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Muffin proteici al cacao e burro di arachidi

muffin proteici cacao

I muffin proteici ( o tortini, cupcake, merendine, ciambelle o qualsiasi altro nome e forma vogliate dare a questa ricetta) sono un vero e proprio minipasto, ricco dei benefici nutrienti del cacao e del burro di arachidi, saziano a lungo e tengono lontana la fame nervosa e le tentazioni fuori pasto, il tutto con poche calorie rispetto ad una merendina industriale. Vediamo come preparare i muffin proteici in pochi semplici passaggi.
muffin proteici

 

Muffin Proteici al cacao e burro d’arachidi | Ingredienti e preparazione

Del tutto simili a quelli classici, i muffin proteici al cacao e burro d’arachidi hanno una consistenza ugualmente densa e appagante, ma risultano più soffici e piacevoli da mordere, inoltre sono ricchi di proteine, apportate sia dalle whey che dalla faina di burro d’arachidi, che ne rende il gusto pieno e rotondo.

Sono perfetti per la colazione o per accompagnare il caffè del pomeriggio ed arrivare a cena senza un appetito esagerato.

Infine, l’assenza di glutine, rende i muffin proteici adatti anche a chi è costretto a rinunciare ai classici prodotti da forno.  ( chi non ha problemi con il glutine può provare anche questa golosissima versione di tortini al cacao e burro d’arachidi )
Ma soprattutto, sono felice di poter finalmente pubblicare una ricetta a base di farina di arachidi, amatissima da molti di voi, ma con la quale finora non avevo mai sperimentato nessuna preparazione da forno.

Le dosi che seguono sono per circa sei muffin proteici di medie dimensioni.
Il burro d’arachidi della copertura può essere omesso, consentendo un notevole taglio delle calorie, o sostituito con un burro di frutta secca di vostro gradimento.

 

Muffin proteici | ingredienti

50 g di whey neutre o alla vaniglia (è possibile acquistarle a questo link – CLICCA QUI)
30 g di farina di arachidi (disponibile in questo store – CLICCA QUI )
20 g di cacao amaro
30 g di farina di cocco
60 ml di latte ( o bevanda di origine vegetale a scelta, se preferite)
120 ml di albume liquido ( o 4 albumi freschi da uova grandi)
qualche goccia di essenza di vaniglia
un cucchiaino di lievito in polvere
dolcificante liquido a piacere ( non è necessario se impiegate le proteine aromatizzate)
un pizzico di sale

Per la glassa al burro di arachidi:
40 g di burro d’arachidi smooth
40 g di vitafiber
20 ml di olio di cocco

 

Accendete in anticipo il forno, impostando la temperatura a 180°C  e sistemate dei pirottini di carta nella teglia da muffin, che terrete da parte.

In una ciotola mescolate le whey insieme alla farina di arachidi, quella di cocco, il cacao setacciato insieme al lievito perr evitare che facciano grumi e infine il sale. Mescolate rapidamente per ottenere una polvere omogenea.
A parte sbattete leggermente, con le fruste elettriche, gli albumi con il latte ( o la bevanda vegetale di vostro gradimento), con la vaniglia. Dovete ottenere un mix schiumoso, ma non montato.
Versate gli ingredienti liquidi su quelli secchi e mescolate velocemente con una spatola.

A questo punto distribuite l’impasto nelle formine, avendo cura di non superare i 2/3 della loro capacità e infornate la teglia immediatamente. Cuoceranno per 15-18 minuti.

Nel frattempo preparate la farcitura al burro d’arachidi montando con le fruste elettriche l’olio di cocco sciolto in microonde per qualche secondo con il vitafiber e il burro d’arachidi. Riempite una sac à poche  e riponetela a riposare in frigorifero.

Attendete che i muffin proteici siano perfettamente freddi prima di toglierli dalla teglia e di farcirli.

Muffin proteici, macros per singolo muffin
97 cal , 5 carb, 2 fat, 12 pro

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Baba Ganoush senza tahini

baba ganoush senza tahini lefitchef

baba ganoush senza tahini main

Cos’è baba ganoush senza tahini ? È un classico piatto mediorientale originario del Libano, sebbene sia popolare e diffuso in tutta il medio oriente, compresi in Iraq, Turchia, Egitto, Giordania, Israele e Palestina. È abbastanza simile all’hummus; in entrambe le pietanze si utilizzano una notevole quantità di aglio e semi di sesamo macinati, o tahini , come da titolo, nel nostro caso faremo a meno di questo ultimo ingrediente per abbassare la quota di grassi.
Se invece la vostra dieta al momento non richiede un taglio drastico dei grassi, aggiungetene pure nela quantità desiderata, il taahini si trova senza difficoltà nei grandi supermercati che presentano una sezione etnica o su amazon a questo link CLICCA QUI
Nel Baba ganoush, a differenza dell’hummus , si usano le melanzane invece dei ceci come ingrediente principale.

Le melanzane sono ricche di nutrienti e antiossidanti, soprattutto di nasunina, che si trova solo nelle frutta e nelle verdure dai colori intensi. Questo potente antiossidante, che si trova nella buccia delle melanzane, è noto per combattere il danno dei radicali liberi e l’infiammazione, proteggendo il DNA dallo stress ossidativo.

Ci si potrebbe legittimamente chiedere se, essendo la melanzana un ortaggio commestibile solo previa cottura, le sue molte virtù nutrizionali vengano meno dopo averla preparata a dovere. La buona notizia ci arriva con questo studio  –

La pubblicazione dimostra, senza ombra di ambiguità, che la biodisponibilità di flavonoidi e antiosidanti presenti nelle melanzane aumenti una volta che queste siano state esposte a trattamento termico.

Ora che ci siamo tolti questo dubbio lacerante, potrei trattenervi accontandovi di quanto sia importante la melanzana nella lotta contro il cancro, il colesterolo, la carenza di fibre e minerali e delle attività chelanti della nasunina, ma non lo farò perché ci tengo al fatto che teniate sempre presente che il fattore più importante in un’alimentazione sana è la varietà insieme alla giusta proporzione tra i vari tipi di alimenti.

Nessun ortaggio, frutto, alga o seme è un salvavita; tutti sono ugualmente importanti per il benessere e l’efficienza di corpo e mente.

Bene, torniamo al nostro Baba ganoush senza tahini.

Baba Ganoush senza tahini | ingredienti e preparazione

1 melanzana viola grande ( o un paio piccole)
2 spicchi d’aglio
mezzo cucchiaino di cumino
il succo di mezzo limone
1 cucchiaio di olio d’oliva

 

Come ho già detto sopra, in questa ricetta ho omesso il tahini, che altro non è che la pasta che si ottiene dai semi di sesamo macinati, se avete un macina spezie potente potete prepararlo in casa ed aggiungerlo alla ricetta di oggi.

Lavate e asciugate bene la melanzana senza togliere la parte verde, praticate sulla buccia dei buchi usando i rebbi di una forchetta. Fate attenzione perché la buccia delle melanzane potrebbe far scivolare la forchetta e non è difficile ferirsi.

Cuocete le melanzane intere in forno caldo a 200°C per circa 20 minuti, dopo averle avvolte in alluminio da cucina. Il tempo varia in base al livello di maturità dell’ortaggio ed alle sue dimensioni, quindi controllate a metà cottura che tutto proceda per il meglio.

Se preferite usare il microonde ( come faccio io) sistemate le melanzane, senza alluminio, sul piatto girevole e cuocete per 8-10 minuti a media potenza o fino a che non sarannno morbide.

Una volta che le melanzane sono cotte, la ricetta originale vuole che la polpa venga separata dalla buccia, ma noi la includiamo nella ricetta perché la nasunina ci piace, quindi ce la teniamo.

Togliete il picciolo alle melanzane, tagliatele a pezzi grandi e mettetele nel boccale del frullatore con tutti gli altri ingredienti.

Fate andare fino ad ottenere una crema liscia e fate riposare almeno mezz’ora in frigorifero perché i sapori si armonizzino tra loro.

Servite con verdure crude, insalate, carni bianche o usatelo per farcire le piadine proteiche

 

 

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Minimeal, la scienza al servizio del benessere

minimeal

Mancano pochi giorni alle tanto agognate vacanze al mare, ma talvolta ci si sente non perfettamente in forma, nonostante ci si sia impegnati a fondo per tutta la stagione precedente.Il Sistema Integrato MINIMEAL è costituito da due integratori 100% naturali che non presentano controindicazioni e possono essere assunti in maniera continuativa. Proprio per questo motivo MiniMeal non deve essere inteso come una dieta effettiva, ma come un sostegno facile e veloce per perdere gli ultimi chilogrammi e mantenere il peso forma in vista di un periodo lontano dagli allenamenti più impegnativi, senza grossi sforzi. In maniera semplice e veloce contribuisce alla riduzione dell’effetto elastico tipico di molte diete mal bilanciate. Un prodotto, privo di additivi di sintesi, che va a contribuire al benessere complessivo della persona migliorando anche i parametri correlati come il colesterolo, la diminuzione dei trigliceridi, garantendo nello stesso tempo il mantenimento della massa magra. È stato formulato appositamente per diminuire il processo di assorbimento di carboidrati e grassi e per stimolare il metabolismo in maniera naturale, restituendo energia e vitalità. Nella prima fase di attacco si utilizza il MINIMEAL 1 per un periodo non superiore ai tre giorni. Lungo il resto del mese, basta far precedere i pasti principali da MINIMEAL 2 per avere un rapido effetto saziante. Il sistema andrà integrato con un’alimentazione completa ed equilibrata e da una leggera routine di attività fisica. Tutte le informazioni a riguardo sono sul sito  e sulla pagina facebook @BiosphaeraPharma#minimeal #biosphaerapharma #ad

pancakes/ Senza categoria/ uova/ zero carboidrati

pancake low carb, keto e gluten free con solo 2 ingredienti

pancake low carb

 

pancake low carb

I pancake low carb sono semplici da preparare, leggeri e gustosi, con solo due ingredienti sono perfetti sia a colazione che nel post workout.

 Sottili e delicati,  sono molto più vicini a una crêpe che a un tradizionale pancake denso e soffice , il gusto neutro consente di impiegarli come base per pasti dolci e salati.

Deliziosi se conditi con uno sciroppo low carb o farciti con salmone e avocado, li amerete al primo morso.

 

 

Pancake low carb | ingredienti e preparazione

per 4 pancake

110 g di quark ( o yogurt greco molto asciutto)
2 uova
olio di cocco o burro per ungere la padella
ingredienti opzionali :
dolcificante liquido
essenza di vaniglia
scorza di limone grattugiato
cacao

  1. Metti tutti gli ingredienti in un frullatore o in un mixer e fai andare per due minuti.
  2. Lascia riposare per 2 minuti in modo che le eventuali bolle d’aria possano disperdersi
  3. Versare 1/4 della pastella in una padella calda unta con burro o olio di cocco.
  4. Cuocere per 2 minuti fino a doratura, capovolgere e cuocere 1 minuto sull’altro lato.
  5. Ripeti con il resto dell’impasto.
  6. Servire con sciroppo senza zucchero e bacche fresche.
    MACROS:
    calorie totali 223
    proteine 25g
    grassi 11g
    carboidrati 5gScoprite altre ricette golose sulla pagina dei nostri amici di Village Bakery
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Riso viola al profumo di mare

riso viola

riso viola
Il riso viola al profumo di mare è una preparazione semplice, ma d’impatto visivo e dal gusto sorprendente.

Insieme al altro blogger, ho avuto il  piacere di partecipare all’iniziativa de Il Tonnotto L’Isola d’Oro che ha lo scopo di farvi scoprire un ingrediente antico quanto le civiltà del mediterraneo: il Garum.
Ho quindi deciso di dare una nuova veste a due alimenti cardine dell’alimentazione fit, il tonno e il riso, impreziosendoli con ingredienti esclusivi e ricchi di sapore, che richiamano la tradizione e le radici più antiche della nostra cultura.

Riso Viola al profumo di mare | ingredienti e preparazioneù

per 4 persone
300 g di riso carnaroli
due cucchiai di olio extravergine d’oliva
un piccolo scalogno tritato
un litro di brodo vegetale non salato
mezzo bicchiere di vino bianco secco
300 g di verza viola
una confezione di trancetti di Tonnotto
due cucchiai di Garum Isola d’Oro
qualche goccia di colatura di alici Isola d’Oro
pepe bianco
cocco tostato per guarnire

In un tegame dal fondo spesso, fate appassire lo scalogno e la verza viola, precedentemente tagliata a fettine sottilissime, fate andare cinque minuti, aggiungendo un mestolino di brodo, se necessario.
Versate il riso e fatelo tostare per un minuto e mezzo, mescolando energicamente.
In pochi minuti il vostro riso viola acquisterà il suo bel colore finale.
Sfumate con il vino bianco secco e procedete con la cottura del risotto, aggiungendo poco brodo via via che viene assorbito, e mescolando delicatamente di continuo.
A cottura ultimata, serviranno più o meno 12 minuti, spegnete la fiamma e mantecate il riso viola con il garum.
Impiattate con l’aiuto di un coppapasta arricchendo ogni porzione con un cucchiaio di trancetti di tonnotto che avrete lasciato a marinare una mezz’ora con poche gocce di colatura di alici, e una o due lamelle di cocco per completare.

allenamento/ Senza categoria

Inziare a fare sport: consigli per chi è in sovrappeso

Seguire una rigida routine di allenamento non è semplice. Se per molti la vita attiva è una condizione naturale, iniziare a fare sport per chi è già sovrappeso sembra un’impresa inaffrontabile.
Ma se si è in sovrappeso, l’esercizio è di importanza vitale. L’allenamento aiuta a perdere peso, a cambiare l’immagine che si ha di sé e dei propri limiti, migliora l’umore e lo stato di salute generale.

Quindi, come si inizia? Questa guida servirà a trovare delle indicazioni utili. Quindi, controllate i servizi offerti dalla ASL locale, dall’ospedale, dalle palestre più fornite o dai centri di aggregazione di quartiere per trovare il programma più adatto per iniziare un nuovo percorso di benessere.

Ecco alcuni consigli che possono aiutare a compiere i primi, importantissimi passi.

 

Iniziare a fare sport: consigli per chi è sovrappeso

 

Prima di iniziare qualsiasi attività fisica, è essenziale rivolgersi al proprio medico curante per escludere qualsiasi impedimento di ordine fisico e fargli tutte le domande necessarie per ottimizzare l’impostazione dell’esercizio fisico in base alle proprie condizioni reali, se ad esempio si assumono farmaci, è necessario essere informati dal proprio medico riguardo tutte le accortezze necessarie per un allenamento senza rischi.

In seguito è necessario equipaggiarsi a dovere per affrontare le sessioni d’allenamento al meglio. Ormai non è difficile trovare capi d’abbigliamento sportivo anche per taglie forti e nei negozi di scarpe sportive, c’è sempre un addetto specializzato per consigliarci al meglio in base alle nostre caratteristiche fisiche.

 

Iniziare a fare sport: Una vita sana si conquista nel tempo

La prossima cosa da ricordare è che uno stile di vita sano è una conquista che si costruisce nel tempo, non una cosa che appare dal nulla solo perché si è iniziato un cambiamento. Se tci si aspetta di salire su una cyclette, di iniziare a sollevare pesi  o di stravolgere  la  dieta senza difficoltà o battute d’arresto, è meglio prepararsi al fallimento. Bisogna avvicinarsi ai propri obiettivi di salute e benessere rispettando la curva di apprendimento, come si farebbe con un nuovo lavoro o una nuova lingua da imparare.
L’obiettivo è quello di apportare cambiamenti positivi che resistono alla prova del tempo . Piani di perdita di peso a breve termine, programmi di allenamento e dieta che promettono risultati strabilianti in poche settimane sono stati dimostrati più e più volte di essere inefficaci e frustranti .

Iniziare a fare sport: Trova qualcosa che ti piace fare e inizia da lì

Entrare nella giusta mentalità è solo metà del percorso. Il resto, ovviamente, si ottiene mettendo in atto i propri piani. Se si è già in lotta con il sovrappeso o non si sa da dove iniziare, questo può essere uno dei maggiori ostacoli da superare. Che tipo di esercizio bisogna fare e quanto? Funzionerà? Come si possono massimizzare i risultati?

Francamente, la migliore risposta a tutte queste domande è ignorarle. Se ti concentri sui risultati a lungo termine invece di costruire abitudini, si è già sulla strada sbagliata.
Per iniziare bisogna cercare l’esercizio che ci ricompensa mentalmente, emotivamente e fisicamente. Trovate le cose che vi piace fare, a qualsiasi livello di attività.Non lasciatevi  coinvolgere dalla mentalità “tutto o niente”, iniziate piano con qualcosa di semplice e piacevole, anche solo una volta alla settimana. È più importante, soprattutto agli inizi, concentrarsi su ciò che si può fare e partire da lì .

 

Tracciate i progressi e cercate sostegno

Infine, qualunque cosa si faccia, non fatela da soli.  Quando ci si circonda da una rete di supporto di amici e familiari , le battute d’arresto e i momenti di sfiducia di affrontano meglio e si risolvono più in fretta.
Quanto al tracciare i progressi, non deve diventare un’ossessione. Lo scopo è monitorare i progressi e creare abitudini positive. 

Cercate di coinvolgere il partner nel vostro nuovo percorso di benessere, sarà più facile organizzare i pasti ed evitare sgarri alimentari se si lavora insieme per lo stesso obiettivo.

 


Come abbiamo detto, iniziare è tutto – e se si inizia con il piede giusto, le possibilità di attenersi ai cambiamenti e di adottare uno  stile di vita che porti vantaggi  reali, duraturi e significativi sono molto più alte. In poco tempo, le abitudini  saranno routine, e i risultati derivanti da esse (e da una corretta alimentazione), saranno presto visibili e sufficienti per desiderare di continuare  con uno stile di vita sano. È la strada più lunga, ma è certamente il modo migliore per dare e avere il meglio

 

 

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Friggitrice ad aria: la rivoluzione sana in cucina

Inutile negarlo: tutti amano il fritto; che si tratti di una fragrante frittura mista consumata in romantico locale in riva al mare o di uno dei molti dolci tipici delle tradizioni regionali italiane, la rinuncia a questo tipo di cottura è, per molti, la più dura da affrontare nella ricerca di un ritrovato percorso di benessere. La friggitrice ad aria è un elettrodomestico relativamente nuovo progettato per dare agli alimenti un aspetto esteriore croccante, senza le calorie e gli sprechi e le seccature tipiche dei metodi di frittura tradizionali.

Apparso sul mercato per la prima volta nel 2010, la friggitrice ad aria  ha fatto il suo esordio in Europa e in Australia prima di emergere nei mercati giapponese e nordamericano.

A cosa serve la friggitrice ad aria?

pollo fritto lefitchef

A seconda della capacità dell’apparecchio , la frittura ad aria  può essere impiegata per preparare piatti tradizionalmente fritti come patatine fritte ed ali di pollo, così come dolci , verdure arrostite e persino prodotti da forno.

 

Come funziona la friggitrice ad aria?

Esistono molte marche e modelli di friggitrici ad aria, ma la maggior parte utilizza la stessa tecnologia e metodo di cottura. Tecnicamente, ciò che avviene all’interno di una friggitrice ad aria non può definirsi frittura; piuttosto essa impiega un processo simile a quello del forno a convezione, che prevede la circolazione continua di aria calda attorno al cibo.

friggitrice ad aria gif

Questo sistema agisce combinando un elemento riscaldante all’interno della macchina e una ventola di scarico che consente di  mantenere asciutta la superficie del cibo durante la cottura. Il risultato è un esterno croccante e un interno umido e morbido,  lo stesso che si otterrebbe con una frittura tradizionale a regola d’arte.

Per utilizzare una friggitrice ad aria, collocare il cibo all’interno del cassetto estraibile. Assicurarsi che gli alimenti siano preparati correttamente e in sicurezza utilizzando solo pentole e recipienti di cottura specificamente progettati per l’impiego nella friggitrice ad aria.

Per evitare che gli alimenti si attacchino  e migliorare i risultati della cottura, è bene spruzzare prima,  leggermente,  il cibo con una piccola quantità di olio. Normalmente il cestello della friggitrice ad aria permette di cuocere grandi quantità di cibo contemporaneamente, ma per risultati ottimali, è meglio evitare di sovraccaricarlo, meglio distanziare il cibo ed evitare di riempire eccessivamente il cestello.


Posso usare la friggitrice ad aria per preparare una ricetta tradizionale? 

 


Poiché i tempi di cottura e le temperature sono diversi per i forni e le friggitrici convenzionali, è consigliabile utilizzare ricette create appositamente per la friggitrice ad aria.

Tuttavia, se si vuole provare a cuocere una ricetta tradizionale nella friggitrice ad aria,  è possibile apportare alcune modifiche ai tempi di cottura. Una buona regola è quella di diminuire la temperatura di 10°C rispetto alla temperatura prevista per la cottura in forno o friggitrice tradizionale.  Poiché la friggitrice ad aria tende a cuocere a una velocità maggiore rispetto alla cottura tradizionale, controllare da 5 a 10 minuti prima del tempo suggerito per evitare la cottura eccessiva.

Dopo l’uso, pulire la vaschetta interna e il cestello in rete con acqua calda e sapone e una spazzola a setole dure o una spugna. Pulire l’esterno della macchina con un panno umido e l’elemento riscaldante raffreddato con una spazzola a setole dure per rimuovere eventuali particelle di cibo. Asciugare la macchina con un tovagliolo di carta o un asciugamano da cucina pulito e asciutto.

 

Come scegliere la friggitrice ad aria ideale?

Ora che abbiamo evidenziato alcuni dei molti vantaggi derivanti dell’impiego di una friggitrice ad aria, ed abbiamo scoperto come farne un uso il più possibile vicino alle nostre abitudini, veniamo ad un punto essenziale: come scegliere la friggitrice ad aria che meglio si adatta alle nostre esigenze?

Il primo passo è senza dubbio quello di affidarsi ad un’azienda che garantisca cura nei dettagli ed affidabilità nella scelta e nell’impiego delle materie prime e che garantisca un’assistenza impeccabile al cliente in caso di necessità. Noi di LeFitchef abbiamo scelto un modello De Longhi, tra i molti proposti in questa guida esaustiva che potete consultare cliccando qui : De Longhi friggitrice .

Con l’arrivo dell’estate possiamo finalmente concederci più spesso fritti fragranti e asciutti!
Lasciami un commento o una domanda.

al forno/ pollo/ Senza categoria

Pulled chicken al forno

pulled chicken

il pulled chicken al forno è un modo alternativo per consumare il petto di pollo, la carne risulta morbida e sfilacciata e può essere impiegata in insalate, wraps di albumi, bagels ,  farciture per torte salate e riso saltato

pulled chicken

Impiegando esclusivamente carne di petto di pollo, il pulled chicken risulta un piatto ricco di proteine e povero di grassi e calorie, nonostante la sua consistenza appagante e il gusto pieno.  La preparazione in forno rende il pulled chicken una ricetta realizzabile anche da chi non dispone di uno slow coocker, l’importante è rispettare i tempi di cottura per non rischiare di stracuocere la carne, e ottenere così un risultato secco e poco invitante.

Pulled chicken – Ingredienti

 

due petti di pollo interi di circa 500-600 g

per il mix di spezie:
-3 g di zucchero
-un cucchiaino di sale
– un cucchiaio di paprika dolce
-un cucchiaino di aglio in polvere
-un pizzico di cumino in polvere
– un pizzico di peperoncino piccante (opzionale)
-pepe nero a piacere
( n.b. questo è il mio mix preferito, ma potete adattare le quantità di spezie in base alle vostre preferenze ed alle scorte disponibili nella vostra dispensa)

Pulled Chicken – Preparazione

 

In una ciotolina mescolate tutte le spezie insieme al sale e allo zucchero.
Con l’aiuto di un coltello molto affilato, private la carne dell’osso centrale, della cartilagine e di tutto il grasso visibile.
Ponete la carne in un grande sacchetto di plastica per alimenti, versate dentro il mix di spezie e massaggiatela perché aggiunga uniformemente ogni parte del petto di pollo. Cercate di togliere, strizzandolo, quanta più aria possibile dal sacchetto, chiudetelo bene e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno due ore o per un massimo di sette otto ore.
Quando sarete pronti, scaldate il forno a 150°C, statico , sistemate la carne in una teglia a bordi alti e copritela bene con carta stagnola. Cuocete per circa un’ora e mezza o fino a quando la temperatura interna, misurata con un termometro da carne,  non sia arrivata a 75°C.

Estraete la teglia dal forno e lasciatela riposare per circa mezz’ora prima di sfilacciare il pulled chicken con l’aiuto di due forchette.
Aspetto le foto delle vostre preparazioni sulla pagina facebook e nel nostro gruppo. 

 

 

 

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Penne con tonno e zucchine ZenPasta

penne zenpasta

Oggi è il World Pasta Day e quale modo migliore di presentarlo se non con un piatto che unisce le ultime zucchine di stagione con le proteine magre del tonno?

L’ingrediente speciale che oggi unisce questi due sapori è ZenPasta, un prodotto innovativo che sposa la tradizione gastronomica italiana, con i benefici del Konjac. ZenPasta può vantare il 40% in meno di calorie rispetto ai formati tradizionali, il 50% in meno di carboidrati e ben il 29% di fibra in più.
Il Konjac, da cui si estrae il glucomannano, ha la capacità di ridurre sensibilmente l’assorbimento di grassi e carboidrati, favorendo un più prolungato senso di sazietà e fornendo un supporto prezioso a coloro che vogliono controllare la propria alimentazione.

La nuova formula di ZenPasta consente inoltre di disporre di un prodotto secco che in cottura triplica il suo peso, risultando più conveniente e facilmente dosabile

penne zenpasta

Penne con tonno e zucchine ZenPasta

per 4 persone
250 g di penne ZenPasta

150 g di tonno al naturale

2 zucchine tagliate a nastro

qualche foglia di menta

1 scalogno tritato finemente

1 spicchio d’aglio schiacciato

2 cucchiai di olio d’oliva

1 cucchiaio di sale grosso iodato

pepe nero macinato fresco

In un largo tegame antiaderente versare l’olio insieme allo scalogno finemente tritato e lo spicchio d’aglio schiacciato, far dorare a fiamma media, mescolando con un cucchiaio di legno, avendo cura di non far prendere colore all’aglio.
Aggiungere i nastri di zucchina e abbassare la fiamma mentre si inteneriscono, ci vorranno circa  minuti. Nel frattempo cuocere le penne ZenPasta in abbondante acqua salata a cui avremo aggiunto il sale grosso.

Sgocciolare il tonno dal liquido di conserva e aggiungerlo alle zucchine che stanno cuocendo nel tegame. Mescolare dolcemente per evitare che il tonno si scomponga troppo.

Scolare la pasta al dente e ripassarla rapidamente in padella con il suo condimento, finire il piatto di penne con tonno e zucchine  con il  pepe nero macinato fresco e foglie di menta.

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Cuoricini di piselli alle due salse

Buzzoole
Dopo una lunga pausa estiva, torniamo con  una ricetta semplice e deliziosa,  I cuoricini di piselli alle due salse, realizzata con i prodotti Frosta, leader nel mercato dei surgelati, che realizza con sole materie prime di eccellenza, alimenti genuini, senza conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità ed additivi di sintesi.
Frosta è un brand che ha scelto di puntare tutto sulla genuinità dei prodotti e l’eccellenza delle materie prime, inoltre, ogni confezione è corredata, oltre che da indicazioni meticolose sugli ingredienti e i loro valori nutrizionali, anche di indicazioni di tracciabilità di questi, da reperire sul sito www.localizzailtuocibo.it, così che ognuno possa sempre avere un’informazione trasparente, dall’orto alla tavola.

Per la ricetta di oggi abbiamo scelto un prodotto della linea Veggie & Vegan, dal momento che abbiamo abbracciato la scelta vegetariana, ma ci teniamo a ricordare che Frosta ha scelto di operare in base ad una strategia di sostenibilità ambientale che ha come scopo un impatto sulla natura più basso possibile, per cui , ad esempio, per i suoi prodotti a base di pesce sceglie solo pescato proveniente  da lavorazione ittica non depauperante e certificata MSC (Marine Stewardship Council) e coltiva i suoi ortaggi nel pieno rispetto della terra.

Ogni altra informazione su Frosta è reperibile su Facebook https://www.facebook.com/frosta.it/ e Instagram https://www.instagram.com/frosta_italia/

Cuoricini di piselli alle due salse

ingredienti per 2 persone

Una confezione di Cuoricini di piselli Frosta
due carote medie
200 g di piselli freschi
15 ml di olio extravergine d’oliva
10 g di amido di mais
sale iodato e pepe bianco
erba cipollina fresca

Disponete i cuoricini di piselli su una placca, ancora surgelati, e cuocete in forno caldo a 180° C per circa 18 minuti.
Nel frattempo, lessate separatamente le carote tagliate a rondelle e i piselli in poca acqua, leggermente salata fino a quando tutti gli ortaggi saranno teneri. Scolateli, tenendo da parte poca acqua di cottura.

Versate in un boccale le carote lessate e riducetele in purea con l’aiuto del frullatore a immersione, in una piccola ciotola stemperate metà dell’amido di mais con l’acqua di cottura e versate la miscela, insieme alla purea di carote, in una pentola dai bordi alti e dal fondo spesso. Fate ridurre a fuoco basso per pochi minuti e procedete allo stesso modo per ottenere la crema di piselli.

Impiattate disponendo le due creme sui piatti, aggiungete pepe bianco, un filo d’olio d’oliva e i cuoricini e finite il piatto con l’erba cipollina tritata.

Ho scelto carote e piselli, perché tra gli ingredienti dei cuoricini Frosta compare lo zenzero, che si sposa deliziosamente con questi ortaggi, ma se preferite sperimentare altre combinazioni, fatemelo sapere.

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pasta frolla proteica | senza grassi senza carboidrati

pasta frolla low carb

questa ricetta per la pasta frolla proteica è un miracolo opera della nostra Laura  , preziosissimo admin del gruppo facebook  e continua fonte di ispirazione.
Tutto parte dalla nostra ricetta per le Quest Bar fatte in casa a base di vitafiber,  che tante soddisfazioni ci ha dato. Qualche giorno fa, Laura ha deciso di provare a modificarla leggermente, per realizzare dei golosissimi biscotti .
il passo successivo ha portato alla creazione delle tartellette che vedete in foto

Prima che i puristi si inalberino è bene chiarire che siamo tutti perfettamente consapevoli del fatto che la pasta frolla proteica e quella tradizionale non abbiano nulla da spartire negli ingredienti, ma posso assicurarvi che la consistenza e il gusto non vi faranno sentire la mancanza di una “vera” tartelletta alle fragole.

riporto di seguito le indicazioni della stessa Laura per la realizzazione della pasta frolla proteica, che sarà la base per biscotti, tartellette e crostate proteiche e low carb.
Naturalmente potete moltiplicare le dosi in base alle vostre necessità.

 

Pasta frolla proteica | ingredienti e procedimento

30 g di vitafiber
30 g di acqua
15 g di whey aromatizzate al gusto lemon meringue Bulkpowders
15 g di whey neutre Bulkpowders

“E’ tutta la settimana che avevo in mente di fare questa cosa. Finalmente oggi ne ho avuto il tempo. Ricordate i biscotti di vitafiber di cui vi ho parlato settimana scorsa? Bene. Sono sempre loro 😛 Quindi stesso procedimento delle quest http://lefitchef.altervista.org/quest-bar-fatte-in-casa-co…/
usando 30g di vitafiber, 30g di acqua e 30g proteine (nel mio caso ho usato 15 di pure whey protein lemon meringue e 15 di neutre, il vitafiber aggiunge dolcezza, usare al 100% whey aromatizzate, cosa che la prima volta feci, per me è un po’ troppo, ma vedete voi!). Il composto quando è così bello liscio vuol dire, in base alla mia esperienza, che è perfetto. L’ho preso col cucchiaio di legno che avevo usato per miscelare sciroppo di vitafiber e whey e appoggiato su carta forno perchè inizialmente è ustionante. Diventato malleabile (ci vogliono 2 minuti) l’ho sistemato nello stampino in silicone. Cottura in forno per 10 minuti a 175 ma controllate sempre. Precisazione: qui per farcirlo ho atteso ovviamente che si raffreddasse ma anche i biscotti sono migliori freddi.

pasta frolla proteica procedimento
Ho fatto una sorta di crema pasticcera con 1 tuorlo, dolcificante liquido, 70 di latte e 1g di guar (per miscelare bene il guar con la crema calda ho usato il frullino con cui di solito si monta il latte).
Una volta raffreddato il tutto ho semplicemente assemblato il tutto.
Suggerimento: un velo di burro di frutta secca tra la frolla e la crema “

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M
a prima di andare via, date un’occhiata ai macros 🙂

Informazioni Nutrizionali/ meal prep/ riso/ Senza categoria/ sicurezza alimentare

conservazione del riso | il meal prep in sicurezza

conservazione del riso

conservazione del riso
Nel terzo appuntamento con il meal prep, parliamo di sicurezza alimentare. Dal momento che si tratta di un alimento diffusissimo e spesso alla base dell’alimentazione di molti, è bene occuparci della conservazione del riso e dei principali errori da evitare per non incorrere in pericolosi problemi di salute.

Sebbene non si presti normalmente attenzione al riso come veicolo di patologie, esiste la possibilità, tutt’altro che remota, di incorrere in una intossicazione da Bacillus Cereus, un microorganismo gram positivo, le cui spore sono ubiquitarie nel riso normalmente in commercio. Dal punto di vista microbiologico, le spore sono uno dei più efficaci stratagemmi per la riproduzione e il mantenimento di alcune specie batteriche gram +. Le spore, che altro non sono che cellule metabolicamente inattive, sono in grado di sopravvivere a temperature altissime o vicine allo zero assoluto, e in alcuni casi anche allre radiazioni ultraviolette. Le spore di Bacillus Cereus non fanno eccezione, per cui sono in grado di resistere al processo di cottura del riso.
Il riso cotto, se lasciato a temperatura ambiente, rappresenta un terreno di coltura ottimale, per cui le spore tornano allo stato vegetativo e iniziano a colonizzare il substrato. COme prodotto metabolico, durante l’accrescimento le colonie di Bacillus Cereus producono tossine: un tipo in grado di produrre vomito, l’altra invece viene prodotta nell’intestino tenue  ed è causa di crampi e violenti episodi di diarrea. Vediamo dunque quali strategie bisogna mettere in atto nella conservazione del riso per evitare certe spiacevoli conseguenze.

Conservazione del riso ottimale

il riso che viene cotto nell’ambiente domestico, dovrebbe poter essere rapidamente raffreddato e conservato, in contenitori a chiusura ermetica per evitare ulteriori contaminazioni, in frigorifero per un periodo massimo che va dai quattro ai sei giorni. Il freezer è una soluzione alternativa, che permette di conservare il riso, meglio se cotto a vapore, fino a sei mesi, purché le temperature non superino mai i -15°C

 

Conservazione del riso: il sushi è sicuro?

Sono certa che, quando avete iniziato a leggere questo articolo, abbiate temuto di dover abbandonare il  vostroamato sushi, ma c’è una buona notizia.
Il Bacillus Cereus non è un organismo particolarmente acido resistente; diversi esperimenti hanno mostrato che l’acido acetico è in grado di inibire la forma vegetativa di Bacillus Cereus, con un ph di circa 4.2. L’acidificazione del riso, procedimento alla base della produzione del sushi, è sufficiente quindi a ridurre la carica batterica e la pericolosità delle spore di Bacillus Cereus sopravvissute alla cottura. Un’ottima ragione per aggiungere tanti sottaceti alla nostra insalata di riso.

 

 

albumi/ pancakes/ Senza categoria/ Tutte le ricette/ uova/ yogurt

Pancake al siero di yogurt

Questa per i pancake al siero di yogurt è una ricetta di riciclo, se avete provato la mia ricetta per fare lo yogurt greco  vi sarete ritrovati con una quantità di siero e poche idee su come impiegarlo al meglio. Il siero ricavato dalla colatura dello yogurt è un liquido semitrasparente, ancora ricco di proteine, minerali e fermenti, che ha un’infinità di possibili utilizzi. Oggi lo useremo per preparare dei pancake al siero di yogurt, che grazie all’acidità conferita da questo ingrediente, risulteranno più soffici, alti e gustosi che mai.

 

pancake al siero di yogurt

 

Pancake al siero di yogurt | ingredienti e procedimento

  • 110 g di farina d’avena per me quella di Myprotein è la migliore 
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • 150 ml di siero di yogurt
  • 1 uovo o due albumi
  • dolcificante a piacere
  • aroma di vaniglia
  • un pizzico di sale

Setacciate la farina in una ciotola capiente, aggiungete il sale, il lievito, il dolcificante scelto e l’aroma di vaniglia.
In un secondo contenitore sbattete l’uovo, o gli albumi, con il siero di yogurt, fino ad ottenere un composto omogeneo e leggermente spumoso.
A questo punto versate il composto liquido sugli ingredienti secchi, tutto in una volta, mescolando rapidamente con una frusta per dolci. Non lavorate troppo il composto per evitare che i pancake al siero di yogurt diventino duri in cottura, assicuratevi solamente che non rimangano grumi.
Scaldate una padella antiaderente su fiamma media e ungetela leggermente aiutandovi con un pezzo di carta da cucina intinto in pochissimo olio extravergine d’oliva o olio di cocco, se preferite.
Ora che la padella è ben calda possiamo procedere con la cottura dei nostri pancakes al siero di yogurt.
Versate una quantità di composto corrispondente a circa 1/4 di mestolo al centro della padella calda, lentamente, e lasciate che cuocia a fiamma media per uno o due minuti, o finché sulla superficie non si saranno formate delle bollicine molto fini.
Non usate il coperchio, il vapore rovinerebbe la consistenza dell’impasto.
Servendovi di una paletta da cucina antigraffio, girate il vostro pancake e, dopo aver abbassato la fiamma al minimo, continuate la cottura sull’altro lato.
Impilate i pancake al siero di yogurt via via che saranno pronti e teneteli al caldo fino al momento di servirli.

Sono perfetti con una semplice composta di frutta di stagione preparata al momento o con uno sciroppo a zero calorie fatto in casa

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Zuppa invernale di zucca

zuppa invernale di zucca

zuppa invernale di zucca

Una zuppa calda e cremosa è proprio quello che ci vuole a fine serata, in queste ultime, fredde sere d’autunno, la mia zuppa invernale di zucca vi conquisterà.
La base è un corroborante brodo di pollo, al quale si lega la dolcezza cremosa della zucca e l’umami del parmigiano reggiano. Ma non sempre si ha il tempo necessario ad ottenere un buon brodo, concentrato al punto giusto e pronto da impiegare come ingrediente per piatti più complessi.
Qualche settimana fa sono stata contattata da un’incaricata per conto di Star, azienda che di certo non ha bisogno di presentazioni, per provare i suoi tre brodi pronti in brick. Ho accettato con entusiasmo perché, come milioni di persone in Italia, sono cresciuta con i suoi prodotti e non ho mai avuto modo di dubitare della loro qualità. Inoltre per chi, come me, conduce uno stile di vita frenetico, un prodotto pronto di questo tipo è quanto di meglio si possa desiderare per ricreare in pochi attimi il gusto di una cena in famiglia, ma anche per prepararsi al volo una minestrina corroborante in caso di influenza.  E per chi si pone i soliti, e francamente insensati, interrogativi riguardo a cosa di tanto misterioso possa esserci in un brick di brodo pronto, basta leggere gli ingredienti…

“Acqua, cipolla, sale, aromi naturali, estratto di lievito, carne di pollo 0,04%, aglio, aroma naturale di cipolla, olio extravergine di oliva, carote 0,01%, porro 0,01%, colorante: caramello semplice, piante aromatiche, spezie.”

ma sarà soprattutto l’assaggio a convincervi definitivamente che si tratta di un prodotto buonissimo e sicuro. Vediamo ora di scoprire come si prepara la zuppa invernale di zucca

 

Zuppa invernale di zucca

ingredienti per 4 persone

4 cucchiai di olio d’oliva

1 litro di brodo di pollo pronto, per me Il Mio Brodo di Star

1 kg di zucca, sbucciata e tagliata a pezzi non troppo grossi

1 cipollotto fresco affettato finemente

4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato

noce moscata o pepe nero

sale iodato

In una pentola grande scaldate due cucchiai d’olio e fate dorare il cipollotto affettato, aggiungete la zucca tagliata a pezzi e fatela dorare leggermente.
Versate quindi il brodo di pollo, abbassate la fiamma, coprite e lasciate che la zucca cuocia, serviranno circa 15 minuti.
Omogeneizzate la zuppa invernale di zucca con un frullatore a immersione, aggiustate di sale e pepe, versatela in ciotole singole e guarnite con noce moscata e parmigiano reggiano.
La zuppa, una volta a temperatura ambiente, può essere congelata fino a due mesi, se porzionata nello stampo per cubetti di ghiaccio, è anche un’ottima base per preparare risotti e minestre.

 

 

 

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Bigoli nobili al profumo di autunno

I bigoli nobili di Sgambaro sono probabilmente la migliore pasta che assaggerete mai.
I bigoli nobili nascono dalla tradizione veneta e prendono il nome dalla pressa impiegata nel processo di trafilatura. Creati dalla migliore semola dei campi Sgambaro, hanno un colore e una consistenza più intensi degli altri formati della stessa marca. La superficie di ogni bigolo è ruvida e porosa, molto più di quanto non si riscontri nelle paste tradizionali. Nel 1925 Tullio Sgambaro era noto in Veneto per le sue specialità culinarie e nel 1947 fondò il primo stabilimento Sgambaro presso Cittadella. Negli anni 60 i suoi figli lavorarono all’espasione dell’azienda aggiungendo mulini propri. La tradizione di famiglia si estende fino ai giorni nostri, i nipoti di Tullio oggi portano avanti la compagnia, con lo stesso rispetto per l’ambiente e le materie prime e una ricerca continua in termini di gusto, innovazione e risparmio energetico, impiegando esclusivamente grano duro italiano certificato.
Oggi, per il terzo appuntamento con Sgambaro, ho scelto un classico della mia tavola in questa stagione, scegliete i funghi che preferite, che siano raccolti da esperti, mi raccomando, per gli inesperti c’è il supermercato, puliteli con cura e godetevi il risultato

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Bigoli nobili al profumo d’autunno

ingredienti per 4 persone:

1 confezione di Bigoli Nobili Sgambaro
300 g di funghi a scelta ( per me champignon e porcini)
1 piccolo scalogno
1 spicchio d’aglio
due cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale iodato e pepe nero macinato fresco
prezzemolo fresco

Pulite i funghi con un panno morbido, leggermente inumidito, avendo dura di eliminare tutta la terra, rimuovete le eventuali parti rovinate e affettate grossolanamente il resto.
In una padella dal fondo pesante fate scaldare l’olio, aggiungete lo scalogno tritato finemente, lo spicchio d’aglio e fate appassire un minuto.
A questo punto abbassate la fiamma al minimo e aggiungete i funghi, mescolate vivacemente e, mentre cuociono, lessate i bigoli nobili in abbondante acqua salata.
Scolateli al dente e fateli saltare per due minuti nella padella, insieme ai funghi, aggiungendo eventualmente uno o due cucchiai di acqua di cottura.
Una spolverata di pepe nero e di prezzemolo tritato al momento aggiungeranno il tocco finale al vostro piatto fumante di bigoli nobili al profumo d’autunno

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CONSIGLIA Chips al Microonde light