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Pancia piatta per l’estate | gli errori che rallentano i tuoi risultati

pancia piatta
pancia piatta ragazza

Per molti appassionati di una vita attiva, il sogno di una pancia piatta per l’estate si scontra immancabilmente con la frustrazione di vedersi, al giungere dei primi caldi, con un addome appannato e spesso gonfio, nonostante i numerosi sacrifici dei mesi precedenti. Se talvolta questo è il risultato di una disciplina applicata in modo poco rigido e in tempi insufficienti, per la maggior parte delle persone, le ragioni di questo insuccesso possono trovarsi in pochi, trascurati fattori:
la scarsa gestione dello stress, il sonno insufficiente, un’alimentazione inadeguata.
Prima di rivolgerci al medico in cerca di una diagnosi di ipercortisolemia , perché non provare a lavorare su questi tre fattori?

Scarsa nutrizione ( e scarsità di carboidrati nella dieta)

carboidrati nella dieta per una pancia piatta per l'estate

Non ho citato a caso l’ipercortisolemia, dal momento che è una di quelle condizioni cliniche che periodicamente viene indicata, a sproposito, come la ragione principale dell’insuccesso di un piano di ricomposizione corporea. Tale condizione è sempre accompagnata da una corte di sintomi ben definiti e va trattata clinicamente.
L’ipercortisolemia dipende da una inadeguata produzione di cortisolo in risposta agli eventi stressanti e, solo se diagnosticata da personale medico, va trattata con la somministrazione di corticosteroidi.

Tuttavia sono in molti ad autodiagnosticarsi ( o a diagnosticare, senza basi reali) tale problematica.
La stragrande maggioranza delle persone che riporta di soffrire di un momento di stanchezza cronica, può attribuire questa condizione ad una inadeguata gestione dello stress.

Il muscolo striato è un tessuto metabolicamente costoso e rappresenta una ricca fonte di aminoacidi. Per mantenere efficienti le funzioni del cuore, del cervello e del sistema nervoso, l’organismo aggredisce le scorte muscolari per garantire i substrati necessari all’omeostasi.

In parole povere: una dieta ristretta, protratta per lunghi periodi, non è esattamente una passeggiata di salute per l’organismo e può condurre alla riduzione della massa magra.

La buona notizia è che questo tipo di danno si può prevenire con un’alimentazione consistente, ricca soprattutto di proteine e carboidrati. Il glucosio è la fonte energetica più rapida e semplice da impiegare per mantenere efficienti le funzionalità dell’organismo. Per cui è preferibile scegliere una dieta sostenibile sul lungo periodo, piuttosto che una che garantisce un dimagrimento spettacolare, ma difficile da mantenere nel tempo.

L’importanza del sonno

gattino che dorme a pancia all'aria

La qualità del sonno ed un adeguato introito nutrizionale sono fattori strettamente correlati. Una dieta equilibrata garantisce un riposo qualitativamente migliore, che impegna l’organismo nei processi riparativi notturni, senza che questi manifesti carenze.
D’altra parte, una buona qualità del sonno è responsabile del mantenimento dell’equilibrio ormonale alla base della gestione dell’appetito.

Mangiare bene e dormire altrettanto bene, sono elementi imprescindibili per una buona forma fisica e mentale.

La gestione dello stress

studente stressato con la pancia gonfia


Le situazioni stressanti sono all’ordine del giorno per chiunque, che si tratti di un lavoro impegnativo o svolto in un ambiente poco stimolante, la mancanza di riposo di qualità, la normale gestione delle occorrenze domestiche o semplicemente un impegno muscolare eccessivo, in termini qualitativi e quantitativi, la necessità di imparare a gestire le condizioni che espongono il sistema nervoso e l’intero organismo a sollecitazioni estreme, diventa essenziale, nell’ottica di mantenersi in buona salute e di non veder vanificati i risultati di un lungo lavoro in palestra e sfumare il sogno di una pancia piatta per l’estate.

Trova il tuo momento speciale per ricaricarti, fai una passeggiata, incontra gli amici, adotta un cucciolo, fai una nuotata o concediti un weekend in spa. Qualsiasi attività rilassante e appagante va bene, purché risulti rigenerante e consenta di prendersi una pausa piacevole dalla quotidianità.

Concludendo, il segreto per una pancia piatta per l’estate sta nel relax?
Sì, ma non solo.

Nutrirsi in maniera adeguata alle proprie esigenze atletiche e quotidiane resta la base di un corpo armonioso, insieme ad una routine d’allenamento equilibrata e svolta senza l’ansia di osservare risultati immediati. A questo bisogna integrare un equilibrio interiore che, sebbene non sia facile da ottenere, può essere più facilmente raggiunto rallentando i propri ritmi di allenamento e concedendosi qualche sgarro controllato.

per approfondire:
L’importanza dei carboidrati

Nutrizione e allenamento, un approccio pratico

Quante proteine assumere, la guida completa

Perché mangio sano, ma non dimagrisco?

Per ogni tipo di dubbio, lasciami un commento, risponderò alle tue domande. Per tutto il resto ti aspetto nel gruppo Facebook di Lefitchef

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Dieta Chetogenica | come funziona, come impostarla, quali risultati aspettarsi

keto dieta uova avocado

Cos’è la chetosi

il termine chetogenica, si riferisce ad un regime alimentare teso ad indurre nell’organismo lo stato di chetosi, ovvero una condizione grazie alla quale il corpo inizia a prediligere i grassi come fonte energetica, rispetto a carboidrati e proteine.

Una volta che l’organismo entra in questo stato, diventa molto semplice per esso utilizzare le scorte di grasso stoccate come deposito di energia, il che si traduce in un dimagrimento automatico e rapido.
In molti ritengono che si tratti di un regime dietetico pericoloso, a causa della quantità di alimenti grassi e proteici richiesto, tuttavia, se messo in atto sotto controllo di un professionista preparato, i vantaggi offerti dalla dieta chetogenica possono essere numerosi, non solo in termini di estetica.

Per comprendere come possa la dieta chetogenica risultare così rapidamente efficace, è necessario conoscere alcuni meccanismi fisiologici, che cercherò di esemplificare.

pesce e verdure

Generalmente, la fonte energetica preferita dall’organismo umano è rappresentata dai carboidrati, per questa ragione si tende a preferire questa fonte nutrizionale come base di ogni pasto, tuttavia non è infrequente che questo si traduca in un eccesso di carboidrati, soprattutto semplici, introdotti attraverso l’alimentazione.
Quando si introduce una quantità di carboidrati superiore a quella richiesta dall’organismo, esso li scinde, li converte e li stocca in depositi adiposi da impiegare successivamente.

Nel momento in cui l’organismo non riceve una quantità di carboidrati sufficienti alle sue necessità, aggredisce la fonte energetica immediatamente disponibile.

In seguito ad una drastica riduzione dell’apporto alimentare dei carboidrati, e ad una adeguata sostituzione di essi con i grassi, l’organismo andrà incontro ad un processo di adattamento che gli permetterà di metabolizzare questi ultimi come fonte di energia, inoltre sarà più semplice la metabolizzazione dei grassi già stoccati in precedenza.

Introduzione alla dieta chetogenica

Una persona in buona salute, che desideri sfruttare al meglio il proprio metabolismo per liberarsi rapidamente degli accumuli adiposi, dovrebbe considerare la dieta chetogenica.

La nutrizione riveste un ruolo importante nella produzione di ormoni regolatori fondamentali per un metabolismo efficiente e per un processo armonico di riduzione del grasso corporeo, con una contemporanea salvaguardia della massa magra, il tutto accompagnato da un impegno fisico moderato.

Cos’è la dieta chetogenica?

Per molte persone, la dieta chetogenica è una eccellente alternativa ai soliti regimi alimentari e consente di sfruttare una serie di alimenti inaspettati

Essenzialmente, la dieta chetogenica, o keto, consiste nel basare la propria alimentazione su un basso apporto di carboidrati ed uno alto di grassi.

Alimentandosi con un basso quantitativo di carboidrati, l’organismo entra in stato di chetosi; a questo punto inizierà a metabolizzare i grassi per trarne energia.

Quanti carboidrati bisogna consumare per entrare in chetosi?

Questo quantitativo può variare da persona a persona, ma non è consigliabile tenersi al di sotto dei 25 g di carboidrati netti
Taluni suggeriscono che nella “fase di induzione” ci si debba tenere sotto i 10 g di carboidrati netti.

Vediamo di chiarire cosa si intende per carboidrati netti:

Si definiscono carboidrati netti i carboidrati introdotti con gli alimenti, meno il loro contenuto di fibre alimentari.

Per esempio, se in un giorno si consumano 35 g di carboidrati e 13 g di fibre alimentare, l’apporto di carboidrati netti sarà di 22 g.

Come funziona la dieta chetogenica |un po’ di scienza

È noto che un adeguato tasso glicemico sia essenziale alla sopravvivenza, una grave ipoglicemia, infatti, può condurre rapidamente al coma e alla morte. Tuttavia, nelle decadi passate, sono stati numerosi i bodybuilders che hanno scelto di testare su loro stessi le conseguenza di una drastica riduzione dei carboidrati nella dieta. Il risultato fu duplice: non solo essi raggiunsero un nuovo assetto di muscolarità e definizione, ma non finirono in uno stato di ipoglicemia grave, cosa che si temeva potesse essere causata dall’esclusione quasi totale dei carboidati dalla dieta.

Sappiamo che è il fegato a produrre zuccheri da immettere nel torrente meatico, traendo componenti da acido lattico e piruvico presenti nell’organismo e combinandoli con amminoacidi che enrano nel corpo dall’assunzione di alimenti proteici, esso forma il glicogeno in quantità maggiori di quelle consumate. Ricordiamo che la scissione del glicogeno è parte della normale routine epatica.

In tеrmini di efficacia, la dieta chetogenica apporta reali benefici ai bodybuilder di livello intermedio o avanzato e a chi, in generale, è già in possesso di una buona massa muscolare.
Risulta infatti davvero arduo aumentare la massa magra senza consumare un adeguato apporto di carboidrati.

I risultati della dieta chetogenica, applicata su soggetti adeguati e con una metodologia corretta, risultano entusiasmanti in breve tempo.

I benefici della dieta chetogenica

  • Lo stato di chetosi permette all’organismo di attingere rapidamente alle riserve di grasso per trasformarlo in energia, in maniera più efficace di qualsiasi altro stato indotto da un normale regime ipocalorico.
  • I chetoni prodotti in eccesso non risultano pericolosi in quanto vengono escreti con il flusso urinario in maniera naturale. Ciò rende possibile testare l’effettivo stato di chetosi attraverso un semplice test delle urine domestico.
  • In breve tempo, l’organismo preferirà continuare a trarre energia dalle proteine e dai grassi e non si avvertirà più la necessità di alimentarsi con cibi ricchi di zuccheri.
  • la dieta chetogenica consente di mantenere stabili i livelli di insulina. Tale stabilità risulta essenziale nel mantenimento di un buono stato di salute e nel controllo del peso corporeo.
  • infine, la maggior parte delle persone riferisce che in breve tempo, gli episodi di fame nervosa e le conseguenti abbuffate si riducono fino a sparire.

Cinque consigli per sfruttare al meglio la chetogenica

  • non trascurare l’idratazione: nel momento in cui l’apporto di carboidrati scarseggia, l’organismo fatica a trattenere l’acqua che gli è necessaria, dunque mantenersi idratati è di importanza cruciale. Si consiglia di bere almeno 3 litri di acqua quotidianamente (2.2 lt per le donne) e di valutare il proprio stato di idratazione in base al colore delle urine: un colore chiaro e trasparente è indice di un’idratazione ottimale.
  • i grassi sono essenziali: venendo a mancare una fonte energetica come i carboidrati, l’organismo cercherà di trarre sostegno dai grassi. Tutti i grassi introdotti per mezzo dell’alimentazione saranno convertiti in energia, le fonti migliori saranno da ricercare in olio d’oliva, avocado, semi oleosi, frutta secca.
  • Trova il tuo livello ottimale di carboidrati: ogni individuo è differente ed alcuni possono rimanere nello stato di chetosi consumando fino a 100 g di carboidrati netti quotidianamente. Il modo migliore per testare la propria tolleranza ai carboidrati è quello di ricorrere ai test domestici che misurano i chetoni urinari.
  • Sii paziente: Sebbene la dieta chetogenica sia nota per favorire un dimagrimento rapido, non sentirti frustrato se questo non avviene immediatamente. La conversione dei grassi in energia è un processo complesso e richiede tempo, soprattutto nelle prime fasi del regime. Prima che con la bilancia, misura i tuoi progressi con il metro a nastro e allo specchio.

Non sai cosa mangiare in questo tipo di dieta? Ecco qualche suggerimento per variare con gusto:

Sciroppo no carb

waffle no carb, per chi non ama la colazione salata

pesce al cartoccio

salsa teriyaki senza zuccheri, perfetta per carne e pesce

Hai altre domande? lasciami un commento o raggiungimi nel gruppo facebook di LeFitChef

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Acidità dell’olio – cosa significa

Acidità dell'olio

 

Acidità dell'olio

Un luogo comune diffuso afferma che maggiore è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è il suo sapore, si tratta in realtà di un errore di concetto, una cosa è l’acidità e un’altra cosa è il contenuto di acidi grassi (oleico e linoleico), che può effettivamente avere a che fare con certi attributi sensoriali dell’olio d’oliva. Vediamo di approfondire queste nozioni.

 

Cos’è l’acidità dell’olio d’oliva?

 

 

Per cominciare, l’acidità è un criterio di valutazione misurato attraverso un processo analitico, ed è il principale parametro di qualità che determina se un olio d’oliva può essere venduto come extra vergine, vergine o lampante (non adatto al consumo).

In questo modo, più bassa è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è la sua qualità intrinseca. Ad esempio, l’olio extra vergine di oliva ha meno acidità rispetto all’olio d’oliva vergine, il che significa che nella sua composizione ci sono meno acidi grassi liberi a causa della rottura che si verifica tra i legami delle molecole di glicerina e degli acidi grassi (acido oleico e linoleico ), che costituiscono l’olio d’oliva. Questi legami si spezzano perché l’olio d’oliva subisce qualche alterazione chimica, sia perché nell’albero l’olivo è stato attaccato da qualche parassita o malattia, o perché l’oliva non è stata correttamente trattata una volta raccolta, o perché l’olio si è deteriorato una volta estratto dall’oliva.

Il termine “acidità di un olio” è il nome di una determinazione analitica che ci dice la quantità di acidi grassi liberi che ha e non ha alcuna relazione diretta con il sapore.

Ciò che è certo è che più bassa è la sua acidità, meno avrà sofferto il frutto dell’oliva e migliori saranno le qualità del suo succo.

L’olio Sagra Bassa Acidità è un prodotto al 100% italiano e rappresenta un eccellenza nel suo genere, caratterizzandosi dal punto di vista fisico e organolettico con:

• Alla vista. Verde dai riflessi oro, limpido

• All’olfatto. Profumi di oliva verdi, di media intensità, dalle connotazioni erbacee.

• Al palato. Morbido e vellutato, armonico, sapido, dall’impatto iniziale dolce e con note amare e piccanti che si svelano in un momento successivo, ben dosate; dal gusto vegetale, con richiami al carciofo e alle erbe di campo.Nella sensazione retro-olfattiva. Lieve sensazione piccante, mandorla verde ed erbe di campo anche in chiusura.

Un olio quindi ottenuto operando con delicatezza sulla materia prima, ma tutt’altro privo di gusto e carattere, che si presta ad ogni uso in cucina, sia in cottura che a crudo.

il mondo dell’olio Sagra a Bassa Acidità vi aspetta sul sito: Sagra

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Fibre, facciamo chiarezza

Quanti tipi di fibre esistono? Come conteggiarle nel regime quotidiano? Quante fibre assumere al giorno? vediamo di chiarire qualche punto riguardo a questi fondamentali elementi della nostra alimentazione. 

quante fibre assumere
In generale le fibre si ascrivono nel macroinsieme dei carboidrati complessi, insieme agli amidi e al glicogeno dei quali ci occuperemo in altre occasioni. Di derivazione vegetale, la maggior parte delle fibre che ingeriamo con la normale alimentazione è costituita da cellulosa ed altre fibre indigeribili dall’intestino umano, che manca degli enzimi necessari a scindere il legame glicosidico che tiene insieme i componenti di questi polisaccaridi ( sebbene alcune fibre particolari vadano incontro a fermentazione nel grosso intestino, generando, ad opera del microbiota, piccoli quantitativi di energia e gas, prima di essere escrete con le feci).
Mentre gli altri carboidrati apportano 4 calorie per grammo, le fibre contribuiscono con un apporto energetico che varia da 1,5 a 2,5 calorie per grammo.
Possiamo distinguere le fibre in alimentari e funzionali, molto spesso entrambe riportate nelle etichette come “fibre totali”.

Fibre Funzionali

Definiamo funzionali le fibre non digeribili in grado di recare benefici fisiologici all’intestino umano. Le fibre funzionali sono sia reperibili in natura che  in una vastissima gamma di integratori che promuovono benefici come il miglioramento delle funzioni gastrointestinali, la prevenzione del cancro del colon, la perdita di peso e il controllo del colesterolo. In particolare il chitosano è una delle fibre utilizzate nei prodotti DolceVita, azienda con la quale sarò lieta di collaborare a breve, che offre una vastissima gamma di prodotti arricchiti di fibre funzionali preziose.
Tra le fibre funzionali presenti in integratori o prodotti industriali troviamo quelli di origine vegetale (cellulosa, amidi resistenti, pectina e gomme), animale ( chitina e chitosano) e di produzione industriale (polioli, inulina, xilitolo, vitafiber…)

 

 

Fibre alimentari

Le fibre alimentari sono normalmente presenti in determinati cibi e si classificano a loro volta in fibre ad alta viscosità e fibre a bassa viscosità.
Le fibre ad alta viscosità, anche note come fibre solubili, includono le gomme ( presenti tipicamente in avena, orzo, guar e legumi), pectina ( che ritroviamo in mele, agrumi, fragole e carote), e semi di psillo.
Questo tipo di fibre rallenta lo svuotamento gastrico, ovvero il passaggio di cibo dallo stomaco al duodeno, esse infatti, una volta a contatto con i succhi gastrici, assumono una consistenza mucillaginosa e aumentando il volume del contenuto gastrico, promuovono un prolungato senso di sazietà. Inoltre, un rallentato svuotamento gastrico rallenta a sua volta il rilascio di zuccheri nel flusso ematico, il che può essere utile ad attenuare l’insulinoresistenza. Le fibre solubili sono inoltre in grado di interferire con il riassorbimento dei grassi e del colesterolo alimentare.

Le fibre a bassa viscosità, note anche come fibre insolubili, annoverano tra le proprie file la cellulosa (presente nella crusca di grano, nei cereali integrali e nei vegetali in generale), l’emicellulosa (tipica delle crusche), e lignine (presenti nei vegetali maturi, nei cereali e nella frutta con semi commestibili come i kiwi e le fragole). Questo tipo di fibre è altamente idrofilo, ovvero tende a trattenere acqua. Questa funzione è importante perché limita il fisiologico riassorbimento idrico dal materiale fecale da parte del colon, che può essere eccessivo in coloro che tendono a soffrire di stitichezza, quasi sempre a causa di uno stile di vita inadeguato.

Quante fibre assumere al giorno?

Appare dunque chiaro che i benefici apportati dalle fibre siano numerosissimi , ma quante fibre assumere al giorno?
L’apporto di fibre quotidiano per un adulto raccomandato dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, è di circa 14 grammi ogni 1000 calorie consumate giornalmente, quindi circa 30- 35g grammi al giorno, ma mai meno di 25g anche in caso di regimi a ridotto apporto calorico.

Per approfondire :
-Anderson JW, Baird P, Davis RH, et al. Health benefits of dietary fiber. Nutr Rev. 2009;67(4):188-205.
-Howarth NC, Saltzman E, Roberts SB. Dietary fiber and weight regulation. Nutr Rev. 2001;59(5):129-139.
– Zhang C, Liu S, Solomon CG, Hu FB. Dietary fiber intake, dietary glycemic load, and the risk for gestational diabetes mellitus. Diabetes Care. 2006;29(10):2223-2230.
-Institute of Medicine (U.S.). Panel on Macronutrients, Institute
of Medicine (U.S.). Standing Committee on the Scientific Evaluation of Dietary Reference Intakes. Dietary reference intakes for energy, carbohydrate, fiber, fat, fatty acids, cholesterol, protein, and amino acids. Washington, DC: National Academies Press; 2005.

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Insalata primaverile con fichi, speck e noci

insalata fichi speck

Ingredienti per 4 persone
100g di noci pecan
200g di fagiolini spuntati
4 fichi fioroni freschi, divisi in quarti
100 g di valerianella
100 g di speck di Asiago Fiordimaso affettato sottilmente
50 g di Dolce Sole Bio Fiordimaso senza lattosio
qualche foglia di menta fresca

Condimento
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
2 cucchiai di aceto di mele
1 cucchiaio di aceto balsamico
sale e pepe

questa insalata particolare unisce sapori insoliti e delicati che annunciano l’arrivo dell’estate, i fichi fioroni, tipici della tarda primavera, si sposano a meraviglia col gusto delicato e lievemente affumicato dello speck Fiordimaso, esaltato a sua volta dalla lieve tostatura delle noci pecan. Il tutto si presta ad accompagnare piatti leggeri di carni bianche.

Scaldate a fuoco medio una padella dal fondo spesso, aggiungete le noci pecan e lasciatele dorare, rigirandole molto spesso, per 3-4 minuti circa. Lasciatele da parte in un piattino a raffreddarsi.

Sbollentate di fagiolini in una pentola d’acqua bollente leggermente salata, basteranno solo due minuti dalla ripresa del bollore. Scolateli, raffreddateli sotto un getto d’acqua fredda, scolateli ancora e rimuovete l’eccesso d’acqua tamponandoli con carta da cucina.
Disponete i fagiolini sul piatto da portata insieme ai fichi, la valeriana, le noci pecan e la menta.
Aggiungete lo speck e il Dolce Sole Bio Fiordimaso entrambi tagliati in fette sottilissime
A parte preparate il condimento mescolando all’olio extravergine d’oliva i due aceti, il sale e il pepe.

Versate il condimento sugli altri ingredienti e servite immediatamente.

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I benefici dell’esposizione al sole: abbronzatura, vitamina D ed effetti sull’umore

Dopo mesi di palestra e alimentazione curata è giunto il momento di esporre alla luce del sole i risultati di tanto impegno. Ma oltre al relax, l’esposizione alle radiazioni solari offre numerosi altri benefici che possono influenzare il tono dell’umore, la regolazione dell’appetito, il livello di energia e il ciclo del sonno. Ecco come avviene:

Quando la luce solare colpisce i nostri occhi, i fotorecettori reagiscono inviando messaggi a quelle parti del sistema nervoso centrale che regolano il livello di serotonina limitandone l’assorbimento ai suoi ricaptatori sinaptici, in questo modo i livelli di questo neurotrasmettitore rimangono stabili per un tempo più lungo ( lo stesso meccanismo viene mimato da una classe di farmaci, gli SSRI, i quali influenzando la ricaptazione deilla serotonina stabilizzano il tono dell’umore nei pazienti affetti da gravi forme depressive)
La serotonina, oltre al tono dell’umore, influenza importanti processi biologici, i ritmi circadiani, la produzione di ormoni e la percezione di stimoli come il sonno e la fame.

Cosa avviene quando la pelle è esposta ai raggi solari?

L’ossido nitrico, una sostanza normalmente stoccata negli strati più estermi della pelle, reagisce con le radiazioni ultraviolette causando vasodilatazione e, di conseguenza, un calo della pressione sanguigna, il rallentamento del battito e un generale senso di rilassamento.
Inoltre i raggi UV penetrano la pelle stimolandone il rilascio di colesterolo che l’organismo utilizza per produrre vitamina D, sostanza, tra le atre cose,  indispensabile  alla produzione di serotonina. Alcuni studi dimostrano inoltre, che bassi livelli di vitamina D sono correlati all’insorgenza di diabete e alterazioni del sistema cardiocircolatorio.

Sebbene siano molti gli alimenti che contengono vitamina D, il loro apporto non è talvolta sufficiente a coprirne il fabbisogno quotidiano. La soluzione? 15 minuti di esposizione alla luce solare ogni giorno ( anche nelle stagioni meno calde, quando è possibile, è sufficiente una passeggiata all’aria aperta) sono sufficienti all’organismo per produrre la quantità di vitamina D che gli è quotidianamente necessaria.
  
Le interazioni tra luce solarevitamina D, serotonina e ritmi circadiani sono complesse, ma il benessere dipende dall’armonia tra tutti questi fattori. Senza un’adeguata esposizione alle radiazioni solari i livelli di serotonina fluttuano in maniera critica, influenzando sensibilmente i ritmi circadiani e generando cali di attenzione diurna, attacchi di fame ad ogni ora del giorni, difficoltà ad addormentarsi e a mantenere la concentrazione.

Per tutte queste ragioni  è consigliabile esporsi al sole, soprattutto in Estate, lasciandosi alle spalle gli impegni e le preoccupazioni invernali, ma senza dimenticare la sicurezza. Accanto agli innegabili benefici dell’esposizione solare bisogna infatti tenere conto dei danni, immediati e a lungo termine, che essi causano alla pelle.

Quest’anno il mio break estivo sarà accompagnato dai nuovi prodotti Hawaiian Tropic, ma nell’attesa, mi occupo di proteggere la pelle del viso dai raggi solari e dagli agenti inquinanti, per mezzo del latte viso con fattore di protezione 30. Grazie ai nastri di seta dei quali è arricchito, idrata e nutre la pelle, donandole freschezza e tonicità per molte ore resistendo all’acqua e senza untuosità.
Utilissimo anche nelle stagioni meno calde, durante le quali i raggi solari non smettono di essere aggressivi, benché nascosti dalle nuvole.



   Ma il mio prodotto preferito è il gloss Island Berry, una novità per me, con  protezione solare 25, difende le labbra donandogli un colore naturale e duraturo con il profumo intenso e goloso tipico di ogni prodotto Hawaiian Tropic.


Dovrò ancora aspettare per il  mio primo vero bagno di sole, ma non vedo l’ora di provare il latte solare Hawaiian Tropic della linea Shimmer Effect, a protezione media e dall’effetto brillante che valorizza ogni carnagione anche nel suo tono naturale.

Tra gli altri prezioni ingredienti, i prodotti Hawaiian Tropic sono arricchiti di olio di cocco, del quale ormai conoscete a fondo tutti i benefici e che, da sempre, è utilizzato dalla popolazioni della Polinesia per mantenere la pelle protetta e in salute. Grazie ai suoi componenti, ogni prodotto Hawaiian Tropic garantisce, insieme ad una protezione efficace e resistente in acqua fino ad otto ore, un’esperienza polisensoriale estremamente appagante che si somma ai benefici dell’esposizione solare.

Ci tengo particolarmente a sottolineare che i prodotti Hawaaian Tropic sono raccomandati dalla Skin Cancer Foundation, organizzazione internazionale che lotta per la prevenzione del cancro della pelle. 



Visitate il sito Hawaiian Tropic Italia per scoprire il vostro fototipo e scegliere il prodotto adatto nella vasta gamma di prodotti offerti.