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Minimeal, la scienza al servizio del benessere

minimeal

Mancano pochi giorni alle tanto agognate vacanze al mare, ma talvolta ci si sente non perfettamente in forma, nonostante ci si sia impegnati a fondo per tutta la stagione precedente.Il Sistema Integrato MINIMEAL è costituito da due integratori 100% naturali che non presentano controindicazioni e possono essere assunti in maniera continuativa. Proprio per questo motivo MiniMeal non deve essere inteso come una dieta effettiva, ma come un sostegno facile e veloce per perdere gli ultimi chilogrammi e mantenere il peso forma in vista di un periodo lontano dagli allenamenti più impegnativi, senza grossi sforzi. In maniera semplice e veloce contribuisce alla riduzione dell’effetto elastico tipico di molte diete mal bilanciate. Un prodotto, privo di additivi di sintesi, che va a contribuire al benessere complessivo della persona migliorando anche i parametri correlati come il colesterolo, la diminuzione dei trigliceridi, garantendo nello stesso tempo il mantenimento della massa magra. È stato formulato appositamente per diminuire il processo di assorbimento di carboidrati e grassi e per stimolare il metabolismo in maniera naturale, restituendo energia e vitalità. Nella prima fase di attacco si utilizza il MINIMEAL 1 per un periodo non superiore ai tre giorni. Lungo il resto del mese, basta far precedere i pasti principali da MINIMEAL 2 per avere un rapido effetto saziante. Il sistema andrà integrato con un’alimentazione completa ed equilibrata e da una leggera routine di attività fisica. Tutte le informazioni a riguardo sono sul sito  e sulla pagina facebook @BiosphaeraPharma#minimeal #biosphaerapharma #ad

pancakes/ Senza categoria/ uova/ zero carboidrati

pancake low carb, keto e gluten free con solo 2 ingredienti

pancake low carb

 

pancake low carb

I pancake low carb sono semplici da preparare, leggeri e gustosi, con solo due ingredienti sono perfetti sia a colazione che nel post workout.

 Sottili e delicati,  sono molto più vicini a una crêpe che a un tradizionale pancake denso e soffice , il gusto neutro consente di impiegarli come base per pasti dolci e salati.

Deliziosi se conditi con uno sciroppo low carb o farciti con salmone e avocado, li amerete al primo morso.

 

 

Pancake low carb | ingredienti e preparazione

per 4 pancake

110 g di quark ( o yogurt greco molto asciutto)
2 uova
olio di cocco o burro per ungere la padella
ingredienti opzionali :
dolcificante liquido
essenza di vaniglia
scorza di limone grattugiato
cacao

  1. Metti tutti gli ingredienti in un frullatore o in un mixer e fai andare per due minuti.
  2. Lascia riposare per 2 minuti in modo che le eventuali bolle d’aria possano disperdersi
  3. Versare 1/4 della pastella in una padella calda unta con burro o olio di cocco.
  4. Cuocere per 2 minuti fino a doratura, capovolgere e cuocere 1 minuto sull’altro lato.
  5. Ripeti con il resto dell’impasto.
  6. Servire con sciroppo senza zucchero e bacche fresche.
    MACROS:
    calorie totali 223
    proteine 25g
    grassi 11g
    carboidrati 5gScoprite altre ricette golose sulla pagina dei nostri amici di Village Bakery
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Riso viola al profumo di mare

riso viola

riso viola
Il riso viola al profumo di mare è una preparazione semplice, ma d’impatto visivo e dal gusto sorprendente.

Insieme al altro blogger, ho avuto il  piacere di partecipare all’iniziativa de Il Tonnotto L’Isola d’Oro che ha lo scopo di farvi scoprire un ingrediente antico quanto le civiltà del mediterraneo: il Garum.
Ho quindi deciso di dare una nuova veste a due alimenti cardine dell’alimentazione fit, il tonno e il riso, impreziosendoli con ingredienti esclusivi e ricchi di sapore, che richiamano la tradizione e le radici più antiche della nostra cultura.

Riso Viola al profumo di mare | ingredienti e preparazioneù

per 4 persone
300 g di riso carnaroli
due cucchiai di olio extravergine d’oliva
un piccolo scalogno tritato
un litro di brodo vegetale non salato
mezzo bicchiere di vino bianco secco
300 g di verza viola
una confezione di trancetti di Tonnotto
due cucchiai di Garum Isola d’Oro
qualche goccia di colatura di alici Isola d’Oro
pepe bianco
cocco tostato per guarnire

In un tegame dal fondo spesso, fate appassire lo scalogno e la verza viola, precedentemente tagliata a fettine sottilissime, fate andare cinque minuti, aggiungendo un mestolino di brodo, se necessario.
Versate il riso e fatelo tostare per un minuto e mezzo, mescolando energicamente.
In pochi minuti il vostro riso viola acquisterà il suo bel colore finale.
Sfumate con il vino bianco secco e procedete con la cottura del risotto, aggiungendo poco brodo via via che viene assorbito, e mescolando delicatamente di continuo.
A cottura ultimata, serviranno più o meno 12 minuti, spegnete la fiamma e mantecate il riso viola con il garum.
Impiattate con l’aiuto di un coppapasta arricchendo ogni porzione con un cucchiaio di trancetti di tonnotto che avrete lasciato a marinare una mezz’ora con poche gocce di colatura di alici, e una o due lamelle di cocco per completare.

allenamento/ Senza categoria

Inziare a fare sport: consigli per chi è in sovrappeso

Seguire una rigida routine di allenamento non è semplice. Se per molti la vita attiva è una condizione naturale, iniziare a fare sport per chi è già sovrappeso sembra un’impresa inaffrontabile.
Ma se si è in sovrappeso, l’esercizio è di importanza vitale. L’allenamento aiuta a perdere peso, a cambiare l’immagine che si ha di sé e dei propri limiti, migliora l’umore e lo stato di salute generale.

Quindi, come si inizia? Questa guida servirà a trovare delle indicazioni utili. Quindi, controllate i servizi offerti dalla ASL locale, dall’ospedale, dalle palestre più fornite o dai centri di aggregazione di quartiere per trovare il programma più adatto per iniziare un nuovo percorso di benessere.

Ecco alcuni consigli che possono aiutare a compiere i primi, importantissimi passi.

 

Iniziare a fare sport: consigli per chi è sovrappeso

 

Prima di iniziare qualsiasi attività fisica, è essenziale rivolgersi al proprio medico curante per escludere qualsiasi impedimento di ordine fisico e fargli tutte le domande necessarie per ottimizzare l’impostazione dell’esercizio fisico in base alle proprie condizioni reali, se ad esempio si assumono farmaci, è necessario essere informati dal proprio medico riguardo tutte le accortezze necessarie per un allenamento senza rischi.

In seguito è necessario equipaggiarsi a dovere per affrontare le sessioni d’allenamento al meglio. Ormai non è difficile trovare capi d’abbigliamento sportivo anche per taglie forti e nei negozi di scarpe sportive, c’è sempre un addetto specializzato per consigliarci al meglio in base alle nostre caratteristiche fisiche.

 

Iniziare a fare sport: Una vita sana si conquista nel tempo

La prossima cosa da ricordare è che uno stile di vita sano è una conquista che si costruisce nel tempo, non una cosa che appare dal nulla solo perché si è iniziato un cambiamento. Se tci si aspetta di salire su una cyclette, di iniziare a sollevare pesi  o di stravolgere  la  dieta senza difficoltà o battute d’arresto, è meglio prepararsi al fallimento. Bisogna avvicinarsi ai propri obiettivi di salute e benessere rispettando la curva di apprendimento, come si farebbe con un nuovo lavoro o una nuova lingua da imparare.
L’obiettivo è quello di apportare cambiamenti positivi che resistono alla prova del tempo . Piani di perdita di peso a breve termine, programmi di allenamento e dieta che promettono risultati strabilianti in poche settimane sono stati dimostrati più e più volte di essere inefficaci e frustranti .

Iniziare a fare sport: Trova qualcosa che ti piace fare e inizia da lì

Entrare nella giusta mentalità è solo metà del percorso. Il resto, ovviamente, si ottiene mettendo in atto i propri piani. Se si è già in lotta con il sovrappeso o non si sa da dove iniziare, questo può essere uno dei maggiori ostacoli da superare. Che tipo di esercizio bisogna fare e quanto? Funzionerà? Come si possono massimizzare i risultati?

Francamente, la migliore risposta a tutte queste domande è ignorarle. Se ti concentri sui risultati a lungo termine invece di costruire abitudini, si è già sulla strada sbagliata.
Per iniziare bisogna cercare l’esercizio che ci ricompensa mentalmente, emotivamente e fisicamente. Trovate le cose che vi piace fare, a qualsiasi livello di attività.Non lasciatevi  coinvolgere dalla mentalità “tutto o niente”, iniziate piano con qualcosa di semplice e piacevole, anche solo una volta alla settimana. È più importante, soprattutto agli inizi, concentrarsi su ciò che si può fare e partire da lì .

 

Tracciate i progressi e cercate sostegno

Infine, qualunque cosa si faccia, non fatela da soli.  Quando ci si circonda da una rete di supporto di amici e familiari , le battute d’arresto e i momenti di sfiducia di affrontano meglio e si risolvono più in fretta.
Quanto al tracciare i progressi, non deve diventare un’ossessione. Lo scopo è monitorare i progressi e creare abitudini positive. 

Cercate di coinvolgere il partner nel vostro nuovo percorso di benessere, sarà più facile organizzare i pasti ed evitare sgarri alimentari se si lavora insieme per lo stesso obiettivo.

 


Come abbiamo detto, iniziare è tutto – e se si inizia con il piede giusto, le possibilità di attenersi ai cambiamenti e di adottare uno  stile di vita che porti vantaggi  reali, duraturi e significativi sono molto più alte. In poco tempo, le abitudini  saranno routine, e i risultati derivanti da esse (e da una corretta alimentazione), saranno presto visibili e sufficienti per desiderare di continuare  con uno stile di vita sano. È la strada più lunga, ma è certamente il modo migliore per dare e avere il meglio

 

 

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Friggitrice ad aria: la rivoluzione sana in cucina

Inutile negarlo: tutti amano il fritto; che si tratti di una fragrante frittura mista consumata in romantico locale in riva al mare o di uno dei molti dolci tipici delle tradizioni regionali italiane, la rinuncia a questo tipo di cottura è, per molti, la più dura da affrontare nella ricerca di un ritrovato percorso di benessere. La friggitrice ad aria è un elettrodomestico relativamente nuovo progettato per dare agli alimenti un aspetto esteriore croccante, senza le calorie e gli sprechi e le seccature tipiche dei metodi di frittura tradizionali.

Apparso sul mercato per la prima volta nel 2010, la friggitrice ad aria  ha fatto il suo esordio in Europa e in Australia prima di emergere nei mercati giapponese e nordamericano.

A cosa serve la friggitrice ad aria?

pollo fritto lefitchef

A seconda della capacità dell’apparecchio , la frittura ad aria  può essere impiegata per preparare piatti tradizionalmente fritti come patatine fritte ed ali di pollo, così come dolci , verdure arrostite e persino prodotti da forno.

 

Come funziona la friggitrice ad aria?

Esistono molte marche e modelli di friggitrici ad aria, ma la maggior parte utilizza la stessa tecnologia e metodo di cottura. Tecnicamente, ciò che avviene all’interno di una friggitrice ad aria non può definirsi frittura; piuttosto essa impiega un processo simile a quello del forno a convezione, che prevede la circolazione continua di aria calda attorno al cibo.

friggitrice ad aria gif

Questo sistema agisce combinando un elemento riscaldante all’interno della macchina e una ventola di scarico che consente di  mantenere asciutta la superficie del cibo durante la cottura. Il risultato è un esterno croccante e un interno umido e morbido,  lo stesso che si otterrebbe con una frittura tradizionale a regola d’arte.

Per utilizzare una friggitrice ad aria, collocare il cibo all’interno del cassetto estraibile. Assicurarsi che gli alimenti siano preparati correttamente e in sicurezza utilizzando solo pentole e recipienti di cottura specificamente progettati per l’impiego nella friggitrice ad aria.

Per evitare che gli alimenti si attacchino  e migliorare i risultati della cottura, è bene spruzzare prima,  leggermente,  il cibo con una piccola quantità di olio. Normalmente il cestello della friggitrice ad aria permette di cuocere grandi quantità di cibo contemporaneamente, ma per risultati ottimali, è meglio evitare di sovraccaricarlo, meglio distanziare il cibo ed evitare di riempire eccessivamente il cestello.


Posso usare la friggitrice ad aria per preparare una ricetta tradizionale? 

 


Poiché i tempi di cottura e le temperature sono diversi per i forni e le friggitrici convenzionali, è consigliabile utilizzare ricette create appositamente per la friggitrice ad aria.

Tuttavia, se si vuole provare a cuocere una ricetta tradizionale nella friggitrice ad aria,  è possibile apportare alcune modifiche ai tempi di cottura. Una buona regola è quella di diminuire la temperatura di 10°C rispetto alla temperatura prevista per la cottura in forno o friggitrice tradizionale.  Poiché la friggitrice ad aria tende a cuocere a una velocità maggiore rispetto alla cottura tradizionale, controllare da 5 a 10 minuti prima del tempo suggerito per evitare la cottura eccessiva.

Dopo l’uso, pulire la vaschetta interna e il cestello in rete con acqua calda e sapone e una spazzola a setole dure o una spugna. Pulire l’esterno della macchina con un panno umido e l’elemento riscaldante raffreddato con una spazzola a setole dure per rimuovere eventuali particelle di cibo. Asciugare la macchina con un tovagliolo di carta o un asciugamano da cucina pulito e asciutto.

 

Come scegliere la friggitrice ad aria ideale?

Ora che abbiamo evidenziato alcuni dei molti vantaggi derivanti dell’impiego di una friggitrice ad aria, ed abbiamo scoperto come farne un uso il più possibile vicino alle nostre abitudini, veniamo ad un punto essenziale: come scegliere la friggitrice ad aria che meglio si adatta alle nostre esigenze?

Il primo passo è senza dubbio quello di affidarsi ad un’azienda che garantisca cura nei dettagli ed affidabilità nella scelta e nell’impiego delle materie prime e che garantisca un’assistenza impeccabile al cliente in caso di necessità. Noi di LeFitchef abbiamo scelto un modello De Longhi, tra i molti proposti in questa guida esaustiva che potete consultare cliccando qui : De Longhi friggitrice .

Con l’arrivo dell’estate possiamo finalmente concederci più spesso fritti fragranti e asciutti!
Lasciami un commento o una domanda.

al forno/ pollo/ Senza categoria

Pulled chicken al forno

pulled chicken

il pulled chicken al forno è un modo alternativo per consumare il petto di pollo, la carne risulta morbida e sfilacciata e può essere impiegata in insalate, wraps di albumi, bagels ,  farciture per torte salate e riso saltato

pulled chicken

Impiegando esclusivamente carne di petto di pollo, il pulled chicken risulta un piatto ricco di proteine e povero di grassi e calorie, nonostante la sua consistenza appagante e il gusto pieno.  La preparazione in forno rende il pulled chicken una ricetta realizzabile anche da chi non dispone di uno slow coocker, l’importante è rispettare i tempi di cottura per non rischiare di stracuocere la carne, e ottenere così un risultato secco e poco invitante.

Pulled chicken – Ingredienti

 

due petti di pollo interi di circa 500-600 g

per il mix di spezie:
-3 g di zucchero
-un cucchiaino di sale
– un cucchiaio di paprika dolce
-un cucchiaino di aglio in polvere
-un pizzico di cumino in polvere
– un pizzico di peperoncino piccante (opzionale)
-pepe nero a piacere
( n.b. questo è il mio mix preferito, ma potete adattare le quantità di spezie in base alle vostre preferenze ed alle scorte disponibili nella vostra dispensa)

Pulled Chicken – Preparazione

 

In una ciotolina mescolate tutte le spezie insieme al sale e allo zucchero.
Con l’aiuto di un coltello molto affilato, private la carne dell’osso centrale, della cartilagine e di tutto il grasso visibile.
Ponete la carne in un grande sacchetto di plastica per alimenti, versate dentro il mix di spezie e massaggiatela perché aggiunga uniformemente ogni parte del petto di pollo. Cercate di togliere, strizzandolo, quanta più aria possibile dal sacchetto, chiudetelo bene e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno due ore o per un massimo di sette otto ore.
Quando sarete pronti, scaldate il forno a 150°C, statico , sistemate la carne in una teglia a bordi alti e copritela bene con carta stagnola. Cuocete per circa un’ora e mezza o fino a quando la temperatura interna, misurata con un termometro da carne,  non sia arrivata a 75°C.

Estraete la teglia dal forno e lasciatela riposare per circa mezz’ora prima di sfilacciare il pulled chicken con l’aiuto di due forchette.
Aspetto le foto delle vostre preparazioni sulla pagina facebook e nel nostro gruppo. 

 

 

 

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Penne con tonno e zucchine ZenPasta

penne zenpasta

Oggi è il World Pasta Day e quale modo migliore di presentarlo se non con un piatto che unisce le ultime zucchine di stagione con le proteine magre del tonno?

L’ingrediente speciale che oggi unisce questi due sapori è ZenPasta, un prodotto innovativo che sposa la tradizione gastronomica italiana, con i benefici del Konjac. ZenPasta può vantare il 40% in meno di calorie rispetto ai formati tradizionali, il 50% in meno di carboidrati e ben il 29% di fibra in più.
Il Konjac, da cui si estrae il glucomannano, ha la capacità di ridurre sensibilmente l’assorbimento di grassi e carboidrati, favorendo un più prolungato senso di sazietà e fornendo un supporto prezioso a coloro che vogliono controllare la propria alimentazione.

La nuova formula di ZenPasta consente inoltre di disporre di un prodotto secco che in cottura triplica il suo peso, risultando più conveniente e facilmente dosabile

penne zenpasta

Penne con tonno e zucchine ZenPasta

per 4 persone
250 g di penne ZenPasta

150 g di tonno al naturale

2 zucchine tagliate a nastro

qualche foglia di menta

1 scalogno tritato finemente

1 spicchio d’aglio schiacciato

2 cucchiai di olio d’oliva

1 cucchiaio di sale grosso iodato

pepe nero macinato fresco

In un largo tegame antiaderente versare l’olio insieme allo scalogno finemente tritato e lo spicchio d’aglio schiacciato, far dorare a fiamma media, mescolando con un cucchiaio di legno, avendo cura di non far prendere colore all’aglio.
Aggiungere i nastri di zucchina e abbassare la fiamma mentre si inteneriscono, ci vorranno circa  minuti. Nel frattempo cuocere le penne ZenPasta in abbondante acqua salata a cui avremo aggiunto il sale grosso.

Sgocciolare il tonno dal liquido di conserva e aggiungerlo alle zucchine che stanno cuocendo nel tegame. Mescolare dolcemente per evitare che il tonno si scomponga troppo.

Scolare la pasta al dente e ripassarla rapidamente in padella con il suo condimento, finire il piatto di penne con tonno e zucchine  con il  pepe nero macinato fresco e foglie di menta.

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Cuoricini di piselli alle due salse

Buzzoole
Dopo una lunga pausa estiva, torniamo con  una ricetta semplice e deliziosa,  I cuoricini di piselli alle due salse, realizzata con i prodotti Frosta, leader nel mercato dei surgelati, che realizza con sole materie prime di eccellenza, alimenti genuini, senza conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità ed additivi di sintesi.
Frosta è un brand che ha scelto di puntare tutto sulla genuinità dei prodotti e l’eccellenza delle materie prime, inoltre, ogni confezione è corredata, oltre che da indicazioni meticolose sugli ingredienti e i loro valori nutrizionali, anche di indicazioni di tracciabilità di questi, da reperire sul sito www.localizzailtuocibo.it, così che ognuno possa sempre avere un’informazione trasparente, dall’orto alla tavola.

Per la ricetta di oggi abbiamo scelto un prodotto della linea Veggie & Vegan, dal momento che abbiamo abbracciato la scelta vegetariana, ma ci teniamo a ricordare che Frosta ha scelto di operare in base ad una strategia di sostenibilità ambientale che ha come scopo un impatto sulla natura più basso possibile, per cui , ad esempio, per i suoi prodotti a base di pesce sceglie solo pescato proveniente  da lavorazione ittica non depauperante e certificata MSC (Marine Stewardship Council) e coltiva i suoi ortaggi nel pieno rispetto della terra.

Ogni altra informazione su Frosta è reperibile su Facebook https://www.facebook.com/frosta.it/ e Instagram https://www.instagram.com/frosta_italia/

Cuoricini di piselli alle due salse

ingredienti per 2 persone

Una confezione di Cuoricini di piselli Frosta
due carote medie
200 g di piselli freschi
15 ml di olio extravergine d’oliva
10 g di amido di mais
sale iodato e pepe bianco
erba cipollina fresca

Disponete i cuoricini di piselli su una placca, ancora surgelati, e cuocete in forno caldo a 180° C per circa 18 minuti.
Nel frattempo, lessate separatamente le carote tagliate a rondelle e i piselli in poca acqua, leggermente salata fino a quando tutti gli ortaggi saranno teneri. Scolateli, tenendo da parte poca acqua di cottura.

Versate in un boccale le carote lessate e riducetele in purea con l’aiuto del frullatore a immersione, in una piccola ciotola stemperate metà dell’amido di mais con l’acqua di cottura e versate la miscela, insieme alla purea di carote, in una pentola dai bordi alti e dal fondo spesso. Fate ridurre a fuoco basso per pochi minuti e procedete allo stesso modo per ottenere la crema di piselli.

Impiattate disponendo le due creme sui piatti, aggiungete pepe bianco, un filo d’olio d’oliva e i cuoricini e finite il piatto con l’erba cipollina tritata.

Ho scelto carote e piselli, perché tra gli ingredienti dei cuoricini Frosta compare lo zenzero, che si sposa deliziosamente con questi ortaggi, ma se preferite sperimentare altre combinazioni, fatemelo sapere.

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pasta frolla proteica | senza grassi senza carboidrati

pasta frolla low carb

questa ricetta per la pasta frolla proteica è un miracolo opera della nostra Laura  , preziosissimo admin del gruppo facebook  e continua fonte di ispirazione.
Tutto parte dalla nostra ricetta per le Quest Bar fatte in casa a base di vitafiber,  che tante soddisfazioni ci ha dato. Qualche giorno fa, Laura ha deciso di provare a modificarla leggermente, per realizzare dei golosissimi biscotti .
il passo successivo ha portato alla creazione delle tartellette che vedete in foto

Prima che i puristi si inalberino è bene chiarire che siamo tutti perfettamente consapevoli del fatto che la pasta frolla proteica e quella tradizionale non abbiano nulla da spartire negli ingredienti, ma posso assicurarvi che la consistenza e il gusto non vi faranno sentire la mancanza di una “vera” tartelletta alle fragole.

riporto di seguito le indicazioni della stessa Laura per la realizzazione della pasta frolla proteica, che sarà la base per biscotti, tartellette e crostate proteiche e low carb.
Naturalmente potete moltiplicare le dosi in base alle vostre necessità.

 

Pasta frolla proteica | ingredienti e procedimento

30 g di vitafiber
30 g di acqua
15 g di whey aromatizzate al gusto lemon meringue Bulkpowders
15 g di whey neutre Bulkpowders

“E’ tutta la settimana che avevo in mente di fare questa cosa. Finalmente oggi ne ho avuto il tempo. Ricordate i biscotti di vitafiber di cui vi ho parlato settimana scorsa? Bene. Sono sempre loro 😛 Quindi stesso procedimento delle quest http://lefitchef.altervista.org/quest-bar-fatte-in-casa-co…/
usando 30g di vitafiber, 30g di acqua e 30g proteine (nel mio caso ho usato 15 di pure whey protein lemon meringue e 15 di neutre, il vitafiber aggiunge dolcezza, usare al 100% whey aromatizzate, cosa che la prima volta feci, per me è un po’ troppo, ma vedete voi!). Il composto quando è così bello liscio vuol dire, in base alla mia esperienza, che è perfetto. L’ho preso col cucchiaio di legno che avevo usato per miscelare sciroppo di vitafiber e whey e appoggiato su carta forno perchè inizialmente è ustionante. Diventato malleabile (ci vogliono 2 minuti) l’ho sistemato nello stampino in silicone. Cottura in forno per 10 minuti a 175 ma controllate sempre. Precisazione: qui per farcirlo ho atteso ovviamente che si raffreddasse ma anche i biscotti sono migliori freddi.

pasta frolla proteica procedimento
Ho fatto una sorta di crema pasticcera con 1 tuorlo, dolcificante liquido, 70 di latte e 1g di guar (per miscelare bene il guar con la crema calda ho usato il frullino con cui di solito si monta il latte).
Una volta raffreddato il tutto ho semplicemente assemblato il tutto.
Suggerimento: un velo di burro di frutta secca tra la frolla e la crema “

Vi aspettiamo sulla nostra pagina Facebook
M
a prima di andare via, date un’occhiata ai macros 🙂

Informazioni Nutrizionali/ meal prep/ riso/ Senza categoria/ sicurezza alimentare

conservazione del riso | il meal prep in sicurezza

conservazione del riso

conservazione del riso
Nel terzo appuntamento con il meal prep, parliamo di sicurezza alimentare. Dal momento che si tratta di un alimento diffusissimo e spesso alla base dell’alimentazione di molti, è bene occuparci della conservazione del riso e dei principali errori da evitare per non incorrere in pericolosi problemi di salute.

Sebbene non si presti normalmente attenzione al riso come veicolo di patologie, esiste la possibilità, tutt’altro che remota, di incorrere in una intossicazione da Bacillus Cereus, un microorganismo gram positivo, le cui spore sono ubiquitarie nel riso normalmente in commercio. Dal punto di vista microbiologico, le spore sono uno dei più efficaci stratagemmi per la riproduzione e il mantenimento di alcune specie batteriche gram +. Le spore, che altro non sono che cellule metabolicamente inattive, sono in grado di sopravvivere a temperature altissime o vicine allo zero assoluto, e in alcuni casi anche allre radiazioni ultraviolette. Le spore di Bacillus Cereus non fanno eccezione, per cui sono in grado di resistere al processo di cottura del riso.
Il riso cotto, se lasciato a temperatura ambiente, rappresenta un terreno di coltura ottimale, per cui le spore tornano allo stato vegetativo e iniziano a colonizzare il substrato. COme prodotto metabolico, durante l’accrescimento le colonie di Bacillus Cereus producono tossine: un tipo in grado di produrre vomito, l’altra invece viene prodotta nell’intestino tenue  ed è causa di crampi e violenti episodi di diarrea. Vediamo dunque quali strategie bisogna mettere in atto nella conservazione del riso per evitare certe spiacevoli conseguenze.

Conservazione del riso ottimale

il riso che viene cotto nell’ambiente domestico, dovrebbe poter essere rapidamente raffreddato e conservato, in contenitori a chiusura ermetica per evitare ulteriori contaminazioni, in frigorifero per un periodo massimo che va dai quattro ai sei giorni. Il freezer è una soluzione alternativa, che permette di conservare il riso, meglio se cotto a vapore, fino a sei mesi, purché le temperature non superino mai i -15°C

 

Conservazione del riso: il sushi è sicuro?

Sono certa che, quando avete iniziato a leggere questo articolo, abbiate temuto di dover abbandonare il  vostroamato sushi, ma c’è una buona notizia.
Il Bacillus Cereus non è un organismo particolarmente acido resistente; diversi esperimenti hanno mostrato che l’acido acetico è in grado di inibire la forma vegetativa di Bacillus Cereus, con un ph di circa 4.2. L’acidificazione del riso, procedimento alla base della produzione del sushi, è sufficiente quindi a ridurre la carica batterica e la pericolosità delle spore di Bacillus Cereus sopravvissute alla cottura. Un’ottima ragione per aggiungere tanti sottaceti alla nostra insalata di riso.

 

 

albumi/ pancakes/ Senza categoria/ Tutte le ricette/ uova/ yogurt

Pancake al siero di yogurt

Questa per i pancake al siero di yogurt è una ricetta di riciclo, se avete provato la mia ricetta per fare lo yogurt greco  vi sarete ritrovati con una quantità di siero e poche idee su come impiegarlo al meglio. Il siero ricavato dalla colatura dello yogurt è un liquido semitrasparente, ancora ricco di proteine, minerali e fermenti, che ha un’infinità di possibili utilizzi. Oggi lo useremo per preparare dei pancake al siero di yogurt, che grazie all’acidità conferita da questo ingrediente, risulteranno più soffici, alti e gustosi che mai.

 

pancake al siero di yogurt

 

Pancake al siero di yogurt | ingredienti e procedimento

  • 110 g di farina d’avena per me quella di Myprotein è la migliore 
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • 150 ml di siero di yogurt
  • 1 uovo o due albumi
  • dolcificante a piacere
  • aroma di vaniglia
  • un pizzico di sale

Setacciate la farina in una ciotola capiente, aggiungete il sale, il lievito, il dolcificante scelto e l’aroma di vaniglia.
In un secondo contenitore sbattete l’uovo, o gli albumi, con il siero di yogurt, fino ad ottenere un composto omogeneo e leggermente spumoso.
A questo punto versate il composto liquido sugli ingredienti secchi, tutto in una volta, mescolando rapidamente con una frusta per dolci. Non lavorate troppo il composto per evitare che i pancake al siero di yogurt diventino duri in cottura, assicuratevi solamente che non rimangano grumi.
Scaldate una padella antiaderente su fiamma media e ungetela leggermente aiutandovi con un pezzo di carta da cucina intinto in pochissimo olio extravergine d’oliva o olio di cocco, se preferite.
Ora che la padella è ben calda possiamo procedere con la cottura dei nostri pancakes al siero di yogurt.
Versate una quantità di composto corrispondente a circa 1/4 di mestolo al centro della padella calda, lentamente, e lasciate che cuocia a fiamma media per uno o due minuti, o finché sulla superficie non si saranno formate delle bollicine molto fini.
Non usate il coperchio, il vapore rovinerebbe la consistenza dell’impasto.
Servendovi di una paletta da cucina antigraffio, girate il vostro pancake e, dopo aver abbassato la fiamma al minimo, continuate la cottura sull’altro lato.
Impilate i pancake al siero di yogurt via via che saranno pronti e teneteli al caldo fino al momento di servirli.

Sono perfetti con una semplice composta di frutta di stagione preparata al momento o con uno sciroppo a zero calorie fatto in casa

Vi aspetto sulla nostra pagina facebook 

Senza categoria/ Tutte le ricette/ Veg/ verdure/ zucca/ zuppa

Zuppa invernale di zucca

zuppa invernale di zucca

zuppa invernale di zucca

Una zuppa calda e cremosa è proprio quello che ci vuole a fine serata, in queste ultime, fredde sere d’autunno, la mia zuppa invernale di zucca vi conquisterà.
La base è un corroborante brodo di pollo, al quale si lega la dolcezza cremosa della zucca e l’umami del parmigiano reggiano. Ma non sempre si ha il tempo necessario ad ottenere un buon brodo, concentrato al punto giusto e pronto da impiegare come ingrediente per piatti più complessi.
Qualche settimana fa sono stata contattata da un’incaricata per conto di Star, azienda che di certo non ha bisogno di presentazioni, per provare i suoi tre brodi pronti in brick. Ho accettato con entusiasmo perché, come milioni di persone in Italia, sono cresciuta con i suoi prodotti e non ho mai avuto modo di dubitare della loro qualità. Inoltre per chi, come me, conduce uno stile di vita frenetico, un prodotto pronto di questo tipo è quanto di meglio si possa desiderare per ricreare in pochi attimi il gusto di una cena in famiglia, ma anche per prepararsi al volo una minestrina corroborante in caso di influenza.  E per chi si pone i soliti, e francamente insensati, interrogativi riguardo a cosa di tanto misterioso possa esserci in un brick di brodo pronto, basta leggere gli ingredienti…

“Acqua, cipolla, sale, aromi naturali, estratto di lievito, carne di pollo 0,04%, aglio, aroma naturale di cipolla, olio extravergine di oliva, carote 0,01%, porro 0,01%, colorante: caramello semplice, piante aromatiche, spezie.”

ma sarà soprattutto l’assaggio a convincervi definitivamente che si tratta di un prodotto buonissimo e sicuro. Vediamo ora di scoprire come si prepara la zuppa invernale di zucca

 

Zuppa invernale di zucca

ingredienti per 4 persone

4 cucchiai di olio d’oliva

1 litro di brodo di pollo pronto, per me Il Mio Brodo di Star

1 kg di zucca, sbucciata e tagliata a pezzi non troppo grossi

1 cipollotto fresco affettato finemente

4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato

noce moscata o pepe nero

sale iodato

In una pentola grande scaldate due cucchiai d’olio e fate dorare il cipollotto affettato, aggiungete la zucca tagliata a pezzi e fatela dorare leggermente.
Versate quindi il brodo di pollo, abbassate la fiamma, coprite e lasciate che la zucca cuocia, serviranno circa 15 minuti.
Omogeneizzate la zuppa invernale di zucca con un frullatore a immersione, aggiustate di sale e pepe, versatela in ciotole singole e guarnite con noce moscata e parmigiano reggiano.
La zuppa, una volta a temperatura ambiente, può essere congelata fino a due mesi, se porzionata nello stampo per cubetti di ghiaccio, è anche un’ottima base per preparare risotti e minestre.

 

 

 

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Bigoli nobili al profumo di autunno

I bigoli nobili di Sgambaro sono probabilmente la migliore pasta che assaggerete mai.
I bigoli nobili nascono dalla tradizione veneta e prendono il nome dalla pressa impiegata nel processo di trafilatura. Creati dalla migliore semola dei campi Sgambaro, hanno un colore e una consistenza più intensi degli altri formati della stessa marca. La superficie di ogni bigolo è ruvida e porosa, molto più di quanto non si riscontri nelle paste tradizionali. Nel 1925 Tullio Sgambaro era noto in Veneto per le sue specialità culinarie e nel 1947 fondò il primo stabilimento Sgambaro presso Cittadella. Negli anni 60 i suoi figli lavorarono all’espasione dell’azienda aggiungendo mulini propri. La tradizione di famiglia si estende fino ai giorni nostri, i nipoti di Tullio oggi portano avanti la compagnia, con lo stesso rispetto per l’ambiente e le materie prime e una ricerca continua in termini di gusto, innovazione e risparmio energetico, impiegando esclusivamente grano duro italiano certificato.
Oggi, per il terzo appuntamento con Sgambaro, ho scelto un classico della mia tavola in questa stagione, scegliete i funghi che preferite, che siano raccolti da esperti, mi raccomando, per gli inesperti c’è il supermercato, puliteli con cura e godetevi il risultato

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Bigoli nobili al profumo d’autunno

ingredienti per 4 persone:

1 confezione di Bigoli Nobili Sgambaro
300 g di funghi a scelta ( per me champignon e porcini)
1 piccolo scalogno
1 spicchio d’aglio
due cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale iodato e pepe nero macinato fresco
prezzemolo fresco

Pulite i funghi con un panno morbido, leggermente inumidito, avendo dura di eliminare tutta la terra, rimuovete le eventuali parti rovinate e affettate grossolanamente il resto.
In una padella dal fondo pesante fate scaldare l’olio, aggiungete lo scalogno tritato finemente, lo spicchio d’aglio e fate appassire un minuto.
A questo punto abbassate la fiamma al minimo e aggiungete i funghi, mescolate vivacemente e, mentre cuociono, lessate i bigoli nobili in abbondante acqua salata.
Scolateli al dente e fateli saltare per due minuti nella padella, insieme ai funghi, aggiungendo eventualmente uno o due cucchiai di acqua di cottura.
Una spolverata di pepe nero e di prezzemolo tritato al momento aggiungeranno il tocco finale al vostro piatto fumante di bigoli nobili al profumo d’autunno

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Restrizione calorica e longevità | cosa dobbiamo sapere

restrizione calorica

Mangiare meno fa vivere più a lungo?
Questa domanda stimola interessanti ricerche da molti anni, ma quanto c’è di solido dietro la  moda dilagante  del digiuno intermittente e di altri protocolli che si propongono come panacea?

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Restrizione calorica e autofagia:

Sin dagli anni 30, nei modelli sperimentali, principalmente saccharomices cerevisiae e topi,  si è osservato che una riduzione delle calorie introdotte con gli alimenti (a volte al limite della sopravvivenza) conduce ad una aumentata longevità e la maggior parte di questi studi correla con l’attivazione dei geni del complesso autofagico.

Facciamo un breve ripasso di biologia molecolare ricordando per sommi capi cos’è l’autofagia e in che modo interviene nel rallentamento dei processi degenerativi cellulari.
L’autofagia è un meccanismo adattativo, lisosoma mediato, che consente alla cellula di auto-generare substrati energetici e ridimensionare le proprie attività metaboliche per sopravvivere in condizioni di ridotto apporto energetico.
In medicina il fenomeno autofagico è studiato e sfruttato in campi importanti, come quello della lotta contro il rigetto post trapianto e contro i tumori ( sappiamo che I topi con inattivazione genetica di Beclina-1 o altri componenti del sistema autofagico hanno aumentata incidenza al cancro; la delezione mono-allelica di Beclina-1 si riscontra nel 40-75% dei tumori all’ovaio, alla prostata ed alla mammella nell’umano).
Si osserva inoltre che i geni per l’autofagia vengono progressivamente silenziati con l’età; modelli sperimentali hanno dimostrato che un’efficiente autofagia si correla con l’aumento della longevità (in Drosophila melanogaster ne aumenta la vita del 50%)

Per quanto questi dati possano essere entusiasmanti, è bene sottolineare che la quasi totalità di essi deriva da studi su topi, lieviti e moscerini della frutta, e che questi ultimi hanno un ciclo vitale che si esaurisce in pochi giorni mentre il topo vive in media tre anni.
Possiamo quindi applicare i risultati di questi test riguardanti la possibilità di allungare la vita all’organismo umano?

 

Gli studi sui primati

In tempi recenti, due importanti studi volti a valutare gli effetti a lungo termine della restrizione calorica sui primati, diedero inizio ad un importante dibattito in merito ai loro dati drammaticamente contrastanti.
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Uno dei due lavori ebbe inizio nel 1987 presso il NIA  National Institute of Aging. Lo studio si svolse su 120 esemplari, alcuni dei quali vennero sottoposti ad un regime alimentare dalla calorie ridotte del 30% ma con le stesse percentuali di nutrienti rispetto al gruppo di controllo, che continuò a mangiare normalmente per tutta la durata dell’esperimento.
Come riportato su Nature in un articolo del 2012, il gruppo in restrizione calorica non sembrò aver ottenuto vantaggi in termini di longevità. Questo contraddiceva totalmente quello di uno studio presentato in precedenza dal Wisconsin National Primate Research Center,  nel quale un gruppo di esemplari di età compresa tra i 7 e i 14 anni fu nutrito con un pellet contenente il 30% di calorie in meno rispetto a quello offerto al gruppo di controllo.
Il gruppo di controllo, in questo secondo studio iniziato nel 1989, mostrava un aumento dei fattori di rischio triplicato rispetto al gruppo sperimentale.

Le interpretazioni date a questa discrepanza di conclusioni furono molteplici, dall’età degli esemplari, alla differenza del contenuto in carboidrati nel pellet fornito agli animali per tutta la durata dell’esperimento.

Vivere di più mangiando meno?

 

Sebbene i ricercatori del NIA e del Winsconsin si affrettarono a specificare che gli studi sulla restrizione calorica rappresentano uno strumento di ricerca, non un suggerimento per uno stile di vita alternativo, negli anni passati in molti si sono appassionati all’argomento, spesso alla ricerca di facili guadagni .
Se è indiscutibile che oggigiorno una grossa fetta della popolazione si nutra in eccesso rispetto alle sue reali necessità, è altrettanto vero che una restrizione calorica del 30% rispetto ad una dieta normocalorica non è sostenibile da tutti, nel lungo periodo.
Le necessità caloriche dipendono da vari fattori, in rapporto con la costituzione organica e l‘equilibrio ormonale (es: ipertiroidei, necessitano di apporto calorico maggiore per il metabolismo basale aumentato; i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di un apporto calorico per kg di peso maggiore degli adulti, gli anziani necessitano di un apporto proteico aumentato,  etc.). Un’alimentazione corretta può inoltre prevenire numerose patologie, tra cui i tumori, soprattutto quelli riguardanti il tratto digerente, e le disfunzioni cardiovascolari. È da ricordare che il cibo, come altre sostanze, può dare dipendenza, attivando sistemi dopaminergici, del benessere e della ricompensa, meccanismo che spesso è alla base di gravi disturbi alimentari.

Ma, come abbiamo avuto modo di ribadire in altre occasioni, è necessario attuare un processo di prevenzione multifattoriale che promuova uno stile di vita sano, basato non solo su un’alimentazione equilibrata, ma anche sull’esercizio fisico, sull’astinenza da fumo, alcool e comportamenti a rischio.

Bisogna ricordare che gli arzilli centenari che ci vengono proposti come testimonial di un particolare regime dietetico, hanno probabilmente passato buona parte della loro giovinezza dedicandosi a lavori fisicamente impegnativi e comunque lontano dalle mollezze contemporanee.

Inoltre, Il minore introito calorico agisce nel ridurre la senescenza cellulare con 3 meccanismi molecolari:
– minore aterosclerosi e ridotto quantitativo di insulina (fattore di crescita) che induce una minore espressione di mTOR
– minore espressione di IGFR (riduzione nella produzione di ROS e del rischio tumorale)
– aumento delle Sirtuine;
ma tutti questi effetti possono anche essere frutto di un’attività fisica costante e moderata, decisamente più tollerabile e meno rischiosa di un drastico taglio calorico.

In conclusione, è preferibile mantenersi nel range di una dieta normocalorica, completa e integrata da una adeguata routine di esercizio fisico, prima di lanciarsi in esperimenti dietetici non ancora supportati da studi solidi.

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Spaghetti di farro Sgambaro al pesto rosso piccante

spaghett di farro al pesto rosso piccante

Gli spaghetti di farro biologico Sgambaro, sono i protagonisti della ricetta di oggi, omaggio ai sapori e ai colori dell’estate nel sud Italia.
I prodotti Sgambaro, già ospiti del nostro spazio, tornano accompagnati da un condimento ricco ed appagante, che apporta, oltre al gusto corposo, vitamina E, i benefici della capsaicina e il sole nel piatto con le benefiche virtù del pomodoro essiccato al sole.

L’azienda Sgambaro produce pasta ecologicamente sostenibile, a impatto zero, con il suo continuo impegno nel limitare le emissioni di Co2, attraverso il loro nuovo sito aziendale http://www.pastaecosostenibile.it/ è possibile seguire il viaggio dalla materia prima al prodotto finito, e apprezzare gli sforzi e l’impegno profuso dall’azienda per ridurre al minimo l’impatto negativo sull’ambiente.

Anche la ricetta di oggi è a Km 0, tutti i prodotti che ho impiegato per la sua ideazione e realizzazione nascono, quasi senza l’intervento dell’uomo, nella terra che mi ospita in questi giorni.

Pesto Rosso Piccante:

per 4 persone

60 g di pomodori secchi,
30 g di mandorle,
20 g di olio extravergine d’oliva,
mezzo spicchio d’aglio,
un peperoncino piccante fresco
40 g di ricotta vaccina fresca

350 g di spaghetti di farro biologico Sgambaro

Fate rinvenire i pomodori secchi in abbondante acqua tiepida per circa due ore.
Risciacquateli molto bene in acqua corrente per eliminare i residui di sale.
Sbollentate le mandorle per pochi secondi e con l’aiuto di un canovaccio pulito, eliminate le pellicine.

Intanto lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata.
Versate nel boccale del mixer i pomodori, le mandorle, l’olio extravergine d’oliva, lo spicchio d’aglio, il peperoncino spezzettato e due o tre cucchiai dell’acqua di cottura degli spaghetti. Azionate il mixer ad impulsi, dovrete avere un pesto grossolano, non troppo omogeneo.

Scolate la pasta un minuto prima del tempo indicato sulla confezione e versatela in una padella con il pesto rosso, un cucchiaio d’acqua di cottura, se necessario, e la ricotta vaccina fresca. Fate saltare gli spaghetti per pochi secondi, per dar modo ai sapori di amalgamarsi per bene e servite ben caldo.

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