All Posts By:

lefitchef

Senza categoria

Riso viola al profumo di mare

riso viola

riso viola
Il riso viola al profumo di mare è una preparazione semplice, ma d’impatto visivo e dal gusto sorprendente.

Insieme al altro blogger, ho avuto il  piacere di partecipare all’iniziativa de Il Tonnotto L’Isola d’Oro che ha lo scopo di farvi scoprire un ingrediente antico quanto le civiltà del mediterraneo: il Garum.
Ho quindi deciso di dare una nuova veste a due alimenti cardine dell’alimentazione fit, il tonno e il riso, impreziosendoli con ingredienti esclusivi e ricchi di sapore, che richiamano la tradizione e le radici più antiche della nostra cultura.

Riso Viola al profumo di mare | ingredienti e preparazioneù

per 4 persone
300 g di riso carnaroli
due cucchiai di olio extravergine d’oliva
un piccolo scalogno tritato
un litro di brodo vegetale non salato
mezzo bicchiere di vino bianco secco
300 g di verza viola
una confezione di trancetti di Tonnotto
due cucchiai di Garum Isola d’Oro
qualche goccia di colatura di alici Isola d’Oro
pepe bianco
cocco tostato per guarnire

In un tegame dal fondo spesso, fate appassire lo scalogno e la verza viola, precedentemente tagliata a fettine sottilissime, fate andare cinque minuti, aggiungendo un mestolino di brodo, se necessario.
Versate il riso e fatelo tostare per un minuto e mezzo, mescolando energicamente.
In pochi minuti il vostro riso viola acquisterà il suo bel colore finale.
Sfumate con il vino bianco secco e procedete con la cottura del risotto, aggiungendo poco brodo via via che viene assorbito, e mescolando delicatamente di continuo.
A cottura ultimata, serviranno più o meno 12 minuti, spegnete la fiamma e mantecate il riso viola con il garum.
Impiattate con l’aiuto di un coppapasta arricchendo ogni porzione con un cucchiaio di trancetti di tonnotto che avrete lasciato a marinare una mezz’ora con poche gocce di colatura di alici, e una o due lamelle di cocco per completare.

allenamento/ Senza categoria

Inziare a fare sport: consigli per chi è in sovrappeso

Seguire una rigida routine di allenamento non è semplice. Se per molti la vita attiva è una condizione naturale, iniziare a fare sport per chi è già sovrappeso sembra un’impresa inaffrontabile.
Ma se si è in sovrappeso, l’esercizio è di importanza vitale. L’allenamento aiuta a perdere peso, a cambiare l’immagine che si ha di sé e dei propri limiti, migliora l’umore e lo stato di salute generale.

Quindi, come si inizia? Questa guida servirà a trovare delle indicazioni utili. Quindi, controllate i servizi offerti dalla ASL locale, dall’ospedale, dalle palestre più fornite o dai centri di aggregazione di quartiere per trovare il programma più adatto per iniziare un nuovo percorso di benessere.

Ecco alcuni consigli che possono aiutare a compiere i primi, importantissimi passi.

 

Iniziare a fare sport: consigli per chi è sovrappeso

 

Prima di iniziare qualsiasi attività fisica, è essenziale rivolgersi al proprio medico curante per escludere qualsiasi impedimento di ordine fisico e fargli tutte le domande necessarie per ottimizzare l’impostazione dell’esercizio fisico in base alle proprie condizioni reali, se ad esempio si assumono farmaci, è necessario essere informati dal proprio medico riguardo tutte le accortezze necessarie per un allenamento senza rischi.

In seguito è necessario equipaggiarsi a dovere per affrontare le sessioni d’allenamento al meglio. Ormai non è difficile trovare capi d’abbigliamento sportivo anche per taglie forti e nei negozi di scarpe sportive, c’è sempre un addetto specializzato per consigliarci al meglio in base alle nostre caratteristiche fisiche.

 

Iniziare a fare sport: Una vita sana si conquista nel tempo

La prossima cosa da ricordare è che uno stile di vita sano è una conquista che si costruisce nel tempo, non una cosa che appare dal nulla solo perché si è iniziato un cambiamento. Se tci si aspetta di salire su una cyclette, di iniziare a sollevare pesi  o di stravolgere  la  dieta senza difficoltà o battute d’arresto, è meglio prepararsi al fallimento. Bisogna avvicinarsi ai propri obiettivi di salute e benessere rispettando la curva di apprendimento, come si farebbe con un nuovo lavoro o una nuova lingua da imparare.
L’obiettivo è quello di apportare cambiamenti positivi che resistono alla prova del tempo . Piani di perdita di peso a breve termine, programmi di allenamento e dieta che promettono risultati strabilianti in poche settimane sono stati dimostrati più e più volte di essere inefficaci e frustranti .

Iniziare a fare sport: Trova qualcosa che ti piace fare e inizia da lì

Entrare nella giusta mentalità è solo metà del percorso. Il resto, ovviamente, si ottiene mettendo in atto i propri piani. Se si è già in lotta con il sovrappeso o non si sa da dove iniziare, questo può essere uno dei maggiori ostacoli da superare. Che tipo di esercizio bisogna fare e quanto? Funzionerà? Come si possono massimizzare i risultati?

Francamente, la migliore risposta a tutte queste domande è ignorarle. Se ti concentri sui risultati a lungo termine invece di costruire abitudini, si è già sulla strada sbagliata.
Per iniziare bisogna cercare l’esercizio che ci ricompensa mentalmente, emotivamente e fisicamente. Trovate le cose che vi piace fare, a qualsiasi livello di attività.Non lasciatevi  coinvolgere dalla mentalità “tutto o niente”, iniziate piano con qualcosa di semplice e piacevole, anche solo una volta alla settimana. È più importante, soprattutto agli inizi, concentrarsi su ciò che si può fare e partire da lì .

 

Tracciate i progressi e cercate sostegno

Infine, qualunque cosa si faccia, non fatela da soli.  Quando ci si circonda da una rete di supporto di amici e familiari , le battute d’arresto e i momenti di sfiducia di affrontano meglio e si risolvono più in fretta.
Quanto al tracciare i progressi, non deve diventare un’ossessione. Lo scopo è monitorare i progressi e creare abitudini positive. 

Cercate di coinvolgere il partner nel vostro nuovo percorso di benessere, sarà più facile organizzare i pasti ed evitare sgarri alimentari se si lavora insieme per lo stesso obiettivo.

 


Come abbiamo detto, iniziare è tutto – e se si inizia con il piede giusto, le possibilità di attenersi ai cambiamenti e di adottare uno  stile di vita che porti vantaggi  reali, duraturi e significativi sono molto più alte. In poco tempo, le abitudini  saranno routine, e i risultati derivanti da esse (e da una corretta alimentazione), saranno presto visibili e sufficienti per desiderare di continuare  con uno stile di vita sano. È la strada più lunga, ma è certamente il modo migliore per dare e avere il meglio

 

 

al forno/ avena/ barrette/ cacao/ colazione/ farina d'avena/ senza zucchero/ snack dolci/ torta proteica/ Tutte le ricette/ whey

tortine proteiche vaniglia e cacao senza grassi e zucchero

tortine proteiche le fitchef

Che abbiate voglia di uno snack al volo o che stiate preparando gli spuntini per i prossimi giorni, queste tortine proteiche vaniglia e cacao si riveleranno un jolly prezioso.

 

tortine proteiche vaniglia e cacao le fitchef

Ad essere del tutto onesti, le tortine proteiche vaniglia e cacao sono pancake a tutti gli effetti, essendo cotti in padella, anche se la forma cubica trae in inganno. Per la loro realizzazione ho usato uno stampo in silicone, adatto alla cottura in forno tradizionale, forno a microonde e padella, preso su Amazon a questo indirizzo —>  stampo silicone 

In fondo alla ricetta troverete l’etichetta nutrizionale per la ricetta di oggi, una delle novità del nostro sito che spero apprezziate.

La ricetta consente di ottenere sei tortine proteiche vaniglia e cacao, che potete conservare in frigorifero fino a una settimana dopo averle riposte in un contenitore pulito e a chiusura ermetica.

Per gli amanti del forno tradizionale e del microonde, ho aggiunto anche i tempi di cottura adeguati.

Tortine proteiche vaniglia e cacao : ingredienti e preparazione

  • 60 g di avena aromatizzata alla vaniglia Vitamincompany
  • 1 Scoop (30g) di Yummy Whey alla vaniglia Cobalt Nutrition
  • dolcificante liquido a piacere
  • un pizzico di sale iodato
  • 1 cucchiaino raso di lievito per dolci
  • 15 g di cacao amaro
  • 60 g di apple sauce ( trovate la ricetta qui —-> apple sauce )
  • 1 uovo intero
  • 80 ml di latte del tipo preferito
  • 30 g di yogurt greco ( la ricetta qui —> yogurt greco )

La preparazione delle tortine proteiche è semplice e rapida.
In una ciotola setacciate la farina d’avena con il lievito per dolci e le proteine. Aggiungete il sale.
A parte, frullate la applesauce con l’uovo, il latte, lo yogurt e il dolcificante.
Versate il mix di ingredienti umidi su quelli secchi e mescolate velocemente, ricordate di non mescolare mai troppo a lungo, per evitare che gli impasti restino duri in cottura.
Dividete il mix in due ciotole e aggiungete ad una delle due parti il cacao amaro.

Lo stampo in silicone non ha bisogno di essere unto, essendo naturalmente antiaderente, ma assicuratevi i averlo lavato ed asciugato con cura prima del primo utilizzo.

Alternando i due impasti, riempite lo stampo con un cucchiaio, avendo cura di non superare i tre quarti della capienza di ciascun cubo.

A questo punto è possibile procedere con la cottura.

Per la cottura in padella: Usate una padella dai bordi alti, fiamma bassissima e coperchio, serviranno 15-18 minuti di cottura circa.

Per la cottura in forno: cuocete in forno già caldo per 12-15 minuti a 170°C

Per la cottura al microonde: impostate la potenza ad un livello medio e cuocete per un minuto e mezzo, controllate la cottura e continuate per altri due minuti

Vi ricordo che tutti i prodotti Vitamincompany e Cobalt Nutrition possono essere acquistati sul sito VitaminCenter con il 10% di sconto grazie al codice LEFITCHEF10

Valori nutrizionali per singola tortina:
Calorie : 86
Carboidrati 9 g
Grassi: 1.1 g
Proteine: 8g

Senza categoria

Friggitrice ad aria: la rivoluzione sana in cucina

Inutile negarlo: tutti amano il fritto; che si tratti di una fragrante frittura mista consumata in romantico locale in riva al mare o di uno dei molti dolci tipici delle tradizioni regionali italiane, la rinuncia a questo tipo di cottura è, per molti, la più dura da affrontare nella ricerca di un ritrovato percorso di benessere. La friggitrice ad aria è un elettrodomestico relativamente nuovo progettato per dare agli alimenti un aspetto esteriore croccante, senza le calorie e gli sprechi e le seccature tipiche dei metodi di frittura tradizionali.

Apparso sul mercato per la prima volta nel 2010, la friggitrice ad aria  ha fatto il suo esordio in Europa e in Australia prima di emergere nei mercati giapponese e nordamericano.

A cosa serve la friggitrice ad aria?

pollo fritto lefitchef

A seconda della capacità dell’apparecchio , la frittura ad aria  può essere impiegata per preparare piatti tradizionalmente fritti come patatine fritte ed ali di pollo, così come dolci , verdure arrostite e persino prodotti da forno.

 

Come funziona la friggitrice ad aria?

Esistono molte marche e modelli di friggitrici ad aria, ma la maggior parte utilizza la stessa tecnologia e metodo di cottura. Tecnicamente, ciò che avviene all’interno di una friggitrice ad aria non può definirsi frittura; piuttosto essa impiega un processo simile a quello del forno a convezione, che prevede la circolazione continua di aria calda attorno al cibo.

friggitrice ad aria gif

Questo sistema agisce combinando un elemento riscaldante all’interno della macchina e una ventola di scarico che consente di  mantenere asciutta la superficie del cibo durante la cottura. Il risultato è un esterno croccante e un interno umido e morbido,  lo stesso che si otterrebbe con una frittura tradizionale a regola d’arte.

Per utilizzare una friggitrice ad aria, collocare il cibo all’interno del cassetto estraibile. Assicurarsi che gli alimenti siano preparati correttamente e in sicurezza utilizzando solo pentole e recipienti di cottura specificamente progettati per l’impiego nella friggitrice ad aria.

Per evitare che gli alimenti si attacchino  e migliorare i risultati della cottura, è bene spruzzare prima,  leggermente,  il cibo con una piccola quantità di olio. Normalmente il cestello della friggitrice ad aria permette di cuocere grandi quantità di cibo contemporaneamente, ma per risultati ottimali, è meglio evitare di sovraccaricarlo, meglio distanziare il cibo ed evitare di riempire eccessivamente il cestello.


Posso usare la friggitrice ad aria per preparare una ricetta tradizionale? 

 


Poiché i tempi di cottura e le temperature sono diversi per i forni e le friggitrici convenzionali, è consigliabile utilizzare ricette create appositamente per la friggitrice ad aria.

Tuttavia, se si vuole provare a cuocere una ricetta tradizionale nella friggitrice ad aria,  è possibile apportare alcune modifiche ai tempi di cottura. Una buona regola è quella di diminuire la temperatura di 10°C rispetto alla temperatura prevista per la cottura in forno o friggitrice tradizionale.  Poiché la friggitrice ad aria tende a cuocere a una velocità maggiore rispetto alla cottura tradizionale, controllare da 5 a 10 minuti prima del tempo suggerito per evitare la cottura eccessiva.

Dopo l’uso, pulire la vaschetta interna e il cestello in rete con acqua calda e sapone e una spazzola a setole dure o una spugna. Pulire l’esterno della macchina con un panno umido e l’elemento riscaldante raffreddato con una spazzola a setole dure per rimuovere eventuali particelle di cibo. Asciugare la macchina con un tovagliolo di carta o un asciugamano da cucina pulito e asciutto.

 

Come scegliere la friggitrice ad aria ideale?

Ora che abbiamo evidenziato alcuni dei molti vantaggi derivanti dell’impiego di una friggitrice ad aria, ed abbiamo scoperto come farne un uso il più possibile vicino alle nostre abitudini, veniamo ad un punto essenziale: come scegliere la friggitrice ad aria che meglio si adatta alle nostre esigenze?

Il primo passo è senza dubbio quello di affidarsi ad un’azienda che garantisca cura nei dettagli ed affidabilità nella scelta e nell’impiego delle materie prime e che garantisca un’assistenza impeccabile al cliente in caso di necessità. Noi di LeFitchef abbiamo scelto un modello De Longhi, tra i molti proposti in questa guida esaustiva che potete consultare cliccando qui : De Longhi friggitrice .

Con l’arrivo dell’estate possiamo finalmente concederci più spesso fritti fragranti e asciutti!
Lasciami un commento o una domanda.

al forno/ pollo/ Senza categoria

Pulled chicken al forno

pulled chicken

il pulled chicken al forno è un modo alternativo per consumare il petto di pollo, la carne risulta morbida e sfilacciata e può essere impiegata in insalate, wraps di albumi, bagels ,  farciture per torte salate e riso saltato

pulled chicken

Impiegando esclusivamente carne di petto di pollo, il pulled chicken risulta un piatto ricco di proteine e povero di grassi e calorie, nonostante la sua consistenza appagante e il gusto pieno.  La preparazione in forno rende il pulled chicken una ricetta realizzabile anche da chi non dispone di uno slow coocker, l’importante è rispettare i tempi di cottura per non rischiare di stracuocere la carne, e ottenere così un risultato secco e poco invitante.

Pulled chicken – Ingredienti

 

due petti di pollo interi di circa 500-600 g

per il mix di spezie:
-3 g di zucchero
-un cucchiaino di sale
– un cucchiaio di paprika dolce
-un cucchiaino di aglio in polvere
-un pizzico di cumino in polvere
– un pizzico di peperoncino piccante (opzionale)
-pepe nero a piacere
( n.b. questo è il mio mix preferito, ma potete adattare le quantità di spezie in base alle vostre preferenze ed alle scorte disponibili nella vostra dispensa)

Pulled Chicken – Preparazione

 

In una ciotolina mescolate tutte le spezie insieme al sale e allo zucchero.
Con l’aiuto di un coltello molto affilato, private la carne dell’osso centrale, della cartilagine e di tutto il grasso visibile.
Ponete la carne in un grande sacchetto di plastica per alimenti, versate dentro il mix di spezie e massaggiatela perché aggiunga uniformemente ogni parte del petto di pollo. Cercate di togliere, strizzandolo, quanta più aria possibile dal sacchetto, chiudetelo bene e lasciatelo riposare in frigorifero per almeno due ore o per un massimo di sette otto ore.
Quando sarete pronti, scaldate il forno a 150°C, statico , sistemate la carne in una teglia a bordi alti e copritela bene con carta stagnola. Cuocete per circa un’ora e mezza o fino a quando la temperatura interna, misurata con un termometro da carne,  non sia arrivata a 75°C.

Estraete la teglia dal forno e lasciatela riposare per circa mezz’ora prima di sfilacciare il pulled chicken con l’aiuto di due forchette.
Aspetto le foto delle vostre preparazioni sulla pagina facebook e nel nostro gruppo. 

 

 

 

Senza categoria

Penne con tonno e zucchine ZenPasta

penne zenpasta

Oggi è il World Pasta Day e quale modo migliore di presentarlo se non con un piatto che unisce le ultime zucchine di stagione con le proteine magre del tonno?

L’ingrediente speciale che oggi unisce questi due sapori è ZenPasta, un prodotto innovativo che sposa la tradizione gastronomica italiana, con i benefici del Konjac. ZenPasta può vantare il 40% in meno di calorie rispetto ai formati tradizionali, il 50% in meno di carboidrati e ben il 29% di fibra in più.
Il Konjac, da cui si estrae il glucomannano, ha la capacità di ridurre sensibilmente l’assorbimento di grassi e carboidrati, favorendo un più prolungato senso di sazietà e fornendo un supporto prezioso a coloro che vogliono controllare la propria alimentazione.

La nuova formula di ZenPasta consente inoltre di disporre di un prodotto secco che in cottura triplica il suo peso, risultando più conveniente e facilmente dosabile

penne zenpasta

Penne con tonno e zucchine ZenPasta

per 4 persone
250 g di penne ZenPasta

150 g di tonno al naturale

2 zucchine tagliate a nastro

qualche foglia di menta

1 scalogno tritato finemente

1 spicchio d’aglio schiacciato

2 cucchiai di olio d’oliva

1 cucchiaio di sale grosso iodato

pepe nero macinato fresco

In un largo tegame antiaderente versare l’olio insieme allo scalogno finemente tritato e lo spicchio d’aglio schiacciato, far dorare a fiamma media, mescolando con un cucchiaio di legno, avendo cura di non far prendere colore all’aglio.
Aggiungere i nastri di zucchina e abbassare la fiamma mentre si inteneriscono, ci vorranno circa  minuti. Nel frattempo cuocere le penne ZenPasta in abbondante acqua salata a cui avremo aggiunto il sale grosso.

Sgocciolare il tonno dal liquido di conserva e aggiungerlo alle zucchine che stanno cuocendo nel tegame. Mescolare dolcemente per evitare che il tonno si scomponga troppo.

Scolare la pasta al dente e ripassarla rapidamente in padella con il suo condimento, finire il piatto di penne con tonno e zucchine  con il  pepe nero macinato fresco e foglie di menta.

allenamento/ Body&Mind

Primo giorno in palestra: vincere la timidezza

vincere la timidezza

Vincere la timidezza è per molti l’ostacolo principale che si frappone tra la propria condizione attuale e il conseguimento di obiettivi duraturi.
Affrontare per la prima volta l’ambiente della palestra, può rappresentare un’esperienza imbarazzante. Può capitare di avvertire disagio perché ci si vede troppo fuori forma, confrontandosi con persone che hanno già a tempo intrapreso un percorso di allenamento, o perché si pensa di indossare un abbigliamento non adatto all’ambiente, o semplicemente di sentirsi fuori posto.
Tuttavia è essenziale superare l’ansia e iniziare a prendere confidenza con macchine e programmi di allenamento.

Chiunque inizi ad allenarsi, sa che le insidie possono essere numerose: la difficoltà a mantenersi costanti nel tempo, il sentirsi egoista nel concedersi del tempo per sé stessi, la difficoltà a reperire il tempo utile da dedicare all’allenamento tra i mille impegni quotidiani, la pigrizia, la mancanza di una solida motivazione. Ma c’è una ragione quasi sempre trascurata, che tiene lontane le persone dalla palestra e dall’opportunità di avere una salute migliore e un miglior rapporto con sé stessi, soprattutto in un momento storico in cui, grazie ai social, prevalgono figure che poco hanno a che vedere con il benessere e molto con la sovraesposizione dell’ego: si tratta dell’ansia sociale o della semplice difficoltà a vincere la timidezza che, per alcuni, è un ostacolo insormontabile.

Vincere la timidezza per affrontare un percorso di allenamento è un problema che conosco personalmente. Ricordo ancora con un certo orrore le lezioni di educazione fisica a scuola e le pile di certificati e giustificazioni proposte per sfuggire all’imbarazzo delle immancabili partite di pallavolo.
Crescendo, ho realizzato che le persone che provavano timidezza nell’affrontare l’ambiente della palestra erano molte ed erano tormentate da tutta una serie di dubbi, come:

  •  Non so cosa indossare
  • Non mi piace il modo in cui mi sento osservato
  • Sono troppo fuori forma per allenarmi in pubblico
  • Mi sento a disagio perché non so come usare le macchine
  • Mi terrorizza l’idea di condividere lo spogliatoio con degli sconosciuti
  • Non so come affrontare l’attesa mentre qualcuno finisce di usare la macchina che mi serve
  • Non voglio parlare con nessuno.
Con il tempo, ho imparato alcune cose, che spero possano essere utili a chi, come me, si è spesso trovato a vivere cristallizzato nella paura di affrontare una situazione di imbarazzo a causa dell’impossibilità di vincere la timidezza ostinata

vincere la timidezza

Vincere la timidezza in palestra

Cerca il posto ideale : Ormai anche i più piccoli centri abitati offrono differenti luoghi in cui potersi allenare, l’importante è dare un’occhiata al luogo e cercare di individuare il tipo di orientamento scelto dai titolari. Se vi siete prefissi l’obiettivo di concedervi solo tre o quattro sere a settimana per rimettervi in forma, potreste sentirvi a disagio in una palestra strutturata per bodybuilder e, viceversa, se intendete percorrere la strada che porta a grandi masse muscolari, probabilmente non vi troverete a vostro agio in una palestra commerciale.

Non avere fretta: è importante concedersi il giusto tempo per adattarsi alle nuove situazioni che possono risultare stressanti. Trovarsi in mezzo a corpi scolpiti, in abiti aderentissimi, può risultare imbarazzante. L’importante è resistere alla tentazione di mollare subito e abituarsi poco a poco.

Scegli l’outfit adatto: non è necessario investire grandi cifre e scegliere capi alla moda o eccessivamente costosi. Bastano due o tre cambi, in tessuti di buona qualità, che ci stiano davvero bene addosso e ci facciano sentire comodi e liberi nei movimenti. Non serve scoprirsi eccessivamente, né infagottarsi con abiti oversize. Basta trovare l’abbigliamento che ci faccia sentire bene e con lo stesso diritto di tutti gli altri di prendersi cura del nostro corpo.

Affronta la paura degli altri: Vincere la timidezza significa soprattutto ricordarsi che, in palestra, la stragrande maggioranza delle persone è lì per occuparsi esclusivamente del proprio allenamento, quindi preferiscono dedicarsi all’ascolto della musica per trovare un buon ritmo, invece che di giudicare l’operato degli altri. Allo stesso modo è bene imparare a convertire la naturale invidia per i risultati conseguiti dagli altri, in genuina ammirazione e fonte di ispirazione per il proprio percorso.

Focalizza l’attenzione su te stesso: Invece di continuare ad osservare la sala e farti sommergere dall’ansia, sposta il focus sulle sensazioni che provengono dall’esercizio. Ascoltare il proprio corpo è il miglior modo per ottimizzare l’allenamento e minimizzare i rischi di infortunio. Una volta che ci si concentra sul momento in essere, l’ansia di essere giudicati dagli altri smette di essere una priorità e il timore di affrontare nuove sfide svanisce.

Goditi i progressi: Osservare i piccoli miglioramenti diventare più evidenti, giorno dopo giorno, diventerà presto la miglior ricompensa, oltre alla soddisfazione di essere stati in grado di acquisire una nuova abitudine e di vincere la timidezza. Con il tempo, vi guarderete indietro e ringrazierete voi stessi per l’importante percorso che avete intrapreso.

 

 

 

collaborazioni/ ricetta a basso indice glicemico/ ricette a basso indice glicemico/ secondi/ Senza categoria/ Tutte le ricette/ Veg

Cuoricini di piselli alle due salse

Buzzoole
Dopo una lunga pausa estiva, torniamo con  una ricetta semplice e deliziosa,  I cuoricini di piselli alle due salse, realizzata con i prodotti Frosta, leader nel mercato dei surgelati, che realizza con sole materie prime di eccellenza, alimenti genuini, senza conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità ed additivi di sintesi.
Frosta è un brand che ha scelto di puntare tutto sulla genuinità dei prodotti e l’eccellenza delle materie prime, inoltre, ogni confezione è corredata, oltre che da indicazioni meticolose sugli ingredienti e i loro valori nutrizionali, anche di indicazioni di tracciabilità di questi, da reperire sul sito www.localizzailtuocibo.it, così che ognuno possa sempre avere un’informazione trasparente, dall’orto alla tavola.

Per la ricetta di oggi abbiamo scelto un prodotto della linea Veggie & Vegan, dal momento che abbiamo abbracciato la scelta vegetariana, ma ci teniamo a ricordare che Frosta ha scelto di operare in base ad una strategia di sostenibilità ambientale che ha come scopo un impatto sulla natura più basso possibile, per cui , ad esempio, per i suoi prodotti a base di pesce sceglie solo pescato proveniente  da lavorazione ittica non depauperante e certificata MSC (Marine Stewardship Council) e coltiva i suoi ortaggi nel pieno rispetto della terra.

Ogni altra informazione su Frosta è reperibile su Facebook https://www.facebook.com/frosta.it/ e Instagram https://www.instagram.com/frosta_italia/

Cuoricini di piselli alle due salse

ingredienti per 2 persone

Una confezione di Cuoricini di piselli Frosta
due carote medie
200 g di piselli freschi
15 ml di olio extravergine d’oliva
10 g di amido di mais
sale iodato e pepe bianco
erba cipollina fresca

Disponete i cuoricini di piselli su una placca, ancora surgelati, e cuocete in forno caldo a 180° C per circa 18 minuti.
Nel frattempo, lessate separatamente le carote tagliate a rondelle e i piselli in poca acqua, leggermente salata fino a quando tutti gli ortaggi saranno teneri. Scolateli, tenendo da parte poca acqua di cottura.

Versate in un boccale le carote lessate e riducetele in purea con l’aiuto del frullatore a immersione, in una piccola ciotola stemperate metà dell’amido di mais con l’acqua di cottura e versate la miscela, insieme alla purea di carote, in una pentola dai bordi alti e dal fondo spesso. Fate ridurre a fuoco basso per pochi minuti e procedete allo stesso modo per ottenere la crema di piselli.

Impiattate disponendo le due creme sui piatti, aggiungete pepe bianco, un filo d’olio d’oliva e i cuoricini e finite il piatto con l’erba cipollina tritata.

Ho scelto carote e piselli, perché tra gli ingredienti dei cuoricini Frosta compare lo zenzero, che si sposa deliziosamente con questi ortaggi, ma se preferite sperimentare altre combinazioni, fatemelo sapere.

secondi/ snack salati/ spezie/ Tutte le ricette/ uova/ Veg/ whey/ zucchine

tortino di zucchine al microonde

nfd

Il tortino di zucchine al microonde è il mio miglior amico in questa torrida estate, mi permette di preparare in anticipo pasti e snack da portare al lavoro o da consumare anche freddi, con ottimi macros e tutti i nutrienti necessari.

 

 

Ho tratto spunto da una storica ricetta di Araba Felice sistemandola in base alle mie esigenze attuali e il risultato è un tortino di zucchine, soffice e gustoso, pronto in soli 15 minuti.

gli ingredienti sono semplici e possono essere variati in base alla stagionalità degli ortaggi disponibili e ai macros di ognuno, per quanto concerne la farina, io ho usato un mix di avena e riso, ma andrà bene anche una classica 00 o un mix senza glutine, per chi avesse particolari necessità.

 

Tortino di zucchine al microonde | Ingredienti e preparazione

due zucchine medie

tre uova intere

90 g di farina ( per me 50% di farina di riso e 50% farina d’avena)

sale iodato

erba cipollina

una piccola carota

100 ml di latte

20 g di amido di mais

un cucchiaino di lievito istantaneo per torte salate

10g di olio d’oliva

grattugiate le zucchine e la carota usando il lato a fori larghi della grattugia, salate e aggiungete le tre uova leggermente sbattute con l’olio, l’erba cipollina, la farina setacciata e, in ultimo, il latte in cui avrete stemperato l’amido di mais.

Personalmente ho aggiunto anche 30 g di proteine del siero neutre, scegliete voi se provare o meno anche la versione proteica.

Mescolate tutto rapidamente e appena avrete ottenuto un composto omogeneo, versatelo in un contenitore adatto alla cottura in microonde. Io ne ho usato uno rotondo del diametro di 24 cm, per cui i tempi di cottura che ho seguito sono stati quelli che seguono:

6 minuti a media potenza

6 minuti ad alta potenza

 

i tempi e la potenza potrebbero essere differenti per i vari modelli di microonde e le differenti dimensioni dei contenitori, per cui il mio consiglio è di procedere gradualmente e controllare l’evoluzione dell’esperimento aprendo lo sportello ogni due minuti circa.

Fate raffreddare il tortino di zucchine per almeno dieci minuti prima di consumarlo, è perfetto da solo o accompagnato ad una salsa a base di yogurt e spezie.

 

 

 

comfort food/ low carb/ mandorle/ meal prep/ salse e creme spalmabili/ senza cottura/ snack salati/ spezie/ Tutte le ricette/ Veg/ verdure

Hummus low carb

hummus low carb

L’hummus low carb, tecnicamente non è hummus, ma è piuttosto difficile accorgersi delle differenze.
Il termine Hummus deriva dal termine arabo حُمُّص‎‎ usato per indicare i ceci, che in questa versione non compaiono affatto, per cui la denominazione è impropria, ma tant’è…
hummus low carb
La ricetta dell’hummus rimbalza da qualche settimana per tutti i social italiani e, a quanto pare, è la tendenza dell’estate dei gymrat, gli stessi che da qualche mese promuovono l’ “intuitive eating”, tralasciando il fatto che l’affidarsi all’intuito, in mancanza delle più elementari nozioni sull’equilibrio nutrizionale, di solito provoca più danni che benefici, ma immagino sia il prezzo da pagare per aver concesso l’opportunità a chiunque di esprimersi senza freni.

Torniamo a noi, l’hummus low carb differisce dalla versione tradizionale, diffusa in tutto il Medioriente per l’assenza del suo ingrediente principale, sostituito dal principe di tutti i regimi low carb, ma per il resto la ricetta è identica.
Le varianti possono essere infinite, nella mia, per esempio, ho anche rimpiazzato la tahini, ovvero il burro di semi di sesamo, con burro di mandorle, ottenendo un prodotto finale dal gusto più delicato.

 

Hummus low carb | ingredienti e preparazione

un cavolfiore di circa 400 – 500g

10 g di tahini o burro di mandorle

uno spicchio d’aglio ( o meno, se lo tollerate poco)

il succo di mezzo limone

sale e pepe

mezzo cucchiaino di cumino in polvere

olio d’oliva per servire

 

tagliate a pezzi il cavolfiore e lessatelo in acqua salata per 15 minuti. Io ho dimezzato i tempi facendolo cuocere al microonde per 7-8 minuti alla massima potenza.
Scolatelo con cura, se lo avete lessato, e fatelo raffreddare bene.

Raccogliete il cavolfiore in un panno pulito e strizzatelo molto bene per eliminare quanta più acqua possibile, tenendone comunque uno o due cucchiai da parte.

Inserite nel boccale del frullatore tutti gli ingredienti per l’hummus low carb e azionatelo fino ad ottenere un composto omogeneo, se la cosa risultasse difficoltosa perché magari il tutto risulta troppo asciutto, aggiungete la poca acqua di cottura tenuta da parte.
Personalmente ho ottenuto ottimi risultati anche con il frullatore a immersione.

Idealmente, l’ hummus low carb andrebbe fatto riposare almeno un’ora in frigo prima di essere servito, per consentire ai sapori di armonizzarsi, ma nessuno vi impedisce di consumarlo subito, se siete in low carb, accompagnato da un fresco pinzimonio di verdure come sedano, cetrioli e finocchi. Ma se vi manca la pita, provate a sostituirla con le nostre focaccine low carb 

Se invece cercate delle buone ragioni per inserire un paio di porzioni settimanali di hummus nella vostra dieta, vi rimando a questo vecchio articolo 

 

burro d'arachidi/ burro di nocciole/ burro di pistacchi/ cheto/ colazione/ comfort food/ conserve/ salse e creme spalmabili/ senza glutine/ senza whey/ senza zucchero/ snack dolci/ Tutte le ricette

Burro di pistacchio fatto in casa

burro di pistacchio fatto in casa

Non so se capiti altrettanto a voi, ma in casa mia, un sacchetto di pistacchi ha di solito una vita molto breve, nonostante il fastidio di dover sgusciare quelli chiusi. Il burro di pistacchio fatto in casa, è il cibo degli dei, ne diventerete gelosi, ossessionati e difficilmente vorrete condividerlo con qualcuno. Il burro di pistacchio fatto in casa è l’alternativa ideale per coloro che risultano allergici alle arachidi, ma non solo. Con ben 20g di proteine per etto, i pistacchi rappresentano anche una fonte preziosa di omega 6 e omega 3. Apportano inoltre buone quantità di fibre e potassio e alcune ricerche suggeriscono che, con le loro numerose molecole antiossidanti, possano riservare del vantaggi nella riduzione del colesterolo ematico.

 

burro di pistacchio fatto in casa

Burro di pistacchio fatto in casa | ingredienti e preparazione

200 g di pistacchi non salati e non tostati
un pizzico di sale
un cucchiaio di olio di cocco (opzionale)

Mi rendo conto che trovare dei pistacchi non salati e non tostati, sia un privilegio riservato perlopiù a chi ci segue dalla sicilia, che sicuramente ha già avuto modo di preparare da sé una varietà di manicaretti a base del miglior pistacchio del mondo. Chi invece, come me, ha a disposizione unicamente pistacchi salati, può ovviare al problema lasciandoli in ammollo in acqua fredda per circa quindici  minuti, Trascorso questo tempo, i pistacchi vanno scolati e risciacquanti brevemente per rimuovere ogni altra traccia di sale e asciugati con cura con un panno.
In seguito possiamo procedere alla tostatura, versando i pistacchi in una larga e pesante padella antiaderente, preriscaldata a fuoco alto, continuando a muoverli, stavolta dopo aver abbassato la fiamma al minimo, cercando di ottenere una tostatura omogenea ed evitando di bruciarli.
A questo punto, strofiniamo delicatamente i pistacchi in un panno morbido, per liberarli dalle pellicine, che renderebbero il nostro burro di pistacchi fatto in casa più scuro e meno liscio al palato ( ma se preferite un risultato più ruvido, potete saltare questo passaggio)
Ora serve un buon macinaspezie. Preferisco evitare di consigliare l’uso del frullatore a boccale, nella preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, poiché ogni modello ha una potenza di motore e un tipo di lama differente e i più inesperti potrebbero danneggiare il macchinario. Un macinaspezie, invece, consente sempre di ottenere un risultato vellutato e omogeneo, anche se si deve procedere per piccole dosi. Io ho un tritatutto molto compatto, che permette di ottenere burri di semi e frutta secca fino a 200g di ingredienti per volta e va più che bene per le mie esigenze ( lo trovate qui )

chi invece preferisce usare il classico frullatore per la preparazione del burro di pistacchio fatto in casa, può seguire le indicazioni già illustrate per la preparazione del burro d’arachidi .
Una volta ottenuto il vostro burro di pistacchio fatto in casa, potrà essere conservato, fuori dal frigo, in un vasetto a chiusura ermetica fino a quattro sei settimane.

Spesso si cerca di migliorare il gusto dei burri di semi o frutta secca, aggiungendo cannella, o semi di vaniglia. Personalmente credo che il gusto del pistacchio naturale sia così delicato e prezioso che sarebbe un peccato alterarlo con altri aromi o dolcificandolo.

Il burro di pistacchio fatto in casa, può essere consumato al naturale ( non esagerate, è pur sempre molto calorico) o essere usato al posto del burro d’arachidi in moltissime ricette.

Vi aspetto sulla nostra pagina facebook e nel nostro gruppo! 

guar/ Informazioni Nutrizionali/ integrazione

Integratori di fibre alimentari | cosa sono e quali preferire

integratori di fibre

Ci siamo occupati di fibre in precedenza, descrivendo rapidamente il loro ruolo per la salute generale e le principali fonti alimentari, in questo articolo ci occuperemo di integratori di fibre e di come possano rivelarsi utili per il benessere.

integratori di fibre|
Oggigiorno chiunque sa che le fibre costituiscono un importante nutrimento a sostegno della  salute digestiva e generale.
I professionisti della salute e della nutrizione offrono consigli su come aumentare l’assunzione di fibre alimentari con frutta, verdura, legumi e cereali integrali, ma la fibra rimane una sostanza nutritiva trascurata,  come evidenzia l’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare nell’ambito di un’indagine condotta in venti regioni italiane,  fra il 2008 e il 2012 .Tra gli altri dati, si evince che l’assunzione di fibre è mediamente di 19g al giorno, molto al di sotto del minimo giornaliero raccomandato di 25g//die stabilito dai LARN.

Nonostante gli sforzi per sensibilizzare la popolazione all’aumento del consumo di fibre, questo continua ad essere carente, per cui spesso si ricorre ad integratori di fibre , laddove il fabbisogno potrebbe essere coperto con la sola alimentazione.

La scelta di assumere integratori di fibre si giustifica col fatto che rappresentano  un modo semplice per mantenere la regolarità quando non si consumano quantità sufficienti di frutta, verdura e cereali integrali. Altre ragioni che inducono a scegliere integratori di fibre sono la riduzione del  colesterolo ematico, la gestione del  peso o la stabilizzazione dello zucchero nel sangue.

Indipendentemente dalla motivazione, è bene aver chiare le differenze tra i vari integratori di fibra disponibili in commercio, le loro indicazioni e le particolarità di ognuno.

 

Integratori di fibre  contro alimenti integrali
Gli alimenti che naturalmente apportano fibre, come frutta, verdura e cereali integrali, contengono sempre anche altri importanti nutrienti, quali vitamine, minerali e sostanze antiossidanti essenziali per il buon funzionamento dell’organismo. Spesso ciò significa anche più calorie, per cui, coloro che si trovano ad affrontare periodi di forte restrizione calorica, tendono a preferire un integratore ad un frutto.

Ma ci sono prove scientifiche che dimostrino che i vantaggi derivanti da un integratore di fibre siano identici a quelli derivanti da un consumo opportuno di alimenti naturalmente ricchi di fibra? Tutte le fibre recano benefici per la salute, come una migliorata funzione intestinale, l’abbassamento dell’assimilazione lipidi, il controllo del glucosio, la sazietà, un miglior controllo della pressione sanguigna. Sulla base di studi epidemiologici che hanno indagato l’assunzione di fibre da alimenti interi si evince che l’assunzione di fibre superiori a 25 g di giorno protegge contro la malattia cardiovascolare. Per quanto riguarda i supplementi di fibre o l’assunzione di fibre isolate,i test svolti hanno evidenziato che i vantaggi derivanti da questo tipo di integrazione sono identici a quelli tipici derivanti da un adeguato apporto di fibra derivante da alimenti freschi o integrali.
A questo punto potremmo aprire una parentesi per coloro che gridano allo scandalo per i prodotti realizzati aggiungendo crusca alla farina raffinata, ma preferiamo risparmiare tempo, continuando a rivolgerci a coloro che fanno un uso adeguato del loro raziocinio.

 

 

Integratori di fibre | le tipologie più comuni
veniamo ora ad elencare i più comuni diti di fibra che possono essere assunti per raggiungere la propria quota ideale, quotidianamente:

• L’ inulina viene solitamente estratto dalla radice di cicoria, anche se si trova in molta frutta e verdura. È in grado di migliorare l’assorbimento dei minerali e può essere efficace nell’abbassamento dei trigliceridi.  Considerato un prebiotico, quando l’inulina viene fermentata nel colon, promuove la produzione dei  bifidobatteri utili . I fructooligosaccaridi sono catene più brevi di inulina che hanno attività prebiotica.4 Secondo alcuni studi preliminari, i fructooligosaccaridi possono proteggere contro il cancro del colon.

Metilcellulosa è un lassativo sintetico, derivato ​​dalla cellulosa. In primo luogo, è usato per trattare la costipazione, ma può anche contribuire ad alleviare alcune forme di diarrea.5 Inoltre, poiché la metilcellulosa non è fermentata nel colon, è ben tollerata.

La gomma di guar parzialmente idrolizzata (PHGG) è una fibra solubile estratta dai semi del fagiolo guar. La gomma di guar subisce un trattamento di idrolizzazione parziale attraverso un  processo enzimatico per ridurre le sue proprietà di ispessimento e migliorare la digeribilità. Il PHGG è di solito usato come lassativo per il suo effetto bulk-forming. La gomma guar ha dimostrato di poter abbassare il colesterolo e la pressione sanguigna nei soggetti con iperlipidemia e ipertensione. Inoltre, la gomma di guar può alleviare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile in modo più efficace della crusca di grano. La PHGG fermenta nel colon, con conseguente attività prebiotica e un aumento degli acidi grassi a catena corta, Lactobacilli e Bifidobacteri 

la fibra di Psillo  è più celebrata per il suo ruolo nell’abbassamento del colesterolo LDL e nel miglioramento del rapporto LDL: HDL. Lo psillo  rallenta anche l’assorbimento di carboidrati, riducendo così i livelli di glucosio nel sangue. Questa fibra solubile è derivata dai semi di una leguminosa ed è efficace per il trattamento della stitichezza

la destrina di grano è  una fibra prebiotica solubile che aiuta a normalizzare la funzione digestiva.9 La fermentazione della destrina di grano nel grande intestino produce la produzione di acidi grassi a catena corta che promuovono il sostegno di batteri benefici e l’assorbimento di minerali. Studi preliminari indicano che la destrina di grano può aiutare con la gestione del peso e il senso di sazietà

 

 

Precauzioni
Sebbene non esista un livello di assunzione massimo definito, l’aumento del consumo di fibre può causare effetti  gastrointestinali indesiderati. Ciò dipende naturalmente dal tipo di fibra e dalla quantità consumata. Ad esempio, l’inulina viene fermentata più rapidamente di altre fibre, con conseguente aumento della produzione di gas e gonfiore.9 Pertanto, l’inulina è meglio tollerata in dosi inferiori (da 10 a 15 g / die) .11 Viceversa, la destrina di grano è ben  tollerata in dosi superiori (da 30 a 45 g / die) in quanto  fermenta più lentamente nell’intestino

aquafaba/ ricetta a basso indice glicemico/ ricetta base/ ricetta dolce senza zucchero/ ricetta proteica/ salse e creme spalmabili/ snack dolci/ Tutte le ricette/ vitafiber

marshmallow fluff | meringa proteica

marshmallow fluff

marshmallow fluff è il paradiso in barattolo.

Cosa siano i marshmallows ormai è noto a tutti, sono ormai lontani i tempi in cui i doppiatori di Ghostbusters si trovavano a citare misteriosi gnocchi di lichenementre i lettori dei Peanuts si interrogavano sulla natura delle toffolette 

omino delle caramelle

toffolette

Ciò che resta certo, è che rientrano a pieno titolo nel novero del junk food, considerato il loro contenuto in zuccheri, per cui sarebbe opportuno farne a meno, soprattutto della loro versione in barattolo, il marshmallow fluff, che ha tanto l’aspetto, il profumo e la consistenza che dovrebbe avere il cibo degli dei.

Ma noi siamo qui per realizzare i vostri più oltraggiosi desideri, senza infilare sfoglie di crusca ovunque e senza rinominare il solito pancake nei modi più fantasiosi, sperando che magicamente assimili le proprietà del cibo che desideriamo, pur non condividendone neppure la forma.

Vi occorrono tre ingredienti e pochi minuti del vostro tempo per ottenere un vasetto di marshmallow fluff, proteico e senza zucchero, da aggredire con il cucchiaio o da aggiungere alle vostre migliori creazioni.

Per preparare il marshmallow fluff vi occorre l’aquafaba, che già impiegammo con successo per la preparazione delle meringhe senza zucchero . Ho preferito questo ingrediente all’albume perché è meno deperibile.

Marshmallow Fluff | Ingredienti e preparazione

marshmallow fluff

70 ml di aquafaba ( per i distratti, è l’acqua di governo dei ceci in scatola, ricca di proteine)
100 g di vitafiber ( lo trovate su MyProtein )
un cucchiaio di succo di limone
40 g di whey alla vaniglia o al marshmallow, oppure neutre, se preferite ( anche queste su Myprotein)
essenza di vaniglia ( opzionale )
0.5 g di xanthano (facoltativo, anche questo su Myprotein)

Preparate intanto un vasetto di vetro, con tappo a vite, sterilizzato per la conservazione. Fatelo bollire per 30 minuti, sgocciolate vaso e coperchio e lasciateli asciugare.
In una ciotola ampia versate l’aquafaba, lo xanthano, il vitafiber, le proteine e il succo di limone.
Mescolate prima con un cucchiaio, il composto sembrerà piuttosto pastoso, ma non temete.
Con le fruste elettriche ( no frullatore a immersione) iniziate a montare il mix a bassa velocità, quando sarà ben amalgamato aumentate la velocità al massimo e montate fino a quando il tutto sarà raddoppiato di volume o quasi. Vi sembrerà impossibile all’inizio, ma abbiate fede e continuate.
A questo punto, versate il tutto in un recipiente dai bordi alti, adatto alla cottura in microonde, e fatelo cuocere per 2 minuti a temperatura medio-alta.
Allo scoccare del timer, il vostro marshmallow fluff sarà pronto per essere trasferito nel suo vasetto e conservato in frigorifero fino a una settimana.
Scherzo, non ce la farete a farlo durare una settimana.
Oltre a divorarlo a cucchiaiate, potete usarlo per guarnire pancakes o le adorabili crostatine preparate con la frolla senza grassi e senza zucchero della nostra Laura , o la vostra fidanzata, non ci scandalizziamo.

note: io ho usato le whey neutre e l’essenza di vaniglia, la dolcezza era perfetta. Nel caso non sia sufficiente, aggiustate con una o due gocce di tic. Il problema non si pone se usate le proteine aromatizzate, che sono già dolcificate.

Vi aspetto sulla nostra pagina facebook  o, se vi comportate bene, nel nostro gruppo 

monoporzioni/ piatto unico/ post workout/ pre-workout/ ricetta proteica/ ricette a basso indice glicemico/ torta proteica/ Tutte le ricette

sformato fit di patate

sformato fit di patate closeup

Maggio, tempo di picnic e di torte salate da consumare placidamente in pausa pranzo, magari solamente al parco, sognando l’estate. Lo sformato fit di patate è saziante, delizioso anche freddo e può essere preparato in monoporzioni, basta farlo cuocere in una teglia da muffin. Personalizzatelo con le spezie che più amate, portatelo in tavola per accompagnare una fresca insalata o riservatelo a un brunch domenicale in pieno relax.

I macros sono in fondo alla ricetta, buona lettura.

sformato fit di patate closeup

Sformato fit di patate – ingredienti

per 8 porzioni

2 cucchiai di olio d’oliva

1 cipollotto fresco affettato finemente

1 peperone rosso, privato dei semi e tagliato a pezzi piccoli

2 patate medie ( circa 200 g in totale)

4 uova intere

4 albumi

erbe aromatiche a scelta

sale iodato e pepe a piacere

 

sformato fit di patate – preparazione

la preparazione dello sformato fit di patate è semplicissima, e vi garantirà sempre un risultato ottimale, basta seguire le semplici indicazioni che seguono

In una pentola capiente, mettete a lessare le patate in abbondante acqua, intere e con la buccia.

Intanto, rosolate in una padella antiaderente il cipollotto fresco affettato finemente con uno dei cucchiai d’olio, aggiungete il peperone, coprite e fate appassire per circa otto- dieci minuti a fiamma bassa, se necessario aggiungete un paio di cucchiai d’acqua.

Nel frattempo, accendete il forno a 200°C

testate la cottura della patate con la forchetta, se sono morbide, scolatele, sbucciatele rapidamente e tagliatele a fette alte un cm.
Disponetele sul fondo di una teglia unta con il cucchiaio d’olio rimanente in uno strato omogeneo, sopra, versate i peperoni rosolati con il cipollotto

Sbattete le quattro uova con i quattro albumi, aggiustate di sale e pepe, aggiungete le erbette aromatiche e versate il tutto nella teglia,sopra gli ortaggi già preparati.

Cuocete in forno già caldo a 200°C per circa 15 minuti, o fino a che la superficie non risulterà dorata. Lasciate che si intiepidisca prima di dividere lo sformato fit di patate in otto porzioni.

provate anche la quiche alle verdure! 

Sformato fit di patate – macros

sformato fit di patate macros

 

 

Informazioni Nutrizionali

Digiuno Intermittente | Panacea o marketing?

digiuno intermittente

Il digiuno intermittente o intermittent fasting è un regime alimentare che ha riscosso molta attenzione negli ultimi anni, soprattutto per i presunti benefici derivanti dalla sua pratica

digiuno intermittente

Digiuno Intermittente : cos’è?

Volendolo descrivere molto  semplicemente , il digiuno intermittente significa non mangiare per un periodo di tempo determinato ogni giorno, di solito della durata di almeno 14 ore . Le guide a riguardo sono abbondantissime, sia in libreria che in rete, ma pochissimi autori  si concentrano sulla praticabilità di questo sistema e si concentrano invece sui vantaggi presunti del digiuno intermittente, che vanno da precisi miglioramenti di alcuni parametri fisiologici (comuni perlopiù a qualsiasi tipo di restrizione calorica) ad altri parametri sui quali è più che legittimo avanzare dei dubbi, soprattutto perché si basano su deduzioni ottenute da osservazioni derivanti da esperimenti in vitro o su pochi esemplari, quando questi riguardano il modello animale, e su sparuti campioni di volontari invitati a compilare tabelle di autovalutazione. 

 

Digiuno Intermittente | I primi risultati a lungo termine

ad alimentare il successo del digiuno intermittente, finora, sono stati i risultati presunti dovuti alla sua pratica a lungo termine. Il primo trial clinico randomizzato a lungo termine, recentemente pubblicato su JAMA Internal Medicine  ci fornisce finalmente una certezza inoppugnabile : il digiuno intermittente fornisce gli stessi risultati rispetto a qualsiasi altro regime basato sulla riduzione calorica. Ma ci sono alcune differenze sostanziali.

Lo studio ha seguito i soggetti in osservazione, divisi in tre gruppi, attraverso due fasi: una di restringimento calorico e una di mantenimento.
Il  gruppo di controllo aveva dieta libera
Il secondo gruppo è stato sottoposto ad una riduzione calorica del 25% rispetto alle proprie abitudini
il terzo gruppo, quello del digiuno intermittente, si alternata tra fasi di restrizione calorica del 25% e fasi di aumento calorico fino al 125%

Alla termine del periodo di osservazione, entrambi i gruppi hanno perso la stessa percentuale di peso (solo del 5-6 per cento, che è di 5-6 chili per una persona di 90 kg) ed i soggetti appartenenti ad entrambi i gruppi, riportavano valori simili per parametri come la  pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, il colesterolo, la resistenza all’insulina, la glicemia a digiuno e altro ancora.

La più grande differenza tra i gruppi? Il tasso di abbandono. Il gruppo di digiuno ha perso 13 persone su 34 (38 per cento), e cinque di essi hanno addotto come motivazione per l’abbandono  il fatto di detestare questo metodo. Il gruppo sulla dieta costante ha visto l’abbandono di solo il 29 per cento dei membri, e nessuno di loro ha citato la dieta come la ragione dell’uscita dal progetto. Il gruppo di controllo ha perso il 26% delle persone. Ricordate che queste persone dovevano rimanere in contatto con i ricercatori per un anno e i numeri di abbandono comprendono persone che semplicemente sono uscite per i motivi più svariati. Le medie sopra, compresi i dati sulla perdita di peso, includono le persone che sono uscite. Quindi, significa che la perdita di peso potrebbe aver funzionato un po’ meglio per i soggetti che hanno trovato sostenibile il metodo del digiuno intermittente.

 

Digiuno Intermittente : cosa dimostrano questi dati?

 

Quindi questo studio dimostra che il digiuno intermittente non è niente di speciale? Sì e no. I soggetti in osservazione erano donne obese “metabolicamente sane”, mentre i sostenitori del digiuno intermittente  spesso affermano che essi sia in grado di risolvere problematiche metaboliche (affermazione che andrebbe espressa con le dovute cautele, ma è un parere assolutamente personale). La ripartizione dei nutrienti sottoposti ai soggetti in ossevazione era abbastanza standard: 55 per cento carboidrati ( quindi piuttosto alti), 30 per cento di grassi, 15 per cento di proteine. Molti praticanti del digiuno intermittente combinano il regime con una riduzione dei carboidrati, basandosi su proteine, grassi e fibre per ricavare la maggior parte delle loro calorie quotidiane.

In conclusione, lo studio dissipa in parte l’aura di panacea che certi studi, statisticamente poco rilevanti, ma molto sfruttati da parte di chi ha trovato in questo nuovo metodo una solida fonte di guadagno, avevano gettato su questo protocollo.
Lo studio non afferma che il digiuno intermittente sia peggiore o migliore di altri, in termine di riduzione della massa grassa nel lungo periodo, ma solo che vale esattamente quanto qualsiasi altro regime di restrizione calorica, senza i benefici aggiuntivi dal punto di vista metabolico tanto pubblicizzati. Se appartenete alla schiera di coloro che riescono a sostenere questo tipo di approccio, non esiste alcun motivo per abbandonarlo. Se invece questo tipo di protocollo non si adatta al vostro stile di vita, ricordate che non esiste alcuna dieta magica, nessun superfood e nessun ingrediente esotico che vi garantirà risultati migliori di un approccio consapevole ad uno stile di vita sano, che coinvolga ogni aspetto della vostra esistenza.

 

 

CONSIGLIA Mostaccioli