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Conservare i pancake al meglio , come fare e come scaldarli

Conservare i pancake, in modo da preservarne il gusto e la consistenza soffice anche a distanza di uno o più giorni dalla loro preparazione, è una questione che interessa molte persone, soprattutto coloro che, per motivi di tempo e organizzazione, preferiscono preparare in anticipo i pasti da consumare lungo il corso della settimana.
Altre volte invece capita di preparare una grande quantità di pancake per evitare di sprecare un flacone di albume liquido.

conservare i pancake

 

In ogni caso,  oltre al sapore e alla consistenza, quando si pensa a conservare i pancake è importante preservare anche la sicurezza alimentare, onde evitare spiacevoli inconvenienti e ripercussioni sul benessere dell’organismo.
Vediamo dunque quali sono le modalità più pratiche e sicure per conservare i pancake, ma anche crepes e waffle proteici e non.

Come conservare i pancake in frigorifero

 

la situazione che capita più di frequente è quella che ci vede preparare la colazione a base di pancake la sera, per risparmiare tempo il mattino dopo. Molti però si domandano quale sia il modo migliore per conservare i pancake in frigorifero peer poterli gustare al meglio non solo il giorno dopo, ma possibilmente anche più in là nella settimana.

Una volta preparati i pancake è consigliabile aspettare che si siano raffreddati completamente prima di procedere con la conservazione in frigorifero.
Nel frattempo, recuperate dalla dispensa dei contenitori a tenuta ermetica, lavateli ed asciugateli benissimo.
Disponete i pancake ormai freddi nei contenitori, chiudete con cura e consumateli nei tre giorni successivi, dopo averli scaldati per qualche secondo al microonde, nel tostapane o sulla padella calda.

Conservare i pancakes

 

Conservare i pancake in freezer

Per ottimizzare lo spazio in congelatore, l’ideale è conservare i pancake in buste richiudibili come quelle che trovate a questo link  .

Sono riutilizzabili numerose volte, facilmente richiudibili e permettono di eliminare tutta l’aria dal loro interno senza difficoltà.

Anche in questo caso dovrete attendere che i pancake siano completamente freddi prima di procedere alla loro conservazione.
Nel frattempo, etichettate le varie buste indicando su ognuna il tipo di pancake che conterrà e soprattutto la data di confezionamento. I pancake surgelati, di qualsiasi tipo, mantengono al meglio le loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali in freezer, ma consiglio di non superare i due mesi di conservazione.

A questo punto di possono impilare i pancake nelle buste, per evitare che durante il congelamento si attacchino tra loro, consiglio di inserire tra un pancake e l’altro dei quadrati di carta da forno tagliati nella misura adatta. Meglio evitare l’alluminio, che talvolta si attacca, risulta difficile da rimuovere e può rovinare il microonde se qualche pezzetto sfugge alla rimozione, evito anche la pellicola per alimenti, perché non è riutilizzabile, mentre la carta da forno può essere impiegata più volte, riducendo sprechi e inquinamento.

Come conservare i pancake | metodi di scongelamento

Anche se può avere senso lasciare il sacchetto dei pancake congelati in frigorifero, in modo che si scongelino lentamente durante la notte e siano pronti al mattino, vi assicuro che è un passaggio non sempre necessario, soprattutto se i vostri pancake hanno uno spessore normale e non siano invece delle torte in pentola dense e pesanti come cubetti di porfido, in quel caso, non posso fare niente per aiutarvi…

Per chi preferisce godersi pancake, waffle e crepe da manuale, ecco i metodi più efficaci per farli passare dal freezer al piatto risparmiando tempo e salvando gusto e consistenza.

 

In microonde

Questo è il mio metodo preferito per scongelare i pancake: è rapido, li lascia soffici, non ne altera il gusto.
Basta sistemare da uno a cinque pancake in un piatto adatto al microonde e avviare a media potenza per un tempo variabile dai 20 ai 60 secondi. Non occorre coprire il piatto e i pancake saranno subito pronti per essere farciti e gustati.

 

Al forno

Se in famiglia i pancake vengono consumati a colazione da più persone, scongelarli in forno può essere il metodo ideale per le grandi quantità.
I pancake ancora congelati vanno disposti su una placca, in uno strato singolo, e coperti con un foglio di alluminio che impedirà di far disperdere l’umidità, mantenendoli soffici e dorati.
Scaldateli in forno già caldo a 180° per 7-10 minuti .

Nel tostapane

Scongelare i pancake nel tostapane è un metodo valido se si hanno piccole quantità da consumare, due al massimo, e poco tempo a disposizione. basteranno un paio di minuti di pazienza, ma non perdeteli d’occhio per evitare che si brucino!

In padella

Disponete i pancake ancora congelati sul fondo della padella, abbassate la fiamma al minimo e coprite col il coperchio, a seconda dello spessore, saranno pronti in 2- 5 minuti.

Conservare i pancake

Conservare i pancake | Posso conservare l’impasto dei pancake per cuocerlo in un secondo momento?

Questa è una delle domande che mi vengono poste più spesso, la mia risposta è sempre la stessa: meglio evitare. Soprattutto se si tratta di un impasto classico, a base di uova e latte, il preparato per pancake, anche se posto in frigo, diventa il substrato ideale per la crescita di batteri. A meno che non si tratti di intervalli molto brevi, non superiori ad un paio d’ore, è meglio evitare di lasciare il l’impasto crudo in frigorifero, anche se riposto in contenitore ermetico.

Vi aspetto sulla pagina facebook e nel nostro gruppo per rispondere ad ogni altro vostro dubbio su come conservare i pancake , ma prima di lasciarvi andare vi invito a scoprire e a riscoprire al cune delle mie ricette preferite per pancake proteici e non :

Pancake al siero di yogurt : perfetti se preparate lo yogurt greco in casa e non sapete come riutilizzare il siero che avanza

Pancake proteici  una ricetta base, tra le più replicate in rete

Pancake di albumi in 10 minuti 

Pancake di avena istantanea e albumi 

Waffle proteici low carb

Crepe proteiche al burro d’arachidi, non le avete ancora provate? non ci credo

Waffle senza glutine al grano saraceno, con la stessa ricetta potete preparare ottimi pancake e crepes

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conservazione del riso | il meal prep in sicurezza

conservazione del riso

conservazione del riso
Nel terzo appuntamento con il meal prep, parliamo di sicurezza alimentare. Dal momento che si tratta di un alimento diffusissimo e spesso alla base dell’alimentazione di molti, è bene occuparci della conservazione del riso e dei principali errori da evitare per non incorrere in pericolosi problemi di salute.

Sebbene non si presti normalmente attenzione al riso come veicolo di patologie, esiste la possibilità, tutt’altro che remota, di incorrere in una intossicazione da Bacillus Cereus, un microorganismo gram positivo, le cui spore sono ubiquitarie nel riso normalmente in commercio. Dal punto di vista microbiologico, le spore sono uno dei più efficaci stratagemmi per la riproduzione e il mantenimento di alcune specie batteriche gram +. Le spore, che altro non sono che cellule metabolicamente inattive, sono in grado di sopravvivere a temperature altissime o vicine allo zero assoluto, e in alcuni casi anche allre radiazioni ultraviolette. Le spore di Bacillus Cereus non fanno eccezione, per cui sono in grado di resistere al processo di cottura del riso.
Il riso cotto, se lasciato a temperatura ambiente, rappresenta un terreno di coltura ottimale, per cui le spore tornano allo stato vegetativo e iniziano a colonizzare il substrato. COme prodotto metabolico, durante l’accrescimento le colonie di Bacillus Cereus producono tossine: un tipo in grado di produrre vomito, l’altra invece viene prodotta nell’intestino tenue  ed è causa di crampi e violenti episodi di diarrea. Vediamo dunque quali strategie bisogna mettere in atto nella conservazione del riso per evitare certe spiacevoli conseguenze.

Conservazione del riso ottimale

il riso che viene cotto nell’ambiente domestico, dovrebbe poter essere rapidamente raffreddato e conservato, in contenitori a chiusura ermetica per evitare ulteriori contaminazioni, in frigorifero per un periodo massimo che va dai quattro ai sei giorni. Il freezer è una soluzione alternativa, che permette di conservare il riso, meglio se cotto a vapore, fino a sei mesi, purché le temperature non superino mai i -15°C

 

Conservazione del riso: il sushi è sicuro?

Sono certa che, quando avete iniziato a leggere questo articolo, abbiate temuto di dover abbandonare il  vostroamato sushi, ma c’è una buona notizia.
Il Bacillus Cereus non è un organismo particolarmente acido resistente; diversi esperimenti hanno mostrato che l’acido acetico è in grado di inibire la forma vegetativa di Bacillus Cereus, con un ph di circa 4.2. L’acidificazione del riso, procedimento alla base della produzione del sushi, è sufficiente quindi a ridurre la carica batterica e la pericolosità delle spore di Bacillus Cereus sopravvissute alla cottura. Un’ottima ragione per aggiungere tanti sottaceti alla nostra insalata di riso.

 

 

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