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Sorbetto di rape rosse

SORBETTO DI RAPE ROSSE
Tra gli ingredienti per i quali mi vengono richiesti più spesso suggerimenti di utilizzo, le rape rosse sono probabilmente quello più richiesto. Le avete certamente viste tutti, nel reparto insalate di qualsiasi supermercato, imbustate nelle loro confezioni sottovuoto, e vi sarete di certo domandati se fosse il caso di introdurle nel vostro regime alimentare.
Con sole 19 calorie per 100 g di parte edibile, si collocano certamente tra gli alimenti più adatti alle fasi di restrizione calorica, e, come ogni tubero, è una fonte preziosa di minerali e vitamine.
Come pressoché per ogni alimento, esistono numerosissime pubblicazioni scientifiche che ne declamano possibili effetti al limite del miracoloso sulla salute umana, si parla di effetti potenziali su ipertensione, protezione dell’integrità endoteliale, difesa dai danni ossidativi, addirittura si attribuiscono alle rape rosse possibili effetti difensivi contro alcune forme tumorali e sul miglioramento della performance atletica,  ma nessuno di essi fornisce  dati sperimentali sufficientemente solidi sostegno di tali teorie.
Ciò che è certo è che un adeguato consumo di vegetali è fondamentale per mantenere un buono stato di salute generale, e variare la tipologia di fonti vegetali è il miglior modo per garantirsi un apporto ottimale di micronutrienti.
La ricetta di oggi, il sorbetto di rape rosse, offre un impiego alternativo di questi piccoli tuberi. Il loro gusto naturalmente dolce e la grande percentuale d’acqua in essi contenuta ne fanno l’ingrediente ideale per la preparazione di questa delizia da consumare a fine pasto o come snack pomeridiano.

 

Sorbetto di rape rosse – Ingredienti e preparazione

350 g di rape rosse precotte
30 g di vitafiber ( lo trovate a questo link  codice iscrizione MP28369474)
220 ml d’acqua
2 cucchiai di succo di limone

Dal momento che le rape rosse sono naturalmente dolci, ho preferito non aggiungere altri dolcificanti ( come ormai saprete, il vitafiber è un ingrediente prezioso per dare struttura e compattezza ai nostri dolci senza zucchero, ma di per sé non è dotato di un grande potere dolcificante), se lo desiderate, potete aggiustare il gusto del vostro sorbetto di rape rosse con poche gocce di Tic.

Tagliate le rape rosse precotte a cubetti e versatele nel boccale del frullatore insieme a 110 ml di acqua. Frullate fino ad ottenere una purea omogenea. Versatela in un contenitore e lasciatela in frigo.

A parte versate la restante acqua in un pentolino dal fondo spesso, insieme al vitafiber. Accendete il fuoco a fiamma bassa e, mescolando di continuo, portate la soluzione a ebollizione. Fate bollire per circa 30 secondi, spegnete il fuoco, aggiungete il succo di limone e lasciate che la soluzione di vitafiber si raffreddi per almeno mezz’ora.

Trascorso il tempo di raffreddamento, versate lo sciroppo di vitafiber sulla purea di rape rosse che avete preparato in precedenza, amalgamate il tutto alla perfezione con l’aiuto di una spatola.

A questo punto potete versare il composto in una gelatiera e seguire le istruzioni proposte dal produttore, oppure, se non ne avete una, coprite il contenitore della purea di rape rosse con pellicola alimentare e posizionatelo in freezer per un’ora.
Per ottenere un sorbetto omogeneo dovete “rompere” il composto ogni ora nel mixer, e rimetterlo successivamente nel freezer, per un totale di 4 volte. A questo punto il vostro sorbetto di rape rosse sarà pronto per essere servito.

Oltre che come snack pomeridiano (ottimo nel post workout, per le sue proprietà reidratanti e rimineralizzanti), potete proporlo come fine pasto chic, guarnendolo con poche gocce di aceto balsamico e alcune scaglie di parmigiano reggiano.

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Pesce al cartoccio con salsa messicana

pesce al cartoccio
Cuocere il pesce al cartoccio è il modo migliore per preservarne intatti la consistenza e i succhi, soprattuttosi evita che i filetti si disgreghino in cottura.
La versione più nota della cottura al cartoccio è quella in forno, ma è possibile preparare degli ottimi filetti di pesce al cartoccio anched in padella.
Le varietà di pesce adatte a questo tipo di cottura sono moltissime, dal classico filetto di salmone, al pesce spada ai  più comuni merluzzo e sgombro, come nella ricetta di oggi, che permette di valorizzare in modo semplice un piatto che in alcune fasi della preparazione agonistica può risultare noioso.

La Salsa Picante è un condimento le cui origini possono essere fatte risalire al periodo della civiltà Atzeca, la versione più diffusa prevede ingredienti semplici come pomodori, cipolle, peperoncini e coriandolo.
La Salsa è un’aggiunta sana e leggera per i nostri piatti, ricca di nutrienti apportati da ingredienti di stagione che possono essere variati in base ai gusti personali, rende irresistibili anche le preparazioni più semplici.

Pesce al cartoccio con salsa messicana

 

300 g di tranci o filetti di pesce a carne soda
1 limone a fette ( o 1 lime per un gusto più fresco)
succo di limone o lime1 spicchio d’aglio leggermente schiacciato
zenzero fresco grattugiato (facoltativo)
olio extravergine d’oliva

Per la Salsa messicana:

3 pomodori sodi, spellati e tagliati a dadini
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
2 cucchiai di coriandolo tritato
1 cipollotto fresco tritato
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
succo di lime
1 peperoncino fresco tritato
sale e pepe

 

In una padella antiaderente, abbastanza grande da contenere il pesce, mettiamo l’olio d’oliva, il succo di limone ( o di lime), l’aglio schiacciato, lo zenzero e circa un bicchiere e mezzo d’acqua ( dovrà essere abbastanza da coprire il pesce), portiamo a ebollizione, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere a fuoco dolce per 5 minuti.
Disponiamo su un foglio di carta da forno le fette di limone, o lime, adagiamoci sopra il pesce, precedentemente salato, chiudiamo il pacchetto e mettiamolo a cuocere nella padella, aggiungendo, se è il caso, ancora abbastanza acqua da coprirlo a filo. Portiamo a ebollizione e spegniamo la fiamma, copriamo la padella e lasciamo che il pesce cuocia dolcemente nel suo brodo. Serviranno circa 15 minuti.

Nel frattempo prepariamo la salsa messicana:
Mescoliamo i pomodori a dadini, il peperoncino, il succo di lime, lo zenzero, il coriandolo e gli altri condimenti in una ciotola, mescoliamo bene e lasciamo in frigo fino al momento di servire.
Trascorsi i 15 minuti di cottura, estraiamo delicatamente il cartoccio dalla padella, poniamolo su un piatto e liberiamo delicatamente filetti di pesce dall’involucro.
Serviamo il pesce al cartoccio accompagnato dalla salsa messicana, basmati al vapore e succo di lime fresco.

la ricetta base può essere personalizzata secondo i propri gusti e le proprie esigenze nutrizionali
Provate anche il Salmone marinato al cartoccio, arricchito dalle note acidule dell’ananas

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Tartufi proteici di yogurt greco e cacao

Questi tartufi proteici sono cremosi, cioccolatosi e golosissimi, ok magari non quanto i Tartufini al doppio cioccolato e caramello al burro salato di +Araba Felice , ma insomma, cerco di rendervi meno gravoso l’impegno di seguire un regime, fingete di apprezzare i miei sforzi…
Parliamo di cacao che pare abbia un ruolo decisivo nella riduzione del rischio delle malattie cardiache.
I flavonoidi di cui sono ricche le fave di cacao hanno effetti antiossidanti, capaci di prevenire i danni cellulari alla base di molte patologie vascolari. I flavonoidi sono stati correlati anche alla riduzione del rischio di contratte patologie come il diabete, l’ictus e l’ infarto. Mi corre l’obbligo di sottolineare che tali deduzioni provengono da studi a breve termine e non controllati, è quindi necessaria ancora molta ricerca perché essi possano essere considerate del tutto fondate.
Nel frattempo se volete aggiungere il cioccolato alla vostra dieta abbiate cura di scegliere solo prodotti di qualità, con un contenuto di cacao non inferiore al 65% , evitate invece i prodotti più “commerciali” di solito saturi di zuccheri e olii vegetali di natura incerta.
Un’ultima chicca: per ottenere risultati apprezzabili dai flavonoidi del cacao, gli studi di cui sopra consigliano di consumare una porzione quotidiana di 85 grammi di cioccolato fondente di buona qualità. Sarebbe una splendida notizia se questo non corrispondesse ad un introito calorico di circa 450 calorie, l’ideale è consumarlo con moderazione associandolo ad altri ingredienti sani come nella ricetta di oggi:

Tartufi proteici di yogurt greco e cacao, ingredienti:
3 cucchiai di cacao amaro +1 per la copertura
3 scoop di proteine del siero alla vaniglia o al cacao
100 grammi di yogurt greco ben sodo ( ricordate come farlo in casa? no? cliccate qua  )
5 gocce di aroma vaniglia Liquiflav
dolcificante a piacere

questa è una ricetta facilissima e velocissima per un dolce dietetico, non avete scuse per non riuscire.
Vi basta mescolare tutti gli ingredienti, formare delle palline prelevando un cucchiaino circa di impasto per ognuna, rotolarle nel cucchiaio di cacao che avrete preventivamente tenuto da parte ( lo avete fatto, vero? ) e lasciarli riposare in frigo per mezz’ora. I vostri tartufi proteici di yogurt greco e cacao sono pronti.
Si conservano in un contenitore a tenuta ermetica fino a 5 giorni ( tanto li finite prima … )

-provate a sostituire lo yogurt greco con la ricotta magra
-la ricetta dei cookies senza glutine nella foto è qui ( cookies senza glutine )
-se avete amici a cena serviteli accompagnati dai tartufi proteici al burro d’arachidi
I tartufi, non gli amici.

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Zuppa di avena, porri e tacchino

Fa freddo, la zuppa è la soluzione ideale per risolvere i pasti con un piatto unico appagante e di conforto.
Ricca di aminoacidi ramificati, ferro, magnesio e grassi insaturi, la carne di tacchino è un alimento prezioso per il recupero muscolare e per incrementare la qualità del riposo notturno.

Ingredienti: ( per due, ma adattatela ai vostri macros) 
150 gr di porri finemente affettati
50 gr di fiocchi d’avena
300 gr di petto di tacchino a cubetti
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
750 ml di acqua bollente
2 tazze di latte scremato
noce moscata e pepe bianco a piace

Scottate i cubetti di petto di tacchino sul fondo di una pentola antiaderente e deglassate con un paio di cucchiai d’acqua.
Aggiungete i porri affettati finemente lasciateli appassire per pochi minuti.
Versate l’acqua , i fiocchi d’avena, la crusca e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 25 minuti, mescolando spesso.
A fine cottura aggiungete il latte a temperatura ambiente, la noce moscata e il pepe bianco e l’olio d’oliva. Coprite la pentola con il suo coperchio e lasciate riposare la zuppa di avena per altri dieci minuti a fuoco spento prima di servire.
Se lo desiderate potete usare il mixer ad immersione per rendere la zuppa di avena ancora più cremosa.

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gelato proteico al cocco

Ingredienti:
300 grammi di yogurt greco
un misurino di Vitafiber
100 grammi di polpa di cacao ( facoltativo)
100 grammi di polpa di cocco fresco
uno scoop di  whey alla vaniglia
1 cucchiaio di vodka ( facoltativo)
qualche goccia di tic
50 ml di latte di cocco
I benefici di Cocco e Cacao 
 
Sebbene possa apparire fuori dal comune,  il colore bianco di questo gelato è dovuto alla presenza della polpa del frutto di cacao. Dal gusto delicatamente dolce, la polpa di cacao  è ricca di grassi monoinsaturi  utili a contrastare il colesterolo “cattivo” ( LDL ) e all’aumento di quello “buono” (HDL).
Le stesse proprietà che troviamo nel cocco , ricco di acidi grassi a catena media ( MCT) , fibre e potassio è il frutto ideale a contrastare la spossatezza e a promuovere l’utilizzo dei depositi adiposi, una vera panacea per chiunque conduca una vita attiva alla ricerca del benessere fisico.
Entrambi i frutti inoltre, sono ricchi di antiossidanti .
Gelato proteico al cocco
Nel boccale del frullatore versare lo yogurt greco, le proteine, Vitafiber,il dolcificante,  la polpa di cocco e la polpa di cacao tagliate a pezzi, ma ancora surgelate, il latte di cocco e l’eventuale vodka.
La vodka ha lo scopo di evitare che si formino fastidiosi grumi di ghiaccio a causa dell’acqua contenuta nella polpa di frutta, ma il suo uso non è strettamente necessario.
Basteranno pochi istanti perché il tutto si amalgami e il vostro gelato proteico al cocco e cacao ricco di MCT e antiossidanti sia pronto.

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Spaghetti di zucchine o zucchini noodles, ovvero come utilizzare le scorte estive di zucchine

Le zucchine sono uno dei prodotti estivi più versatili, ma ahimè, restano disponibili sul mercato solo per pochissime settimane.

Come conservare le zucchine estive in eccesso?

La soluzione più ovvia sembrerebbe essere la conservazione in vaso, quindi sott’olio, ma sappiamo che questo genere di preparazioni, come tutte le conserve domestiche, richiede una certa perizia e l’utilizzo di quantità di olio che, per quanto benefico e necessario, non è certo un alimento di cui è opportuno abusare quando si cerca la forma fisica ottimale.

Se avete la fortuna di vivere in una zona ancora soleggiata e lontana dall’inquinamento ( o se disponete di un praticissimo e costoso essiccatore) e non sapere come utilizzare le scorte estive di zucchine armatevi di mandolina (o uno dei tanti spiralizzatori che trovate a questo link ) e datevi alla produzione degli spaghetti di zucchine.

Lavate e spuntate alcune zucchine di medie dimensioni e dopo aver ottenuto i vostri spaghetti di zucchine, spargetevi sopra un pizzico di sale iodato e disponeteli ben distesi su un vassoio ampio, coperto di carta da forno, al sole per almeno un paio di giorni. Abbiate cura di ritirarli alla sera per evitare che si bagnino con l’umidità della notte.

Quando i vostri spaghetti di zucchine saranno ben essiccati conservateli, avvolti in un sacchetto di carta spessa, come quelli che si usano per il pane, in un contenitore a chiusura ermetica. Dureranno per tutto l’inverno mantenendo inalterato il loro sapore.

E se il sole è già andato via? Usiamo il freezer!

Stendete i vostri spaghetti di zucchine sul vassoio coperto di carta da forno e riponeteli in freezer per due o tre ore, quando saranno rigidi staccateli dalla carta da forno e confezionateli in sacchetti di plastica nelle quantità che preferite, poi rimetteteli in freezer fino al momento in cui ve ne servirete.

Come si cucinano gli spaghetti di zucchine?

 

Quelli secchi andranno fatti rinvenire in acqua tiepida per un paio di minuti prima di essere saltati con il vostro condimento preferito, quelli congelati possono passare direttamente dal freezer alla padella senza che il loro aroma ne risenta.

Gli spaghetti di zucchine possono essere consumati come secondo piatto, come accompagnamento alle carni, possono costituire l’ingrediente base di piatti dolci e salati , ma soprattutto rappresentano un ottimo sostituto della pasta se avete la necessità di ridurre l’apporto di carboidrati senza dover ricorrere a costosi ( e spesso poco appetitosi) surrogati.

Oggi li proverò accompagnati a un pesto di pomodori secchi e mandorle,
a presto per la ricetta.

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sorbetto di anguria senza gelatiera

 

sorbetto di anguria

L’estate è il momento perfetto per riscoprire frutti dolci e succosi che non sono reperibili nel resto dell’anno, il sorbetto di anguria permette di reidratarsi con gusto e pochissime calorie.
Mi capita spesso di sentire giudizi piuttosto severi riguardo ai presunti attacchi alla linea da parte dell’anguria. Benché il suo eccessivo consumo sia sconsigliabile ai pazienti diabetici, l’anguria rappresenta un eccellente alimento adatto ad ogni sportivo.

Un etto di cocomero fornisce solo 30 calorie, 7 grammi di carboidrati, 1 grammo di fibre. Dal momento che molti sono preoccupati per il suo tenore in zuccheri, compariamolo con quello di altri frutti comunemente considerati innocui:

 1  mela grande =  25g di zuccheri
 1 banana media = zucchero 19g di zuccheri
1 piccolo grappolo d’uva = 20g di zuccheri
Tutti i frutti sono naturalmente ricchi di zuccheri, ma alcuni più di altri,  prima di decidere di eliminare un alimento a causa del suo alto contenuto in zuccheri è bene considerarne prima i vantaggi che questo offre all’organismo.
Nel caso del cocomero, una porzione ci fornisce il 21% della razione quotidiana raccomandata di Vitamina C,  il 18% della dose quotidiana raccomandata di Vitamina A e maggiore biodisponibilità di licopene rispetto al pomodoro crudo.
La Vitamina A, principalmente nota per il suo ruolo nella funzione visiva è fondamentale nella riparazione di tessuti e ossa. La Vitamina C, o acido ascorbico, è un antiossidante che protegge le cellule dai danni dei radicali liberi. Gli antiossidanti sono preziosi nella prevenzione di molte patologie importanti come infarto, ictus e, secondo studi attuali, sono in grado di migliorare le condizioni respiratorie del paziente asmatico. Il licopene è un potente antiossidante che ci aspettiamo di trovare nei pomodori freschi e in scatola. Molti non sanno che questo antiossidante. preziosissimo nella lotta contro il cancro, è abbondante nell’ anguriaGli studi mostrano il licopene può essere utile nella prevenzione delle neoplasie  della prostata, del polmone, della mammella, del colon-retto e dell’endometrio. L’alto contenuto d’acqua e minerali nel cocomero ( si dice cocomero o anguria dalle vostre parti?) ne fanno un perfetto snack post-workout, impareggiabile  per il recupero dei liquidi persi durante l’allenamento.

Ovviamente il modo migliore per consumare l’anguria, traendone i migliori benefici è di consumarla fresca, ma lavoriamo così duramente per mantenere il nostro corpo magro e in forma che possiamo permetterci di sperimentare qualcosa di diverso.

Quella di oggi è una ricetta con un solo ingrediente, indovinate quale?

il sorbetto di anguria è di una semplicità disarmante, e si fa senza gelatiera.

Tagliate a cubettoni mezza anguria ( o una intera se non è troppo grande), eliminate i semi e lasciate il tutto a gelare in un contenitore in freezer per almeno tre ore.
Il vostro amatissimo frullatore farà il resto, versateci dentro i cubettoni di anguria  ( non troppo -oni) e frullate il tutto per pochi secondi, a impulsi.
E la gelatiera? Non serve, il vostro sorbetto è prontissimo all’uso.
Per intensificare il sapore del sorbetto di anguria , migliorare la consistenza e aumentare il carico di antiossidanti, aggiungete qualche cucchiaio di succo di limone appena spremuto.
Potete conservarle il sorbetto di anguria  in freezer per giorni,per evitare che diventi troppo duro provate il trucco che ho descritto qui.

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Gelato allo yogurt senza gelatiera.

Parliamo ancora di yogurt e dei suoi benefici per la salute.
Nella produzione dello yogurt le proteine del latte, il cui valore biologico è già molto elevato, sono idrolizzate in peptidi ed amminoacidi dai microorganismi che realizzano in questo modo una sorta di pre-digestione
Inoltre alcuni peptidi rilasciati durante la fermentazione sono caratterizzati da specifiche attività regolatrici di processi fisiologici come quelli correlati al corretto funzionamento  del sistema immunitario. L’elevata qualità delle proteine del latte viene quindi esaltata dal breve processo di fermentazione.
La presenza contemporanea di lattosio ed acido lattico favorisce la biodisponibilità delle sostanze minerali, in particolare di calcio e fosforo, già presenti nei prodotti lattiero caseari.
Ora che disponete di enormi quantità di yogurt greco fatto in casa  ( perché lo fate tutti i giorni, vero? ) so che non vedete l’ora farne un uso smodato nelle più disparate preparazioni. Ma, dato che il caldo ci rende impensabile l’utilizzo del forno e la gelatiera è un elettrodomestico piuttosto scomodo da portare in vacanza, prepariamoci un rapidissimo e refrigerante gelato allo yogurt senza gelatiera.le dosi sono per una porzione

100 grammi del vostro magnifico yogurt greco fatto in casa
miele o dolcificante a piacere
una porzione a piacere del  vostro frutto preferito che avrete lasciato in freezer per qualche ora dopo averlo liberato da buccia e semi. Il rapporto massimo sarà 1:1
( io ho usato 30 grammi di more di gelso per il mio)In pratica si prepara da solo.
Versate tutti gli ingredienti nel vostro fedele frullatore e fate andare finché tutto non sarà ben amalgamato.

Note:

-potete prepararne quantità più grandi, conservatelo in contenitori da gelato riciclati, ma si manterrà più morbido se li avvolgerete, ben chiusi, in una busta di plastica chiusa a sua volta.
Non chiedetemi perché, l’ho letto su Buzzfeed una volta e funziona.

-nulla vi impedisce di aggiungere uno scoop delle vostre proteine in polvere, eventualmente…

_al posto del miele, un dolcificante industriale liquido servirà a tagliare le calorie

Macros:

100 grammi di yogurt greco dolcificato con un cucchiaio di miele apportano:
78 calorie, 0 grassi, 15 g di carboidrati, 5 g di proteine, a cui aggiungerete i valori del frutto scelto in base al peso.

 

 

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Fettuccine di Konjac con gamberi e verdure

Se amate la pasta, ma state cercando tagliare gli eccessi calorici, concedete un’opportunità alla pasta di shirataki. Si ricava dalle fibre della radice di Konjac o Glucomannano, un etto di questo prodotto apporta solo 5 calorie e nessun altro nutriente a parte le fibre e tracce di calcio e Vitamina A ) , questo ci permette di concederci un piatto di pasta senza esagerare con gli amidi che essa contiene.

Come si preparano gli shirataki di Konjac ? 

Sono confezionati in un liquido di cottura da cui vanno scolati ed accuratamente risciacquati sotto l’acqua corrente ( l’odore di questo liquido non è esattamente gradevole, ma scompare al termine della preparazione), in seguito bisogna bollirli per due minuti in acqua salata. A questo punto sono pronti per essere conditi. Essendo completamente privi di sapore si prestano alle più svariate preparazioni.

Gli ingredienti sono per una persona  :
una confezione di fettuccine di Konjac
un piccolo limone
un cipollotto fresco
un cucchiaino d’aglio tritato
120 grammi di gamberi sgusciati e svenati
una piccola zucchina
30 grammi di germogli di soia
due cucchiai di salsa di soia
sale, pepe nero, peperoncino fresco  a piacere
un cucchiaio di olio di sesamo ( in mancanza potete utilizzare il comune olio d’oliva)

procedimento:

Tagliate il limone a metà, di una parte spremete e conservate il succo filtrato. L’altra metà verrà tagliata a cubetti ( eliminate i semi) che metterete da parte.

Con l’aiuto di uno scolapasta rimuovete tutto il liquido di conserva delle fettuccine, poi risciacquatele accuratamente sotto il getto del lavabo per diversi minuti.

Lessatele in acqua bollente, salata, per due minuti. Scolateli con cura cercando di rimuovere tutta l’acqua. Se necessario aiutatevi con della carta da cucina, dovranno risultare asciuttissimi.

In una larga padella antiaderente fate scaldare l’olio e metteteci ad appassire il cipollotto e l’aglio tritati per due minuti, aggiungete i gamberi e le zucchine tagliate a listarelle regolari e i germogli lavati. Fate saltare per due minuti e aggiungete il succo di limone, prolungando la cottura per altri due minuti a fuoco medio.

Alzate la fiamma, aggiungete la salsa di soia e le fettuccine, mescolate tutto e fate saltare ancora per due minuti. A piacere aggiungete pepe nero e pezzetti di peperoncino fresco.

Godetevi le vostre fettuccine di shirataki che hanno meno di  200 calorie a porzione.

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Muffin proteici pesche e avena

Parliamo di muffin!
Amo i muffin, e, lo ammetto, i carboidrati in generale, ma chi non lo fa?
Chi mi segue da un po’ sa che le mie ricette da colazione rispondono sempre a una serie di requisiti che reputo irrinunciabili per il pasto più importante della giornata:

  • un buon apporto di proteine
  • pochi zuccheri
  • potere saziate
  • il gusto! 
anche questa ricetta soddisfa tutti i succitati criteri E include uno dei miei frutti estivi preferiti.
Le dosi sono per circa 12 muffin di medie dimensioni: 
Ingredienti secchi:
100 grammi di farina d’avena 
30 grammi di farina di mandorle
70 grammi di proteine del siero del latte ( neutre o vaniglia) 
un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio
un pizzico di sale
Ingredienti umidi:
3 albumi o 120 grammi di albume pastorizzato
150 grammi di yogurt greco 0,1%
la polpa di una pesca sbucciata ridotta in purea ( circa 100 grammi) 
30 grammi di sciroppo d’agave ( o l’equivalente del vostro dolcificante preferito)
essenza di vaniglia

200 grammi di polpa di pesca a dadini ( affonderanno ingloriosamente, quindi non datevi pena per ottenere un taglio perfetto)

Preriscaldiamo il forno a 180°
In una ciotola sbattiamo gli albumi e aggiungiamo tutti gli ingredienti umidi, mescolando con l’aiuto di una frusta.
In un’altra ciotola combiniamo tra loro gli ingredienti secchi e aggiungiamo il primo composto.
Mescoliamo velocemente con l’aiuto di un cucchiaio di legno. NON impastare e NON mescolare troppo.
Aggiungiamo i pezzetti di frutta.
Disponiamo l’impasto in uno stampo da muffin che conterrà i pirottini della giusta misura e inforniamo per circa 20 minuti.
Devono raffreddarsi completamente prima di poter essere sformati.

– se l’impasto dovesse essere troppo consistente diluitelo con uno o due cucchiai di latte scremato
– se non amate la frutta provate i muffin al cioccolato

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Salmone marinato al cartoccio


salmone marinato al cartoccio

Il salmone marinato al cartoccio è un piatto di semplicissima realizzazione, che apporta nutrienti preziosi, in particolare è ricchissimo di Omega 3.
I grassi omega 3, anche noti come acidi grassi polinsaturi , giocano un ruolo cruciale nelle funzioni del sistema nervoso centrale, sono inoltre noti per i numerosi benefici che apportano al sistema cardiocircolatorio.
I segni di una importante deficit di omega 3 sono stanchezza cronica, memoria labile, pelle secca, disturbi circolatori, sbalzi di umore e depressione.
Si raccomanda il consumo di pesce ricco di omega 3 almeno due volte a settimana e la ricetta del salmone marinato al cartoccio rappresenta un’ alternativa arricchita da un’insolita combinazione di aromi e sapori.

Salmone marinato al cartoccio, Ingredienti per due persone:

2 filetti di salmone da circa 180 grammi ciascuno
2 spicchi d’aglio tritati
50 ml di succo d’ananas
1 cucchiaino di salsa di soia
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di olio di sesamo
una fetta di ananas tritata a coltello
un mazzetto di coriandolo fresco
sale e pepe q.b.

la cottura del salmone in alluminio ( e di ogni altro pesce dalle carni delicate) consente di esaltarne il sapore con l’aggiunta di pochi ingredienti, senza ricorrere a tecniche complesse.

In una piccola ciotola mescolare il succo d’ananas, l’aglio tritato, lo zenzero grattugiato e la salsa di soia.

Disporre i filetti di salmone in un piatto fondo e dopo averci versato sopra la marinata, lasciarlo a riposare, ben coperto, in frigorifero per almeno un’ora.
Preriscaldare il forno a 180°, spruzzare leggermente di olio spray due fogli di alluminio da cucina, adagiarci sopra i filetti di salmone, pepare, condire con l’olio d’oliva e cospargerli con i cubetti d’ananas.

Ripiegare i bordi del foglio di alluminio verso l’alto e congiungerli in modo che il salmone sia ben avvolto al suo interno insieme agli aromi
Cuocere per circa 15 minuti e servire con coriandolo fresco tritato.

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Granola ai semi di canapa

Abbiamo già parlato di granola in precedenza, una gustosa combinazione di ingredienti variabili, adatta ad una colazione energetica e a basso indice glicemico. Ma stavolta vi presento un ingrediente inedito.
I semi di canapa sono ricchi dei grassi insaturi omega 3 e omega 6 e presentano ben 33 grammi di proteine oer cento grammi di prodotto, ma a differenza di altre fonti proteiche vegetali, i semi di canapa forniscono tutti gli aminoacidi essenziali, ciò significa che il loro valore biologico è paragonabile a quello delle proteine della carne, dei prodotti caseari e delle uova ( ciò li rende un’eccellente ingrediente extra da aggiungere ai nostri shake post-workout)

veniamo alla nostra preparazione:
400 grammi di Fiocchi d’avena Baby  ( evitate l’avena precotta)
60 grammi di mandorle spezzettate
80 grammi di semi di canapa decorticati
una manciata di uvetta ( o altra frutta disidratata come mirtilli, bacche goji, cranberries, albicocche)
30 ml di olio di cocco
100 ml di sciroppo di agave

Preriscaldate il forno a 150°.
In una ciotola ampia mescolate tutti gli ingredienti, ad eccezione della frutta disidratata. In un pentolino dal fondo spesso fate scaldare l’olio di cocco e lo sciroppo d’agave per pochi minuti, quindi versate sul mix di semi e cereali. Mescolate con cura finché il tutto non sia ben assorbito.
Stendete il tutto sulla placca  coperta  di carta da forno e cuocete per 40 minuti circa, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura mescolate ancora una volta, aggiungete la frutta disidratata e lasciate che si raffreddi prima di riporre il vostro mix in contenitori a chiusura ermetica.

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Wakame, mon amour

L’avrete vista mille volte, nei sempre più diffusi ristoranti orientali, brillare di un verde intensissimo tra una improbabile caprese e un mix a base di surimi nel banco self-service delle insalate ma, se non avete mai avuto il coraggio di assaggiarla, sappiate che avete perso l’occasione per rifornire il vostro corpo di sostanze preziose.
L’alga wakame è un’alga bruna commestibile, estremamente comune nella cucina orientale,  è perfetta per chiunque segua un sano regime alimentare, una porzione contiene infatti appena 25 calorie,  zero grassi e solo 0.5 grammi di carboidrati.

Costituisce un’eccellente fonte di iodio,  vitamina K, C, E, calcio, magnesio , ferro, manganese, zinco e vitamine del gruppo B.

La ricchezza di questi elementi la rende preziosa nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, del diabete, di alcune forme tumorali e dell’obesità. Ma attenzione a non abusarne, contiene infatti alte percentuali di sodio ( si tratta pur sempre di un’alga marina) e se sospettate un’alterazione tiroidea, anche lieve, rivolgetevi al vostro medico curante prima di integrare la vostra alimentazione con le alghe.

Ma come sfruttare le qualità nutrizionali di questa meraviglia?

Io adoro la Goma Wakame, l’insalata di alghe e sesamo tipica della cucina giapponese, prepararla è semplicissimo. Per quattro persone servono 50 grammi di wakame.
Intanto prepariamo l’alga,

bisogna immergere l’alga essiccata in acqua, calda ma non bollente, per dieci minuti. Si gonfierà e riacquisterà un bel colore verde lucido. Per mantenere il colore brillante, scoliamola e immergiamola in acqua freddissima per un minuto o due. 

Ci serviranno anche :
3 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di aceto di riso ( quello che si usa per il sushi)
1 cucchiaino di sciroppo d’agave ( la ricetta originale prevede l’uso dello zucchero)
2 cucchiai di olio di sesamo
1 cucchiaino di zenzero fresco
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati al momento

mescolate tutti questi ingredienti e aggiungeteli alle alghe ben scolate, cospargete con i semi di sesamo e gate raffreddare almeno un’ora in frigo prima di servire.






Fonti: 
  • Asian Food Grocer: Riken Fueru Wakame Dried Seaweed
  • MyFitnessPal: Japanese – Miso Soup With Tofu Bits
  • McKinley Health Center; Macronutrients: the Importance of Carbohydrate, Protein, and Fat; Marzo 2008
  • MayoClinic.com; Healthy Diet: End the Guessword With These Nutrition Guidelines; Febbraio 2011
  • University of Maryland Medical Center; Iron; Giugno 2009
  • University of Maryland Medical Center; Iron-Deficiency Anemia; Gennaio 2008

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    Ritenzione idrica: tabù e falsi miti

    Desiderose di liberarsi definitivamente dalla pelle a buccia d’arancia, sono molte le donne che non esitano a investire tempo e denaro in trattamenti contro la cellulite. A volte ci si sente disorientate davanti a trattamenti di bellezza, concetti oscuri e strane ricette, ma capita ancora più spesso di incorrere in errori grossolani solo perché alcuni concetti fanno ormai parte del senso comune. Oggi proviamo a smontare le convinzioni più radicate su questo diffusissimo inestetismo.

    Il minestrone è davvero la soluzione?

    Una delle diete a tema più di successo anche in Italia, quella del minestrone resta ancora uno dei rimedi last minute più diffusi, ma non è un metodo consigliabile per contrastare la ritenzione di liquidi.
    I sali naturalmente contenuti nelle verdure con il processo di bollitura si aggregano in cristalli che sovraccaricano la funzionalità renale, favorendo il ristagno dei liquidi.
    Ma, se proprio non potete farne a meno ( ricordate che, in ogni caso, si tratta di un alimento salutare e rimineralizzante), l’ideale è abbondare con la cipolla, la vita sociale potrebbe risentirne, ma  consolatevi ricordando che vanta numerosissime proprietà benefiche: favorisce l‘eliminazione delle scorie azotate, normalizza i livelli di colesterolo e pressione ed è un blando lassativo.

    Caprese per pranzo? meglio di no.  Il menu ideale? uova e patate

     

    Nata nell’isola di Capri, probabilmente per soddisfare le esigenze di nerboruti muratori abituati a trascorrere lunghe ore di lavoro sotto il sole cocente,la caprese fu perfezionata, pare, da Filippo Tommaso Marinetti, per esaltare lo spirito nazionalista anche a tavola.
    Certo Marinetti non poteva immaginare che un piatto così fresco e  all’apparenza  leggero, potesse celare tante insidie per le curve delle italiche bellezze.
    La mozzarella, con le sue 248 calorie ( 288 per quella di bufala) e le sue alte percentuali di grassi ( anche nella versione light) limita l’attività di fegato e tiroide. Inoltre i suoi sali, aggregandosi a quelli del pomodoro, rendono il lavoro del rene più impegnativo e, come accade per il minestrone, ne ostacolano i processi di filtrazione favorendo la ritenzione dei liquidi in eccesso.
    le uova contengono proteine ( quasi 12 gr per cento di uovo intero) che non sovraccaricano la funzione renale, per questo sono un alimento consigliabile a chi vuole contrastare la buccia d’arancia, se consumate con moderazione non presentano effetti collaterali.
    Se proprio non amate la cipolla sostituitela con il cetriolo, ricco di acqua, vitamine e sali minerali e dalla spiccate proprietà depurative.
    Le patate, ingiustamente considerate alimenti ingrassanti, sono prive di glutine e possono essere consumate in sostituzione di pane e pasta. Ricche di potassio favoriscono la diuresi, riducono i gonfiori dovuti alla fermentazione intestinale e contribuiscono all’eliminazione delle scorie azotate, responsabili dell’affaticamento renale.
    Un’ultima raccomandazione per concludere: non è necessario abbeverarsi come un dromedario per contrastare la ritenzione idrica, anzi bere troppo può aggravare il problema, meglio scegliere con attenzione gli alimenti, preferendo quelli dotati di naturali proprietà drenanti.
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    Petto di pollo marinato in salsa BBQ

    Le dosi per questa ricetta sono da adattare al vostro personale regime.
    Per ogni petto di pollo vi serviranno:
    il succo di un limone
    uno o due cucchiai di olio d’oliva
    uno spicchio d’aglio schiacciato
    un rametto di rosmarino
    un cucchiaino di pepe di Cayenna ( o paprika dolce, se preferite)
    Original BBQ Sauce di BPR Nutrition  a piacere, tanto è ipocalorica

    Mescolate tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e lasciate marinare il pollo ( mezz’ora al massimo se a temperatura ambiente, anche tutta la notte se lo lasciate a riposare in frigorifero, in questo caso gli aromi saranno più persistenti)
    Adagiate il pollo sulla piastra già bollente, abbassate la fiamma e continuate la cottura per 12-15 minuti circa
    Irroratelo di BBQ Sauce e lasciatelo riposare cinque minuti prima di assaggiarlo, il tempo di preparare un’insalata di stagione d’accompagnamento 🙂

    CONSIGLIA Donuts di mela e yogurt