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Acidità dell’olio – cosa significa

Acidità dell'olio

 

Acidità dell'olio

Un luogo comune diffuso afferma che maggiore è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è il suo sapore, si tratta in realtà di un errore di concetto, una cosa è l’acidità e un’altra cosa è il contenuto di acidi grassi (oleico e linoleico), che può effettivamente avere a che fare con certi attributi sensoriali dell’olio d’oliva. Vediamo di approfondire queste nozioni.

 

Cos’è l’acidità dell’olio d’oliva?

 

 

Per cominciare, l’acidità è un criterio di valutazione misurato attraverso un processo analitico, ed è il principale parametro di qualità che determina se un olio d’oliva può essere venduto come extra vergine, vergine o lampante (non adatto al consumo).

In questo modo, più bassa è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è la sua qualità intrinseca. Ad esempio, l’olio extra vergine di oliva ha meno acidità rispetto all’olio d’oliva vergine, il che significa che nella sua composizione ci sono meno acidi grassi liberi a causa della rottura che si verifica tra i legami delle molecole di glicerina e degli acidi grassi (acido oleico e linoleico ), che costituiscono l’olio d’oliva. Questi legami si spezzano perché l’olio d’oliva subisce qualche alterazione chimica, sia perché nell’albero l’olivo è stato attaccato da qualche parassita o malattia, o perché l’oliva non è stata correttamente trattata una volta raccolta, o perché l’olio si è deteriorato una volta estratto dall’oliva.

Il termine “acidità di un olio” è il nome di una determinazione analitica che ci dice la quantità di acidi grassi liberi che ha e non ha alcuna relazione diretta con il sapore.

Ciò che è certo è che più bassa è la sua acidità, meno avrà sofferto il frutto dell’oliva e migliori saranno le qualità del suo succo.

L’olio Sagra Bassa Acidità è un prodotto al 100% italiano e rappresenta un eccellenza nel suo genere, caratterizzandosi dal punto di vista fisico e organolettico con:

• Alla vista. Verde dai riflessi oro, limpido

• All’olfatto. Profumi di oliva verdi, di media intensità, dalle connotazioni erbacee.

• Al palato. Morbido e vellutato, armonico, sapido, dall’impatto iniziale dolce e con note amare e piccanti che si svelano in un momento successivo, ben dosate; dal gusto vegetale, con richiami al carciofo e alle erbe di campo.Nella sensazione retro-olfattiva. Lieve sensazione piccante, mandorla verde ed erbe di campo anche in chiusura.

Un olio quindi ottenuto operando con delicatezza sulla materia prima, ma tutt’altro privo di gusto e carattere, che si presta ad ogni uso in cucina, sia in cottura che a crudo.

il mondo dell’olio Sagra a Bassa Acidità vi aspetta sul sito: Sagra

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comfort food/ condimenti/ low carb/ low ig/ pesce/ Petto di pollo/ pollo/ senza zucchero/ spezie/ Veg/ zero calorie/ zero carboidrati

Salsa Teriyaki zero cal

La salsa Teriyaki ha conquistato tutti noi da quanto la cucina orientale si è diffusa nel nostro paese. Peccato che, nella sua versione originale, questo gustoso condimento abbia un’altissima percentuale di zucchero che, oltre a rendere inconfondibile il suo sapore, le conferisce la tipica consistenza simile a una glassa.
Non per questo noi FitEater dobbiamo rinunciare a condire il  solito petto di pollo o un filetto di merluzzo (magari meglio di salmone) con una generosa dose di salsa teriyaki zero cal.

Vediamo cosa occorre per prepararla:

salsa teriyaki zero cal
Salsa teriyaki zero cal

125 ml di acqua
50 ml di salsa di soia (anche a basso contenuto di sodio, se preferite)
3-4 gocce di dolcificante liquido tipo tic
mezzo cucchiaino di aglio in polvere
mezzo cucchiaino di zenzero in polvere (o un cucchiaio di succo di zenzero fresco)
un misurino di gomma di guar MyProtein

Lasciate che prima vi presenti la gomma di Guar ,
la gomma di Guar è un addensante e gelificante costituito dalle fibre solubili estratte dai semi di una pianta di origini orientali. Le sue caratteristiche ne fanno l’ingrediente jolly di numerosissimi prodotti industriali sia nel ramo alimentari che cosmetico, è infatti in grado di assorbire e trattenere grandi quantità di acqua e questo ci permette, grazie al suo impiego, di ottenere in pochi minuti creme, salse e budini anche senza cottura.
Essendo perlopiù costituito da fibre solubili e a causa delle sue peculiari proprietà fisiche, è stato sottoposto a numerosi studi, che ne hanno evidenziato interessanti proprietà ipoglicemizzanti e ipolipedemizzanti. Di fatto, essendo fortemente igroscopico, favorisce un prolungato senso di sazietà, permettendo di tagliare le calorie anche nei piatti più gustosi, come nel caso della Salsa Teriyaki zero cal.

 

Salsa Teriyaki zero cal, procedimento

In un contenitore versate l’acqua, la salsa di soia, e le spezie in polvere (o il succo di zenzero fresco, se lo impiegate), mescolate bene e lasciate riposare per almeno mezz’ora, in modo che le spezie infondano il loro gusto alla salsa.
Filtrate attraverso un colino fine o una garza in modo da eliminare i residui di polvere.
Trasferite il liquido in un pentolino dal fondo spesso e portate ad ebollizione per una decina di secondi, sempre mescolando, spegnete, versate in una ciotola e lasciate che si raffreddi per qualche minuto.
Il processo di filtrazione e di bollitura hanno lo scopo di prolungare la durata della Salsa Teriyaki zero cal, se prevedete di consumarla tutta in 24 ore, potete saltare entrambi i passaggi.

A questo punto è il momento di aggiungere la gomma di guar. Usando delle fruste d’acciaio mescolate per evitare che faccia grumi e lasciate riposare per 5-10 minuti.
Aggiungete poche gocce di dolcificante liquido per completare la salsa teriyaki zero cal con il suo tipico sapore dolce.
Mescolate ancora e la vostra salsa Teriyaki zero cal è pronta per essere usata sul pollo, il tacchino, il pesce, le verdure spadellate o grigliate e ovunque desideriate del gusto extra senza dovervi preoccupare dei macros.

Provate anche la salsa al cioccolato zero cal che trovate qui 

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Pesce al cartoccio con salsa messicana

pesce al cartoccio
Cuocere il pesce al cartoccio è il modo migliore per preservarne intatti la consistenza e i succhi, soprattuttosi evita che i filetti si disgreghino in cottura.
La versione più nota della cottura al cartoccio è quella in forno, ma è possibile preparare degli ottimi filetti di pesce al cartoccio anched in padella.
Le varietà di pesce adatte a questo tipo di cottura sono moltissime, dal classico filetto di salmone, al pesce spada ai  più comuni merluzzo e sgombro, come nella ricetta di oggi, che permette di valorizzare in modo semplice un piatto che in alcune fasi della preparazione agonistica può risultare noioso.

La Salsa Picante è un condimento le cui origini possono essere fatte risalire al periodo della civiltà Atzeca, la versione più diffusa prevede ingredienti semplici come pomodori, cipolle, peperoncini e coriandolo.
La Salsa è un’aggiunta sana e leggera per i nostri piatti, ricca di nutrienti apportati da ingredienti di stagione che possono essere variati in base ai gusti personali, rende irresistibili anche le preparazioni più semplici.

Pesce al cartoccio con salsa messicana

 

300 g di tranci o filetti di pesce a carne soda
1 limone a fette ( o 1 lime per un gusto più fresco)
succo di limone o lime1 spicchio d’aglio leggermente schiacciato
zenzero fresco grattugiato (facoltativo)
olio extravergine d’oliva

Per la Salsa messicana:

3 pomodori sodi, spellati e tagliati a dadini
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
2 cucchiai di coriandolo tritato
1 cipollotto fresco tritato
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
succo di lime
1 peperoncino fresco tritato
sale e pepe

 

In una padella antiaderente, abbastanza grande da contenere il pesce, mettiamo l’olio d’oliva, il succo di limone ( o di lime), l’aglio schiacciato, lo zenzero e circa un bicchiere e mezzo d’acqua ( dovrà essere abbastanza da coprire il pesce), portiamo a ebollizione, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere a fuoco dolce per 5 minuti.
Disponiamo su un foglio di carta da forno le fette di limone, o lime, adagiamoci sopra il pesce, precedentemente salato, chiudiamo il pacchetto e mettiamolo a cuocere nella padella, aggiungendo, se è il caso, ancora abbastanza acqua da coprirlo a filo. Portiamo a ebollizione e spegniamo la fiamma, copriamo la padella e lasciamo che il pesce cuocia dolcemente nel suo brodo. Serviranno circa 15 minuti.

Nel frattempo prepariamo la salsa messicana:
Mescoliamo i pomodori a dadini, il peperoncino, il succo di lime, lo zenzero, il coriandolo e gli altri condimenti in una ciotola, mescoliamo bene e lasciamo in frigo fino al momento di servire.
Trascorsi i 15 minuti di cottura, estraiamo delicatamente il cartoccio dalla padella, poniamolo su un piatto e liberiamo delicatamente filetti di pesce dall’involucro.
Serviamo il pesce al cartoccio accompagnato dalla salsa messicana, basmati al vapore e succo di lime fresco.

la ricetta base può essere personalizzata secondo i propri gusti e le proprie esigenze nutrizionali
Provate anche il Salmone marinato al cartoccio, arricchito dalle note acidule dell’ananas

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waffle senza glutine di grano saraceno

waffle senza glutine di grano saraceno
A causa della loro forma particolare, i waffle sembrano adatti a ricevere un topping dolce ( come lo sciroppo zero cal al cioccolato) ma stavolta proviamo una versione salata. I waffle senza glutine di grano saraceno si sposano a meraviglia con il salmone affumicato e una fresca salsa a base di yogurt greco ed erbette.

Waffle senza glutine di grano saraceno

per la salsa:

125g di yogurt greco ( qui la ricetta per farlo in casa)
2 cucchiai di erba cipollina fresca
1 cucchiaio di scalogno tritato o cipollotto fresco

Per i waffle senza glutine (4-8 pezzi)

2 uova
120 ml di latte ( provate in alternativa il siero ottenuto dalla produzione domestica di yogurt greco )
10g di olio extravergine d’oliva
300 g di farina di grano saraceno
mezzo cucchiaino di lievito
1/3 di cucchiaino di bicarbonato di sodio
sale iodato

Iniziamo dalla salsa, basterà mescolare tutti gli ingredienti in una ciotola e lasciare riposare il tutto in frigorifero fino al momento di servire.

Preriscaldate la piastra da waffle.
Con le fruste amalgamate uova, latte e olio extravergine d’oliva.
In un secondo recipiente versate la farina di grano saraceno, il lievito, il sale, il bicarbonato di sodio, versatevi il composto di uova e amalgamate con l’aiuto delle fruste fino ad ottenere un impasto semifluido.
Versate 4-6 cucchiai di impasto ( la quantità dipende dalla grandezza dell’elettrodomestico) sulla piastra .
Stendete delicatamente l’impasto con il dorso del cucchiaio finché non raggiungerà quasi il bordo della piastra ( non spingetelo fino al bordo).
Chiudete la piastra da waffle e cuocete ogni waffle finché sarà gonfio e dorato, ci vorrano circa  3-4 minuti per ognuno.
Impilate i waffle appena cotti uno sull’altro e teneteli in caldo fino al momento di servire, accompagnati con la salsa allo yogurt greco e qualche fetta di salmone e verdure di stagione.
Ehi, non perdetevi la ricetta del waffle low carb, la trovate seguendo questo link

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Sciroppo zero cal fatto in casa

sciroppo zero cal fatto in casa

sciroppo zero cal fatto in casa

 

 

Niente di meglio di uno sciroppo zero cal fatto in casa per contrastare i momenti più duri in fase di cutting.
Gli ingredienti per realizzarlo sono davvero pochi e di facile reperibilità e la realizzazione è semplice.

Sciroppo zero cal fatto in casa – Ingredienti

 

250 ml di acqua
30 gocce di Liquiflav del gusto preferito
un pizzico di sale marino integrale
1,5 g di gomma di xantano o 3 g di gelatina in fogli
10 gocce di dolcificante liquido

In un pentolino portate a bollore l’acqua
Lontano dal fuoco, aggiungete la gomma di xantano o la gelatina alimentare in fogli e fate in modo che si sciolga, mescolando di continuo.
Aggiungete il sale e il liquiflav dell’aroma preferito
Versate tutto in un contenitore a tenuta ermetica e ponete in frigo a riposare per almeno tre ore
Trascorso il tempo di riposo, togliete il preparato dal frigo e verificatene la consistenza
Se avete ottenuto un risultato troppo denso vi basterà omogeneizzarlo con l’aiuto di un frullatore a immersione
Versate lo sciroppo a zero calorie fatto in casa in una bottiglia con tappo dosatore e conservate in frigo
Si mantiene per circa una settimana.

Note: Per la versione al cioccolato, aggiungete tre cucchiaino di cacao magro.

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Spaghetti al pesto di broccoli e noci

pesto di broccoli e noci

 

pesto di broccoli e noci Privi di colesterolo, ma ricchi di vitamine, fibre e calcio, i broccoli rendono questo pesto un vero concentrato di benessere. L’utilizzo delle noci al posto dei tradizionali pinoli è un’alternativa più economica, che sottrare grassi e aggiunge fibre e magnesi, acidi grassi omega 3, zinco e proteine al risultato finale. Il pesto di broccoli e noci si sposa a meraviglia con gli Spaghetti FiberPasta, poveri in calorie rispetto agli spaghetti tradizionali, ma arricchiti dalle virtù benefiche dell’inulina.

 

Spaghetti al pesto di broccoli e noci: ingredienti per 4 persone

 

spaghetti FiberPasta ( non indico i grammi, decidete in base alle vostre necessità )
30g di noci sgusciate
1 spicchio d’aglio pelato
100 g di cimette di broccoli scottate per 3 minuti in acqua bollente
una manciata di foglie di basilico fresco
sale e pepe quanto basta
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Prima di tutto, tostiamo brevemente in padella le noci per un minuto o due, agitandole spesso, il calore servirà a favorire il rilascio dei grassi durante la preparazione del pesto di broccoli e noci, e la leggera tostatura ne enfatizzerà l’aroma.

Inseriamo nel boccale del mixer lo spicchio d’aglio, le noci tostate, le foglie di basilico, le cimette di broccoli scottate, i due cucchiai di olio d’oliva,  il sale e tritiamo fino ad ottenere un composto omogeneo.

Scoliamo la pasta al dente tenendo da parte un mestolino di acqua di cottura e condiamo gli spaghetti con il pesto di broccoli e noci, aggiungendo, se necessario, qualche cucchiaio di acqua di cottura per legare il condimento.

trovate la ricetta anche su MyFtinessPal con questi valori nutrizionali

pesto di broccoli e noci valori nutrizionali

 

arance/ condimenti/ contest/ Informazioni Nutrizionali/ insalate/ pranzo

Insalata antiossidante di arance, carote e barbabietole

Sabato 25 Gennaio, tornano nelle piazze italiane, Le Arance della Salute scelte dall’AIRC come simbolo dell’alimentazione sana e preventiva. Con un contributo minimo di 9 euro potrete sostenere il lavoro dei ricercatori e fare un pieno di vitamina C.

Succosa, croccante e leggermente dolce, questa insalata antiossidante porterà un po’ di sole a tavola, durante le uggiose giornate di pioggia.
Il colore dorato di arance e carote ricorda che questa insalata è ricca di beta carotene e vitamina A, sostanze preziose nel rafforzamento del sistema immunitario. E, naturalmente, è carica di vitamina C.

Ingredienti:
220 g di carote grattugiate al momento
1 piccola barbabietola grattugiata al momento
50 grammi di cipolla rossa di Tropea affettata sottilmente
2 arance pelate al vivo e tagliate in spicchi
30 ml di succo d’arancia fresco
30 ml di succo di limone fresco
la scorza grattugiata di un limone non trattato
un cucchiaino di miele
sale iodato
olio extravergine d’oliva

In una ciotola grande mescolate con gentilezza le carote grattugiate, l’arancia tagliata a spicchi, la cipolla di Tropea affettata e la barbabietola grattugiata.
In un contenitore con tappo a vite ( ve bene un qualsiasi barattolo )  versate l’olio extravergine d’oliva, il miele, il succo d’arancia, quello di limone, la scorza grattugiata e il sale, chiudete il coperchio e  agitate perché tutti gli ingredienti si mescolino per bene.
Versate il condimento sugli altri ingredienti nell’insalatiera e lasciate riposare l’insalata antiossidante per 5 minuti prima di servire.

Valori nutrizionali ( esclusi quelli dell’olio extravergine che doserete secondo le vostre necessità)
97 calorie
2g di proteine
20 g di carboidrati
8g di fibre
0 colesterolo.

applesauce/ cannella/ condimenti/ conserve/ DIY/ salsa di mele/ salse e creme spalmabili

Applesauce senza zucchero

ricetta dietetica sostituire il burro nelle ricette lefitchef

Se mi avete seguita fin qui avrete notato due grandi assenti in ognuna delle mie ricette: il burro e lo zucchero. Mentre per sostituire lo zucchero nelle ricette mi avvalgo spesso di alternative come lo xilitolo, sostituisco spesso i grassi con l’olio di cocco e altrettanto spesso con la purea di mele o applesauce.

Cos’è l’applesauce?
Nient’altro che una composta di mele leggermente speziata, che può essere adoperata per sostituire il burro nelle ricette nella proporzione 1:1. Inoltre può accompagnare le carni bianche: il nostro amato petto di pollo acquisterà sapore e fibre senza che l’apporto calorico venga troppo alterato.
100 grammi di applesauce senza zucchero contengono infatti solo 49 calorie, quelle contenute in un cucchiaio sono quindi ininfluenti in un regime alimentare bilanciato.
Le dosi:
Nella mia versione ho adoperato 10 mele rosse e 2 mele Golden  per conferire maggiore dolcezza alla applesauce ma siete liberi di provare diverse proporzioni per ottenere il grado di dolcezza e la consistenza che preferite per la vostra applesauce senza zucchero
Per aromatizzare la mia salsa di mele ho usato una stecca di cannella, 4 chiodi di garofano e un pezzetto di zenzero, ma possono andar bene anche noce moscata, fili di zafferano (pochi) , grani di pepe verde, anice e tutto quello che la dispensa e la fantasia vi suggeriscono
.

Come si prepara la applesauce

 

Lavate, sbucciate e riducete a fette le mele.
Mettetele in una pentola dal fondo spesso con un pizzico di sale iodato e mezzo bicchiere d’acqua.
 Lasciate cuocere a fuoco basso per venti minuti o fino a quando non saranno disfatte.
Più i pezzi saranno piccoli, meno tempo impiegheranno a cuocersi.
Passate la salsa di mele al setaccio e rimettetela sul fuoco aggiungendo le spezie polverizzate e riportate a bollore per altri cinque minuti o finché non si addensa leggermente.
La vostra Applesauce senza zucchero è pronta!

Quanto si conserva la applesauce?

Potete surgelare la applesauce senza zucchero in cubetti, usando le comuni formine per il ghiaccio e scongelarla secondo la necessità, oppure cimentarvi nella conservazione in vasetti sterilizzati.
Procuratevi vasetti nuovi e creati per questo scopo, niente barattoli riciclati dalle conserve dell’anno scorso, avranno perso la capacità di mantenere il sottovuoto e il loro uso comporta rischi gravissimi per la salute.
Al momento dell’uso i vasetti dovranno essere puliti, asciutti e precedentemente sterilizzati per bollitura.
Riempite i vasetti con l’applesauce ancora calda, avendo cura di di lasciare  un centimetro e mezzo di distanza dal bordo.
Chiudeteli con cura e posizionateli  in un’ampia pentola e aggiungete acqua fino a raggiungere il bordo dei vasetti.
Accedete il fuoco e fateli bollire per mezz’ora.
Al termine della bollitura lasciate i vasetti di applesauce nella pentola per ancora 15-20 minuti.
Estraeteli e metteteli a raffreddare su un piano dove potranno riposare fino al giorno successivo. Dopo qualche tempo sentirete un sonoro “POP” segnale che il vasetto e il calore hanno compiuto il loro dovere e la vostra applesauce senza zucchero può essere riposta in dispensa al sicuro da contaminazioni batteriche e processi di fermentazione per mesi.

Come si usa la applesauce senza zucchero?

Per sostituire il burro, come descritto sopra
Per accompagnare le carni e i formaggi
Per ammorbidire i pancakes proteici senza aggiungere calorie in eccesso
Per i biscotti velocissimi

Come base per molte ricette proteiche 
Per addolcire lo yogurt greco e i fiocchi di latte
Infine non buttate via bucce e torsoli avanzati: fateli bollire per mezz’ora con due bicchieri d’acqua, passate il tutto al setaccio e conservatelo in vasetti sterilizzati, avrete ottenuto della pectina fatta in casa che potete usare come base per composte e marmellate senza zucchero.
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polpette di pollo e avena

polpette di pollo e avena

 

 

polpette di pollo e avena

la ricetta per le polpette di pollo e avena è scalabile, potete quindi, voi tutti stanchi del solito petto di pollo alla piastra, adattarla in base alle vostre esigenze nutrizionali moltiplicando gli ingredienti.
Potete sostituire il petto di pollo macinato con il tacchino o con qualsiasi taglio magro tritato,  se preferite.

Polpette di pollo e avena (ricetta base)

100 grammi di petto di pollo ( o tacchino) macinato
40 grammi di farina d’avena Bulkpowders( un cucchiaio abbondante)
un albume
spezie a piacere ( io ho usato il mix Garlic & Herbs di Bulkpowders )
qualche cucchiaio di latte per ammorbidire il composto
qualche goccia di salsa di soia per dare colore e insaporire ( facoltativa)

Per la salsa d’accompagnamento:
100 g di yogurt greco
Un cucchiaino di senape forte
un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva

Con le mani pulitissime e leggermente inumidite, ,escolate in una ciotola la carne tritata, la farina d’avena, l’albume e le spezie, se necessario, aggiungete qualche cucchiaio di latte per ammorbidire il composto e la salsa di soia, se vi piace.
Il latte può essere sostituito con poca acqua o con una bevanda vegetale non zuccherata, se necessario.
Riponete l’impasto per le polpette di pollo e avena in frigorifero e lasciatelo riposare per almeno mezz’ora, coprendo la ciotola con pellicola per alimenti.
Trascorso il tempo di riposo, inumiditevi le mani e formate delle palline della grandezza desiderata, schiacciandole leggermente.
Disponetele su un vassoio, via via che saranno pronte.
Cuocete le polpette di pollo e avena sulla piastra ben calda, tre minuti per parte.
Se preferite la cottura al forno, cuocetele per 12-15 minuti a 200°C in forno già caldo.

Mentre attendete che la cottura sia ultimata, preparate la salsa sbattendo con una forchetta la senape con l’olio e lo yogurt, aggiustate di sale se necessario o aggiungete spezie di vostro gradimento.

Le polpette di pollo e avena si accompagnano a meraviglia ad un’insalata croccante e ricca di micronutrienti come quella che trovate qui 

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Chicken nuggets light – Bocconcini di pollo in crusca d’avena

Tutti amano le pepite di pollo!
Soprattutto il mio fidanzato che, pur avendo una forma invidiabile, mantiene una specie di ostinata addiction nei confronti del fast food. Siccome sono una fidanzata devota ( soprattutto poco incline a indulgere nei confronti di certe debolezze, in verità) cerco di limitare le sue visite in certi luoghi popolati di famigliole rumorose e unte e condivido con tutti voi una delle mie versioni non fritta dei Chicken Nuggets.
Semplicissimi e salutari, si accompagneranno alla perfezione con una salsa a base di peperoni e melanzane ( è la loro stagione, approfittiamone! ) o al Miracoloso Condimento da 10 calorie

.Per due persone, delle quali una si lamenta dell’assenza del gadget compreso con la cena, occorrono:
250 grammi di petto di pollo
erbe e spezie miste a scelta ( io preparo periodicamente un mix di ginepro, sedano disidratato, aglio granulare, rosmarino ed erba cipollina, ma in commercio si trovano ottimi mix già pronti)
il succo di un grosso limone
un cucchiaio di aceto di mele
un albume leggermente sbattuto ( circa 30 ml di albume liquido)
4 cucchiai di crusca d’avena
sale e pepe a piacere ( io evito )

Tagliamo il petto di pollo in bocconcini di circa tre cm e disponiamoli a marinare in una ciotola ampia con il succo di limone, l’aceto di mele e metà del mix di spezie ( un paio di cucchiaini ) per almeno mezz’ora, rigirando ogni tanto. Lasciamo il tutto a riposare il frigo.

In una seconda ciotola disponiamo l’albume leggermente sbattuto ed eventualmente salato
Nella terza mescoliamo la crusca con il restante mix di spezie.

Prepariamo la teglia ricoprendola di carta antiaderente, e accendiamo il forno a 200°C

Torniamo alla prima ciotola.
Trascorso il tempo di marinatura, togliamo i bocconcini di pollo dal liquido, sgocciolandoli. Passiamoli prima nell’albume e rapidamente nella crusca insaporita con le spezie.

Disponiamoli ordinatamente sulla teglia e inforniamo per 15-20 minuti.

Accompagnati a una fonte di carboidrati e verdure fresche sono un ottimo post workout.

Anche i bimbi li adorano…

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Fettuccine di Konjac con gamberi e verdure

Se amate la pasta, ma state cercando tagliare gli eccessi calorici, concedete un’opportunità alla pasta di shirataki. Si ricava dalle fibre della radice di Konjac o Glucomannano, un etto di questo prodotto apporta solo 5 calorie e nessun altro nutriente a parte le fibre e tracce di calcio e Vitamina A ) , questo ci permette di concederci un piatto di pasta senza esagerare con gli amidi che essa contiene.

Come si preparano gli shirataki di Konjac ? 

Sono confezionati in un liquido di cottura da cui vanno scolati ed accuratamente risciacquati sotto l’acqua corrente ( l’odore di questo liquido non è esattamente gradevole, ma scompare al termine della preparazione), in seguito bisogna bollirli per due minuti in acqua salata. A questo punto sono pronti per essere conditi. Essendo completamente privi di sapore si prestano alle più svariate preparazioni.

Gli ingredienti sono per una persona  :
una confezione di fettuccine di Konjac
un piccolo limone
un cipollotto fresco
un cucchiaino d’aglio tritato
120 grammi di gamberi sgusciati e svenati
una piccola zucchina
30 grammi di germogli di soia
due cucchiai di salsa di soia
sale, pepe nero, peperoncino fresco  a piacere
un cucchiaio di olio di sesamo ( in mancanza potete utilizzare il comune olio d’oliva)

procedimento:

Tagliate il limone a metà, di una parte spremete e conservate il succo filtrato. L’altra metà verrà tagliata a cubetti ( eliminate i semi) che metterete da parte.

Con l’aiuto di uno scolapasta rimuovete tutto il liquido di conserva delle fettuccine, poi risciacquatele accuratamente sotto il getto del lavabo per diversi minuti.

Lessatele in acqua bollente, salata, per due minuti. Scolateli con cura cercando di rimuovere tutta l’acqua. Se necessario aiutatevi con della carta da cucina, dovranno risultare asciuttissimi.

In una larga padella antiaderente fate scaldare l’olio e metteteci ad appassire il cipollotto e l’aglio tritati per due minuti, aggiungete i gamberi e le zucchine tagliate a listarelle regolari e i germogli lavati. Fate saltare per due minuti e aggiungete il succo di limone, prolungando la cottura per altri due minuti a fuoco medio.

Alzate la fiamma, aggiungete la salsa di soia e le fettuccine, mescolate tutto e fate saltare ancora per due minuti. A piacere aggiungete pepe nero e pezzetti di peperoncino fresco.

Godetevi le vostre fettuccine di shirataki che hanno meno di  200 calorie a porzione.

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Il miracoloso condimento da 10 calorie

Se amate l’insalata e avete bisogno di aggiungere tanto sapore, senza moltiplicare le calorie, ho la soluzione perfetta per voi!

Occorrono:

1 cucchiaio di marmellata ipocalorica Walden Farms 
( i gusti più adatti sono mirtillo, arancia e albicocca, ottimi anche col petto di pollo)
3 cucchiai di aceto di mele
eventualmente poca acqua per diluire

mescolate la marmellata con l’aceto, fate scaldare in microonde a temperatura media per venti secondi e aggiungete acqua se il sapore è troppo intenso.

Fatto!!!

Le dosi sono sufficienti per una porzione, preparatela di volta in volta. Se refrigerato torna allo stato solido, ma vi basterà scioglierlo al microonde per farla tornare alla giusta consistenza.

Per un sapore più intenso potete aggiungere, a scelta :
coriandolo fresco,
curcuma,
zenzero,
peperoncino fresco a pezzi,
insomma, date libero sfogo alla fantasia.

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Pollo al pepe verde

Uno degli argomenti più abusati dai detrattori  dell’alimentazione sana è:” non voglio mangiare da malato per rimanere in salute”, probabilmente per il timore di ritrovarsi nel piatto esclusivamente  insalatina scondita e petto di pollo pallido e disadorno.
Invece ecco la ricetta  della versione light di un grande classico, senza panna, senza burro e senza sensi di colpa, il pollo al pepe verde
Basta scegliere gli ingredienti giusti.

per questo piatto occorrono ( a persona ) :
120 grammi di filetti di pollo
erba cipollina
Pepe verde in salamoia
50 grammi di yogurt greco
un cucchiaino di xilitolo ( faoltativo)
un cucchiaino di olio extravergine d’oliva

Facciamo cuocere i filetti di petto di pollo ( la parte più tenera) in un tegame antiaderente fino a completa cottura, aggiustiamo di sale, tagliamolo a fettine diagonali e mettiamolo da parte al caldo.
Riprendiamo lo stesso tegame e deglassiamolo con un paio di cucchiai d’acqua.

A questo punto aggiungiamo il pepe verde sgocciolato e lo yogurt in cui avremo sciolto il mezzo cucchiaino di miele stemperato nell’olio d’oliva, per tamponarne l’acidità naturale.
Lasciamo che si scaldi  per un minuto e versiamo la salsa light sul petto di pollo preparato precedentemente.
A piacere decoriamo il pollo al pepe verde con qualche filo di erba cipollina.

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