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Smart watch con fitness tracker : guida all’acquisto per atleti e principianti

Uno smart watch con fitness tracker è lo strumento adatto da regalare o regalarsi per chiunque abbia uno stile di vita attivo o si proponga di iniziare un nuovo percorso all’insegna del benessere psicofisico. Tuttavia, orientarsi verso la scelta del modello più adatto alle esigenze di ognuno può diventare incredibilmente complesso nel mare delle diverse proposte che si evolvono di continuo.
Ecco una guida essenziale per scegliere lo smart watch con fitness tracker più adatto, con un occhio alle migliori occasioni per risparmiare.
smart watch le fitchef

 

Guida alla scelta dello smart watch con fitness tracker : alcune considerazioni generali

  • Non acquistare uno smart watch con fitness tracker senza avere la certezza che funzionerà con il tuo smartphone. Ad esempio, Apple Watch funziona solo con gli iPhone. La piattaforma del sistema operativo Wear di Google e gli orologi con tecnologia  Tizen di Samsung funzioneranno senza problemi sia con i telefoni Android che con gli iPhone, ma con meno funzioni rispetto a quando li utilizzi con dispositivi Android.
  • Nella scelta di uno smart watch con fitness tracker, preferisci un modello che abbia un sensore di frequenza cardiaca e GPS (per monitorare le tue corse) se sei interessato principalmente alle funzioni relative al fitness.
  • Prestare attenzione alla durata della batteria al momento di scegliere il tuo prossimo smart watch con fitness tracker . Gli smart watch ibridi che assomigliano più agli orologi analogici tendono ad avere la durata della batteria più lunga, ma non hanno touchscreen.
  • Controlla che la fibbia e il cinturino siano resistenti, ma semplici da rimuovere e sostituire. Assicurati inoltre che sia facile per te trovare le bande sostitutive e magari che siano disponibili più stili, in modo da poter indossare il tuo prossimo smart watch con fitness tracker in tutte le occasioni.

La disponibilità di un buon numero di app è un valore aggiunto, ma non tale da essere rilevante rispetto a caratteristiche come la compatibilità, la durata della batteria e la precisione di rilevamento dei diversi parametri.

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Display

Quasi tutti gli smart watch ora disponibili utilizzano uno schermo LCD o un display AMOLED, che consente di visualizzare foto, app e altri contenuti con colori più intensi ed una maggiore luminosità. Il compromesso è una durata della batteria più breve, anche se i produttori di smart watch stanno compiendo grandi progressi nel migliorare l’efficienza dei dispositivi.

Gli schermi LCD tendono ad essere più spessi di quelli OLED, motivo per cui Apple ha sviluppato il suo primo display OLED per l’Apple Watch di prima generazione allo scopo di renderlo il più sottile possibile. Samsung ha creato il primo smart watch OLED, Galaxy Gear, nel 2013.

 

Caratteristiche di fitness: frequenza cardiaca e GPS 

Dal momento che l’attenzione per le funzioni offerte dai più recenti fitness tracker è in costante aumento, i produttori di smart watch dirigono i loro sforzi verso lo sviluppo di questo aspetto dei loro prodotti.  Alcuni smart watch dipendono dallo smartphone per il tracciamento delle attività, ma la maggior parte di essi è utilizzabile anche in maniera indipendente.

Se prevedi di utilizzare uno smart watch principalmente per allenarti , potresti prendere in considerazione fitness tracker, come Fitbit Versa o Garmin Vivoactive 3 , che consentono di cambiare il quadrante dell’orologio e leggere le notifiche. Il Versa va anche oltre offrendo specifiche funzioni di tracciamento dedicate al benessere femminile, come la possibilità di registrare la frequenza del ciclo mestruale, con eventuali variazioni dei sintomi, e il tracciamento del sonno.

La maggior parte dei dispositivi con sistema operativo Wear hanno integrato un cardiofrequenzimetro, tuttavia pochi sono in grado di rivelarsi efficaci come nel  Fitbit Charge. Anche il sensore di frequenza cardiaca dell’Apple watch è risultato tra i più accurati in numerosi test.

Oltre al cardiofrequenzimetro, l’Apple Watch Series 3, il Samsung Gear S3 e il Samsung Gear Sport sono dotati di GPS, che li rende più indicati per coloro che vogliono correre o andare in bicicletta all’aria aperta e desiderano seguire la distanza percorsa e il proprio ritmo. Tuttavia, è bene ricordare che l’uso del GPS avrà un impatto significativo sulla durata della batteria.

 

Quale fitness tracker scegliere?

 

FitBit: uno per tutti

Se ancora non hai le idee chiare sul fitness tracker più adatto alle tue esigenze, il Fitbit è senza dubbio lo strumento che meglio di altri unisce una vasta gamma di alte prestazioni con un prezzo accessibile. Ecco quale dettaglio:

  • il modello Alta traccia gli allenamenti, il sonno e funge da contapassi. La versione HR è fornita anche di sensore per il battito cardiaco.
  • il Fitbit Charge 3 ha un display in grado di mostrare un maggior numero di dati, inoltre è pensato per tracciare specificamente numerosi sport, ad esempio il nuoto.
  • il Versa ha un display più ampio, colorato e ricco di funzioni touch e swipe, oltre a disporre di diverse app scaricabili dal FitBit store. Se cerchi un’alternativa all’Apple Watch che sia compatibile con Android, il Versa fa per te.
  • lo Ionic possiede tutte le caratteristiche del Versa, ma ha in più un tracker GPS che lo rende perfetto per seguire i progressi negli sport come la corsa.

Gli utenti FItbit possono inoltre godere del supporto di una ricca community in cui i membri si confrontano e ispirano a vicenda. Se il fattore social è per te rilevante, questo è un aspetto da tenere in considerazione.



L’Apple Watch è molto più di uno smart watch

Se vivi in simbiosi con il tuo iPhone vorrai sicuramente uno strumento che ne ricalchi la tecnologia e sia perfettamente compatibile con esso, per cui l’Apple Watch sarà una scelta ovvia. Può tracciare ogni tipo di attività, compreso il sonno, e registra tabulati relativi al contapassi e al ritmo cardiaco. Il GPS è compreso e può memorizzare brani musicali. La versione LTE è inoltre in grado di effettuare chiamate e inviare mail senza il supporto di un telefono nelle vicinanze. Buona parte delle app sviluppate per iPhone hanno un corrispettivo per Apple Watch, compreso Siri. Tuttavia, il suo punto debole è la necessità di dover essere ricaricato quotidianamente, a differenza di altri smart watch dalla batteria decisamente più durevole.

 

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Garmin, la scelta dei runners

Una corsetta occasionale può essere monitorata con qualsiasi tracker, ma i runner che necessitano di tracciare con precisione l’evoluzione dei loro allenamenti, scelgono la tecnologia Garmin.

Gli smart watch Garmin hanno pulsanti fisici, che risultano meglio gestibili soprattutto quando si usano in movimento e all’aperto. Il GPS è incluso e le statistiche tracciano una serie di parametri specificamente orientati al monitoraggio della corsa.
Uno dei modelli più popolari è senza dubbio il Forerunner 235
Questo modello è in grado di tracciare
 VO2 max, stress score, condizione delle prestazioni e soglia anaerobica, è inoltre perfetto per il nuoto indoor e in acque libere. 

Il modello Fenix è il top di gamma, amato da chi ama le avventure outdoor per le sue mappe e la possibilità di essere impiegato come navigatore anche nelle situazioni più estreme.

Il Vivoactive resta uno dei modelli più amati, dal momento che unisce la maggior parte delle caratteristiche più ricercate dai runners ad un prezzo assolutamente accessibile.

 

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collaborazioni/ frullato

Frullatore sottovuoto Philips: il segreto per smoothies e frullati perfetti

frullatore sottovuoto philips

Tra i più frequenti interrogativi ai quali ci troviamo a rispondere nella nostra email, troviamo quelli che riguardano la conservazione degli alimenti, in particolare come evitare l’ossidazione e la contaminazione batterica che può coinvolgere molte preparazioni, in particolare le più delicate, a base di frutta e verdura. Come sappiamo, l’ossidazione è un processo naturale ed inevitabile, che parte dal momento in cui gli alimenti freschi vengono esposti all’ossigeno contenuto nell’aria.
La soluzione a questo problema consiste nel fare in modo di ridurre il più possibile questa esposizione.
Il frullatore sottovuoto di Philips è stato ideato per rispondere a questa particolare esigenza delle persone attente alla loro alimentazione e interessate ad ottimizzare il rendimento nutrizionale delle loro preparazioni così come l’esigenza di preservare al meglio il gusto ed i principi attivi degli ingredienti, rallentando per quanto possibile l’ossidazione.

 

Il frullatore con funzione sottovuoto ci aiuta a produrre succhi di frutta e verdura e smoothies dalla maggior durata e con un miglior apporto nutrizionale, grazie ad un ridotto ingresso di aria nel boccale durante la preparazione.

 

Frullatore sottovuoto : il ruolo dell’ossigeno


L’ossigeno è un elemento essenziale nella vita animale, ci sostiene ed è alla base di numerosissimi processi fisiologici. Ma è essenziale anche per la sopravvivenza di molti microorganismi, nonché responsabile della rapida alterazione del colore, del gusto e dell’apporto nutrizionale di frutta e verdura. Non possiamo evitare l’irreversibilità dei processi naturali.Ma ora è possibile, applicando un po ‘di scienza alimentare a casa e i più recenti progressi della tecnologia, dare un ulteriore supporto al nostro benessere.

I frullatori domestici standard accelerano la degradazione degli alimenti

Una caratteristica tipica di un normale frullatore domestico è che le lame ad alta velocità inglobano molta aria in qualunque ingrediente si stia miscelando. A peggiorare le cose, il processo di miscelazione scompone gli ingredienti in minuscole particelle, amplificando la superficie di contatto tra il cibo e l’ossigeno. Milioni di minuscole bolle di ossigeno mescolate con milioni di minuscole particelle di cibo. In pratica ogni particella degli ingredienti in un frullatore tradizionale sta nuotando in un bagno ricco di ossigeno, e come risultato il cibo frullato inizia immediatamente a perdere il suo valore nutrizionale, il gusto originale e i suoi colori naturali.

L’ossigeno è necessario affinché i microbi si attivino e si moltiplichino e iniziando a digerire il cibo prima di noi! Questo può essere molto utile, per esempio negli yogurt, ma può essere controproducente in presenza batteri patogeni, muffe, ecc. Alimentando i microbi con tutto l’ossigeno di cui hanno bisogno aumenta il rischio che il deterioramento degli alimenti avvenga più velocemente. Incorporando abbondante ossigeno per nutrire i microorganismiun frullatore tradizionale esacerba questo tipo di danno alle nostre preparazioni se non sono destinate al consumo immediato.

Questo è un problema primario affrontato in molti modi nei processi industriali di produzione del cibo. Dai sacchetti di insalata alle carni e alla frutta, il cibo del supermercato è spesso confezionato in un gas inerte come l’azoto per escludere l’ossigeno e prevenire il deterioramento dovuto all’ossidazione e alla decomposizione microbica. Il confezionamento in atmosfera modificata (MAP) utilizzando gas inerte è diventato uno dei metodi più utilizzati per aumentare la durata di conservazione degli alimenti acquistati in negozio. Negli alimenti in scatola, l’aria viene esclusa durante il processo di inscatolamento. Ancora un’altra tecnica è l’uso di “scavenger di ossigeno”, ovvero composti reattivi incorporati in componenti di imballaggio che “puliscono” l’ossigeno dall’aria che circonda il cibo.

L’ossidazione ha un ruolo essenziale quando si tratta di alterare i benefici di cibi freschi e sani. I grassi diventano rancidi, il che significa che non solo hanno un sapore sgradevole ma contengono anche sottoprodotti tossici derivanti dall’ossidazione. Gli appassionati di cibi crudi sanno che questo è un problema quando si prepara un burro di frutta secca in un frullatore tradizionale, ad esempio – il burro di arachidi ha un buon sapore all’inizio, ma i grassi sani iniziano presto a deteriorarsi. La vitamina C viene rapidamente persa per ossidazione, e perdere questo vitale protettore cellulare non è raccomandabile. L’ossidazione è responsabile del sapore stantio dei prodotti da forno che sono stati esposti all’aria per troppo tempo e il sapore in molti alimenti si deteriora a causa dell’ossidazione dei loro oli aromatici.

Usando un frullatore tradizionale, assistiamo a tutti questi progressivi deterioramenti. Questo è in parte il motivo per cui consigliamo sempre di bere immediatamente un buon frullato. Ma ora grazie alla tecnologia Philips disponiamo di uno strumento che preserva al meglio le caratteristiche degli alimenti freschi: il frullatore sottovuoto.

 

Cos’è un frullatore sottovuoto?

philips frullatore sottovuoto

Un frullatore con funzione sottovuoto Philips funziona allo stesso modo di un normale frullatore da cucina, ma è in grado di rimuovere l’aria dagli ingredienti nel boccale prima di avviare il processo di miscelazione. Creando efficacemente un vuoto, viene eliminata la spinosa questione di introdurre minuscole bolle d’aria negli ingredienti.

 

Una differenza che si vede e si sente

 

La prima differenza apprezzabile in un prodotto ottenuto con il frullatore sottovuoto Philips è una gamma di colori vibranti rispetto ai risultati aerati che si ottengono senza il vuoto. Le bevande miscelate da un normale frullatore si separano e scoloriscono in tempi relativamente brevi, poiché l’aria è già in stretto contatto con l’intera miscela dal momento che i suoi elementi sono stati ridotti in piccolissime parti.

Impiegando un boccale dotato di una valvola per il sottovuoto nella conservazione delle preparazioni, il cibo si manterrà per un massimo di una settimana nel frigo con pochissima 

perdita di sostanze nutritive.

Anche gli aromi e i sapori naturali degli ingredienti rimangono invariati grazie a questa tecnologia, poiché normalmente i composti delicati che danno sapore al nostro cibo iniziano a deteriorarsi non appena le lame del frullatore tradizionale iniziano a girare, quindi è facile capire come non solo un frullatore sottovuoto garantisca nuovi vantaggi per la nostra salute, ma aumenta anche la piacevolezza delle nostre ricette preferite.

 

Un grande vantaggio per chi ama uno stile di vita sano

Tutti abbiamo provato a conservare un frullato in frigorifero, magari perché ne abbiamo prodotto una quantità abbondante, per mancanza di tempo o per praticità, ma il risultato è stato sempre lo stesso: una miscela che in qualche minuto si scompone e perde la brillantezza dei suoi colori insieme alla fragranza di un prodotto appena preparato.
Ciò significa che fino ad oggi, il solo modo per consumare un frullato dal gusto, colore e potere nutrizionale intatto, l’unica soluzione consisteva nel prepararli al momento, con un gran dispendio di tempo tra la preparazione dei vari ingredienti e la pulizia di boccale e recipienti.

Il frullatore Philips invece, consente di preparare una quantità abbondante di frullato o di impasto per i pancake e di poterlo conservare in frigorifero garantendone la freschezza per un tempo sensibilmente superiore. Questo è un vantaggio enorme per coloro che tendono a trascurare uno stile di vita sano a causa dello stress e degli impegni della quotidianità.

La possibilità di preparare in anticipo frullati completi, o qualsiasi altra ricetta che consenta di godere appieno dei nutrienti di ingredienti freschi è un vantaggio enorme che oggi è finalmente diventato realtà grazie alla tecnologia del frullatore Philips.

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Semi di zucca tostati | benefici e ricetta per uno snack sano

semi di zucca copertina

I semi di zucca tostati sono un modo eccellente per fare il pieno di minerali concedendosi uno snack senza sensi di colpa e a costo zero. Nella stagione autunnale infatti, le zucche sono uno degli ingredienti più adoperati da chi ama il cibo sano, e i semi di zucca tostati possono essere preparati da chiunque in pochi semplici passi.

semi di zucca tostati

Semi di zucca tostati | Proprietà e benefici

Per molti, i semi di zucca tostati, rappresentano un ricordo dell’infanzia, legato a luna park e fiere paesane animate da bancarelle cariche di caramelle e semi da sgranocchiare. Non tutti sanno però che quei semi da sbucciare quasi sovrappensiero, sono una vera miniera di ferro, magnesio, fosforo e manganese, con un discreto apporto di proteine e grassi saturi e insaturi. Se fino ad oggi vi siete semplicemente liberati del contenuto delle vostre zucche, limitandovi a gettare i semi nell’umido, iniziate a sentirvi in colpa.  Anche la vitamina K è presente in discrete quantità nei semi di zucca, ed è un elemento irrinunciabile per chi soffre di fragilità capillare e sviluppa facilmente ematomi.

 

Semi di zucca tostati | Ricetta

A chi non ha mai provato a farli in casa, la preparazione dei semi di zucca tostati può sembrare un’operazione noiosa, soprattutto a causa della membrana che li avvolge tenacemente e risulta difficile da rimuovere.
Ma siamo qui per rendervi la vita più semplice anche nelle piccole cose, per cui abbiamo scovato un trucco semplice ed efficace per ripulire i semi di zucca alla perfezione.
Vediamo come procedere.

semi di zucca membrana

-Per prima cosa, rimuoviamo i semi da una zucca invernale, prima o dopo averne cotto la polpa, non ha molta importanza.

-Sciacquiamo bene i semi in acqua fresca per rimuovere buona parte della polpa eventualmente rimasta attaccata ai semi e scoliamoli bene.

-Intanto, facciamo bollire una pentola d’acqua ben salata. Lo scopo del sale è quello di facilitare la rimozione delle membrane dai semi. Aggiungiamo due cucchiai abbondanti per ogni litro d’acqua.

-Lasciamo bollire i semi di zucca per dieci minuti circa, scoliamo bene e lasciamo che si asciughino ben distesi su un canovaccio di cotone.

 

A questo punto possiamo procedere in due direzioni differenti: lasciare i semi “al naturale” procedendo con la tostatura in forno oppure possiamo scegliere dalla nostra dispensa le spezie e gli aromi che più ci piacciono per insaporire il nostro snack.

I condimenti attivi di BulkPowders sono perfetti per sperimentare una nuova gamma di sapori e combinazioni interessanti, provate “affumicato e spezie”



Affinché le spezie scelte aderiscano ai semi, mescolateli in una ciotola insieme ad un cucchiaio di olio d’oliva ( o di cocco, per un gusto più esotico) prima di stenderli sulla placca del forno, che avrete precedentemente scaldato a 200°C , statico.

I semi dovranno essere disposti in un unico strato sulla placa, ricoperta da carta da forno, che posizionerete nel ripiano centrale del forno già caldo.

Serviranno tra i 10 e i 15 minuti affinché tutti i semi siano ben dorati, a metà cottura smuoveteli con un cucchiaio di legno per favorire una doratura uniforme.

Semi di zucca tostati | Come si consumano?

Oltre che costituire uno snack sano e sfizioso, da consumare con la buccia per un maggior apporto di fibre o sbucciati, per un gusto più delicato, i semi di zucca tostati sono un ingrediente estremamente versatile.

Possono completare una colazione a base di yogurt greco e granola
guarnire un porridge  
decorare una zuppa invernale 
aggiungere gusto e croccantezza ad un pane proteico 

Venite a condividere le vostre idee nel nostro gruppo facebook 

 

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GIUSTO® e GIULIANI: un punto di riferimento per l’alimentazione speciale in Farmacia

Cos’è la celiachia ?

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, il complesso proteico caratteristico di molti cereali  si trova in pane, pasta, biscotti, pizza e in ogni altro alimento prodotto con tali cereali o anche solamente contaminato dal contatto con essi durante i processi produttivi.
Si tratta di una sostanza che conferisce elasticità e consistenza al prodotto finale ed inoltre favorisce la lievitazione degli impasti.

Secondo quanto si apprende dal Ministero della Salute1 , la celiachia rappresenta “la più frequente intolleranza alimentare a livello mondiale”, con una presenza elevata in Europa e nei Paesi con popolazioni di origine europea.

In Italia la prevalenza della celiachia, sia nei bambini che negli adulti, è attualmente stimata intorno a 1 – 1,5%. I celiaci potenziali sarebbero quindi circa 600 mila ma solo 175 mila hanno avuto una diagnosi certa fino a questo momento.

Nei soggetti affetti da celiachia, il consumo di bevande e alimenti contenenti glutine determina una risposta autoimmune responsabile di danni a livello dell´intestino tenue, rendendolo non è più in grado di assorbire i nutrienti dal cibo, determinando uno stato di malnutrizione che, generando carenze a carico dei diversi distretti dell’organismo, diventa origine di altre patologie.

 

Sebbene in alcuni casi possa essere del tutto assente, la sintomatologia è variabile. Clinicamente si distingue fra una forma classica di celiachia, una atipica ed una asintomatica. Nella forma classica di celiachia il sintomo principale è la diarrea cronica con sindrome di malassorbimento. Altri sintomi possibili sono perdita di peso, ritardo nella crescita, gonfiore addominale e deficit di vari nutrienti. Quando la celiachia si presenta in forma atipica si manifesta con un quadro clinico dominato dalla presenza di uno o più sintomi extraintestinali quali anemia, dolori osteo-articolari, crampi muscolari, dermatite erpetiforme, irritazione della pelle, afte orali, formicolio alle gambe ed ai piedi, irritabilità o depressione. Infine, nella forma asintomatica la celiachia è priva di sintomatologia particolare.

 

Ad oggi, l´unica terapia efficace prevede l´eliminazione del glutine dalla dieta, solo così i pazienti celiaci ottengono una completa remissione della sintomatologia e una riconquista, da parte dell’intestino tenue, di una normale funzione assorbente e morfologia.

L´attenersi ad un regime alimentare senza glutine diminuisce il rischio di complicanze a lungo termine come l´anemia, l´osteoporosi, alcune forme di tumore e disturbi al sistema nervoso.

 

GIUSTO® e GIULIANI: un punto di riferimento per l’alimentazione speciale in Farmacia

Giuliani, azienda leader nel settore farmaceutico, è un punto di riferimento nel campo della ricerca e dell’innovazione. Presente sul mercato da oltre 100 anni, è da sempre impegnata nell’ambito della salute e del benessere con un’offerta di prodotti all’insegna della qualità e dell’innovazione.

giusto giuliani

Dall’esperienza ormai centenaria in campo farmaceutico e gastrointestinale di Giuliani, nasce la linea Giusto® Senza Glutine che rappresenta il perfetto esempio dell’unione di due culture: quella alimentare e quella scientifica. La linea di prodotti Giusto unisce al rigore e alla ricerca in campo farmaceutico dell’esperienza centenaria di Giuliani tutta la qualità di prodotti alimentari attentamente selezionati.

Infatti dietro ad ogni prodotto vi è la ricerca Giuliani, che direttamente o in collaborazione con esperti del settore, si impegna costantemente nell’innovazione e nella messa a punto di prodotti nuovi, sempre in grado di soddisfare i bisogni dei propri consumatori, nel rispetto della qualità, della salute e del benessere.

 

Giusto® Senza Glutine è una linea di prodotti per celiaci notificati dal Ministero della Salute. Il Bollino Ministeriale, apposto su tutte le confezioni, assicura che il prodotto è idoneo al celiaco, avendo un contenuto di glutine inferiore a 20 ppm come da certificazione aziendale.

Con un ampio assortimento di pani, pasta, farine, cereali, biscotti e dolci per ogni occasione, la linea Giusto si conferma un punto di riferimento per l’alimentazione senza glutine in farmacia, posizionandosi come secondo brand del mercato con una quota pari al 7%1.

Il piacere di piacerti!

Questa è la nostra mission! I consumatori sono al centro del mondo Giusto, un marchio che propone ogni mese prodotti innovativi all’insegna del gusto e promozioni speciali per dare ancora più valore alla spesa dei propri consumatori.

I prodotti Giusto coniugano l’attenzione alla salute, con il gusto, la varietà e l’assortimento, senza trascurare il piacere della buona tavola.

1Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia anno 2014 – dicembre 2015. Realizzata dalla Direzione Generale per l’Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione, a cura della Dott.ssa Simona De Stefano




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Muffin proteici al cacao e burro di arachidi

muffin proteici cacao

I muffin proteici ( o tortini, cupcake, merendine, ciambelle o qualsiasi altro nome e forma vogliate dare a questa ricetta) sono un vero e proprio minipasto, ricco dei benefici nutrienti del cacao e del burro di arachidi, saziano a lungo e tengono lontana la fame nervosa e le tentazioni fuori pasto, il tutto con poche calorie rispetto ad una merendina industriale. Vediamo come preparare i muffin proteici in pochi semplici passaggi.
muffin proteici

 

Muffin Proteici al cacao e burro d’arachidi | Ingredienti e preparazione

Del tutto simili a quelli classici, i muffin proteici al cacao e burro d’arachidi hanno una consistenza ugualmente densa e appagante, ma risultano più soffici e piacevoli da mordere, inoltre sono ricchi di proteine, apportate sia dalle whey che dalla faina di burro d’arachidi, che ne rende il gusto pieno e rotondo.

Sono perfetti per la colazione o per accompagnare il caffè del pomeriggio ed arrivare a cena senza un appetito esagerato.

Infine, l’assenza di glutine, rende i muffin proteici adatti anche a chi è costretto a rinunciare ai classici prodotti da forno.  ( chi non ha problemi con il glutine può provare anche questa golosissima versione di tortini al cacao e burro d’arachidi )
Ma soprattutto, sono felice di poter finalmente pubblicare una ricetta a base di farina di arachidi, amatissima da molti di voi, ma con la quale finora non avevo mai sperimentato nessuna preparazione da forno.

Le dosi che seguono sono per circa sei muffin proteici di medie dimensioni.
Il burro d’arachidi della copertura può essere omesso, consentendo un notevole taglio delle calorie, o sostituito con un burro di frutta secca di vostro gradimento.

 

Muffin proteici | ingredienti

50 g di whey neutre o alla vaniglia (è possibile acquistarle a questo link – CLICCA QUI)
30 g di farina di arachidi (disponibile in questo store – CLICCA QUI )
20 g di cacao amaro
30 g di farina di cocco
60 ml di latte ( o bevanda di origine vegetale a scelta, se preferite)
120 ml di albume liquido ( o 4 albumi freschi da uova grandi)
qualche goccia di essenza di vaniglia
un cucchiaino di lievito in polvere
dolcificante liquido a piacere ( non è necessario se impiegate le proteine aromatizzate)
un pizzico di sale

Per la glassa al burro di arachidi:
40 g di burro d’arachidi smooth
40 g di vitafiber
20 ml di olio di cocco

 

Accendete in anticipo il forno, impostando la temperatura a 180°C  e sistemate dei pirottini di carta nella teglia da muffin, che terrete da parte.

In una ciotola mescolate le whey insieme alla farina di arachidi, quella di cocco, il cacao setacciato insieme al lievito perr evitare che facciano grumi e infine il sale. Mescolate rapidamente per ottenere una polvere omogenea.
A parte sbattete leggermente, con le fruste elettriche, gli albumi con il latte ( o la bevanda vegetale di vostro gradimento), con la vaniglia. Dovete ottenere un mix schiumoso, ma non montato.
Versate gli ingredienti liquidi su quelli secchi e mescolate velocemente con una spatola.

A questo punto distribuite l’impasto nelle formine, avendo cura di non superare i 2/3 della loro capacità e infornate la teglia immediatamente. Cuoceranno per 15-18 minuti.

Nel frattempo preparate la farcitura al burro d’arachidi montando con le fruste elettriche l’olio di cocco sciolto in microonde per qualche secondo con il vitafiber e il burro d’arachidi. Riempite una sac à poche  e riponetela a riposare in frigorifero.

Attendete che i muffin proteici siano perfettamente freddi prima di toglierli dalla teglia e di farcirli.

Muffin proteici, macros per singolo muffin
97 cal , 5 carb, 2 fat, 12 pro

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Baba Ganoush senza tahini

baba ganoush senza tahini lefitchef

baba ganoush senza tahini main

Cos’è baba ganoush senza tahini ? È un classico piatto mediorientale originario del Libano, sebbene sia popolare e diffuso in tutta il medio oriente, compresi in Iraq, Turchia, Egitto, Giordania, Israele e Palestina. È abbastanza simile all’hummus; in entrambe le pietanze si utilizzano una notevole quantità di aglio e semi di sesamo macinati, o tahini , come da titolo, nel nostro caso faremo a meno di questo ultimo ingrediente per abbassare la quota di grassi.
Se invece la vostra dieta al momento non richiede un taglio drastico dei grassi, aggiungetene pure nela quantità desiderata, il taahini si trova senza difficoltà nei grandi supermercati che presentano una sezione etnica o su amazon a questo link CLICCA QUI
Nel Baba ganoush, a differenza dell’hummus , si usano le melanzane invece dei ceci come ingrediente principale.

Le melanzane sono ricche di nutrienti e antiossidanti, soprattutto di nasunina, che si trova solo nelle frutta e nelle verdure dai colori intensi. Questo potente antiossidante, che si trova nella buccia delle melanzane, è noto per combattere il danno dei radicali liberi e l’infiammazione, proteggendo il DNA dallo stress ossidativo.

Ci si potrebbe legittimamente chiedere se, essendo la melanzana un ortaggio commestibile solo previa cottura, le sue molte virtù nutrizionali vengano meno dopo averla preparata a dovere. La buona notizia ci arriva con questo studio  –

La pubblicazione dimostra, senza ombra di ambiguità, che la biodisponibilità di flavonoidi e antiosidanti presenti nelle melanzane aumenti una volta che queste siano state esposte a trattamento termico.

Ora che ci siamo tolti questo dubbio lacerante, potrei trattenervi accontandovi di quanto sia importante la melanzana nella lotta contro il cancro, il colesterolo, la carenza di fibre e minerali e delle attività chelanti della nasunina, ma non lo farò perché ci tengo al fatto che teniate sempre presente che il fattore più importante in un’alimentazione sana è la varietà insieme alla giusta proporzione tra i vari tipi di alimenti.

Nessun ortaggio, frutto, alga o seme è un salvavita; tutti sono ugualmente importanti per il benessere e l’efficienza di corpo e mente.

Bene, torniamo al nostro Baba ganoush senza tahini.

Baba Ganoush senza tahini | ingredienti e preparazione

1 melanzana viola grande ( o un paio piccole)
2 spicchi d’aglio
mezzo cucchiaino di cumino
il succo di mezzo limone
1 cucchiaio di olio d’oliva

 

Come ho già detto sopra, in questa ricetta ho omesso il tahini, che altro non è che la pasta che si ottiene dai semi di sesamo macinati, se avete un macina spezie potente potete prepararlo in casa ed aggiungerlo alla ricetta di oggi.

Lavate e asciugate bene la melanzana senza togliere la parte verde, praticate sulla buccia dei buchi usando i rebbi di una forchetta. Fate attenzione perché la buccia delle melanzane potrebbe far scivolare la forchetta e non è difficile ferirsi.

Cuocete le melanzane intere in forno caldo a 200°C per circa 20 minuti, dopo averle avvolte in alluminio da cucina. Il tempo varia in base al livello di maturità dell’ortaggio ed alle sue dimensioni, quindi controllate a metà cottura che tutto proceda per il meglio.

Se preferite usare il microonde ( come faccio io) sistemate le melanzane, senza alluminio, sul piatto girevole e cuocete per 8-10 minuti a media potenza o fino a che non sarannno morbide.

Una volta che le melanzane sono cotte, la ricetta originale vuole che la polpa venga separata dalla buccia, ma noi la includiamo nella ricetta perché la nasunina ci piace, quindi ce la teniamo.

Togliete il picciolo alle melanzane, tagliatele a pezzi grandi e mettetele nel boccale del frullatore con tutti gli altri ingredienti.

Fate andare fino ad ottenere una crema liscia e fate riposare almeno mezz’ora in frigorifero perché i sapori si armonizzino tra loro.

Servite con verdure crude, insalate, carni bianche o usatelo per farcire le piadine proteiche

 

 

allenamento

Mantenersi in forma in vacanza | le regole per non lasciarsi andare, senza stress

Mantenersi in forma in vacanza può sembrare la cosa più semplice del mondo, le giornate sono lunghe, il clima è piacevole, si dispone di una gran varietà di verdura e frutta fresca e, idealmente, si ha molto tempo libero da dedicare alla cura di sé.
Poi arrivano le ferie e, tra un aperitivo,  una grigliata in spiaggia e una notte brava, gli obiettivi riguardanti il fitness passano in secondo piano.

Ma è davvero possibile mantenersi in forma in vacanza senza rinunciare al relax ?
Certo! ecco qualche consiglio per non vanificare i risultati dei mesi precedenti.

 

Mantenersi in forma in vacanza | Pianifica e organizza

trx

Chi segue un piano di allenamento con un obiettivo a lungo termine, non avrà problemi a gestire i suoi impegni senza perdere il focus. Meglio informarsi in anticipo sulle strutture adatte alle proprie attività, anche se le palestre low cost che offrono anche la possibilità di ingressi singoli sono ormai ovunque, potrebbe essere più difficile reperire, ad esempio, una pista per l’atletica leggera o una piscina olimpionica.
Google è nostro amico, usiamolo.

Se invece ci si allena senza un obiettivo agonistico e il luogo che ci ospita non dispone di strutture attrezzate, ci si può organizzare per un workout light nella propria camera, youtube è una vera miniera di risorse e non è difficile trovare programma di allenamento a corpo libero abbastanza impegnativo da garantire risultati, anche se non ci si è portati dietro pesanti attrezzi.

In alternativa ci si può organizzare con bande elastiche e trx che pesano poco e non occupano spazio in valigia.
Le bande elastiche hanno un costo molto contenuto e permettono di stimolare ogni distretto muscolare, seguendo questo link ne trovate di ogni genere.  

Il Trx invece è più adatto per chi ha un po’ più di spazio a disposizione, si fissa in sicurezza alla porta e si ripone in pochissimo spazio, Rob ed io usiamo quello che trovate a questo link, pur essendo un modello economico è resistente e non mostra segni di usura.

 

Mantenersi in forma in vacanza | restare attivi

Questa è una scelta personale. Se si segue un piano di allenamento rigido o ci si allena solo per stare meglio con sé stessi, l’ozio completo può risultare più stressante che ritagliarsi un po’ di tempo per la propria routine. L’ideale sarebbe trovare una via di mezzo, concedendosi il giusto riposo, ma senza lasciarsi andare del tutto, i modi per non perdere le buone abitudini sono molti, eccone alcuni:

 

  • Numerose app sono in grado di fornire allenamenti personalizzati a corpo libero, della lunghezza e dell’intensità desiderata.
  • Portarsi dietro le scarpe da corsa è un buon incentivo per uscire ad esplorare il luogo di vacanza.
  • Approfittare delle opportunità che la vostra vacanza ha da offrire: nuotare, noleggiare biciclette, fare escursioni, provare il surf  o una sessione di yoga sulla spiaggia.

 

Al ritorno dalle vacanze è perfettamente normale trovarsi in uno stato di forma fisica leggermente diverso da quello precedente, è inevitabile concedersi qualche stravizio, ma non è grave, basta riprendere rapidamente la propria routine, senza strafare, almeno nei primi giorni, e non demoralizzarsi se l’allenamento sembra più impegnativo di come ce lo ricordavamo, nei primi giorni.

 

albumi/ meal prep/ pancakes/ sicurezza alimentare/ snack dolci/ snack salati

Conservare i pancake al meglio , come fare e come scaldarli

Conservare i pancake, in modo da preservarne il gusto e la consistenza soffice anche a distanza di uno o più giorni dalla loro preparazione, è una questione che interessa molte persone, soprattutto coloro che, per motivi di tempo e organizzazione, preferiscono preparare in anticipo i pasti da consumare lungo il corso della settimana.
Altre volte invece capita di preparare una grande quantità di pancake per evitare di sprecare un flacone di albume liquido.

conservare i pancake

 

In ogni caso,  oltre al sapore e alla consistenza, quando si pensa a conservare i pancake è importante preservare anche la sicurezza alimentare, onde evitare spiacevoli inconvenienti e ripercussioni sul benessere dell’organismo.
Vediamo dunque quali sono le modalità più pratiche e sicure per conservare i pancake, ma anche crepes e waffle proteici e non.

Come conservare i pancake in frigorifero

 

la situazione che capita più di frequente è quella che ci vede preparare la colazione a base di pancake la sera, per risparmiare tempo il mattino dopo. Molti però si domandano quale sia il modo migliore per conservare i pancake in frigorifero peer poterli gustare al meglio non solo il giorno dopo, ma possibilmente anche più in là nella settimana.

Una volta preparati i pancake è consigliabile aspettare che si siano raffreddati completamente prima di procedere con la conservazione in frigorifero.
Nel frattempo, recuperate dalla dispensa dei contenitori a tenuta ermetica, lavateli ed asciugateli benissimo.
Disponete i pancake ormai freddi nei contenitori, chiudete con cura e consumateli nei tre giorni successivi, dopo averli scaldati per qualche secondo al microonde, nel tostapane o sulla padella calda.

Conservare i pancakes

 

Conservare i pancake in freezer

Per ottimizzare lo spazio in congelatore, l’ideale è conservare i pancake in buste richiudibili come quelle che trovate a questo link  .

Sono riutilizzabili numerose volte, facilmente richiudibili e permettono di eliminare tutta l’aria dal loro interno senza difficoltà.

Anche in questo caso dovrete attendere che i pancake siano completamente freddi prima di procedere alla loro conservazione.
Nel frattempo, etichettate le varie buste indicando su ognuna il tipo di pancake che conterrà e soprattutto la data di confezionamento. I pancake surgelati, di qualsiasi tipo, mantengono al meglio le loro caratteristiche organolettiche e nutrizionali in freezer, ma consiglio di non superare i due mesi di conservazione.

A questo punto di possono impilare i pancake nelle buste, per evitare che durante il congelamento si attacchino tra loro, consiglio di inserire tra un pancake e l’altro dei quadrati di carta da forno tagliati nella misura adatta. Meglio evitare l’alluminio, che talvolta si attacca, risulta difficile da rimuovere e può rovinare il microonde se qualche pezzetto sfugge alla rimozione, evito anche la pellicola per alimenti, perché non è riutilizzabile, mentre la carta da forno può essere impiegata più volte, riducendo sprechi e inquinamento.

Come conservare i pancake | metodi di scongelamento

Anche se può avere senso lasciare il sacchetto dei pancake congelati in frigorifero, in modo che si scongelino lentamente durante la notte e siano pronti al mattino, vi assicuro che è un passaggio non sempre necessario, soprattutto se i vostri pancake hanno uno spessore normale e non siano invece delle torte in pentola dense e pesanti come cubetti di porfido, in quel caso, non posso fare niente per aiutarvi…

Per chi preferisce godersi pancake, waffle e crepe da manuale, ecco i metodi più efficaci per farli passare dal freezer al piatto risparmiando tempo e salvando gusto e consistenza.

 

In microonde

Questo è il mio metodo preferito per scongelare i pancake: è rapido, li lascia soffici, non ne altera il gusto.
Basta sistemare da uno a cinque pancake in un piatto adatto al microonde e avviare a media potenza per un tempo variabile dai 20 ai 60 secondi. Non occorre coprire il piatto e i pancake saranno subito pronti per essere farciti e gustati.

 

Al forno

Se in famiglia i pancake vengono consumati a colazione da più persone, scongelarli in forno può essere il metodo ideale per le grandi quantità.
I pancake ancora congelati vanno disposti su una placca, in uno strato singolo, e coperti con un foglio di alluminio che impedirà di far disperdere l’umidità, mantenendoli soffici e dorati.
Scaldateli in forno già caldo a 180° per 7-10 minuti .

Nel tostapane

Scongelare i pancake nel tostapane è un metodo valido se si hanno piccole quantità da consumare, due al massimo, e poco tempo a disposizione. basteranno un paio di minuti di pazienza, ma non perdeteli d’occhio per evitare che si brucino!

In padella

Disponete i pancake ancora congelati sul fondo della padella, abbassate la fiamma al minimo e coprite col il coperchio, a seconda dello spessore, saranno pronti in 2- 5 minuti.

Conservare i pancake

Conservare i pancake | Posso conservare l’impasto dei pancake per cuocerlo in un secondo momento?

Questa è una delle domande che mi vengono poste più spesso, la mia risposta è sempre la stessa: meglio evitare. Soprattutto se si tratta di un impasto classico, a base di uova e latte, il preparato per pancake, anche se posto in frigo, diventa il substrato ideale per la crescita di batteri. A meno che non si tratti di intervalli molto brevi, non superiori ad un paio d’ore, è meglio evitare di lasciare il l’impasto crudo in frigorifero, anche se riposto in contenitore ermetico.

Vi aspetto sulla pagina facebook e nel nostro gruppo per rispondere ad ogni altro vostro dubbio su come conservare i pancake , ma prima di lasciarvi andare vi invito a scoprire e a riscoprire al cune delle mie ricette preferite per pancake proteici e non :

Pancake al siero di yogurt : perfetti se preparate lo yogurt greco in casa e non sapete come riutilizzare il siero che avanza

Pancake proteici  una ricetta base, tra le più replicate in rete

Pancake di albumi in 10 minuti 

Pancake di avena istantanea e albumi 

Waffle proteici low carb

Crepe proteiche al burro d’arachidi, non le avete ancora provate? non ci credo

Waffle senza glutine al grano saraceno, con la stessa ricetta potete preparare ottimi pancake e crepes

classici rivisitati/ Petto di pollo/ piatto unico/ pollo/ post workout/ pranzo/ pre-workout/ ricetta proteica/ riso/ secondi

Pollo e riso all’orientale

pollo e riso all'orientale

pollo e riso all'orientale

Il pollo e riso all’orientale è un piatto estivo completo di carboidrati, proteine e grassi buoni, perfetto come pre o post workout, dal momento che scarseggia in grassi saturi ed è di facile assimilazione. Inoltre è arricchito di spezie e verdure che apportano micronutrienti e sali minerali preziosi per il benessere generale.  Come abbiamo già visto nei precedenti post sul meal prep, i vari componenti di questo piatto possono essere preparati in anticipo e conservati, a patto che si rispettino alcune norme essenziali per la sicurezza alimentare. Le dosi per questo piatto sono indicative e le indicazioni nutrizionali  che trovate in fondo alla ricetta valgono approssimativamente per un piatto composto da 100 g di pollo e 60 di riso basmati.

 

 

Pollo e riso all’orientale | Ingredienti

per 4 persone

240 g di riso basmati al vapore ( trovate la ricetta seguendo questo LINK  )

400 g di petto di pollo tagliato a cubetti piccoli

due carote  medie, tagliate a fette sottili diagonali

Un pezzo di zenzero fresco

un cucchiaio raso di amido di mais

mezzo tappo di dolcificante liquido ( io uso quello che trovate a questo LINK )

un cucchiaio di paprika dolce

mezzo cucchiaio di aglio in polvere

un cucchiaio di zenzero in polvere

un cipollotto verde a fette sottili

quattro cucchiai di aceto di mele (sarebbe preferibile quello di riso, ma non è molto economico né facilmente reperibile)

un peperoncino secco tritato ( opzionale)

due cucchiai di olio d’oliva

sale e pepe

sei di sesamo nero ( opzionale)

lamelle di cocco essiccato per decorare

quattro cucchiai di salsa di soia a basso contenuto di sodio ( la trovate QUI )

Pollo e riso all’orientale | Preparazione

In un contenitore a chiusura ermetica versate l’aglio in polvere, lo zenzero in polvere, due cucchiai di aceto, sale, pepe,  l’olio e il dolcificante ( molti dei piatti orientali sono un perfetto equilibrio di gusti e lo zucchero è spesso impiegato anche nei piatti salati, ma lo sostituiamo con un’alternativa a zero calorie). mescolate bene, aggiungete anche i cubetti di pollo precedentemente preparati. Chiudete il contenitore con molta attenzione e agitatelo per un minuto in modo da far arrivare il condimento a tutti i cubetti di pollo.

Lasciate il contenitore a riposare in frigorifero per almeno un’ora, ma non più di una notte.
Al momento della cottura, eliminate il liquido di marinatura e mescolate i cubetti di pollo con l’amido di mais.

Affettate il  cipollotto e fatelo rosolare in poco olio, in una padella antiaderente,  con il peperoncino e il sesamo  ( se li usate), le fettine di carota e di zenzero fresco, i cubetti di pollo e fate saltare il tutto a fuoco medio per circa 15 minuti o fino a quando il pollo  non sarà cotto in maniera sufficiente ed omogenea, eventualmente aggiungendo mezzo bicchiere d’acqua , se necessario.

Mentre il pollo cuoce, prendete il riso basmati che avrete cotto a vapore in precedenza e, aiutandovi con una piccola ciotola rotonda, porzionatelo in quattro cupole al centro dei piatti, tenete da parte fino al momento di servire.

Dividete il pollo e le verdure nei piatti e, in ultimo, decorate con lamelle di cocco tostate rapidamente in padella calda.

 

Pollo e riso all’orientale | valori nutrizionali

per una porzione composta da 100g di pollo, 60g di riso e circa 60g di verdure

Calorie totali 407
Proteine 35g
Grassi 6g
Carboidrati 54 g

Vi aspetto nel nostro gruppo Facebook e sulla nostra pagina

 

Senza categoria

Minimeal, la scienza al servizio del benessere

minimeal

Mancano pochi giorni alle tanto agognate vacanze al mare, ma talvolta ci si sente non perfettamente in forma, nonostante ci si sia impegnati a fondo per tutta la stagione precedente.Il Sistema Integrato MINIMEAL è costituito da due integratori 100% naturali che non presentano controindicazioni e possono essere assunti in maniera continuativa. Proprio per questo motivo MiniMeal non deve essere inteso come una dieta effettiva, ma come un sostegno facile e veloce per perdere gli ultimi chilogrammi e mantenere il peso forma in vista di un periodo lontano dagli allenamenti più impegnativi, senza grossi sforzi. In maniera semplice e veloce contribuisce alla riduzione dell’effetto elastico tipico di molte diete mal bilanciate. Un prodotto, privo di additivi di sintesi, che va a contribuire al benessere complessivo della persona migliorando anche i parametri correlati come il colesterolo, la diminuzione dei trigliceridi, garantendo nello stesso tempo il mantenimento della massa magra. È stato formulato appositamente per diminuire il processo di assorbimento di carboidrati e grassi e per stimolare il metabolismo in maniera naturale, restituendo energia e vitalità. Nella prima fase di attacco si utilizza il MINIMEAL 1 per un periodo non superiore ai tre giorni. Lungo il resto del mese, basta far precedere i pasti principali da MINIMEAL 2 per avere un rapido effetto saziante. Il sistema andrà integrato con un’alimentazione completa ed equilibrata e da una leggera routine di attività fisica. Tutte le informazioni a riguardo sono sul sito  e sulla pagina facebook @BiosphaeraPharma#minimeal #biosphaerapharma #ad

Informazioni Nutrizionali/ integrazione

Danni solari : gli integratori per l’abbronzatura non li prevengono

danni solari ev

Questo articolo nasce dalla necessità di fare chiarezza riguardo ad un malinteso nato dalla messa in commercio di alcuni integratori che promettono di preparare la pelle per l’abbronzatura; tuttavia questo claim è stato mal interpretato e la funzione preparatoria è stata scambiata per un sostituto dell’azione meccanica contro i danni solari operata dalle creme dotati di filtro anti raggi ultravioletti.

Sono molti gli elementi in natura che possono migliorare l’aspetto della pelle o rendere più intensa l’abbronzatura, basti pensare al betacarotene, presente in molti ortaggi o al licopene dei pomodori o anche alle numerose vitamine che esercitano azioni trofiche, antiossidanti e di sostegno alla cute e ai suoi annessi. Senza dubbio sarebbe interessante e comodo potersi avvalere di una compressa per proteggersi dai danni solari, tuttavia la scienza non è ancora giunta a questo traguardo e bisogna adattarsi ai mezzi di cui disponiamo in questo momento.
danni sol

Le creme solari possono essere appiccicose, poco confortevoli, noiose da ri-applicare e per alcuni far sembrare poco virili, ma una cosa è certa: proteggono dai danni del raggi solari.

Integratori, alimenti esotici, frullati, centrifughe o rimedi casalinghi, invece, non lo fanno. Se alcuni di essi offrono un colore più intenso e duraturo, non significa che riescano a difendere la pelle dagli innegabili e spesso tardivi danni solari.

Sebbene l’integrazione di alcune vitamine e micronutrienti possa migliorare l’aspetto dei tessuti, in nessun caso è possibile cancellare le tracce lasciate dall’azione traumatica dei raggi solari, che va dalla semplice ustione al danno attinico, cronico e progressivo, espressione di una prolungata esposizione ai danni dei raggi ultravioletti negli anni.

I danni solari reiterati nel tempo possono quindi tradursi in:

-ipercheratosi (ispessimento della cute)

-comparsa di discromie con aree iper o ipopigmentate

-microtelengectasie, ovvero l’affiorare di una sottile rete di capillari rossastri

-alterazioni della morfologia di nevi e angiomi

-comparsa di aree con pseudopsoriasi con il caratteristico aspetto a carta di sigaretta.

Tutte queste alterazioni, non sempre immediatamente identificabili senza l’osservazione da parte di uno specialista, posso ulteriormente degenerare fino alla comparsa di carcinomi e melanomi, sebbene il danno attinico sia da considerarsi già una patologia di per sé.

Bisogna quindi ricordarsi di usare la giusta protezione solare in base al proprio fototipo, non solo in spiaggia, ma anche in città e nei mesi invernali per proteggere la pelle del viso e di tutte le zone esposte ai raggi solari, anche nelle giornate in cui il cielo è coperto se si vogliono  prevenire l’invecchiamento precoce e danni più gravi in futuro.

allenamento

Stretching quando farlo e quando evitarlo

stretching

Facciamo stretching per molte ragioni: perché ci fa sentire bene, perché fa parte della nostra routine pre-allenamento, perché un muscolo è rigido e pensiamo che lo stretching possa migliorarne le condizioni. Ma la maggior parte di ciò che sappiamo riguardo allo stretching – e su come e quando farlo – si basa su convinzioni personali  e studi scientifici superati.

stretching

Lo stretching è intriso di tradizione e mito. Come il dimagrimento localizzato , rende i titoli accattivanti e anima le chiacchiere da spogliatoio, ma la scienza non sostiene le ipotesi più diffuse su questa pratica.

In molti casi, lo stretching fa l’opposto di ciò per cui è promosso. Lo stretching  non previene le lesioni . Inoltre non cura l’indolenzimento muscolare; infatti, lo stretching aggressivo o applicato in modo errato, può causare dolori muscolari. E allungarsi  pre-allenamento può essere controproducente se ci si allena per la forza. Ecco la verità dietro alcuni di quei miti persistenti:

Stretching quando farlo e quando evitarlo | Lo stretching non cura l’indolenzimento muscolare

Spesso, istintivamente, si cerca di stirare un muscolo dolorante, questo si spiega con la temporanea sensazione di benessere che si prova quando si allunga un arto dolorante, ma non è detto che si stia davvero facendo qualcosa per migliorare la situazione.

La realtà è che lo  stretching non apporta alcun sollievo dal dolore persistente (e non previene il dolore); le fibre muscolari sono danneggiate e hanno solo bisogno di tempo per guarire.

 

In effetti, lo stretching stesso può danneggiare le fibre muscolari: le stai semplicemente mettendo in trazione, allungandole invece di contrarle. Lo stretching aggressivo è l’ultima cosa che si dovrebbe fare quando si è preda dei dolori post allenamento.

Poiché i tiri muscolari (ceppi) si sentono simili al dolore, le persone spesso hanno la stessa reazione, volendo allungare il muscolo tirato. Qui è un’idea ancora peggiore: il muscolo tirato ha bisogno di riagganciare e allungare i sabotaggi che si trasformano.

Stretching quando farlo e quando evitarlo | Lo stretching ha un effetto negativo sulla forza nel breve periodo (ma offre vantaggi a lungo termine)

Allungarsi nella fase di riscaldamento  prima di un allenamento di forza sembra essere una scelta controproducente, agendo negativamente sulla forza,  questo effetto di indebolimento può permanere da pochi minuti fino alla mezz’ora successiva.

La maggior parte degli studi che hanno portato a questa osservazione si sono avvalsi di esercizi semplici e misurabili, come un test di salto. Se si compie un salto  dopo lo stretching, si raggiunge un’altezza inferiore rispetto al medesimo esercizio non preceduto dallo stretching. Non è sempre semplice applicare i risultati degli studi alla pratica quotidiana, anche considerando che una review pubblicata  nell’European Journal of Applied Physiology ha rilevato invece che a volte brevi sessioni di stretching delicato sembrano aiutare le prestazioni .

Eppure, si osserva un paradosso: le persone che fanno stretching metodicamente prima degli allenamenti finiscono per diventare più forti delle persone che non lo fanno. In qualche modo agiscono in modo negativo temporaneamente  sulla loro forza, ma garantendosi maggiori e più durevoli risultati a lungo termine. Perché? Probabilmente a causa del danno muscolare che abbiamo discusso in precedenza. Se il sollevamento pesi e lo stretching possono entrambi causare danni muscolari, entrambi dovrebbero indurre i muscoli a quei processi di riparazione che sono alla base dell’ipertrofia e della forza.

Lo stretching non allunga i muscoli

 

Una delle osservazioni più recenti evidenzia che   lo stretching non allunga i muscoli; semplicemente altera la percezione del dolore , così che quando il muscolo si allunga, questo si fa più tollerabile. Ciò potrebbe spiegare come mai lo stretching non sembra prevenire le lesioni: non cambia nulla riguardo al modo in cui le articolazioni o i muscoli si muovono.

stretching dinamico

Stretching quando farlo e quando evitarlo | i punti chiave

Ora che conosciamo la verità sullo stretching, emerge un diverso insieme di prescrizioni per la sua pratica:

  • Se ci si approccia ad un’allenamento di forza ( sollevamento pesi, ma anche sport che necessitino di sprint e forza esplosiva come la boxe) è preferibile evitare di includere lo stretching profondo nella fase di riscaldamento
  • Se non si vuol rinunciare allo stretching, è meglio praticarlo a fine allenamento o nei giorni di riposo, ci si guadagna indubbiamente in flessibilità.
  • Se si hanno indolenzimenti o contratture, meglio evitare lo stretching o mantenerlo molto delicato. Un cardio leggero, come camminare, porterà sollievo temporaneo senza danneggiare più fibre muscolari.
  • Se si vuole aumentare la flessibilità a lungo termine, lo stretching aiuta ma l’esercizio eccentrico è probabilmente un approccio migliore

Per altre domande vi aspetto nel gruppo facebook di LeFitchef 

 

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Acidità dell’olio – cosa significa

Acidità dell'olio

 

Acidità dell'olio

Un luogo comune diffuso afferma che maggiore è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è il suo sapore, si tratta in realtà di un errore di concetto, una cosa è l’acidità e un’altra cosa è il contenuto di acidi grassi (oleico e linoleico), che può effettivamente avere a che fare con certi attributi sensoriali dell’olio d’oliva. Vediamo di approfondire queste nozioni.

 

Cos’è l’acidità dell’olio d’oliva?

 

 

Per cominciare, l’acidità è un criterio di valutazione misurato attraverso un processo analitico, ed è il principale parametro di qualità che determina se un olio d’oliva può essere venduto come extra vergine, vergine o lampante (non adatto al consumo).

In questo modo, più bassa è l’acidità dell’olio d’oliva, maggiore è la sua qualità intrinseca. Ad esempio, l’olio extra vergine di oliva ha meno acidità rispetto all’olio d’oliva vergine, il che significa che nella sua composizione ci sono meno acidi grassi liberi a causa della rottura che si verifica tra i legami delle molecole di glicerina e degli acidi grassi (acido oleico e linoleico ), che costituiscono l’olio d’oliva. Questi legami si spezzano perché l’olio d’oliva subisce qualche alterazione chimica, sia perché nell’albero l’olivo è stato attaccato da qualche parassita o malattia, o perché l’oliva non è stata correttamente trattata una volta raccolta, o perché l’olio si è deteriorato una volta estratto dall’oliva.

Il termine “acidità di un olio” è il nome di una determinazione analitica che ci dice la quantità di acidi grassi liberi che ha e non ha alcuna relazione diretta con il sapore.

Ciò che è certo è che più bassa è la sua acidità, meno avrà sofferto il frutto dell’oliva e migliori saranno le qualità del suo succo.

L’olio Sagra Bassa Acidità è un prodotto al 100% italiano e rappresenta un eccellenza nel suo genere, caratterizzandosi dal punto di vista fisico e organolettico con:

• Alla vista. Verde dai riflessi oro, limpido

• All’olfatto. Profumi di oliva verdi, di media intensità, dalle connotazioni erbacee.

• Al palato. Morbido e vellutato, armonico, sapido, dall’impatto iniziale dolce e con note amare e piccanti che si svelano in un momento successivo, ben dosate; dal gusto vegetale, con richiami al carciofo e alle erbe di campo.Nella sensazione retro-olfattiva. Lieve sensazione piccante, mandorla verde ed erbe di campo anche in chiusura.

Un olio quindi ottenuto operando con delicatezza sulla materia prima, ma tutt’altro privo di gusto e carattere, che si presta ad ogni uso in cucina, sia in cottura che a crudo.

il mondo dell’olio Sagra a Bassa Acidità vi aspetta sul sito: Sagra

#oliosagra #sagrailnostroolio #labassaaciditàèsagra #ad

pancakes/ Senza categoria/ uova/ zero carboidrati

pancake low carb, keto e gluten free con solo 2 ingredienti

pancake low carb

 

pancake low carb

I pancake low carb sono semplici da preparare, leggeri e gustosi, con solo due ingredienti sono perfetti sia a colazione che nel post workout.

 Sottili e delicati,  sono molto più vicini a una crêpe che a un tradizionale pancake denso e soffice , il gusto neutro consente di impiegarli come base per pasti dolci e salati.

Deliziosi se conditi con uno sciroppo low carb o farciti con salmone e avocado, li amerete al primo morso.

 

 

Pancake low carb | ingredienti e preparazione

per 4 pancake

110 g di quark ( o yogurt greco molto asciutto)
2 uova
olio di cocco o burro per ungere la padella
ingredienti opzionali :
dolcificante liquido
essenza di vaniglia
scorza di limone grattugiato
cacao

  1. Metti tutti gli ingredienti in un frullatore o in un mixer e fai andare per due minuti.
  2. Lascia riposare per 2 minuti in modo che le eventuali bolle d’aria possano disperdersi
  3. Versare 1/4 della pastella in una padella calda unta con burro o olio di cocco.
  4. Cuocere per 2 minuti fino a doratura, capovolgere e cuocere 1 minuto sull’altro lato.
  5. Ripeti con il resto dell’impasto.
  6. Servire con sciroppo senza zucchero e bacche fresche.
    MACROS:
    calorie totali 223
    proteine 25g
    grassi 11g
    carboidrati 5gScoprite altre ricette golose sulla pagina dei nostri amici di Village Bakery
allenamento

Come superare le più comuni scuse per non allenarsi

passeggiata

passeggiataQuando non si ha voglia , si possono inventare  decine di scuse per non allenarsi. Lo sappiamo: mantenersi costanti è dura e soprattutto all’inizio si è tentati di mollare nascondendosi dietro luoghi comuni e false convinzioni. Vediamo quali sono le più diffuse e come superarle.

 

Non ho tempo

Allenarsi non richiede necessariamente un dispendio di molte ore a settimana, per esempio un allenamento HIIT si esegue in pochissimo tempo e garantisce ottimi risultati. Bisogna inoltre ricordare che se non si spende tempo per la cura di sé stessi, presto o tardi bisognerà affrontare le conseguenze di certe mancanze, in termini di estetica e dal punto di vista della salute. 

Lifehacker ha anche una guida su come trovare il tempo per i tuoi allenamentipianificando attentamente i tuoi allenamenti e sprecando meno tempo a fare altre cose. “Non fai il tempo, fai scuse”, disse Meneses. “Se non fai il tempo per fare esercizio, allora dovrai davvero trovare il tempo per le ferite, per le malattie. E questo non fa altro che sconfiggere lo scopo di tutto il resto per cui stai facendo il tempo. “

Ho dei bambini

Ci sono molti modi per includere i tuoi figli nella tua routine di allenamento. Inoltre un genitore allenato idee incoraggia i  figli ad essere attivi, e può essere un buon esercizio per intensificare i legami familiari. Le idee per coinvolgere i bambini possono essere molte e per tutti i livelli di allenamento.

Odio allenarmi

Ci sono molti diversi motivi per cui potresti detestare i tuoi allenamenti. Ad esempio che potresti non aver ancora  trovato una disciplina che ti piaccia. L’ovvia soluzione è provare diversi tipi di allenamento fino ad incontrare quello tagliato per te. Se invece sei una persona che detesta visceralmente l’impegno fisico, cerca di distrarti ascoltando musica o coinvolgendo un amico.

Mi fa male tutto

Stranamente, la cosa migliore per gestire il dolore post allenamento potrebbe non essere un giorno di riposo. Ovviamente, non bisogna buttarsi a capofitto in allenamenti super impegnativi se si è doloranti, meglio dedicarsi ad una disciplina soft come lo yoga o una lunga passeggiata nel verde.

corsa

Sono sempre stanco

Al termine di una lunga giornata di lavoro è probabile che l’ultima cosa che desideri fare sia correre a sudare in palestra. Eppure l’esercizio fisico risulta essere più rigenerante di un pomeriggio passato davanti alla televisione.

L’importante è procedere per gradi, se si è da poco intrapreso un programma di allenamento, la tentazione è quella di voler strafare, ricorda sempre che bisogna rispettare la curva di apprendimento, muscoli e cervello devono imparare gradualmente a gestire nuovi movimenti e un nuovo tipo di dispendio energetico.

Non ho un abbonamento a una palestra

Trovare un abbonamento a una palestra che non sono sia troppo costosa, ma le catene low cost stanno spuntando un po’ ovunque.
Tuttavia l’iscirzione in palestra non è irrinunciabile per allenarsi. Puoi correre quasi ovunque o seguire allenamenti usando solo il tuo peso corporeo . Ci sono anche molti allenamenti online che puoi fare comodamente da casa seguendo uno dei moltissimi canali Youtube dedicati.

Sono timido

La palestra può essere un posto intimidatorio, ed è difficile liberarsi dalla sensazione di essere giudicati dagli altri utenti. Sentirsi a proprio agio in palestra può essere dura, ma grazie a questi suggerimenti le cose andranno presto molto meglio 

 

Non so da dove iniziare

non tutti nascono per essere crossfitter o bodybuilder e la marea di informazioni che proviene dalla rete può indurre a pensare che lo sport sia solo per super eroi. La realtà è che le palestre sono piene di persone normali che hanno iniziato partendo da zero. Inizia con un corso per principianti, cercando le alternative che senti più affini al tuo livello di preparazione e provane diversi fino a prendere confidenza con le risposte del tuo fisico.

CONSIGLIA Mostaccioli