quanto a volte sia dura la lotta contro l’istinto ad affondare continuamente il cucchiaio nel barattolo del vostro burro di semi oleosi preferito, solo per accorgersi, a fine giornata, di averne consumato comunque diversi cucchiai in eccedenza.
In effetti questa ricetta non vi sarà molto d’aiuto, perché sarete tentati di far sparire immediatamente tutta la produzione appena realizzata, ma confido nel vostro self control.
Come spesso accade ho tratto ispirazione da questo post  dell’adorabile e talentuosa +Araba Felice , che di sicuro non ha bisogno di presentazioni ( <3 )

Ingredienti: 
160 grammi di burro d’arachidi di buona qualità
60 grammi di olio di cocco ammorbidito ma non del tutto sciolto
3 scoop di proteine del siero del latte alla vaniglia <— qui trovi il sito per acquistare
dolcificante a piacere ( evitatelo se le vostre proteine sono dolci a sufficienza)
aroma di cocco Flavourart 
cocco grattugiato
granella di nocciole o arachidi

Lavorate con, l’aiuto di un cucchiaio di legno, il burro d’arachidi e l’olio di cocco ammorbidito, aggiungete l’aroma e il dolcificante e le proteine. Spero che non abbiate timore di sporcarvi troppo, perché le vostre dita saranno lo strumento migliore per amalgamare tutti gli ingredienti in maniera omogenea.
Formate delle palline regolari e rotolatele nella granella di nocciole o nel cocco grattugiato.
Lasciatele in frigo i tartufi proteici per almeno un’ora a rassodare prima di consumarle.
Serviranno per uno spuntino veloce o una dose giornaliera di grassi sani.

note:
–  i tartufi proteici si conservano per molti giorni in un contenitore ermetico
-si possono surgelare
-provatele anche con il burro di mandorle.

anti cellulite/ cacao/ carboidrati/ classici rivisitati/ codice sconto/ dolci/ frullato/ frutta/ grassi buoni/ monoporzioni/ olio di cocco/ senza cottura/ senza zucchero/ snack dolci/ Tutte le ricette/ Veg/ vitafiber/ whey/ yogurt

gelato proteico al cocco

Ingredienti:
300 grammi di yogurt greco
un misurino di Vitafiber
100 grammi di polpa di cacao ( facoltativo)
100 grammi di polpa di cocco fresco
uno scoop di  whey alla vaniglia
1 cucchiaio di vodka ( facoltativo)
qualche goccia di tic
50 ml di latte di cocco
I benefici di Cocco e Cacao 
 
Sebbene possa apparire fuori dal comune,  il colore bianco di questo gelato è dovuto alla presenza della polpa del frutto di cacao. Dal gusto delicatamente dolce, la polpa di cacao  è ricca di grassi monoinsaturi  utili a contrastare il colesterolo “cattivo” ( LDL ) e all’aumento di quello “buono” (HDL).
Le stesse proprietà che troviamo nel cocco , ricco di acidi grassi a catena media ( MCT) , fibre e potassio è il frutto ideale a contrastare la spossatezza e a promuovere l’utilizzo dei depositi adiposi, una vera panacea per chiunque conduca una vita attiva alla ricerca del benessere fisico.
Entrambi i frutti inoltre, sono ricchi di antiossidanti .
Gelato proteico al cocco
Nel boccale del frullatore versare lo yogurt greco, le proteine, Vitafiber,il dolcificante,  la polpa di cocco e la polpa di cacao tagliate a pezzi, ma ancora surgelate, il latte di cocco e l’eventuale vodka.
La vodka ha lo scopo di evitare che si formino fastidiosi grumi di ghiaccio a causa dell’acqua contenuta nella polpa di frutta, ma il suo uso non è strettamente necessario.
Basteranno pochi istanti perché il tutto si amalgami e il vostro gelato proteico al cocco e cacao ricco di MCT e antiossidanti sia pronto.

Se state pensando di effettuare il vostro primo ordine su Bulkpowders, aggiungete il codice NPXR83 in fase di iscrizione per ottenere subito un coupon di 5 euro sul primo acquisto. Per tutti gli altri codici promozionali, vi aspetto nel gruppo Facebook di le Fitchef.

avocado/ cacao/ cheat day/ cheesecake proteica/ cheto/ cioccolato/ colazione/ comfort food/ dolci/ grassi buoni/ mandorle/ meal prep/ metabolica/ monoporzioni/ muffin proteici/ post workout/ proteine del siero del latte/ ricetta dolce senza zucchero/ ricetta proteica/ ricette a basso indice glicemico/ senza lievito/ senza zucchero/ snack dolci/ torta proteica/ whey

Tortino proteico senza cottura

 

Ok, arrendiamoci al fatto di aver perso la Primavera e attendiamo con inesauste speranze l’arrivo dei primi caldi con questa torta, a metà tra un semifreddo e una cheesecake, che nonostante le apparenze e la consistenza incredibilmente appagante, è tutt’altro che un peccato di gola.

Ingredienti:
250 grammi di polpa di avocado schiacciata ( sceglietene un paio ben maturi )
40 grammi di cacao amaro in polvere
80 grammi di proteine del siero del latte ( io adoro quelle di Bulkpowders)
40 grammi di mandorle spellate e  tritate finemente
dolcificante liquido a piacere
50 ml di latte scremato
30 grammi di farina di cocco

Preparare il tortino proteico senza cottura è semplice e rapido, vi basterà miscelare tutti gli ingredienti con cura ( aiutatevi con un mixer, se necessario) e disporre il composto in una teglia apribile, compattandolo per bene. Deve riposare in frigo per almeno un’ora prima di essere servita.

note:
-potete sostituire il latte con quello di soia, riso o mandorle

Macros per una porzione di tortino proteico senza cottura :
110kcal, 4,5 grammi di carboidrati, 12 grammi di proteine e 4,5 di grassi.